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Un giorno della vita |
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Un film di Giuseppe Papasso.
Con Maria Grazia Cucinotta, Alessandro Haber, Ernesto Mahieux, Domenico Fortunato, Mia Benedetta.
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Drammatico,
durata 87 min.
- Italia 2010.
- Iris Film Distribution
uscita venerdì 14 gennaio 2011.
MYMONETRO
Un giorno della vita
valutazione media:
3,32
su
19
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Salvatore, piccolo cinefilo, acquista un proiettore sottraendo il denaro necessario alle casse della locale sezione del Partito comunista.
![]() I nuvoloni grigi del “già visto” non permettono al film di brillare in originalità |
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Luca Marra
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Salvatore è un bimbo lucano che ama sognare. Nella terra dei “basilischi” negli anni Sessanta dove la gente mormora, lui ha capito il valore del suo sogno: aprire un cinema nel suo paese. Per realizzarlo calpesterà la morale di un padre comunista e rigido, che al posto di fargli vedere Maciste e i peplum del tempo gli impone di leggere Marx ed Engels. Aiutato dai suoi compagni di giochi, Salvatore cercherà di avere il suo “cinema Paradiso” ma per farlo dovrà attraversare anche il suo piccolo grande inferno. |
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Una favola tra valori e nostalgia
giovedì 6 gennaio 2011
di adriano1
Basilicata, anni Sessanta. Salvatore, un bambino di dodici anni, ha una grande passione per il cinema, ma deve affrontare quotidianamente l’ostilità di suo padre, un contadino egoista e manesco, che vede come fumo negli occhi la passione del figlio. Un giorno, l’annuncio della vendita di un vecchio proiettore fà nascere in Salvatore l’idea di creare un piccolo cinema. Però mancano i soldi. Salvatore non si perde d’animo e acquista il proiettore rubando dalle casse della locale sezione del Partito continua » |
Bello avvincente ed emozionante
venerdì 7 gennaio 2011
di carletto
Bel film, godibilissimo, parte un po lentamente ed è forse un po troppo nostalgico, ma la trama si dispiega velocemente, il ritmo si alza in maniera graduale ma veloce, ed alla fine e si resta affascinati dalla storia, di per se semplice come una favola, ma ricca di emozioni e contenuto. fotografia ottima, paesaggi dai colori di quadri impressionisti sono lo sfondo a questa ricostruzione degli anni 60' vivace e colorata... non sono "un'addetto continua » |
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Riformatorio per i cinefili !
domenica 9 gennaio 2011
di Paola Di Giuseppe
Salvatore è un ragazzino di 12 anni con una passione divorante e colpevole per il cinema, la condivide con due amichetti e appena possono fanno cinque km in bici per correre di nascosto nel paese vicino dove danno l’ultimo di Maciste. I soldi del biglietto sono sempre un problema, la madre (una Cucinotta senza infamia e senza lode, ma almeno senza trucco) borbotta, ce ne sono pochi nel ’64 in Basilicata, e se il padre se ne accorge sono guai! L’uomo è un contadino di provata fede comunista, continua » |
Rimandi a tornatore
venerdì 7 gennaio 2011
di Reservoir Dogs
In un piccolo paesino della Basilicata il giovane Salvatore (Basso) sogna il cinema; un padre despota (Zullino) ed una madre succube ma non indifferente (Cucinotta) non lo supportano certo in questo suo sogno "troppo costoso". Il giovane passa i suoi fine settimana assieme a Maciste, Totò e Chaplin e l'occasione di poter avere un proiettore tenta talmente tanto Salvatore da indurlo ad rubare dalle casse della locale sezione del Partito Comunista dove il padre è iscritto. L'evento continua » |
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| Aurelio | |
| L'amore senza baci è come la vita senza sale! | |
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DVD | Un giorno della vitaUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 17 gennaio 2012
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APPROFONDIMENTI | Una piccola storia dalle grandi passioni.Anteprima web
lunedì 3 gennaio 2011 - a cura della redazione
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INTERVISTE | