Nell'ambito della Mostra di Venezia vi è una competizione - denominata Venice VR - che è unica nel panorama festivaliero italiano, quella dedicata ai film e alle esperienze in realtà virtuale. Un'intera isola, l'isola del Lazzaretto Vecchio, è stata allestita per presentare oltre 40 opere, la maggioranza delle quali in concorso, ma con la possibilità di vedere fuori concorso i migliori lavori già premiati all'estero e i prodotti sviluppati all'interno della Biennale College VR.
Le opere presentate sono state divise in due grossi sezioni: le cosiddette opere 'lineari', film in 360° visibili da seduti, in uno spazio creato appositamente e chiamato VR Theatre (che ha molte analogie con la tradizionale sala cinematografica), e le esperienze 'interattive', fruibili
all'interno di installazioni in cui spesso l'utente è in piedi e si può muovere nello spazio designato dai suoi creatori, con diversi gradi di libertà, movimento e interazione. Opere che dialogano con il teatro, la pittura, il videogame e il viaggio esperienziale personale e psicologico.
Ospite d'eccezione la poliedrica artista Laurie Anderson, che negli ultimi anni ha prodotto diverse esperienze in VR e che ha presentato a Venezia fuori concorso il suo nuovo progetto in VR, To the Moon. L'artista ha presieduto anche la giuria che ha assegnato i premi del concorso, giunto ormai alla sua terza edizione, accompagnata dal
fotografo Francesco Carrozzini e dalla designer Alysha Naples.
Il Gran Premio della Giuria per la migliore opera VR immersiva è andato a The Key di Céline Tricart. Le particolarità di questa esperienza interattiva cominciano con la produzione: realizzato in collaborazione con una importante ONG, è stato finanziato
dalla società Oculus. L'altro aspetto fondamentale è quello dell'interazione: in questo caso non si può parlare più di spettatore, ma di vero e proprio partecipante all'esperienza, che deve effettuare alcune scelte importanti:
condotto attraverso ambienti onirici realizzati in computer grafica, dovrà
affrontare alcune sfide durante il percorso e sperimentare una 'perdita'. Senza svelare il finale, vera sorpresa di quest'opera, chi partecipa ha modo di riflettere sul tema e portarsi a casa una piccola chiave (tra le molte appesa nella stanza) in ricordo dell'esperienza.