La rassegna al via con Suffragette. E su MYMOVIESLIVE una selezione di titoli in streaming, in contemporanea con la presentazione al Festival.
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di Emanuele Sacchi
Tra i responsi medici e l'età di Cristo, 33 è un'età difficile, specie in presenza di fini umoristi schiavi della freddura. Ma il Torino Film Festival sembra affrontare molto serenamente l'avvicinarsi della mezza età: 158 lungometraggi, 15 mediometraggi e 32 cortometraggi, con 50 anteprime mondiali, il tutto caratterizzato da un elevato livello qualitativo e dalla capacità di andare incontro alle esigenze di palati eterogenei. Dal cinefilo più esigente al semplice amante del buon cinema che non trova posto in sala, il TFF accontenta tutti.
Per il terzo anno consecutivo è confermata la partnership tra MYmovies.it e il Torino Film Festival con il progetto di programmazione streaming di una selezione di film del nuovo programma nella Sala Web di MYmovieslive.
Negli anni il Festival ha assunto un'identità certa: in genere si passa dalla Mole Antonelliana per recuperare il meglio di un'intera stagione cinematografica - non tutti possono frequentare agevolmente Cannes, Toronto, Locarno, Busan o Tokyo -, e scoprire nuovi e stimolanti autori, o per ripassare, con il favore del grande schermo, l'opera dei giganti della settima arte.
Per il terzo anno consecutivo è confermata la partnership tra MYmovies.it e il Torino Film Festival con il progetto di programmazione streaming di una selezione di film del nuovo programma nella Sala Web di MYmovieslive.
La trentatreesima edizione, diretta per il secondo anno da Emanuela Martini, non fa eccezione. Anzi, se possibile, fissa un nuovo standard qualitativo difficile da eguagliare.
Spirito guida di questa edizione è il regista geniale e ribelle per antonomasia: Orson Welles, "progenitore e martire del cinema indipendente" secondo Richard Linklater, oggetto di una retrospettiva parziale che già di per sé rappresenterebbe un motivo sufficiente per recarsi a Torino.
Ma non è l'unico viaggio a ritroso che sarà possibile compiere tra il 20 e il 29 novembre: grazie alla presenza come guest director di Julien Temple, noto documentarista in ambito rock e dintorni, sarà possibile anche vedere o rivedere capolavori di Tarkovskij, Parajanov, Powell e Pressburger, Bergman. Frutto della selezione totalmente libera di Temple, che va a costituire i titoli della sezione Questioni di vita e di morte, insieme al suo ultimo lavoro, fresco vincitore alll'In-Edit Festival di Barcellona: The Ecstasy of Wilko Johnson, sugli ultimi mesi di vita annunciati a un musicista, che si rifiuta di morire e che stoicamente si trascina sul palco, posseduto dallo spirito del rock'n'roll.
Come da tradizione il Concorso (Torino 33) è orientato a promuovere nomi ancora poco noti presso il pubblico cinefilo. Opere prime, seconde o terze di possibili membri del futuro firmamento autoriale: in passato fu così per Debra Granik, Pablo Larrain, Lisandro Alonso, Tsai Ming-liang o il nostro Pietro Marcello (presente ancora a Torino per la pre-apertura con lo splendido Bella e perduta). Per l'Italia in competizione ben quattro titoli: Colpa di comunismo di Elisabetta Sgarbi, Mia madre fa l'attrice di Mario Balsamo, I racconti dell'orso di Samuele Sestieri e Olmo Amato e infine Lo scambio di Salvo Cuccia.
Apertura ufficiale del Festival affidata a Suffragette di Sarah Gavron, sulle lotte per il diritto di voto femminile e per il riconoscimento di pari diritti: una ricostruzione che non si ritrae di fronte alle efferate violenze subite da chi manifestava. Una storia sottaciuta per un'opera carica di tensione con un cast superlativo, che include Carey Mulligan e Meryl Streep. Suffragette fa anche parte di Festa Mobile, la più popolare tra le sezioni del festival, destinata storicamente a generare code interminabili che si spingono dal cinema Massimo fino alla Mole e oltre. Anche quest'anno nomi prestigiosi e titoli attesissimi in Italia, come Miguel Gomes con le sue Arabian Nights, acclamato dalla critica all'ultimo Festival di Cannes, Hou Hsiao-Hsien e il suo The Assassin, Premio per la Miglior Regia alla Croisette. E poi The Lady in the Van, trasposizione dell'irresistibile romanzo autobiografico di Alan Bennett, con l'immortale Maggie Smith; The Dressmaker con Kate Winslet, racconto del ritorno, con rivincita, da Parigi all'Australia di una sarta di successo; il vincitore di Sundance Alfonso Gomez-Rejon, con Quel fantastico peggior anno della mia vita; il documentario Hong Kong Trilogy, dedicato da Christopher Doyle, storico direttore della fotografia di Wong Kar-wai, a Hong Kong e ai suoi innumerevoli misteri e contraddizioni.
Ma soprattutto tanta Italia: di ieri, con il restauro di Tragica alba a Dongo sugli ultimi giorni di Benito Mussolini, e di oggi, con gli attesi Antonia di Ferdinando Cito Filomarino - sugli ultimi anni della poetessa Antonia Pozzi - e La felicità è un sistema complesso di Gianni Zanasi, ancora alle prese con una commedia agrodolce e con la vis comica di Valerio Mastandrea.
All'interno di Festa Mobile trova spazio anche l'ultimo film di Terence Davies, Sunset Song: il regista britannico sarà ospite del festival e ritirerà il Gran Premio Torino, dedicato a una carriera esemplare per rigore e intensità (verrà proiettato anche il suo capolavoro Voci lontane... sempre presenti, del 1988).
Da anni la sezione Onde è la sede privilegiata del cinema più ricercato e sperimentale, il luogo ideale per scoprire opere raffinate e troppo spesso rimaste lontane dai riflettori. Anche quest'anno una selezione attenta al meglio in circolazione, tra cui spiccano Balikbayan #1, il nuovo film del filippino Kidlat Tahimik, maestro di Lav Diaz e Raya Martin, e il sorprendente Stand by for Tape Back-up del poeta e drammaturgo scozzese Ross Sutherland.
Dopo la retrospettiva integrale del 2011 torna Sono Sion, talento del cinema giapponese noto principalmente per Tokyo Tribe, Suicide Club e Love Exposure. Tradizionalmente prolifico, nel 2015 il regista si è superato, realizzando ben 5 film. Tre di questi sono nella sezione After Hours del Torino Film Festival, dominata come da tradizione da quelle atmosfere horror che così ben si sposano con l'inquietudine nebbiosa del capoluogo piemontese. Tra sabato 21 e domenica 22, quindi, maratona horror notturna dalle 22 di sera fino all'alba, in compagnia di serial killer, maledizioni demoniache e case maledette.
Infine, oltre ai documentari presenti nelle altre sezioni, immancabile appuntamento con TFFDoc: protagonista della selezione di quest'anno il Mar Mediterraneo e i fermenti politici che lo circondano. Tra gli eventi speciali correlati alla sezione le opere di due autori straordinari: il cambogiano Rithy Panh (autore di L'immagine mancante, candidato all'Oscar come Miglior Film in Lingua Straniera nel 2013) con l'ultimo La France est notre patrie, dedicato al colonialismo, e la belga Chantal Akerman, scomparsa quest'anno, ricordata con l'autoritratto Chantal Akerman par Chantal Akerman.