Tutti vogliono qualcosa

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Un film di Richard Linklater. Con Austin Amelio, Temple Baker, Will Brittain, Zoey Deutch, Ryan Guzman, Tyler Hoechlin.
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Titolo originale Everybody Wants Some!!. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 116 min. - USA 2016. - Notorious Pictures uscita giovedì 16 giugno 2016. MYMONETRO Tutti vogliono qualcosa * * * - - valutazione media: 3,19 su 14 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,19/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * * -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * 1/2 - - -
Una commedia che racconta le vicende di un gruppo di amici nel momento di passaggio verso l'età adulta.
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primo piano
Un'autentica esplosione di gioventù, una suite malinconica di attimi consueti mentre le epoche scorrono
Marzia Gandolfi     * * * * -
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TROVASTREAMING

Texas, 1980. Jake sbarca al campus dove si appresta a cominciare il suo corso di studi. Lanciatore nella squadra di baseball dell'università ha una camera in una casa affollata di compagni che pensano principalmente a godersi la vita, seducendo fanciulle, bevendo birre e ballando agghindati nei club. Integrato molto presto nel gruppo di gioiosi conviventi, Jake si innamora di Beverly, una studentessa d'arte e spettacolo che sembra ricambiarlo. Tra una scazzottata e un allenamento, Jake e compagni approfitteranno della 'ricreazione'.
Tutti vogliono qualcosa comincia dove Boyhood finiva la sua corsa e ritorna sul 'debutto alla vita' di Richard Linklater all'università di Austin in Texas e nel settembre del 1980, l'anno in cui Reagan diventa presidente e la disco e il punk sono al loro apice, la permanente è ancora un must e il sesso protetto è ancora un divertente ossimoro. Ma l'intervallo è (quasi) finito e la campanella suona l'inizio delle lezioni per Jake e la sua generazione fracassona e baffuta. Ventitré anni dopo il regista texano ritorna sulle tracce del suo teen-movie La vita è un sogno, oggetto di culto negli States con cui questo campus movie di maschi alfa condivide il testosterone e la medesima coolness drammatica.
Svolto in una sequenza fluida di quadri saturi di colori e di sonorità pop dove le ore sembrano dilatarsi all'infinito, Tutti vogliono qualcosa ribadisce l'ossessione di Linklater per il tempo, la fascinazione per la sua circolarità proustiana. E nel suo scorrere senza posa quello che coglie l'autore è il movimento stesso della vita da cui non pesca mai gli snodi simbolici ma i momenti complementari. Il suo cinema è una suite malinconica di attimi consueti mentre le epoche scorrono, le mode passano, le trame sfilano. Tutti vogliono qualcosa è un flusso di coscienza che restituisce immediatamente l'esperienza del tempo che scorre fuori dal nostro controllo e aggrappato a cose, parole, baleni marginali eppure pieni di una loro bellezza. Everybody Wants Some!!, a cui il titolo italiano ha tolto i punti esclamativi (Tutti vogliono qualcosa), è un'autentica esplosione di gioventù al ketchup dove le boutade e le cretinerie rimbalzano come palline da ping pong e lo spirito di corpo assume la forma di una competizione feroce a tutti i livelli dell'esistenza: sport, corteggiamenti, amicizia. Dopo Boyhood e la celebre trilogia (Prima dell'alba, Before Sunset, Before Midnight), che testimoniano la sua vocazione per la materia temporale e le sue contingenze, Linklater segue come DeLillo le vicende di una pallina da baseball e trova il suo homerun.
Un fuoricampo mitico, fuori dal tempo e prima della fine della ricreazione che cattura l'istantanea di uno sguardo e l'essenza di un istante che ancora una volta l'autore ci invita a condividere. Da Boyhood alla baldoria di Tutti vogliono qualcosa, il progetto resta lo stesso: scannerizzare una generazione attraverso gli occhi di un adolescente alla soglia dell'età adulta. E con le epoche cambiano anche gli occhi. Questa volta sono quelli di un pitcher che trasloca con una valigia e una scatola di vinili al campus e in un decennio di tensione sociale e di rilassamento dei costumi. Un'età non ancora minacciata dall'ombra scura dell'AIDS e al massimo allarmata dal ritardo mestruale della fidanzatina di turno. Nel tempo di un weekend, l'autore rappresenta una muta di sportivi spensierati e aperti a tutte le esperienze che riserva l'internato. In quella bolla di tempo sospeso e promesse appese che precedono un debutto, si agitano un gruppo di studenti americani le cui azioni e infrazioni alle regole della casa (niente alcol e niente donne ai piani alti) restano senza effetto e conseguenze.
Linklater fissa per sempre l'intervallo in cui i ragazzi abbandonano il nido familiare ma non adempiono ancora agli obblighi della vita adulta, un'anticamera ludica disponibile ai loro desideri e all'invenzione di sé. E in quel preludio vintage, che ricrea l'istante dell'intesa segreta con lo spazio-tempo sconosciuto, il regista ha pensato un giorno come il suo personaggio di diventare giocatore di baseball professionista. Ma resistente quanto Jake, è l'unico a non portare i baffi e a rifiutare di scegliere una materia dominante che lo costringerebbe a un'identità permanente, Linklater decide per entrambi la libertà. Perché la libertà è il movimento (verso qualcosa, verso qualcuno). L'attrazione che Jake, Sisifo sul monte di lancio, prova per una studentessa d'arte e l'incontro fortuito con un vecchio compagno di liceo convertito al punk gli rivelano culture sconosciute e la possibilità di una relazione alternativa con l'esistenza, affrancata dal vincolo delle convenzioni sociali.
College-movie senza corsi o match di baseball, Tutti vogliono qualcosa è sviluppato con una minuziosità documentata e applicata al décor, ai costumi, agli accessori, al look (i baffi solidi e rock di Freddie Mercury) e alla musica (il titolo è anche una canzone di Van Halen), nessun'altra referenza temporale esterna al campus arriva a perturbare le attività ricreative dei nostri che cantano "Rapper's Delight" a squarciagola e teste a tempo in una scena che riassume l'edonismo splendido splendente degli anni Ottanta. Di cui resta adesso questo film esclamativo. Un coupe de foudre che passa per un coup de fil. Una telefonata che non sapresti dire se breve o interminabile ma che miracolosamente ti innamora.

