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domenica 12 luglio 2020

Raimondo Vianello

Raimondo! Raiiiiiimondo!

Data nascita: 7 Maggio 1922 (Toro), Roma (Italia)
Data morte: 15 Aprile 2010 (87 anni), Milano (Italia)
occhiello
Stia calmo e cerchi di non perdere la testa.
dal film I tromboni di fra' Diavolo (1962) Raimondo Vianello  Il tenente Salimei
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Raimondo Vianello

Un altro amico che non busserà più.

Ultimo saluto a Raimondo Vianello

giovedì 15 aprile 2010 - Pino Farinotti cinemanews

Ultimo saluto a Raimondo Vianello Da quando, nei primi anni Ottanta era approdato alle televisioni del gruppo Fininvest, con Bongiorno, Corrado e la moglie Sandra, Raimondo Vianello tutti i giorni si è seduto al nostro tavolo. I Vianello erano ospiti quotidiani con l'infinita serie dei loro programmi, la casa, la cascina. Toccavano tutti gli argomenti della convivenza di coppia. Lui leggeva a letto la Gazzetta, lei, da sotto le coperte gli dava dei calci. Dietro a un paravento lui baciava la mano alla soubrette, lei lo scopriva e gli urlava "uomo ridicolo". Roba italiana, ma lo stile era alto. Una coppia di classe. La faccia opposta della medaglia con Platinette e Luttazzi.
E poi lo sport. Per otto anni Vianello è stato il il leader di Pressing, da esperto vero, non solo da comico da alleggerimento alla Teocoli. Parlava di collo pieno, palla a giro e di tattiche, lo ascoltavano anche i tecnici. E poi mediava le liti fra i tifosi, in mezzo al contrasto fra l'interista e il milanista diceva la sua e tutti stavano zitti. Quando c'era solo la Rai lui c'era già. Con Tognazzi fu il protagonista di Uno, due, tre, era il 1954, non c'era ancora Mike Bongiorno e il suo Lascia o raddoppia, figuriamoci.
Faceva parodie di stile e di intelligenza, il sorriso, o la risata, non erano svenduti da battutacce volgari. Faceva Mario Soldati "alla ricerca di cibi genuini". Incontrava il falegname Tognazzi produttore di stuzzicadenti. "Quanti stecchini ottiene da un tronco?" "Uno" "Solo uno?" "Se non si spezza." Fu il primo a indossare abiti femminili, e in quegli anni non era un esercizio semplice.
Il Vianello televisivo è quello più presente nella memoria popolare. La sua storia arriva da molto lontano. Se dici Wanda Osiris, ci trovi Raimondo Vianello ventottenne, in Domani è sempre domenica, addirittura nel 1950. La rivista lo accolse coi suoi divi di allora, come Dapporto, e più tardi con Bramieri. Raimondo era alto e snello, armonico, stava bene dovunque, se la cavava sempre. Era una sorta di inglese italiano. Un unicum.
E poi il cinema. Un modello per tutti i generi, meglio, per le parodie di tutti i generi. Oppure spalla comoda, versatile e, ancora una volta, di classe. Lo si trova vicino a Totò, nel '48 in Fifa e arena, e poi con Rascel in Napoleone. Il sodalizio con Ugo Tognazzi si estende al cinema. E sono ancora parodie che richiamano certi codici americani come i marinai in cerca di ragazza, oppure l'avventura coi vari Tarzan e Zorro rifatti alla Vianello, appunto. In uno di questi "rifacimenti" salva la nobile dama messicana dai soldati del tiranno. Lei lo trattiene e lo accarezza sciorinandogli la sfilza dei propri nomi, lui le mette fretta "altrimenti mi prendono". In Totò Diabolicus è un colonnello impettito e arrogante che cerca di sedurre Lauretta Masiero nel vagone letto. Non ci riesce e la donna offesissima gli lancia sguardi taglienti. Lui, rimpicciolito e umiliato cerca di scusarsi "saranno le vibrazioni delle rotaie". C'è stato l'italiano alla Sordi, quello alla Gassman. Ci sono gli italiani alla Mondaini-Vianello. Raimondo adesso ci affida sua moglie Sandra. Un modo per essere ancora qui.

