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Iron Fist è arrivato: l'ultimo difensore è su Netflix

Grande spettacolarità per una serie in cui l'azione si fa più coreografica di episodio in episodio.
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venerdì 17 marzo 2017 - Netflix

'L'Ultimo Difensore', così Netflix ha lanciato la serie di Iron Fist, il quarto personaggio che farà parte del super-team annunciato già anni fa ancora prima della partenza di Daredevil. Il "pacchetto" dei Defenders è stato infatti comprato da Netflix in blocco e i Marvel Studios l'hanno fin dal principio progettato con una struttura speculare a quella degli Avengers al cinema: capitoli dedicati ai singoli eroi da introdurre, con alcune connessioni, per poi convergere verso il super-gruppo. La differenza è che qui tutto è rapportato al piccolo schermo e gli eroi sono "di strada", più realistici e meno coloriti anche nei superpoteri. Così, dopo Daredevil, Jessica Jones e Luke Cage è il turno di Iron Fist, noto in Italia a fumetti come Pugno d'acciaio, capace di incanalare il proprio Chi nella mano e farne un'arma carica di micidiale energia.

"In merito alla spettacolarità del pugno di Iron Fist, l'abbiamo affrontata in modo che speriamo risulti il più realistico possibile"

Ideato da Roy Thomas e Gil Kane nel 1974, il personaggio viene ora reiventato per Netflix da Scott Buck, già sceneggiatore di Six Feet Under, Rome e Dexter, con un episodio pilota diretto da John Dahl, regista di Rounders passato anche dietro la macchina da presa della serie di Jessica Jones. Iron Fist, più che un nome di battaglia come Daredevil, è un titolo, che si conquista diventando i campioni di K'un L'un, una delle sette capitali del paradiso, e sconfiggendo il drago Shou-Lao. Tanto che una delle più recenti serie a fumetti al lui dedicate è stata intitolata "The Immortal Iron Fist" e ha raccontato dei precedenti detentori del titolo oltre che dei campioni delle altre capitali di Paradiso. L'attuale Iron Fist è Danny Rand, precipitato ancora bambino in aereo in Himalaya insieme ai ricchi genitori e salvato dai monaci di K'un L'un, dove è stato addestrato fino a diventare "l'arma vivente" della città, destinato a proteggerla dalla Mano.



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In foto una scena della serie Iron Fist.
In foto una scena della serie Iron Fist.
In foto una scena della serie Iron Fist.

Quest'ultimo elemento di mitologia è un'invenzione della serie Tv, che lega così le origini mistiche del personaggio al culto di ninja avversari di Daredevil, oltre che probabilmente principali antagonisti dei futuri Defenders. Ma il ritorno di Danny a New York ha ragioni personali: la serie si apre infatti con Danny che cerca di farsi riconoscere e accettare da Joy e Ward Meachum, suoi amici d'infanzia che ora hanno il controllo della Rand Corporation.

"Iron Fist inizia come il finale del Mago di Oz, quando Dorothy racconta di essere tornata da una città magica".
Jessica Henwick

Nel cast troviamo altri volti già noti, come l'avvocato Jeri Hogarth, interpretata da Carrie-Anne Moss e già vista in Jessica Jones. Immancabile poi un ruolo per Rosario Dawson, che a sua volta era già entrata in contatto con i ninja della Mano nella seconda stagione di Daredevil, da cui Iron Fist mutua anche un temibile villain: Madame Gao. Questa enigmatica vecchietta cinese, capace di prodigiose arti marziali, traffica in eroina sotto lo stemma dello "steel serpent", ossia uno dei più celebri avversari di Iron Fist. Per questa ragione - oltre che per aver detto a un alleato di Wilson Fisk di provenire da un luogo molto più lontano della Cina - i fan hanno sospettato che Madame Gao fosse in realtà la Crane-Mother, personaggio appunto legato allo Steel Serpent.



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In foto una scena della serie Iron Fist.
In foto una scena della serie Iron Fist.
In foto una scena della serie Iron Fist.

L'antagonista principale della serie è però un altro: Harold Meachum, interpretato dall'australiano David Wenham e deciso a manipolare Danny per i propri fini. Tra gli alleati del confuso rampollo, spicca invece Colleen Wing, "la figlia del drago", maestra di katana di cui veste i panni Jessica Henwick e dal passato di cui non viene rivelato nulla nei primi episodi. Anche Colleen Wing nasce a fumetti nel 1974, per mano di Doug Moench e Larry Hama, e su carta è inseparabile dall'altra figlia del drago, ossia la detective Misty Knight già vista in Luke Cage.

"Il dono più grande di Danny sono le sue arti marziali, e questo non è un superpotere, è qualcosa per cui ha lottato e che ha conquistato allenandosi giorno e notte per la sua intera infanzia. Quindi, con questa prospettiva, abbiamo cercato di rendere il personaggio più reale possibile"

Sebbene Iron Fist sia l'eroe dal dono più appariscente tra quelli visti finora, la mitologia che lo circonda viene nei primi episodi solo raccontata a parole, e Scott Buck spiega che non si vedrà un granché di K'un L'un e di altri elementi fantastici, così come non si vedrà per ora il costume verde e oro del personaggio.



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In foto una scena della serie Iron Fist.
In foto una scena della serie Iron Fist.
In foto una scena della serie Iron Fist.

Le difficoltà incontrate nell'adattamento sono però altre: appena è stata annunciata la serie si è levato l'hashtag su twitter #AsianAmericanIronFist, per chiedere che il personaggio fosse interpretato da un attore asiatico. Una scelta in nome della diversity che però, oltre a tradire il fumetto, sarebbe caduta a in uno stereotipo razzista: quello per cui tutti gli orientali praticano le arti marziali. D'altra parte, così com'è stato concepito, Iron Fist si avvicina molto al tropo del "mighty whitey", ossia il bianco che si rivela superiore ai nativi di altre culture persino in quello che non appartiene al suo retaggio. Una situazione dunque insolubile, che Marvel e Netflix, fedeli al fumetto originale, hanno cercato di contenere dando molto spazio al personaggio, asiatico, di Coleen Wing.

A differenza delle recenti Jessica Jones e Luke Cage - la prima con una protagonista donna e dove si affrontano questioni di abuso e di stalking, la seconda in parte sulla questione #blacklivesmatter - a Iron Fist manca una prospettiva fortemente sociale, pur muovendo svariate critiche all'operato delle big pharma che lucrano sulla medicina. D'altra parte lo spirito di Iron Fist è più avventuroso e vicino a Daredevil, di cui gli manca la cupezza noir in favore di una maggiore spettacolarità.
Andrea Fornasiero

L'azione si fa più coreografica di episodio in episodio, tanto che a dirigere vi si è cimentato anche RZA, regista di L'uomo con i pugni di ferro e innamorato della cultura del kung fu già come musicista con i Wu-Tang Clan. La sua puntata riprende infatti una situazione classica del cinema di arti marziali e firma così un ulteriore omaggio a quel mondo, in perfetta continuità con l'essenza di Iron Fist.



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