MYmovies.it
Advertisement
Ultimo saluto a Raimondo Vianello

Un altro amico che non busserà più.
di Pino Farinotti

Addio Raimondo
Raimondo Vianello 7 maggio 1922, Roma (Italia) - 15 Aprile 2010, Milano (Italia).

giovedì 15 aprile 2010 - Focus

Da quando, nei primi anni Ottanta era approdato alle televisioni del gruppo Fininvest, con Bongiorno, Corrado e la moglie Sandra, Raimondo Vianello tutti i giorni si è seduto al nostro tavolo. I Vianello erano ospiti quotidiani con l'infinita serie dei loro programmi, la casa, la cascina. Toccavano tutti gli argomenti della convivenza di coppia. Lui leggeva a letto la Gazzetta, lei, da sotto le coperte gli dava dei calci. Dietro a un paravento lui baciava la mano alla soubrette, lei lo scopriva e gli urlava "uomo ridicolo". Roba italiana, ma lo stile era alto. Una coppia di classe. La faccia opposta della medaglia con Platinette e Luttazzi.
E poi lo sport. Per otto anni Vianello è stato il il leader di Pressing, da esperto vero, non solo da comico da alleggerimento alla Teocoli. Parlava di collo pieno, palla a giro e di tattiche, lo ascoltavano anche i tecnici. E poi mediava le liti fra i tifosi, in mezzo al contrasto fra l'interista e il milanista diceva la sua e tutti stavano zitti. Quando c'era solo la Rai lui c'era già. Con Tognazzi fu il protagonista di Uno, due, tre, era il 1954, non c'era ancora Mike Bongiorno e il suo Lascia o raddoppia, figuriamoci.
Faceva parodie di stile e di intelligenza, il sorriso, o la risata, non erano svenduti da battutacce volgari. Faceva Mario Soldati "alla ricerca di cibi genuini". Incontrava il falegname Tognazzi produttore di stuzzicadenti. "Quanti stecchini ottiene da un tronco?" "Uno" "Solo uno?" "Se non si spezza." Fu il primo a indossare abiti femminili, e in quegli anni non era un esercizio semplice.
Il Vianello televisivo è quello più presente nella memoria popolare. La sua storia arriva da molto lontano. Se dici Wanda Osiris, ci trovi Raimondo Vianello ventottenne, in Domani è sempre domenica, addirittura nel 1950. La rivista lo accolse coi suoi divi di allora, come Dapporto, e più tardi con Bramieri. Raimondo era alto e snello, armonico, stava bene dovunque, se la cavava sempre. Era una sorta di inglese italiano. Un unicum.
E poi il cinema. Un modello per tutti i generi, meglio, per le parodie di tutti i generi. Oppure spalla comoda, versatile e, ancora una volta, di classe. Lo si trova vicino a Totò, nel '48 in Fifa e arena, e poi con Rascel in Napoleone. Il sodalizio con Ugo Tognazzi si estende al cinema. E sono ancora parodie che richiamano certi codici americani come i marinai in cerca di ragazza, oppure l'avventura coi vari Tarzan e Zorro rifatti alla Vianello, appunto. In uno di questi "rifacimenti" salva la nobile dama messicana dai soldati del tiranno. Lei lo trattiene e lo accarezza sciorinandogli la sfilza dei propri nomi, lui le mette fretta "altrimenti mi prendono". In Totò Diabolicus è un colonnello impettito e arrogante che cerca di sedurre Lauretta Masiero nel vagone letto. Non ci riesce e la donna offesissima gli lancia sguardi taglienti. Lui, rimpicciolito e umiliato cerca di scusarsi "saranno le vibrazioni delle rotaie". C'è stato l'italiano alla Sordi, quello alla Gassman. Ci sono gli italiani alla Mondaini-Vianello. Raimondo adesso ci affida sua moglie Sandra. Un modo per essere ancora qui.

news correlate
in Primo Piano

{{PaginaCaricata()}}

Home | Cinema | TIMVISION | Database | Film | Calendario Uscite | MYMOVIESLIVE | Dvd | Tv | Box Office | Prossimamente | Trailer | Colonne sonore | MYmovies Club
Copyright© 2000 - 2019 MYmovies.it® - Mo-Net s.r.l. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale. P.IVA: 05056400483
Licenza Siae n. 2792/I/2742 - Credits | Contatti | Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso | Accedi | Registrati