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Il glamour della noia

lunedì 20 giugno 2016 di sim71

 La critica più colta parla di suite malinconica di attimi consueti (?), di un carpe diem in un contesto competitivo (??) e ci presenta Linklater come un camaleonte tre spanne sopra la media. Probabilmente si riferivano alla scuola media, perché il pensiero e il linguaggio dei protagonisti non lascerebbero supporre un diverso sviluppo cerebrale. L’ambientazione è quella del campus universitario e gli interpreti principali membri di una improbabile continua »

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Ragazzi al college

mercoledì 29 giugno 2016 di Filippo Catani

Texas 1980. Un gruppo di ragazzi si appresta all'inizio delle lezioni universitarie tra feste, ragazze e una casa condivisa. Linklater fa ciò che gli riesce meglio ossia narrare praticamente in presa diretta la vita quotidiana dei suoi personaggi. Non vi è una particolare trama o dei pensieri da sviluppare. Si tratta solo di mettersi comodi a vedere cosa possono combinare un gruppo di universitari desiderosi di vivere la vita. Al massimo ci si può concedere qualche rimpianto continua »

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Nostaglia degli '80

lunedì 16 gennaio 2017 di Liuk!

Uno spaccato di vita degli anni '80 che descrive magistralmente alcuni giorni di vita di una squadra di baseball universitaria nei momenti precedenti agli inizi delle lezioni, tra party, scherzi e amori. Non siamo davanti ad un teen movie, nè ad una commedia banale, anzi il lavoro è piuttosto elaborato e trasuda nostaglia. La realizzazione è impeccabile e l'attenzione per i dettagli rende il prodotto visivamente molto interessante. Musiche da urlo e personaggi divertenti continua »

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DVD | Tutti vogliono qualcosa

Uscita in DVD

Disponibile on line da giovedì 10 novembre 2016

Cover Dvd Tutti vogliono qualcosa A partire da giovedì 10 novembre 2016 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Tutti vogliono qualcosa di Richard Linklater con Wyatt Russell, Ryan Guzman, Zoey Deutch, Tyler Hoechlin. Distribuito da Rai Cinema - 01 Distribution. Su internet Tutti vogliono qualcosa (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 15,99 €
Aquista on line il dvd del film Tutti vogliono qualcosa

FOCUS | Uno struggente documentario antropologico travestito da commedia nostalgica per un regista che continua a sfuggire alle tassonomie ufficiali.

