Mommy

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Un film di Xavier Dolan. Con Anne Dorval, Suzanne Clément, Antoine-Olivier Pilon Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 140 min. - Francia, Canada 2014. - Good Films uscita giovedì 4 dicembre 2014. MYMONETRO Mommy * * * 1/2 - valutazione media: 3,94 su 50 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,94/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * * -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * * 1/2 -
   
   
   
Diretto da Xavier Dolan, il film ha trionfato ai Canadian Screen Awards 2015 vincendo, tra gli altri premi, anche quelli come Miglior Film e Miglior Regia.
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primo piano
Al quinto film la promessa migliore del cinema internazionale centra un colpo da navigato maestro
Gabriele Niola     * * * * -

Diane è una madre single, una donna dal look aggressivo, ancora piacente ma poco capace di gestire la propria vita. Sboccata e fumantina, ha scarse capacità di autocontrollo e ne subisce le conseguenze. Suo figlio è come lei ma ad un livello patologico, ha una seria malattia mentale che lo rende spesso ingestibile (specie se sotto stress), vittima di impennate di violenza incontrollabili che lo fanno entrare ed uscire da istituti. Nella loro vita, tra un lavoro perso e un improvviso slancio sentimentale, si inserisce Kyle, la nuova vicina balbuziente e remissiva che in loro sembra trovare un inaspettato complemento.
C'è spazio per una persona sola nei fotogrammi di Mommy. Letteralmente.
Il formato scelto da Xavier Dolan per il suo nuovo film infatti è più stretto di un 4:3. Inusuale e con un altezza leggermente maggiore della larghezza, costringe a prevedere una persona sola in ogni inquadratura o a strizzarne due per poterle guardare da vicino. Come un letto a una piazza. Attraverso questa visione simile a una gabbia, Dolan racconta di nuovo di un figlio e una madre, cercando di cogliere una complessità inedita nella storia della rappresentazione di questo rapporto al cinema e finendo per creare tre personaggi lontani da qualsiasi paragone o altri esempi già visti, che si presentano come destinati all'infelicità sebbene condannati a provare a sfuggirgli. Intrappolati in un formato claustrofobico, non gli rimane che sognare la libertà e serenità di un irraggiungibile 16:9.
Nonostante infatti un inizio di gran ritmo e divertimento, lentamente i medesimi eccessi che suscitano risate diventano una catena. Le battute e le interazioni non cambiano ma dal ridicolo si passa alla compassione quando da un livello superficiale di osservazione si entra dentro alla famiglia e ciò che ci appariva divertente si trasforma in un inferno. E' solo una delle tante piccole raffinatezze di questo quinto film di Xavier Dolan, sempre caratterizzato dalla volontà di non negarsi il piacere della sottolineatura (i consueti ralenti, il gioco con i formati, l'uso di musiche molto note) in storie che nulla hanno di normale. La grande dote del cineasta ragazzino è di immaginare archi narrativi diversi da quelli cui siamo abituati, storie che cercano il coinvolgimento senza ricorrere al consueto ma anzi stimolando curiosità nuove, e di saper condire tutto ciò con una capacità di generare immagini come pochi altri sanno inventare. Steve che zittisce la madre mettendole una mano sulla bocca e poi bacia il dorso della mano stessa frapposta tra le loro labbra è un momento di inusitata forza, perfetto per chiarire d'un colpo il loro rapporto fatto di soprusi e violenza che alimentano e rendono difficile comunicare amore.
Dolan ha il merito indubbio di cercare le sensazioni forti unito al pregio di trovarle, fa di tutto per strappare lacrime ed è quindi molto difficile non commuoversi di fronte ad un certo pietismo per l'illusoria ricerca di un'impossibile felicità che anima le speranze dei personaggi. Confondere il desiderio di catarsi di un'autore che sa picchiare come un pugile professionista con il bieco arruffianamento del pubblico sarebbe però una prospettiva miope incapace di comprendere il più bel film passato al Festival di Cannes.
Dopo tre film che in un modo o nell'altro mettevano in contrasto madri disamorate con figli bisognosi di comprensione, ora Dolan è passato dall'altra parte della barricata e il risultato ne guadagna. Steve è il meno gestibile dei figli possibili, malato e bisognoso d'affetto è capace di distruggere tutto quel che gli è intorno e sua madre forse è il soggetto meno indicato per curarlo, prendere una parte questa volta è impossibile, perchè ci vorrebbe la migliore delle famiglie per Steve, invece si ritrova una donna incapace a gestire anche se stessa. Da qui Mommy parte verso i lidi meno prevedibili, perchè nella violenza che caratterizza il loro rapporto lentamente emerge una delle forme d'amore più genuine che si possano immaginare, comunicato senza nessuna sottigliezza, solo urlando e passando per clamorose scenate. Mentre il mondo intorno a loro pensa che si odino, lo spettatore lentamente comprende che non è così.
Il salto di qualità però Mommy lo fa non puntando unicamente su un contrasto titanico che da solo basterebbe ad animare il film. Ambientando la storia in un futuro a breve termine (solo un anno in avanti) introduce elementi di fantasia come una legge inesistente che gli consente di piegare gli eventi in maniere altrimenti impossibili (oltre ad affermare una libertà creativa dissetante), in più tra madre e figlio posiziona anche un terzo personaggio che alla lunga si rivela il più interessante: una vicina di casa con problemi psicosomatici di balbuzie e una vita che forse non l'aiuta. Remissiva, specie se confrontata ai due tifoni umani che comincia a frequentare, la Kyla di Suzanne Clement introduce lo spettatore nell'assurda vita della famiglia Deprés ma dopo poco supera lo statuto di "personaggio osservatore" e diventa un terzo polo d'attrazione sentimentale, lasciando entrare un'emotività sommessa da dove nessuno se l'aspetterebbe.

