Mister Chocolat

Film 2015 | Drammatico +13 110 min.

Titolo originaleChocolat
Anno2015
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia
Durata110 minuti
Regia diRoschdy Zem
AttoriOmar Sy, James Thierree, Clotilde Hesme, Olivier Gourmet, Frédéric Pierrot Noémie Lvovsky, Alice de Lencquesaing, Olivier Rabourdin.
Uscitagiovedì 7 aprile 2016
TagDa vedere 2015
DistribuzioneVidea - CDE
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,94 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Roschdy Zem. Un film Da vedere 2015 con Omar Sy, James Thierree, Clotilde Hesme, Olivier Gourmet, Frédéric Pierrot. Cast completo Titolo originale: Chocolat. Genere Drammatico - Francia, 2015, durata 110 minuti. Uscita cinema giovedì 7 aprile 2016 distribuito da Videa - CDE. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,94 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Omar Sy è il protagonista di un film tratto dalla vera storia del primo clown nero della storia francese. Il film ha ottenuto 4 candidature e vinto 2 Cesar. In Italia al Box Office Mister Chocolat ha incassato 259 mila euro .

Consigliato sì!
2,94/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 3,00
PUBBLICO 3,83
CONSIGLIATO SÌ
Mesdames et messieurs, il pagliaccio Chocolat va in scena: su il sipario.
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 29 marzo 2016
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 29 marzo 2016

Francia, 1897. Rafael Padilla, nero di origine cubana, è uno dei freaks di Monsieur Delvaux, direttore artistico di un piccolo circo di provincia. Esibito tra la donna cannone e l'uomo più alto del mondo, Rafael impersona con pelle maculata e osso tra i capelli il mito del selvaggio famelico, terrorizzando sulla pista donne e bambini. Ma George Footit, clow bianco di professione, intravede in lui un potenziale e gli propone di formare un duo comico. Tra ceffoni e pedate, George li assesta e Rafael li incassa, la coppia funziona a meraviglia. Il pubblico ride e accorre copioso ad applaudirli, tra loro Joseph Oller, impresario parigino che li vuole a qualsiasi costo nel suo spettacolo. Lasciata la provincia per la Ville Lumière, George e Rafel incontrano un successo sbalorditivo. Col nome di Chocolat, diventa il primo artista nero della scena francese ma lontano dalle paillettes la vita presenta il conto e la Francia la sua intolleranza. Delazione e arresto innescano un processo di consapevolezza della propria condizione che coinciderà con il fallimento di una carriera.
Sei anni fa Abdellatif Kechiche porta sullo schermo la storia di Saartjie Baartman (Venere nera), donna africana e attrazione privilegiata di un freak show, interrogando lo spettatore sulla complicità che può avere in ogni rappresentazione. Se il film di Kechiche riposa sulla passività della sua protagonista, vittima di una società bianca razzista e sadica, Mister Chocolat mette in scena all'inverso un corpo acrobatico che agisce quasi un secolo più tardi nella Parigi della Belle Époque.
Figlio di schiavi cubani, diventato vedette del circo parigino alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, Rafael Padilla, in arte Chocolat, fu la prima celebrità nera dello show-business francese. Figura tragica morta nell'oblio dopo due decenni di celebrità, ignorata per un secolo e riemersa nella coscienza collettiva attraverso il lavoro dello storico Gérard Noiriel ("Chocolat, clown nègre"), Padilla è oggetto scopico inserito nell'ordine della rappresentazione ottocentesca, che fissa lo stereotipo dell'altro attorno a precise coordinate di genere, razza, classe, appartenenza geografica. Come Saartjie Baartman, Rafael Padilla eccedeva la categoria del pensare e sentire europeo del XIX secolo, era corpo diverso e inferiore da osservare ed esporre sotto i tendoni circensi. Se Roschdy Zem richiama alla memoria il razzismo ordinario della Francia repubblicana al debutto del XX secolo, Omar Sy 'illustra' un discorso preciso sul potenziale oppressivo dello sguardo. Prigioniero del modo in cui gli altri lo vedevano (e lo rappresentavano), Chocolat è soccorso da George Footit, clown bianco con cui Chocolat formerà per quindici anni un formidabile duo.
Le virtù pedagogiche di Mister Chocolat, che svolge una relazione umana e professionale, rende noto un destino sconosciuto, riemerge la stagione degli imperi coloniali e delle 'esposizioni' ossessionate dalla spettacolarizzazione del guardato, non sono però sufficienti da sole a risollevare un film che resta costantemente in superficie e a cui manca un punto di vista. Il biopic di Roschdy Zem è un prodotto irrigidito e impacciato, che non ragiona mai in termini di messa in scena, che non ci dice nulla del suo protagonista se non che fu un povero diavolo buono, vittima della sue debolezze (la passione per le donne e il gioco) e di una società esclusivista, che decise un bel giorno di recitare Shakespeare per uscire dalla sua condizione di bestia da circo. Ma la cosa più bizzarra è che Mister Chocolat finisce per riproporre gli stereotipi che vorrebbe denunciare. Sotto i lineamenti di Omar Sy, Chocolat non è che una marionetta priva di profondità psicologica, che porta a coscienza e diventa portavoce dei propri diritti con due bicchieri di assenzio e uno scambio di battute in prigione. Sul tema della spettacolarizzazione dell'orrore coloniale poi, Mister Chocolat non aggiunge molto ed elude la riflessione sul ruolo dello spettatore compresa da Kechiche.
Roschdy Zem non riesce ad afferrare il suo protagonista, a cogliere l'ambiguità del ridere che suscita, ad applicare alla materia uno stile rigoroso (Mister Chocolat è un film agghindato), a ragionare sulla responsabilità dello sguardo o sullo sguardo responsabile. Disinnescato è pure Omar Sy, incredibilmente fuori parte e battuto, in senso proprio e figurato, dal James Thierrée, attore, acrobata, ballerino, mimo 'caduto' sulla pista del circo a quattro anni. Nipote di Charlie Chaplin, melange di splendore e malinconia, è il punctum del film, di cui rende indispensabile la visione.

