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Film nelle sale: La barbara adolescenza

Fra le novità sul grande schermo questa settimana molte pellicole che parlano di e ai giovani.
di Edoardo Becattini

Dentro e fuori dal regno delle fiabe

venerdì 7 dicembre 2007 - Rubriche

Dentro e fuori dal regno delle fiabe
Le ultime "cadute" autunnali prima dell'avvento dei fuochi artificiali natalizi sono film che paiono programmaticamente avversi allo spirito delle feste, dal momento che guardano alla gioventù (come pubblico e come oggetto d'indagine) inquadrandola da una prospettiva che parla del declino dell'umanità.
L'unico film che in qualche modo anticipa l'imminente ondata di film prettamente natalizi è Come d'incanto, pellicola che dopo l'anteprima esclusiva alla Festa del Cinema di Roma sta riscontrando un ottimo successo di critica e pubblico negli Stati Uniti. L'idea del film porta avanti quel prototipo di rovesciamento e parodia delle fiabe classiche iniziato con Shrek, ma si rivolge in particolar modo all'immaginario di principi azzurri e principesse di derivazione Disney (non a caso produttrice del film), mescolando la migliore tradizione del disegno animato a due dimensioni con parti girate da attori veri e propri (fra i quali emerge Susan Sarandon strega cattiva).
Decisamente al di fuori da ogni incanto di una visione edulcorata del mondo sono invece lo stile e la regia con cui Gus Van Sant ha descritto i giovani americani a cominciare dagli anni Ottanta. Dopo quella che è stata variamente definita come trilogia "del silenzio" o "della morte" (Gerry; Elephant e Last Days), con Paranoid Park l'autore riprende e amplia il suo discorso sull'età inquieta dell'adolescenza mettendo in scena un "Delitto e Castigo" ambientato in un liceo di Portland e nel mondo dei giovani skaters. Il sedicenne Alex durante un'incursione clandestina nel parco che è regno dello skateboard estremo uccide accidentalmente un guardiano notturno e costringe se stesso e il suo senso di colpa a tacere sull'accaduto.

Scherzo di mano
Se pensiamo invece alle rappresentazioni che il cinema ha fornito degli anziani, l'esempio della commedia britannica ci ha abituati negli ultimi anni ad arzilli vecchietti capaci di prodigarsi, sempre per amorevole altruismo, in coltivazioni di marijuana (L'erba di Grace); posare senza veli per un calendario (Calendar Girls) e fingersi un morto per vincere la lotteria (Svegliati Ned). A questa galleria di personaggi si aggiunge oggi Irina Palm, ovvero un'attempata ma sempre affascinante Marianne Faithfull che, per ottenere il denaro necessario per l'operazione del piccolo nipote gravemente ammalato, si ritrova suo malgrado professionale entraîneuse di un sexy shop di Soho. Ma se la Maggie-Irina del film utilizza le sue mani (comunque la si veda) a fin di bene, quelle dell'agente 47 protagonista di Hitman – L'assassino sono una macchina da guerra. La ben nota tendenza del cinema americano di desumere sceneggiature filmiche dai videogames più in voga ci porta infatti oggi a confrontarsi con il suo ultimo prodotto. Se nel videogioco originale i giocatori erano chiamati a condurre il personaggio nelle sue efferatezze, in questo film prodotto da Luc Besson il killer mercenario agisce per propria volontà e viene coinvolto in un complotto che lo vede ricercato dall'Interpol e dai servizi federali russi.

Epoche nere e bianche ballate
Fra le nuove uscite non anglofone l'evento cinematografico più significativo è senza dubbio il nuovo film di Denys Arcand, L'età barbarica. Dopo aver ottenuto tutti i riconoscimenti attribuibili a un film "indipendente" con Il declino dell'impero americano e Le invasioni barbariche, il regista québécoise porta avanti il suo discorso amaro e beffardo sulla crisi morale ed estetica dell'Occidente contemporaneo raccontando la storia di Jean Marc Leblanc, anonimo impiegato statale all'ufficio reclami che, per fuggire il grigiore che gli abita intorno fra amici e membri del nucleo familiare, usa rifugiarsi in sogni idilliaci finché non incontra una donna con cui condividere sdegno e desiderio di fuga dall'imperante decadenza.
Francese anche di provenienza è invece Triplice inganno, film poliziesco tratto da una famosa serie televisiva degli anni Settanta in cui si raccontavano le avventure di un gruppo di poliziotti, la Brigata Tigre, scelto da Clemenceau per sedare il clima degenerato di violenza e corruzione della Belle époque francese. All'interno della Brigata si riconoscono i volti di Stefano Accorsi (in quella che ormai pare essere la sua patria adottiva) e di Diane Kruger, conosciuta come Elena di Troy. A conclusione di questa veloce panoramica sulle uscite, preme sottolineare la poetica riflessione sull'amore e sulla morte proveniente dall'Italia che il regista e artista concettuale Stefano Odoardi ha girato con scarsissimi mezzi nella campagna abruzzese. Una ballata bianca canta il percorso di una coppia di anziani che sentono l'imminenza della separazione fra loro e con il mondo e ripercorrono assieme il viale dei ricordi comuni di una vita.

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