Dizionari del cinema
Collegamenti
Media & Link
Consulta on line la Biblioteca del cinema. Tutti i film dal 1895 a oggi:
lunedì 20 maggio 2019

Sarah Bernhardt

Data nascita: 23 Ottobre 1844 (Scorpione), Parigi (Francia)
Data morte: 26 Marzo 1923 (78 anni), Parigi (Francia)
Biografia Filmografia Critica Premi Articoli e news Trailer
Sarah Bernhardt

Ceux de Chez Nous

Un film di Sacha Guitry. Con Auguste Rodin, Henri-Robert, Claude Monet, André Antoine, Camille Saint-Saëns, Edgar Degas, Edmond Rostand, Auguste Renoir, Octave Mirbeau, Sarah Bernhardt, Sacha Guitry, Anatole France
Genere Muto, - Francia 1915.

Les amours de la Reine Élisabeth

Un film di Henri Desfontaines, Louis Mercanton. Con Sarah Bernhardt, Max Maxudian, Jean Angelo, Georges Charmeroy, Albert Decoeur, Georges Deneubourg, Marie-Louise Derval, Guy Favières, Jane Maylianes, Suzanne Seylor
Genere Biografico, - Francia 1912.

Queen Elizabeth

Un film di . Con Sarah Bernhardt
Genere Muto, - Sconosciuto 1912.
Filmografia di Sarah Bernhardt »

domenica 21 aprile 2019 - Michel Ocelot risale il tempo con una promenade folcloristica che conduce alla celebrazione della cultura, dello scambio e della liberazione femminile. Da giovedì 24 aprile al cinema.

Dilili a Parigi, un 'gioiello culturale' da condividere in famiglia

Marzia Gandolfi cinemanews

Dilili a Parigi, un 'gioiello culturale' da condividere in famiglia Il messaggio è potente e dialoga col mondo attuale. A sei mese dalla consegna del Nobel per la Pace a Nadia Murad, attivista irachena abusata dai soldati dell'Isis, e a Denis Mukwege, il dottore che 'ripara' le donne vittime di stupro, esce in sala il film di animazione di Michel Ocelot. Un 'gioiello culturale' lanciato contro l'oscurantismo e la misoginia. Dilili a Parigi è un film di animazione impegnato che si rivolge soprattutto ai futuri adulti. Il papà di Kirikù e la strega Karabà, il primo lungometraggio di Michel Ocelot divenuto film di culto, lo realizza dopo dodici anni di lavoro tenace sui temi che da sempre gli stanno a cuore: la civiltà, l'arte, l'umanesimo. Dietro ai disegni, una volta ancora, si solleva l'artista in collera contro la stupidità, le superstizioni, il razzismo e le troppe ingiustizie fatte alle donne. Perché Dilili a Parigi è una parabola femminista, un elogio del femminile e più specificamente umanista come sottolinea il (gran) finale: fino a quando veglieremo con spirito critico il male non potrà pronunciarsi e lo vinceremo. Diversamente da Kirikù e la strega Karabà, il male non è giustificato. Se Kirikù trovava una spiegazione alla cattiveria della strega in una spina conficcata nella schiena che la faceva atrocemente soffrire, in Dilili a Parigi il male non ha scuse, il male è, avanza e bisogna mettersi al riparo. Come indica il titolo, la capitale francese, negli anni della Belle Époque, è al cuore di un intrigo e di un discorso politico. Dilili a Parigi è una promenade folcloristica e un'indagine poliziesca che conducono alla celebrazione della cultura, dello scambio e della liberazione femminile, incontrando gli spiriti più belli del debutto del XX secolo. Un piccolo manifesto dai colori brillanti per insegnare al pubblico più giovane che le donne non devono mai mettersi 'in ginocchio'.

All'epicentro di un mistero che scuote la città, una fanciulla indaga con l'aiuto delle straordinarie pioniere di una società patriarcale (Emma Calvé, Sarah Bernhardt, Louise Michel, Marie Curie, Camille Claudel), che incarnano magnificamente e ciascuna alla sua maniera un'idea della causa femminista. Dilili, piccola kanak meticcia abbigliata come una bambola, è stata 'spedita' a Parigi per figurare in un "villaggio indigeno", offerto allo sguardo dei parigini alla ricerca di un po' di esotismo. Nel tempo libero la bambina, che ha avuto Louise Michel come istitutrice in Nuova Caledonia, vuole scoprire le bellezze di Parigi. E Orel, un giovane uomo bello come un principe e libero come l'aria, le propone di scorrazzarla in giro sulla sua tricicletta. Ma quando una setta sotterranea di cattivi anonimi e malefici (i Maschi-Maestri) comincia a rapire le bambine ad ogni angolo della capitale con lo scopo di ridurle in schiave, il giro turistico volge in inchiesta.
Convinto di non poter fare Parigi più bella di quanto non sia naturalmente, Michel Ocelot ha scelto di non disegnarla ma di fotografarla, seguendo la geografia dei suoi luoghi più celebri, accedendo a quelli sotterranei e a quelli più insoliti fino a cancellare tutti gli indici della modernità e gli anacronismi per risalire il tempo e riportare Parigi allo splendore del XIX secolo. Il risultato è stupefacente come il candore della piccola Dilili, vero e proprio antidoto contro le ombre che avanzano. Insieme a lei e in una sequenza prodigiosa (e dorata), ritroviamo quello che fa la grandezza di Michel Ocelot. Dilili cavalca un ghepardo nella casa di Sarah Bernhardt, questa combinazione singolare tra città e giungla riprende il motivo della scena di apertura, evocando universi molti differenti. È questo doppio movimento che permette al regista di incontrare due luoghi, due tempi, due sentimenti: costruzione e natura, cacofonia e calma, crimine e giustizia.

La forza motrice dell'autore non è esclusivamente il disegno ma lo spirito vivo e folgorante che lo abita. Michel Ocelot soffia un vento umanista che spazza via tutta la prepotente arroganza di un'epoca dove il machismo e il patriarcato dominavano il paesaggio sociale. Dilili è la sua stella, una stella radiosa piantata nel mezzo di un reale in cui le violenze e le disuguaglianze indossavano bei abiti, guidavano auto confortevoli e abitavano ricchi appartamenti. Interrogandosi sulla parità uomo-donna nella seconda parte del film, quella più frontalmente politica, Ocelot risolve l'intrigo e si conferma un formidabile creatore di immagini. La sua Dilili si converte in ambasciatrice di una liberazione del corpo femminile, attivandosi perché le prigioniere risollevino la testa e riprendano a vivere dritte. A immagine della sua eroina, l'epilogo è lieto e felice. Felice come Dilili. Perché a ogni incontro, la piccola protagonista ripete una frase semplice ma luminosa, che esprime la sua riconoscenza verso l'altro inteso sempre come sorgente di ricchezza: "Felice di conoscervi". Anche noi, cara Dilili.

Altre news e collegamenti a Sarah Bernhardt »
prossimamente al cinema Film al cinema Novità in dvd Film in tv
Altri film » Altri film » Altri film » Altri film »
home | cinema | database | film | uscite | dvd | tv | box office | prossimamente | colonne sonore | Accedi | trailer | TROVASTREAMING |
Copyright© 2000 - 2019 MYmovies® // Mo-Net All rights reserved. P.IVA: 05056400483 - Licenza Siae n. 2792/I/2742 - credits | contatti | redazione@mymovies.it
Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso
pubblicità