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MISTER CHOCOLAT
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 11 aprile 2016
no_data

MISTER CHOCOLAT, del regista di origine marocchina Roschdy Zem, ha il merito di farci conoscere la biografia di Rafael Padilla (Omar Sy), nero cubano che lavora in un circo di provincia nella Francia di fine ottocento. Il suo numero consiste nello spaventare l''ingenuo pubblico dell''epoca fingendosi un cannibale. Lo nota il clown in declino Footit (James Thiéreée.

sabato 9 aprile 2016
BARONE DI FIRENZE

Scrivere su storie vere per me non è mai facile poiché non c''è la fantasia di una reale finzione; comunque sia, gli interpreti dal primo all''ultimo, compresa la donna cannone hanno dato il meglio di se, Omar Sy è eccezionale, inoltre ho appreso che James Thierree è il nipote del grande Chaplin, acrobata circense, (E nel film lo dimostra ampiamente) è anche grande come attore, d''altronde da cotanto [...] Vai alla recensione »

sabato 21 gennaio 2017
danielesignoriello

Francia, 1897. Nel pieno di quel fermento artistico, scientifico e culturale, che ebbe luogo in Europa e che prende il nome di “Belle Epoque” (1871-1914) e mentre numerose scoperte scientifiche e rilevanti eventi vedevano la luce (la radio di Marconi, il primo volo dei fratelli Wright, ecc.), si incastra la storia di Rafael Padilla, in arte Chocolat, nato a Cuba nel 1860 circa, e famoso [...] Vai alla recensione »

lunedì 11 aprile 2016
profmimmo

Raffinato, garbato, mai urlato, un film ricco e profondo.

mercoledì 13 aprile 2016
Jujitsu

I film più belli, a mio parere, sono quelli che portano alla luce degli eventi del passato andati perduti. E “Mister Chocolat” è un esempio perfetto.Riscoprire la storia di Rafael Padilla è una sorpresa che mi fa commuovere specialmente pensando a lui come il primo “Patch Adams”, filantropo della risata dispensata gratuitamente a chi è in ospedale, a chi sta male.

domenica 10 aprile 2016
Maurizio.Meres

Fine ottocento,tra colonialismo e indifferenza sociale il pensiero di Lincoln è molto lontano,la diversità tra popoli è una realtà,è come un usanza comune,i fratelli Lumiere girano cortometraggi,sta nascendo il cinema,Parigi si rivede nei quadri di Lautrec,l'impressione e alle porte ci sono solo due alternative per divagare,il teatro per ceto medio alto,e il circo per quello basso.

FOCUS
FOCUS
sabato 9 aprile 2016
Pino Farinotti

Il tema è un grande tema: il destino di un "nero" che si estende a tutti. Dico subito che la mia idea non fa differenze. Un uomo si chiama Franco, l'altro Gianni, l'altro Alberto, uno è un commerciante , l'altro un medico, l'altro un insegnante. Le differenze sono queste, non il colore. Le polemiche recenti, durante gli "Oscar" sulla proporzione dei bianchi e dei neri nei film mi sono sembrate superflue, superate e stupide. Certo, per arrivare a questa non-differenza c'è voluto tanto tempo, ci sono volute sofferenze, ingiustizie infinite, e tutto ciò che sappiamo.

