Presentato al Sundance lo scorso gennaio, il film di Joe Berlinger sarà al cinema da giovedì 9 maggio.
di Roberto Manassero
Chi era Ted Bundy, il più noto e spietato serial killer della storia americana? Un uomo psicologicamente devastato, con una doppia personalità di amorevole marito e padre di famiglia e contemporaneamente di assassino e stupratore, o semplicemente un criminale che usava la maschera della rispettabilità per compiere indisturbato i suoi omicidi? L'uomo che l'ha condannato a morte, il giudice Edward Cowart, nella sentenza lo definì «estremamente debole, malvagio in maniera sconvolgente e abietto», frase che in originale ("Extremely Wicked, Shockingly Evil, and Vile") dà il titolo a questa biografia di Bundy - nato nel 1946 e morto sulla sedia elettrica nel 1989 - raccontata dal punto di vista della sua compagna Elizabeth Kloepfer.
«Questo film mi ha permesso di sovvertire il genere sui serial killer e di modificarlo un po'. Non è la tipica situazione con l'escalation degli omicidi e la polizia che mette insieme i pezzi, scena del crimine dopo scene del crimine. Il nostro film sta dalla parte della compagna di Bundy, che credeva nella sua innocenza perché per lei era un fidanzato meraviglioso, affascinante e sempre distinto».