Dizionari del cinema
Collegamenti
Media & Link
Consulta on line la Biblioteca del cinema. Tutti i film dal 1895 a oggi:
mercoledì 27 maggio 2020

Sandrine Kiberlain

Palco e microfono

52 anni, 25 Febbraio 1968 (Pesci), Boulogne-Billancourt (Francia)
occhiello
Jean-Louis: "Tesoro, non ho più camicie, sono finite tutte!"
Sandrine: "Mettiti un maglione!"
Jean-Louis: "Un maglione...?"

dal film Le donne del 6° piano (2011) Sandrine Kiberlain  Suzanne Joubert
vota questa frase: 0 1 2 3 4 5
Sandrine Kiberlain
Cesar 2019
Nomination miglior attrice per il film In Mani Sicure di Jeanne Herry

Cesar 2015
Nomination miglior attrice per il film Elle l'adore di Jeanne Herry

Cesar 2014
Nomination miglior attrice per il film 9 Mois Ferme di Albert Dupontel

Cesar 2014
Premio miglior attrice per il film 9 Mois Ferme di Albert Dupontel

Cesar 2010
Nomination miglior attrice per il film Mademoiselle Chambon di Stéphane Brizé



L'attrice e cantante francese è diretta da Lisa Azuelos nel film sul rapporto madre/figlia Selfie di famiglia. Dal 19 settembre al cinema.

Sandrine Kiberlain, supermamma single in Selfie di famiglia

martedì 17 settembre 2019 - Fabio Secchi Frau cinemanews

Sandrine Kiberlain, supermamma single in Selfie di famiglia Di origine polacca e di religione ebraica da parte dei nonni, trasferitisi in Francia nel 1933, Sandrine Kiberlain è figlia di un contabile che conobbe sua moglie proprio a teatro, luogo nel quale Sandrine tornerà per lavorare dopo essere stata ammessa ai corsi di recitazione Cours Florent nel 1987 e al Conservatoire National Supérieur d'Art Dramatique dal 1989 al 1992.

Rivelazione del teatro francese, è conosciuta per aver portato al successo una pièce scritta da suo padre: "Le Roman de Lulu", ma soprattutto perché è stata dal 25 febbraio 1998 al 2008, la moglie dell'attore Vincent Lindon e la madre di sua figlia Suzanne.

Grande amica della regista Laetitia Masson, recita per la prima volta in un lungometraggio nel 1986, quando Pierre Granier-Deferre la sceglie per un piccolo ruolo in Non guardarmi (1986) con Michel Aumont e Emmanuelle Seigner. Seguono altri film come Cyrano de Bergerac (1990) con Gérard Depardieu, L'amante (1991), L'inconnu dans la maison (1992) con Jean-Paul Belmondo, Le persone normali non hanno nulla di eccezionale (1993), Storie di spie (1994), L'insolente (1996) con Michel Piccoli (che ritroverà anche in Rien sur Robert del 1999 e Tout va bien, on s'en va (2000), L'appartamento (1996), A vendre - In vendita (1998), Betty Fisher (2001) di Claude Miller con Edouard Baer, In amore c'è posto per tutti (2003) e, dopo un periodo di silenzio, Il piccolo Nicolas e i suoi genitori (2009).
Membro della Giuria del Festival di Cannes nel 2001, plurinominata ai César, vince solo uno dei prestigiosi premi francesi: quello per la migliore attrice esordiente in En avoir (ou pas) (1995).

Partecipa poi al film di Maïwenn Le Besco Polisse e a seguire interpreta Simone de Beauvoir nel film di Martin Provost Violette. Nel 2016 è la figlia di un anziano Jean Rochefort nel film di Philippe Le Guay Florida e viene diretta da André Téchiné in Quando hai 17 anni.

Nel 2018 recita per Daniel Auteuil in Sogno di una notte di mezza età e per Erick Zonca nel thriller Black Tide. Lisa Azuelos la sceglierà come protagonista del suo film sul rapporto madre/figlia Selfie di famiglia (2019).
VAI ALLA BIOGRAFIA COMPLETA

   

La Héloïse di Sandrine Kiberlain è capace di accettare le sconfitte, assorbirle e trovare un rimedio, perché la vita possa andare avanti. Dal 19 settembre al cinema.