Incassi Mommy
Primo Weekend Italia: € 96.000
Incasso Totale* Italia: € 357.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 28 dicembre 2014
Incasso Totale* Usa: $ 3.448.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 8 febbraio 2015
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Premi e nomination Mommy

premi
nomination
Festival di Cannes
1
0
David di Donatello
0
1
Cesar
1
1
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Il miglior film del 2014

mercoledì 3 dicembre 2014 di francesco pierucci

Ci tengo ad annunciarlo qui e ora: Mommy è il miglior film del 2014. Così, con un mese d’anticipo e senza troppi fronzoli. Perché? Perché raramente un lungometraggio è riuscito a emozionarmi ininterrottamente per tutta la sua durata e a colpirmi così nel profondo da spingermi a desiderarne una seconda visione(forse l’ultimo in ordine di tempo era stato nel 2004 Million Dollar Baby). Premiato ex aequo a Cannes con Audieu au langage di Godard, l’ultima opera di Dolan (25 anni e gia cinque film continua »

* * * * -

Malattia e desiderio di normalità

martedì 9 dicembre 2014 di vanessa zarastro

Mommy è un film impegnativo e inquietante che costituisce una riflessione sulla malattia mentale, sulla sua difficoltà di cura e sulla problematicità del conviverci. In un Canada che non appare particolarmente avanzato nelle ricerche scientifiche di cura della sofferenza psichiatrica, una madre (una fantastica Anne Doral) rimasta sola ancora giovane, un po’ impudica e un pò aggressiva, deve gestire un figlio quindicenne con turbe psichiche (ADHD disturbo di Deficit continua »

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Mommy: la libertà in un ritratto

venerdì 20 giugno 2014 di Giovanni C

Il puro ritratto dell’amore verso un figlio. Un figlio “voluto da Dio”, e non “pazzo”, e una madre che disegna una famiglia, colpita si, ma ancora in piedi. Il tutto raccordato dall’amicizia di un’amica, compagna di vita, segnata ma con la speranza di continuare per sempre ad esser felice. Il merito di Dolan è colpire con estrema eleganza, gusto e passione, costruendo e tirando fuori il senso di libertà di ogni personaggio. E’ toccante continua »

* * * * -

Mommy

mercoledì 10 dicembre 2014 di catcarlo

A venticinque anni, un (bel) po’ di sana incoscienza è inevitabile e allora il canadese francofono Dolan scrive e dirige queste montagne russe di emozioni che mischiano tocchi di commedia, in maggioranza nella prima parte, e scene grondanti melodramma che dominano il tratto conclusivo, utilizzando schemi e situazioni che finiscono per alternare il teatro da camera a tocchi di pura estetica pop in cui una colonna sonora estremamente variegata nel tempo e nello spazio gioca un ruolo fondamentale continua »

figlio/mommy
"Noi ci amiamo ancora?"
"Certo, è la cosa che ci riesce meglio…!"
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DVD | Mommy

