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venerdì 25 settembre 2026 - Festa di Roma

Festa del Cinema di Roma, il programma della 21esima edizione

Tre film italiani in gara: Brianza di Simone Catania, Giorni felici di Susanna Nicchiarelli e Mustang di Kasia Smutniak. Dal 13 al 25 ottobre.
di Paola Casella

Ancora una volta la Festa di Roma, alla sua ventunesima edizione nella Capitale dal 13 al 25 ottobre,  si rivela sovrabbondante al limite della bulimia, con una marea di titoli nazionali e internazionali divisi nelle sue varie sezioni. Proviamo a citare solo le sezioni principali presentati nell’odierna conferenza stampa. Segnaliamo in particolare modo una grande presenza femminile sia alla regia in tutte le sezioni  – fra cui sei titoli in Concorso su 18, anche se  “non ancora in una percentuale che vorremmo” come sottolinea Malanga  - che come soggetti dei film: questo proposito Malanga segnala anche “una collaborazione importante con la Casa internazionale delle donne, dove si terrà una serie di incontri italiani e internazionali” con le protagoniste davanti e dietro lo schermo dei film della Festa. Notevole anche la presenza di attori e registi internazionali di nome, che promettono un tappeto rosso importante: fra questi ricordiamo il premio alla carriera all’attor spagnolo Javier Bardem. 

CONCORSO PROGRESSIVE CINEMA
Tre gli italiani in gara: Brianza di Simone Catania, ambientato appunto nella Brianza del 2009 in piena crisi economica: il film racconta, sulla base di un fatto realmente accaduto, lo scontro  nell’armeria di famiglia piena di debiti fra due famigliari interpretati da Fausto Russo Alesi e Paolo Pierobon; Giorni felici di Susanna Nicchiarelli, basato sull’omonima graphic novel della fumettista Zuzu e interpretato da Carlotta Gamba e Riccardo Scamarcio; e Mustang, il documentario di Kasia Smutniak su materiale girato nel 2003, quando Kasia e l’allora compagno Pietro Taricone sono partiti per un viaggio verso il Nepal e si sono ripromessi di tornare per costruire là una scuola. Dopo la scomparsa del compagno sarà Smutniak da sola a realizzare quel sogno con l’aiuto della figlia della coppia, Sofia Taricone.

Fra i titoli internazionali si segnalano Ceniza en la boca, quarto film da regista dell’attore messicano Diego Luna, storia di immigrazione al femminile; I Love Boosters del rapper e regista statunitense Boots Riley, che Malanga descrive come “la risposta irriverente e politica a Il diavolo veste Prada; I See Buildings Fall Like Lightning della regista inglese Clio Barnard, ambientato a  Birmingham fra cinque amici trentenni della working class che si ritrovano per il compleanno di uno di loro; The Life and Death of Wilson Shedd diretto da Tim Blake Nelson, attore feticcio dei fratelli Coen, ambientato in un carcere dove una  giovane insegnate di scrittura creativa instaura un rapporto personale con un detenuto; Sants di Mickel Gurea, ambientato a Barcellona, protagoniste la diva emergente spagnola Victoria Luengo e Ariadna Gil, film di un “surrealismo nero come solo gli spagnoli sanno fare”; Yesterday The Eye Didn’t Sleep di Rakan Mayasi, regista palestinese, ambientato in una società beduiana patriarcale dove le donne non vogliono più seguire le regole loro imposte; infine Congo Boy di Rafiki Fariala, l’opera prima che ha sorpreso l’ultimo festival di Cannes su un ragazzo congolese fuggito 17enne dal suo Paese che nonostante debba mantenere la famiglia non rinuncia alla sua vocazione rap.

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In foto una scena de La bola negra del duo registico Los Javis.

