Amore carne

Un film di Pippo Delbono. Con Irène Jacob, Marie-Agnès Gillot, Sophie Calle, Pippo Delbono, Margherita Delbono.
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Documentario, durata 75 min. - Italia, Svizzera 2011. - Tucker Film uscita giovedì 27 giugno 2013. MYMONETRO Amore carne * * * - - valutazione media: 3,00 su 1 recensione.
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Un lungo viaggio che racconta dolore, passione, rabbia, tragedia ed umorismo.
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Un film intimo che avvicina la realtà attraverso un cellulare con una disposizione visionaria e onirica
Marzia Gandolfi     * * * - -

In un saggio pubblicato per Einaudi, Jonathan Franzen racconta l'infatuazione delle nuove generazioni per i moderni dispositivi, biasimando l'insopportabile 'chiacchiera al cellulare' e l'ostentazione pubblica inflitta al prossimo. Franzen non desidera la privacy per sé, vorrebbe soltanto evitare che quella degli altri irrompa nella sua. Altro punto di vista, altro impiego, altre considerazioni e conclusioni sono quelle a cui arriva Pippo Delbono, interrogandosi sulle potenzialità estetiche e poetiche del cellulare con il quale ha interamente girato il suo film. Non è la prima volta che accade, lo aveva già fatto quattro anni fa con La paura, pedinandola lungo le strade e indagandone le espressioni sui volti della gente.
Amore Carne è un film altrettanto intimo che abdica la 'distanza' e avvicina la realtà per essere nelle cose. A turno, un cellulare e una piccola camera full-HD 'incontrano' attori, compositori, persone comuni, familiari, clinici, registrano il terrore presente (il terremoto de L'Aquila) e le colpe del passato (Birkenau) alla ricerca di amore e carne per esprimere la necessità di esistere del 'vero' e di esistere davvero. Avviato da una camera d'albergo, a cui il film tornerà con un movimento circolare, Amore Carne intercala la realtà con l'arte, il pasto materno con la "Ballata delle madri" di Pasolini, l'esilio con la musica di Alexander Balanescu, il bosco delle betulle di Birkenau con gli inediti di Michael Galasso. Sul mare e il battello ebbro di Rimbaud, trasposizione dell'esperienza biografica del poeta e del regista, Delbono naviga a vista, guardando al mondo con una disposizione inedita, visionaria, onirica. Contrappunto ideale del suo teatro, il cinema di Delbono trasgredisce la narrazione e i suoi tradizionali legami logici, infilando un presente allucinatorio e travolgendo le categorie di tempo e di spazio. Amore Carne produce un linguaggio che non deve necessariamente comunicare ma piuttosto evocare, dilatando infinite possibilità di suggestione attraverso il gioco delle analogie e delle associazioni di immagini.
Dietro, davanti e accanto alla 'macchina da presa', Pippo Delbono è corpo fuori campo e voce in campo, corpo che si 'verifica' con un test di cui già conosce l'esito, voce deformata e fisicizzata che esibisce una partitura sonora di parole, acuti, grida, spezzature. Attore-autore, Delbono non fa spettacolo di sé ma dell'universo, che la leggerezza e la portabilità di un telefonino rendono immediatamente accessibile. La forma e la 'messa in scena' diventano invito all'osservazione e all'attesa in una sorta di irresistibile attrazione della realtà, che finisce per ritrovare l'intima coscienza del mondo.
Amore Carne ha la serena bellezza di Marie-Agnès Gillot, i silenzi musicali di Bobò, la grazia aristocratica di Marisa Berenson, la frontalità coreografica di Pina Bausch, da cui mutua la scelta di rappresentare la condizione umana in modo diretto, senza cercare il riparo di una storia o di un'allegoria. Parafrasando T. S. Eliot, se venite da queste parti, spettatori, spogliatevi dei sensi e della ragione e rimanete umani. Uomini di carne, ossa e amore.

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L'amicizia vivente e il dispositivo elettronico

venerdì 10 gennaio 2014 di Riccardo Tavani

  Se c'è un protagonista di questo film “oltre genere”, è l'amicizia, ancora prima dell'Amore Carne del titolo. “Oltre genere” perché non abbiamo alcun modo di incasellare in qualche genere cinematografico costituito questa opera per voce poetante e telefonino errante del geniale teatrante e trasmigrante d'arte Pippo Delbono. L'uso del telefonino e di una piccola video camera full HD, anziché di un complesso apparato di continua »

pippo del bono
"Non butto l'amore dalla finestra!"
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NEWS | Un film intimo che avvicina la realtà attraverso un cellulare con una disposizione onirica.

Su mymovieslive!

lunedì 17 giugno 2013 - a cura della redazione

Amore carne su MYMOVIESLIVE! Artista eclettico e vulcanico, Pippo Delbono rappresenta una delle voci più originali del teatro e del cinema italiano degli ultimi anni. Molto apprezzato all'estero, ha presentato alla Mostra del Cinema di Venezia il film Amore carne. Si tratta dell'ennesima sfida tecnica ed emotiva del regista, che ha voluto girare interamente con uno smartphone e una piccola camera full-HD. A turno, il cellulare e la camera incontrano attori, compositori, persone comuni, familiari, clinici, registrano il terrore presente (il terremoto de L'Aquila) e le colpe del passato (Birkenau) alla ricerca di amore e carne.

   

VIDEO | Un film intimo frutto di tre anni di percorsi.

Intervista a pippo delbono

martedì 25 giugno 2013 - Chiara Renda

Amore carne, intervista a Pippo Delbono Io sono un regista di teatro che ha messo molto il cinema nel teatro". Così esordisce Pippo Delbono in questa intervista in esclusiva raccontando in maniera molto semplice il suo modo di fare cinema oggi, dopo un lungo percorso di vita come uomo di teatro, musicista, artista eclettico e originale ormai apprezzatissimo anche all'estero. Che si tratti di teatro, musica, cinema (in questo caso realizzato attraverso l'utilizzo di un telefonino: Amore carne), la necessità che si ha dentro è la stessa.

   

Delbono e il cellulare quel che offre il cinema quando si sente libero

di Roberto Nepoti La Repubblica

Realizzato con la telecamera incorporata in un cellulare, come il precedente Paura, il nuovo film di Pippo Delbono è tutto quel che resta del cinema moderno. Non che sia poco, anzi; soltanto è un esempio troppo raro di cinema lirico, libero, soggettivo, ancora declinato in prima persona all'interno della spersonalizzazione cinematografica dilagante. Un po' Godard, un po' Moretti (vedi l'episodio in cui si sottopone a esami medici), Delbono dà il meglio nel brano pasoliniano dedicato a sua madre; lascia amabilmente spazio ai ricordi di Irène Jacob; fa dialogare Marisa Berenson col suo attore sordomuto Bobò; alterna volti anonimi con quelli celebri di Pina Bausch o Tilda Swinton. »

La ballata struggente di Pippo Delbono

di Cristina Piccino Il Manifesto

Un film girato col telefonino e con una piccola telecamera: ma non è questione di tecnologia, se non nel modo in cui Amore Carne ne modella le possibilità a un sentimento inquieto, e a una scommessa forse impossibile, che è cogliere l'imprevisto, e l'imprevedibile, le epifanie della vita, belle o brutte che siano poco importa. E allora questa storia di pazzi, passioni e malattia, incontri unici e preziosi, istanti che lasciano un segno racconta una vita, quella del suo autore, e infinite altre, e il gesto libero, potente, che è l'arte del vissuto, impastata all'esistenza: amore, carne. »

Amore carne | Indice

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