Uscita in DVD

Disponibile on line da giovedì 4 giugno 2015

Cover Dvd Mommy A partire da giovedì 4 giugno 2015 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Mommy di Xavier Dolan con Anne Dorval, Antoine-Olivier Pilon, Suzanne Clément. Distribuito da CG Entertainment. Su internet Mommy (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 9,99 €
Aquista on line il dvd del film Mommy

GALLERY | Il film di Xavier Dolan sarà al cinema da giovedì 4 dicembre.

Il poster italiano

mercoledì 5 novembre 2014 - a cura della redazione

Mommy, il poster italiano Diane è una madre single, una donna dal look aggressivo, ancora piacente ma poco capace di gestire la propria vita. Sboccata e fumantina, ha scarse capacità di autocontrollo e ne subisce le conseguenze. Suo figlio è come lei ma ad un livello patologico, ha una seria malattia mentale che lo rende spesso ingestibile (specie se sotto stress), vittima di impennate di violenza incontrollabili che lo fanno entrare ed uscire da istituti. Nella loro vita, tra un lavoro perso e un improvviso slancio sentimentale, si inserisce Kyle, la nuova vicina balbuziente e remissiva che in loro sembra trovare un inaspettato complemento.

   

Che antipatici quei tre sfigati

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Sfibrante dramma canadese, una storia d'ordinario squallore con triplice crisi esistenziale. È affetto dalla sindrome di deficit di attenzione l'irrequieto quindicenne Steve. Cacciato dall'istituto, è affidato alla madre, la combattiva e squattrinata vedova Dìalle. Che strana amicizia con la giovane dirimpettaia, la timida insegnante balbuziente Kyla. L'autore cerca comprensione, ma come si fa con personaggi così antipatici e un linguaggio fastidiosamente sboccato? Da Il Giornale, 4 dicembre 20 »

Che talento il giovane Dolan quando racconta di quella madre

di Roberto Nepoti La Repubblica

Nel 2015 il Québec approva una legge che permette ai genitori di liberarsi dei figli problematici facendoli internare per sempre. Diane, detta Die, vedova sulla quarantina, è la madre del quindicenne Steve, nel quale deficit di attenzione e iperattivismo sfociano in crisi di violenza. Tuttavia Diane decide di tenerlo con sé. Benché i due si amino molto, la convivenza è piena di urla, litigi, malintesi. Finché Die non chiede a Kyla, insegnante in congedo terapeutico, di dare ripetizioni a Steve. Enfant prodige del cinema canadese, il venticinquenne Xavier Dolan è dotato di un ego extralarge, ma di un talento in proporzione. »

Xavier Dolan, l'enfant prodige dal Canada e Woody l'usato sicuro

di Anna Maria Pasetti Il Fatto Quotidiano

In una cittadina del Quebeq del futuro prossimo, Diane è la madre single di Steve, adolescente affetto da ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione) e dunque difficilmente gestibile, figuriamoci per una donna sola e precaria. Ciononostante il legame tra i due è solido, costruito sulla complicità di codici indecifrabili dall'esterno. Nel duetto trova spazio una terza figura, Kyla, vicina di casa prima reticente e poi affezionata. La situazione però tende a complicarsi, e a Diane non sfugge che il Canada ha approvato una legge per cui un genitore può dare in custodia allo Stato un figlio con gravi disturbi psichici. »

Un ciclone in famiglia

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Il più allegro e impudico, il più disperato e colorato, il più imprevedibile e "palmabile" dei film visti quest'anno a Cannes (anche se poi si sarebbe "accontentato" del premio alla regia ex aequo con Godard) si intitola semplicemente Mommy: e trattandosi di una storia d'amore, anche se sui generis, giustamente arriva in sala per Natale. Difficile etichettarlo, come vorrebbe la dittatura del marketing (buon segno). Diciamo che è una commedia post-Almodovar e post-Fassbinder (nera? rosa? arcobaleno?), diretta da un regista giovanissimo che ha anche guardato con attenzione i primi lavori di Jane Campion: Xavier Dolan, canadese francofono, 25 anni e già 5 film al suo attivo. »

Mommy | Indice

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