Rafael Padilla - Chocolat era un cubano arrivato a Parigi. Cominciò a lavorare in un circo come re-scimmione africano, poi divenne un clown geniale e riformatore, infine fu il primo "Otello vero non dipinto" del teatro francese.

La sua fu una vita di continua e dolorosa fatica di emancipazione. Nei primi anni del secolo scorso era uno degli artisti più popolari di Francia. La sua storia viene raccontata in Mister Chocolat, regista Roschdy Zem, protagonista Omar Sy, l'irresistibile "badante" di Quasi amici.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fulvia Caprara
La Stampa

Nella Francia scintillante della Belle Epoque il clown di colore soprannominato Chocolat (Omar Sy) vive la parabola del successo con l'incoscienza di chi non l'aveva mai nemmeno sognata. Dall'arena del circo, dove ripete ogni sera la scenetta del povero «negro» vituperato, ai teatri parigini, dove il pubblico fa la fila per applaudirlo e chiedergli autografi, il pagliaccio diventato comico sperimenta [...] Vai alla recensione »

Maurizio Acerbi
Il Giornale

Sul finire del XIX secolo, Chocolat è diventato famoso, in Francia, per essere stato il primo clown nero ad esibirsi in pubblico, intuizione del compagno di scena Footit. Il meccanismo era quello del bianco che prendeva a calci il pagliaccio di colore, facendo ridere la borghesia; fino alla sua (inutile) ribellione. Tocca a Omar Sy portare sullo schermo questa storia edificante e discretamente confezionata, [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Vediamo cosa si racconta. Poiché, come capita con sempre maggior frequenza (se sia poi spia di debolezza inventiva è un dubbio abbastanza lecito), anche questo Mister Chocolat trae origine da una vicenda reale. Sia pur non in maniera letterale, ma sintetizzandola e romanzandola. Nato negli anni 60 dell'800 figlio di schiavi africani deportati a Cuba ancora colonia spagnola, senza nome e comunque secondo [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Storia straordinaria, film così così. Nella Francia primo Novecento un clown con la pelle nera scala tutti i gradini del successo fino a diventare la prima star di colore della storia francese, ben prima di Josephine Baker. Per poi tornare, dopo molti alti e bassi, al nulla da cui era venuto. Da questa parabola esemplare, riscoperta dallo storico Gérard Noiriel (Chocolat, clown nègre) e già portata [...] Vai alla recensione »

Didier Peron
Libération

En 2010, Abdellatif Kechiche revisite par la fiction l'histoire de Saartjie Baartman (la «Vénus hottentote», une Sud-Africaine exhibée en vedette de spectacles exotiques où elle fait la sauvage, vêtue de peaux de bêtes, puis proie d'expertise de l'anthropologue exalté Georges Cuvier). Tout le film reposait sur la passivité de la Vénus, victime désabusée d'une société blanche, raciste et sadique.

Alain Spira
Paris Match

Ses numéros ne générant plus de chiffre, Footit (James Thierrée) faisait pâle figure sous son maquillage de clown blanc. Il faut dire que le public riait de moins en moins à ses pitreries éculées. Un déclin stoppé net par un déclic provoqué par un grand Black (Omar Sy) à tout faire, employé comme roi nègre pour effrayer les petits nenfants. Avec sa silhouette dégingandée, ce fils d'esclaves a tout [...] Vai alla recensione »

Pierre Vavasseur
Le Parisien

Le hasard aime parfois à fignoler les choses. Pour la promotion de « Chocolat », quatrième film de Roschdy Zem en qualité de réalisateur (« Omar m'a tuer », « Bodybuilder ». ..), la maison de production Mandarin a choisi d'organiser les rencontres au Mandarin oriental, un hôtel de luxe parisien. C'est précisément en ces lieux que se tenait, à cheval entre le XIXe et le XXe siècles, un établissement [...] Vai alla recensione »

NEWS
CELEBRITIES
lunedì 4 aprile 2016
Mauro Gervasini

Roschdy Zem, classe 1965, attore e regista francese. Ha voluto con tutte le sue forze realizzare Mister Chocolat, biopic dedicato a Rafael Padilla, clown di origine africana celeberrimo in Francia tra la fine dell'800 e l'inizio del XX secolo.

TRAILER
mercoledì 24 febbraio 2016
 

Dal circo ai palcoscenici teatrali, dall'anonimato alla fama, Omar Sy veste i panni del clown Chocolat, il primo artista nero della scena francese. Il duo unico che forma con il collega, nonché grande amico, Footit incontra un grande successo popolare [...]

winner
miglior attore non protag.
Cesar
2017
winner
miglior scenogr.
Cesar
2017
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