   

La cambiale

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,71)
Un film di Camillo Mastrocinque. Con Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Raimondo Vianello, Erminio Macario, Sylva Koscina.
continua»

Genere Commedia, - Italia 1959.

Sua eccellenza si fermò a mangiare

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,92)
Un film di Mario Mattoli. Con Ugo Tognazzi, Lauretta Masiero, Virna Lisi, Totò, Lia Zoppelli.
continua»

Genere Commedia, - Italia 1961.
Totò Diabolicus

Totò Diabolicus

* * * - -
(mymonetro: 3,44)
Un film di Steno. Con Totò, Raimondo Vianello, Nadia Sanders, Luigi Pavese, Béatrice Altariba.
continua»

Genere Comico, - Italia 1962.
Oggi, domani, dopodomani

Oggi, domani, dopodomani

* * - - -
(mymonetro: 2,00)
Un film di Luciano Salce, Marco Ferreri, Eduardo De Filippo. Con Marcello Mastroianni, Catherine Spaak, Luciano Salce, Virna Lisi, Pamela Tiffin.
continua»

Genere Commedia a episodi, - Italia 1965.
Risate all'italiana

Risate all'italiana

* * - - -
(mymonetro: 2,00)
Un film di . Con Peppino De Filippo, Ugo Tognazzi, Raimondo Vianello, Vittorio De Sica, Walter Chiari.
continua»

Genere Commedia, - Italia 1964.
Filmografia di Raimondo Vianello »

martedì 7 luglio 2020 - L’evento si è concluso sabato 4 luglio registrando un grande successo. 

Castiglione Cinema 2020 – RdC incontra, una straordinaria terza edizione

a cura della redazione cinemanews

Castiglione Cinema 2020 – RdC incontra, una straordinaria terza edizione Si è conclusa, sabato 4 luglio, la terza edizione di Castiglione Cinema – RdC incontra, il festival organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo in collaborazione con il Comune di Castiglione del Lago (PG). Nato nel 2018 per festeggiare il novantesimo compleanno della Rivista del Cinematografo, la più antica pubblicazione italiana del settore, l’evento si è trasformato in un appuntamento che ogni anno si pone la missione di mettere in dialogo il mondo del cinema con i suoi appassionati, mantenendo uno stile informale, familiare, accogliente e privilegiando le occasioni di relazione personale e di approfondimento.

Nella cornice di uno dei Borghi più belli d’Italia, sulle sponde del Lago Trasimeno, uno dei primi festival italiani in presenza dopo il lockdown si è svolto nell’arco di due giorni, caratterizzati da incontri, film, riflessioni che hanno testimoniato un forte desiderio di ripartenza, la voglia di tornare a vivere la vita sociale, il bisogno di condividere emozioni.

Un’edizione, in cui sono state rispettate tutte le norme relative al distanziamento fisico, che ha potuto contare su un’offerta di grande qualità, con ospiti di grande prestigio e preziose occasioni di confronto. Tutti i talk, trasmessi in diretta streaming sui canali social della Fondazione Ente dello Spettacolo, sono disponibili sul canale YouTube cinematografo.tv e, da oggi, saranno replicati sulle emittenti televisive del circuito CoralloSat: un modo per coinvolgere tutti coloro che non hanno potuto partecipare agli appuntamenti dal vivo.

Straordinaria l’affluenza agli incontri ravvicinati con Ambra Angiolini, Terence Hill, Lillo e Greg, negli spazi maestosi eppure intimi della Rocca del Leone, grande bellezza medievale che domina il panorama di Castiglione del Lago. Tutti omaggiati con il Premio Castiglione Cinema – RdC incontra, hanno avuto l’opportunità di instaurare con gli spettatori un dialogo intimo e senza filtri, raccontando retroscena professionali e svelando lati personali che spesso rimangono fuori dallo schermo. Il Premio è stato consegnato, a sorpresa, anche a Matteo Burico, sindaco di Castiglione del Lago, in quanto rappresentante di un’amministrazione che, con passione e convinzione, ha sostenuto da subito la realizzazione della rassegna anche in questo momento così particolare.

