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George Lucas, un uomo da 200 milioni di dollari

Il creatore dell'universo filmico di Star Wars passa il testimone a J.J. Abrams per Episodio VII - Il risveglio della forza. Dal 16 dicembre al cinema.
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di Mauro Gervasini

George Lucas (George Walton Lucas Jr.) (72 anni) 14 maggio 1944, Modesto (California - USA) - Toro.

martedì 8 dicembre 2015 - Focus

La Nuova Hollywood è cresciuta tra la cucina, il salotto e la spiaggia della casa di due produttori, moglie e marito, Julia e Michael Phillips. Con La stangata vincono l'Oscar per il miglior film (1973), fanno un sacco di soldi e comprano una villa vista mare a Malibù. I connotati del cinema americano li cambiano non tanto scrivendo, finanziando o scoprendo nuovi talenti (anche, certo) ma trasformando quelle mura in un open space dove le menti più creative del periodo trovano rifugio. Sono assidui, tra gli altri, Brian De Palma, Steven Spielberg, Francis Ford Coppola, un tizio sovrappeso che va in giro sempre armato (John Milius) e George Lucas. In casa Phillips, e soprattutto sulla spiaggia, Steven ha l'intuizione per trasformare un modesto romanzo nel primo blockbuster di tutti i tempi (Lo squalo, 1975) George e Francis fondano l'American Zoetrope e John, be', lui lucida tavole da surf. Dopo un paio d'anni e un mezzo infarto durante la lavorazione di un'oscura opera di fantascienza su cui nessuno vuole scommettere, Lucas chiede a Spielberg cosa davvero pensi di Guerre stellari, visto in anteprima; l'amico scrive la risposta su un bigliettino. «Sarà un successo e incasserà 20 milioni di dollari». Invece di milioni ne porta a casa 200. E non è che l'inizio.

George Lucas, classe 1944, maniaco degli effetti speciali visivi, sperimentatore, regista, sceneggiatore, produttore. Uno dei principali cineasti del 900. Capace, con la saga di Star Wars, di creare un immaginario filmico di inesauribile potenza. Oggi il testimone è passato a J.J. Abrams, ma la sceneggiatura del nuovo Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della forza, dal 16 dicembre nelle sale di tutto il mondo, porta anche la firma di Lawrence Kasdan, che già collaborò a Star Wars: Episodio V - L'Impero colpisce ancora e Star Wars: Episodio VI - Il ritorno dello Jedi, oltre ad avere scritto I predatori dell'Arca perduta, da Lucas prodotto.
In fondo, una grande factory che mette insieme anche Spielberg e la sua storica "socia" Kathleen Kennedy, per dieci anni, dal 2002 al 2012, co-direttrice con George della LucasFilm, fino alla definitiva acquisizione da parte della Disney e all'inizio di una nuova era con il "creatore" ai margini. George Lucas non ha partecipato alla realizzazione di Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della forza, ma dice di avere apprezzato il lavoro di Abrams.

Le origini di Guerre stellari in sintesi. L'American Zoetrope, produttrice del primo lungometraggio di Lucas L'uomo che fuggì dal futuro, magnifico prototipo di fantascienza distopica, acquista i diritti per una riduzione delle avventure di Flash Gordon. Non se ne fa nulla, ma intanto George ha cominciato a scrivere la sua personale space opera ispirata a mille cose, dalle fiabe alla Bibbia, ma soprattutto a un film di Akira Kurosawa: La fortezza nascosta. Anni dopo sarà proprio grazie a Lucas, Spielberg e Coppola che il maestro giapponese troverà i fondi per completare il suo ambizioso Sogni (1990).
Nel 1975 Lucas fonda la Industrial Light & Magic per ovviare alla chiusura da parte della 20th Century Fox del suo dipartimento di effetti speciali. Gira Guerre stellari nel 1976 tra Tunisia e Inghilterra, sperimenta nella resa dei suoni, delle voci, e tramite l'alto artigianato della IL&M crea una visione avvenirista. Fantascienza, certo, ma credibilissima e stupefacente: un misto tra Méliès, Jules Verne, "Il mago di Oz" e Flash Gordon, ancora più proiettato verso il futuro. Un'impresa "romantica" con un uomo solo al comando che però getta le basi per l'imponente macchina produttiva che da quel momento in poi si legherà al brand.

George Lucas è stato fagocitato dal mito che ha creato. A parte una nicchia cinefila, nessuno ricorda L'uomo che fuggì dal futuro. O American Graffiti (1973), che pure negli Stati Uniti ebbe un eccezionale successo di pubblico. Ed è un peccato, perché si respira in queste produzioni la tensione insieme iconoclasta e innovativa della New Hollywood, capace di reinventare i generi dall'interno riflettendo sul sogno americano, da cui un immaginario più consapevole e, se si vuole, meno infantile. Guerre stellari, o Star Wars: Episodio IV - Una nuova speranza secondo la denominazione in vigore dal 1999, è senza dubbio uno dei titoli più importanti della storia del cinema, e la Trilogia Originale resta un caposaldo del genere. Ma non dimentichiamoci il fallimento artistico della Nuova Trilogia, da Lucas interamente diretta tra il 1999 e il 2005. Ora il destino della saga passa a J.J. Abrams. Speriamo che il suo Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della forza segni davvero la nascita di una nuova speranza.

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