GRAND PUBLIC
Ci fermiamo solo alla fiction per segnalare alcuni titoli molto attesi, per lo più reduci dai grandi festival internazionali: da The Debut di Jesse Eisenberg con Julianne Moore e Paul Giamatti a Elsinore di Simon Stone con Andrew Scott e Olivia Colman; da I Play Rocky, biopic su Sylvester Stallone di Peter Farrelly, a A Talent For Murder di Anton Corbijn con Helen Mirren nei panni della scrittrice Patricia Highsmith. Ci sono anche l’adattamento francese del best seller "Cambiare l’acqua ai fiori" di Jean-Pierre Jeunet con Leïla Bekhti e Matthias Schoenaerts, Le Fantome De L’Opera di Alexandre Castagnetti con Deva Cassel e Romain Duris, e Juste Une Illusion della coppia d’oro Eric Toledano e Olivier Nakache.

Anche qui molti titoli inediti italiani, a cominciare dal film di apertura, Il rumore delle cose nuove di Paolo Genovese, per proseguire con Desiderio di Michela Cescon con Enrico Borello e Romana Maggiora Vergano; E’ andata così di Gianni Zanasi con Michele Riondino e Valerio Mastandrea; Je so’ pazzo su Pino Daniele diretto da Nicola Prosatore e interpretato da un irriconoscibile Massimiliano Caiazzo;  Il ministero dell’amore di Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo con buona parte dell’ex cast di Boris; Noi un po’ meglio di Daniele Luchetti con Elio Germano e Maria Chiara Giannetta; il debutto alla regia di Stefania Rocca L’ora di tutti; Il profilo dell’altra di Francesco Bruni con Pilar Fogliati e Ginevra Francesconi; Le rose di Marrakech di Ginevra Elkann con Fanny Ardant; Se domani non torno di Paola Randi sul caso Cecchettin; La sera a Roma di Enrico Vanzina; e il remake Un tranquillo funerale di famiglia di Massimiliano Bruno.

BEST OF 2026 
Nella “sezione non competitiva composta da film di successo provenienti da altri festival internazionali, considerati tra i migliori della stagione” segnaliamo i titoli provenienti da Cannes La Bola Negra degli “Javis” Calvo e Ambrossi, Fatherland di Pawel Pawlikowski, Fjord di Cristian Mungiu, Hope di Na Hong-jin, Minotaur di Andrey Zvyagintsev, Notre Salut di Emmanuel Marre, e El Ser Querido di Rodrigo Sorogoyen. Atteso anche The Only Living Pickpocket In New York di Noah Segan con John Turturro e Steve Buscemi.

GLI ITALIANI IN FREESTYLE FILM, SERIE e ART
Nella “sezione non competitiva composta da titoli di formato e stile liberi” un’altra infinità di titoli italiani fra fiction e documentario: Sette anniversari, opera prima di Sabrina Iannucci con protagonista Benedetta Porcaroli; Cambogia del comico Valerio Lundini passato qui alla regia; Caro mondo crudele, con cui il regista Niccolò Falsetti proverà a bissare il successo del suo film di esordio Margini; El Tren Fluvial di Lorenzo Ferro e Lucas A. Vignale, quest’ultimo purtroppo rimasto vittima di un incidente fatale; Interno familiare di Paolo Coletta; Il caso Modigliani di Luca Rea; L’immaginifico. Gabriele D’Annunzio di Mauro Bartoli; La linea dell’orizzonte di Federico Fraschelli; Lucia di Luciano di Fabio Cherstich; I pesci non chiudono gli occhi di Audrey Gordon basato sul romanzo di Erri De Luca; Pinocchio di Paolo Borraccetti; Spaccanapoli Times di Nadia Baldi; L’ultimo abbraccio “chi come me” di Michele Mally; 177 giorni. Il rapimento di Farouk di Carlo Carlei; Cagnàz di Alessandro Roja; Chiaroscurò di Jan Maria Michelini; La famiglia Panini di Letizia Lamartire; Livatino – Il giudice e i suoi assassini di Michele Placido; Melania Rea di Stefano Mordini; Memoriae di Cosimo Alemà e Isabella Aguilar; Il milanese di Simone Spada; e Radici di Nicola Ravera Rafele.

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