Protagonista del primo appuntamento dal vivo, Ambra Angiolini si è raccontata in un incontro moderato da Federico Pontiggia (critico della Rivista del Cinematografo), ripercorrendo le tappe di una carriera poliedrica che è stata riconosciuta dalla FEdS quale “gioiosa testimonianza di un dialogo non banale, affettivo e riconoscente con il pubblico”. Un mestiere, quello dell’attrice, che Ambra Angiolini ha scoperto grazie a Ferzan Ozpetek, suo regista in Saturno contro: “Per la prima volta sono diventata orgogliosa di alcune mie caratteristiche che consideravo difetti. Le tue lacrime possono diventare qualcosa di bello per qualcuno”. Sempre più impegnata nel sociale (“A mia madre dicevo sempre che mi piace stare nei posti dove c’è bisogno), è anche lei in attesa di “investimenti per la cultura e per tutti i lavoratori dello spettacolo”. E per il futuro ha annunciato una nuova avventura: “Ora sto scrivendo una specie di libro, si chiamerà Infame, un’idea che mi girava per la testa da un po’ di tempo”.

La memoria di un lunghissimo percorso professionale e la vitalità di un presente sempre sulla cresta dell’onda hanno dominato l’incontro con Terence Hill, il più internazionale dei nostri divi, premiato dalla FEdS per “aver saputo, come pochi altri, coltivare l’arte della reinvenzione”. Nel talk presentato da Massimo Bernardini (giornalista e conduttore di Tv Talk su Rai 3), il popolare attore ha svelato retroscena e curiosità legate alla sua carriera, iniziata nel 1951 con il film Vacanze col gangster di Dino Risi nel 1951 (“Mi fingevo malato, non volevo girare: in realtà non mi sono mai divertito sul set fino a Lo chiamavano Trinità”). Dopo Il gattopardo (“Sfidavo Giuliano Gemma a chi faceva meglio la verticale”) e una serie di western tedeschi, il ritorno in Italia e il fondamentale l’incontro con Bud Spencer: “La prima scena che girammo fu una scazzottata: era destino”. Dopo il successo di Il mio nome è Nessuno, Dino De Laurentiis gli propose di girare film in America: “Voleva che interpretassi una sorta di Il giustiziere della notte, dovevo fare lo stupratore: scappai e non mi feci più trovare”. Da vent’anni entra nelle case degli italiani con Don Matteo: “Un prete che è come un cowboy: non ha passato, non si sa niente di lui”. Terence Hill ha introdotto il suo ultimo film da regista, Il mio nome è Thomas, proiettato sul grande schermo dell’Arena allestita nella Rocca del Leone.

