Il festival Series Mania ha offerto l’occasione perfetta per fare il punto sulla serialità e segnarsi in agenda i titoli da tenere assolutamente d’occhio nei mesi futuri.
di Carolina Mancini
Grazie alla concomitanza fra festival e mercato, Series Mania è un ottimo momento per fare il punto sui titoli delle serie più interessanti in arrivo.
Alcune già uscite nei loro paesi di origine con ottimi risultati. È il caso di Anatomia de un instante. In Concorso al Festival, è stata la serie più vista fra le produzioni originali di Movistar Plus+: tratta dall’omonimo romanzo di Javier Cercas sul colpo di stato del 1981, è un thriller politico elegante che affronta il tema molto contemporaneo delle minacce al sistema democratico.
Democrazia a rischio, nazionalismo, paura sono al centro di The Best Immigrant, da dicembre sulla piattaforma belga Starz e al festival in Panorama International: dà il titolo alla serie un reality che mette in palio un permesso di residenza permanente in un Belgio distopico, dove un governo di estrema destra ha decretato l’espulsione dei migranti.
Uscita lo scorso novembre sulla piattaforma ucraina Sweet Tv, Hiding the Ex, esplora il costo umano della guerra attraverso il confronto fra quattro uomini riuniti per il funerale della loro ex fidanzata, uccisa al fronte. Un ritratto sorprendentemente evoluto della mascolinità, che fa da contrappeso alle serie incentrate su forti personaggi femminili, molto di tendenza in questo momento, come dimostrano alcuni titoli del festival, quali il thriller australiano Dustfall, o il magnifico Etty.
Un’altra paura del nostro tempo è quella della manipolazione delle immagini, affrontata in Deep Fake, serie canadese in cui una ragazza si infiltra in una start up tecnologica quando un video compromettente rovina la carriera politica di sua madre.
È uscita su ICI Radio Canada Télé totalizzando uno share che ha superato del 65% quello medio. I dati sono della società Glance, che cita anche The Uniform, ambientata nell’accademia di polizia danese, e il thriller finlandese The Guts, descritto come “Il Cigno nero sul ghiaccio”, sulle rivalità fra campionesse di sci: entrambi hanno spopolato fra gli Young Adults. In tema di sport, Major Players, la nuova serie sul calcio femminile firmata da Molly Manning Walker (How to Have Sex), era in Concorso al Festival, seppur ancora in versione work in progress.
Ha fatto parlare di sé Ravalear-Not for Sale, thriller che intercetta temi quali gentrificazione e speculazione immobiliare, basato sulla storia vera della famiglia dello showrunner Pol Rodriguez, proprietaria di un ristorante storico nel popolare quartiere del Raval a Barcellona, a rischio di sfratto. Nel cast Sergi Lopez (Sirat), Enric Auquer (Il maestro che promise il Mare), Maria Rodriguez Soto.
Sempre dalla Catalogna arriva In Vitro, che ci conduce nel mondo della fertilità assistita.
Push è invece una serie tedesca che racconta la vita ospedaliera di tre ostetriche: The New 8, l’alleanza di broadcaster pubblici scandinavi e di Germania, Belgio e Paesi Bassi, ne ha annunciata una seconda stagione.
In cantiere per The New 8 ci sono anche Red Light Empire, serie crime-action che racconta la nascita del celebre quartiere di Amsterdam, e la norvegese Henki, storia vera del barista che divenne il simbolo della piaga dell’AIDS, la svedese Shadow of Guilt, basata sull’universo della celebre scrittrice di gialli Camilla Läckberg, in cui il crime si intreccia con un drama relazionale.
Uscirà invece a breve su DR il danese Harvest, un incontro fra Succession e The Soil, dove l’atmosfera di una festa di compleanno si trasforma in una lotta fratricida per l’eredità.
Altre due varianti svedesi del nordic noir ‘pescate’ dal festival sono il legal thriller-drama The Burden of Justice, che ci porta all’interno di uno studio legale di Stoccolma (in Panorama International) e il cupo My Brother (in Concorso Internazionale), immerso in un ambiente rurale che rispecchia la natura ferale dell’uomo: su SVT è stato visto da oltre 1,5 milioni di spettatori.
Paesaggi rurali (i Pirenei) e animali (un orso) sono protagonisti anche della serie originale Moviestar+ Matar a un Oso, le cui prime immagini, presentate nello showcase di ARTE, richiamano alla mente As Bestas di Rodrigo Sorogoyen.
Si prevede grande successo per la danese The Shift, che si concentra sui danni psicologici inflitti al personale ospedaliero, e vanta già due remake, nei Paesi Bassi e in Slovacchia. Ne hanno parlato Richard O’Meara e Patti Linnet della società di consulenza K7, nel panel dedicato ai Giganti del Remake, in cui hanno ‘incoronato’ la sit-com britannica Ghosts come la serie che ha avuto più adattamenti da luglio 2024 a dicembre 2025. Il merito va anche alla flessibilità culturale della storia: quella di una coppia che ristruttura una dimora decrepita ricevuta in eredità e si trova perseguitata dai fantasmi delle persone morte fra quelle mura.
È già stata riadattata in cinque paesi, ed è previsto un nuovo remake in Repubblica Ceca. Nel frattempo, dopo 5 stagioni, BBC 1 ha annunciato che diventerà un film.