Capolavoro difficile da collocare

lunedì 20 giugno 2016 - Roy Menarini

Tutti vogliono qualcosa, capolavoro difficile da collocare Bisogna cominciare a chiedersi se Richard Linklater non debba essere considerato a tutti gli effetti uno dei maggiori cineasti americani viventi. La sua lunga militanza autarchica e l'attitudine poco propensa al grandioso, la filmografia sussultoria e inconsueta, gli esperimenti sempre fuori asse rispetto alle mode del momento (culminate con il film della vita, e di una vita, Boyhood) non gli hanno meritato la dedizione totalizzante della cinefilia. Un po' come se si fosse trovato nella terra di nessuno, Linklater ha continuato a lavorare a contatto con Hollywood attraverso le porte girevoli del cinema indipendente.

VIDEO | Il sequel spirituale di La vita è un sogno di Linklater. Dal 16 giugno al cinema.

Il primo anno di college non si scorda mai

martedì 7 giugno 2016 - a cura della redazione

Tutti vogliono qualcosa, il primo anno di college non si scorda mai Nel 1981 Jake Bradford si trasferisce al college e prende possesso di un'abitazione insieme ai suoi compagni della squadra di baseball universitaria. Tra cameratismi e qualche conflitto interno al gruppo, tra notti folli alla perenne ricerca di conquiste femminili, Jake inizia un percorso di crescita che lo porterà anche a trovare l'amore. Tutti vogliono qualcosa comincia dove Boyhood finiva la sua corsa e ritorna sul 'debutto alla vita' di Richard Linklater all'università di Austin in Texas e nel settembre del 1980, l'anno in cui Reagan diventa presidente e la disco e il punk sono al loro apice.

Linklater confeziona il capolavoro

di Maurizio Acerbi Il Giornale

Jake è una matricola che arriva in un campus del Texas, alla vigilia dell'anno scolastico. Sarà anche il lanciatore della squadra di baseball dell'università e proprio con i suoi compagni trascorrerà tre giorni di feste, bevute, allenamenti, scherzi, ragazze, fino al fatidico suono della campanella. Linklater, dopo Boyhood, dimostra di essere un regista tre spanne sopra la media. Il suo è un film nostalgico che elabora il Carpe Diem in un contesto competitivo e in una cornice da Porky's, ma alta. »

Giovani, carini e individualisti sono i ragazzi di Linklater

di Roberto Nepoti La Repubblica

Autore di alcuni dei film americani più personali dell'ultimo decennio, Richard Linklater torna con una commedia di college (a prima vista) piuttosto inaspettata per uno come lui. Anni '80. Jake arriva al campus e deve affrontare due realtà nuove: l'università e la casa per studenti in cui abiterà, residenza di giovanotti alquanto "funky". In realtà Tutti vogliono qualcosa comincia là dove finisce "Boyhood", anche se si concentra nel tempo infinitamente più breve di tre giorni. Il cinquantacinquenne regista ricostruisce bene quelli che furono i "suoi" anni; più nell'atmosfera, però (fondamentale il ruolo della colonna musicale), che nella lettera. »

Goliardico, irresistibile e struggente: che bellezza il 1980 secondo Linklater

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Ci sono registi che fanno sempre lo stesso film, altri che praticano tutti i generi. E poi c'è Richard Linklater, forse l'autore americano più imprevedibile della sua generazione, e non solo. Un camaleonte che ogni volta cambia tutto: stile, metodo, mood, cast, e riesce a essere autobiografico in modi sempre diversi. Lo avevamo lasciato con l'elegiaco e bellissimo Boyhood, girato nell'arco di 12 anni seguendo la crescita del protagonista. Lo ritroviamo con questo Tutti vogliono qualcosa, che sembra cominciare proprio dove finiva Boyhood, dal primo giorno di college. »

Un istante di vita che dura per sempre

di Giulia D'Agnolo Vallan Il Manifesto

Un sequel spirituale di La vita è un sogno, e una continuazione di Boyhood. Così Richard Linklater descrive Tutti vogliono qualcosa l'ultimo tassello del suo multigenerazionale mosaico vivente (di cui fanno parte, oltre ai film di sopra, anche Slacker e l'animato Waking Life), ambientato sullo sfondo di un Eden del sudovest texano che - nella fotografia calda, elegante, di Shane Kelly, su una raffinata colonna sonora di greatest hits d'epoca - non è mai sembrato così idilliaco e, allo stesso tempo, così irrimediabilmente perduto. »

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