Risate e confidenze nell’incontro con Lillo & Greg, anime del talk presentato da Valerio Sammarco (caporedattore della Rivista del Cinematografo) ed Efisio Mulas (conduttore di Hollywood Party, storica trasmissione di Rai Radio 3, tra i media partner dell’evento). In occasione del loro primo film da registi, D.N.A. – Decisamente Non Adatti (presentato nell’Arena della Rocca del Leone), hanno intrattenuto gli spettatori spiegando cosa rappresenti per loro il lavoro del comico: “Un medico mi disse – ha affermato Lillo – tu e Greg fate un lavoro importante perché è scientificamente provato che il buon umore rafforza le difese immunitarie abbassate dalla depressione. Questa cosa mi fece sentire più utile”. Inoltre hanno rivelato miti e riferimenti artistici: “Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello negli anni cinquanta fecero delle cose di una modernità pazzesca, ma anche Cochi e Renato e l’umorismo demenziale ebraico americano. E poi Jerry Lewis, Billy Wilder, Franca Valeri”. La FEdS ha deciso di omaggiarli perché “non hanno mai deluso i fan più affezionati, stupendo altresì di volta in volta gli spettatori delle nuove generazioni”.
Un altro momento fondamentale del festival è stato il talk “I magnifici set”, dedicato al rapporto tra la produzione audiovisiva e i comuni che fanno parte della rete nazionale dei Borghi più belli d’Italia. Con un doppio focus, dedicato quest’anno ai borghi di Castel San Pietro Romano (celebre per alcuni classici come i tre film di Pane e amore e Il federale) e Vitorchiano (scenario di L’armata Brancaleone e Il prode Anselmo e il suo scudiero), un dialogo per promuovere un piano strategico di sviluppo turistico di prossimità e valorizzazione delle specificità culturali partendo dall’identità cinematografica. Moderato da Gianluca Arnone (critico e giornalista della Rivista del Cinematografo), un incontro che si è avvalso degli interventi di Fiorello Primi (Presidente de I Borghi più belli d’Italia), Matteo Burico (Sindaco di Castiglione del Lago, primo comune a essere entrato nel circuito), Ruggero Grassotti (Sindaco di Vitorchiano), Gianpaolo Nardi (Sindaco di Castel San Pietro Romano), Claudio Bacilieri (Direttore di Borghi Magazine), Oscar di Montigny (Presidente e Fondatore Be Your Essence - BYE).

Non solo cinema: Oscar di Montigny, scrittore e divulgatore internazionale, ha presentato il suo nuovo libro, "Gratitudine". La rivoluzione necessaria: una guida alle sfide del futuro, un appello alle nuove generazioni che vivranno una delle epoche più rivoluzionarie della storia, perché la affrontino rimettendo la persona al centro di tutti i sistemi. Incalzato dalle domande della giornalista Tiziana Ferrario, di Montigny ha illustrato la sua visione dell’economia: “Per me è una forma d’arte al bello, una forma educativa alla bellezza. Non si tratta di estetica ma di un concetto che ha a che fare con l’armonia. E la finanza ne è una forma evoluta che ha per tema il denaro”.

Eccellente anche il riscontro del webinar, incentrato sulla didattica del cinema: circa partecipanti (principalmente docenti degli istituti scolastici di ogni ordine e grado) si sono collegati alla tavola rotonda virtuale, che è stata l’occasione per introdurre il nuovo progetto formativo cinemaperlascuola.it, promosso dal Ministero dell’Istruzione e dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali con l’obiettivo di offrire ai docenti uno strumento indispensabile per utilizzare il cinema a scuola come testo con un linguaggio, una grammatica e una semantica particolari. Obiettivo del webinar, trasmesso e registrato sulla piattaforma Spaggiari, è stato quello di illustrare i fondamenti del piano nazionale per il cinema a scuola e condividere alcune esperienze già realizzate di educazione visiva a scuola. Coordinati da Gianluca Arnone, sono intervenuti Giulia Serinelli (membro della commissione di valutazione dei Bandi MIUR e MIBACT), Bruno Zambardino (funzionario ILC presso MIBACT – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo), Gianluca Giannelli (Responsabile del progetto Scelte di classe), Vincenzo Bevar (Project Manager di Cinemovel), Emiliano Morreale (critico cinematografico e docente).

Sembrava impossibile e invece, nonostante tutto potesse dire il contrario, anche quest’anno abbiamo fatto centro” dichiara Mons. Davide Milani, Presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo. “Si è conclusa un’avventura coraggiosa: uno dei primi festival di cinema in Italia dopo il dramma della pandemia. Siamo estremamente soddisfatti, la risposta positiva del pubblico è stata una grande sorpresa. Avevamo immaginato un evento che vivesse qui ma che si sviluppasse nelle piattaforme: per fortuna è stata vinta la paura di uscire di casa. Se riparte il cinema, la voglia di incontrarsi, ragionare e discutere insieme, se riparte la cultura, se ripartono i piccoli borghi, se riparte l’uomo allora avremo la vera ripresa”.

   

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