Selfie di famiglia: imperfetta e generosa, ecco cos'è una donna

martedì 17 settembre 2019 - Giovanni Bogani cinemanews

Selfie di famiglia: imperfetta e generosa, ecco cos'è una donna Accidenti. Accidenti se Lisa Azuelos sa raccontare che cos'è una donna. Racconta una madre, che però è anche una figlia, che però è anche un'amica che ha voglia di ballare con le sue amiche, che è capace di finire a letto con un tipo con il quale ha scambiato tre parole; e che però è capace di svegliarsi, con sensi di colpa grandi come ciambelle, e correre a casa dai figli. E che è capace di accettare la vita, assorbirla, assorbirne le sconfitte e trovare un rimedio, un modo per aggiustare, per metterci una pezza, per fare in modo che la vita vada avanti.

Se poi aggiungi che questa donna imperfetta, sveglia, intelligente, pasticciona, generosa, sexy, vitale è interpretata da Sandrine Kiberlain, che si trascina addosso il film e attira la macchina da presa in una continua danza, spingendola a staccare il meno possibile, in scene che sembrano avere anche qualcosa di improvvisato e molto, molto di vero, ecco: hai un'idea del film. E del perché valga la pena vederlo.
Gli eroi dei film "maschili" vincono o perdono. La protagonista di questo film rammenda, rimedia, gioca con gli attacchi della vita come un judoka gioca con l'energia dell'avversario, facendosela scivolare addosso e, semmai, usandola per contrattaccare. La donna di Selfie di famiglia viene a patti con tutto, con ogni scalfittura della vita, e riesce a rimanere in piedi. È come se spiegasse a tutti noi un piccolo segreto: nella vita si vince, si perde, talvolta si pareggia. E in ogni caso si va avanti, finché ce n'è.

Se c'è una parola chiave per questo film, è accettare. Non si può controllare quasi niente: una figlia che se ne va a studiare in Canada, il giorno in cui decide di fare l'amore, come andrà l'operazione di tuo padre, o se ritroverai o no il telefonino che hai perduto. La Héloise del film comprende che quasi niente si può controllare, che il corso delle cose non lo si può gestire, non lo si può dominare: ed è quello che insegna anche a noi. In un film che racconta un'educazione difficile, e preziosa, alla felicità.

Diciamolo di nuovo: fra i punti di forza del film, l'interpretazione di una Sandrine Kiberlain pazzesca: fragile e forte, ironica, drammatica e sdrammatizzante, che sembra abitare il film come se fosse vita vera, e non finzione. Accanto a lei la regista Lisa Azuelos - è quella di LOL, enorme successo in Francia, e di un biopic su Dalida - mette la sua vera figlia, Thais Alessandrin. Nel ruolo del fratello troviamo invece Victor Belmondo, nipote di Jean-Paul. Uno strano affare di famiglia, che però funziona.

La trama narrativa è molto esile, vive di aneddoti. Anche emotivamente, si sta più spesso nel mezzo, fra il sorriso e la tenerezza, piuttosto che agli estremi, fra la risata e il pianto. Ma non è detto che sia un male: anche la vita è così. E ci sono momenti di assoluta tenerezza, e di verità spesso sfiorata, nel film. Il nodo centrale del film - accettare che i propri figli se ne vadano, e per i figli accettare che la propria madre abbia pulsioni e desideri - è tenuto stretto e raccontato bene, con tenerezza e con charme. Ci sono freschezza, sincerità, purezza in questo film. E possono bastare.

prossimamente al cinema Film al cinema Novità in dvd Film in tv
Altri prossimamente » Altri film al cinema » Altri film in dvd » Altri film in tv »
home | cinema | database | film | uscite | dvd | tv | box office | prossimamente | colonne sonore | Accedi | trailer | TROVASTREAMING |
Copyright© 2000 - 2020 MYmovies® // Mo-Net All rights reserved. P.IVA: 05056400483 - Licenza Siae n. 2792/I/2742 - credits | contatti | redazione@mymovies.it
Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso
pubblicità