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Roschdy Zem, un cineasta dalle idee chiare

Il regista che ha voluto con tutte le sue forze Mister Chocolat e che sa cosa chiedere agli interpreti perché è lui stesso, prima di tutto, un grande attore.
di Mauro Gervasini

Mister Chocolat

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lunedì 4 aprile 2016 - Celebrities

Roschdy Zem, classe 1965, attore e regista francese. Ha voluto con tutte le sue forze realizzare Mister Chocolat, biopic dedicato a Rafael Padilla, clown di origine africana celeberrimo in Francia tra la fine dell'800 e l'inizio del XX secolo. Poi dimenticato, nonostante avesse posato per Toulouse-Lautrec e fosse stato protagonista, come spalla del pagliaccio inglese Foottit, di un cortometraggio dei fratelli Lumière.

Zem è riuscito nell'impresa anche grazie a un interprete straordinario come Omar Sy, affiancato dal nipote di Charles Chaplin, James Thierrée (Foottit), anche nella realtà artista circense.
Mauro Gervasini

Al di là della storia drammatica di Chocolat, il "negro" famoso perché in scena prende calci nel sedere dal clown (a tutti gli effetti) bianco, sorprendono del film le performance così fisiche dei protagonisti (superbi anche Olivier Rabourdin, direttore del teatro Antoine dove Chocolat reciterà Otello; e Clotilde Hesme, Marie, innamorata del comico africano).


In foto Roschdy Zem sul set di Mister Chocolat (2016).
In foto Roschdy Zem.
In foto Roschdy Zem in una scena di Bird People (2014).
Essere se stessi per un uomo di teatro è la più alta delle ambizioni

Quando è dietro la macchina da presa, Zem sa cosa chiedere ai propri interpreti perché è lui stesso, prima di tutto, attore. E non di secondo piano.

"Feticcio" di Rachid Bouchareb, ha vinto nel 2006 il premio per la migliore interpretazione maschile al Festival di Cannes per Indigènes, insieme agli altri protagonisti Samy Naceri, Sami Bouajila e Jamel Debbouze.
Mauro Gervasini

Storia di un gruppo di ragazzi magrebini costretti durante la Seconda guerra mondiale a combattere nell'Armée de la libération, un battaglione composto esclusivamente da soldati dell'Africa del nord francese, tunisini, algerini e marocchini. Lo stupore tragico di uomini costretti ad assumere, per opportunismo coloniale, l'identità francese in guerra, è in fondo la stessa di Chocolat, che però lavora al circo, a teatro, al servizio della finzione. «Essere se stessi per un uomo di teatro è la più alta delle ambizioni» dice al clown l'impresario Rabourdin in uno dei momenti fondamentali del film.


Una foto di Mister Chocolat (2016).
Una foto di Mister Chocolat (2016).
Una foto di Mister Chocolat (2016).
La Francia ancora incatenata ai pregiudizi razziali e culturali

Un cineasta dalle idee chiare Roschdy Zem, come dimostra il suo secondo lungometraggio da regista, Omar Killed Me (2011, inedito in Italia), ricostruzione di un clamoroso caso giudiziario degli anni 90. Il processo per omicidio di Omar Raddad, un giardiniere maghrebino accusato e condannato per avere ucciso un'anziana nobildonna in Costa Azzurra, vicino al cadavere della quale venne trovata la scritta, dalla grammatica incerta, «Omar m'a tuer». Zem adatta un caso di cronaca al cinema con l'aiuto del drammaturgo Olivier Gorce, con il quale ha lavorato anche per Mister Chocolat.

Nonostante i novant'anni di distanza tra la vicenda del pagliaccio Chocolat e quella del giardiniere Omar, la società francese pare incatenata agli stessi pregiudizi razziali e culturali. Inerte.
Mauro Gervasini

Tra i due personaggi, Omar e il clown, ci sono delle similitudini. Sono ad esempio entrambi giocatori d'azzardo, ma a interessare all'autore sono soprattutto le analogie ambientali.


In foto una scena di Indigènes (2006).
In foto una scena di Omar Killed Me (2011).
In foto una scena di Uomini senza legge (2010).
Zem attore, creatura della notte

Due parole infine su Roschdy Zem davanti alla macchina da presa, creatura della notte in alcuni tra i migliori polar di nuova generazione (À bout portant di Fred Cavayé, 2010, Mains armées di Pierre Jolivet, 2012).

Zem è protagonista di Una notte (2011, Une nuit, regia di Philippe Lefebvre), in Italia trasmesso da Rai4 senza essere mai uscito in sala, tra i migliori polizieschi degli ultimi anni.
Mauro Gervasini

Zem è un vecchio arnese della buoncostume. Mantiene l'equilibrio nella "pègre" (la mala e il suo ambiente). Gli affari interni lo credono corrotto, lui gioca dalla parte giusta ma con metodi non sempre trasparenti. Un noir formidabile, una prova maiuscola.


In foto una scena di À bout portant (2010).
In foto una scena di Mains armées (2012).
In foto una scena di Una notte (2011).
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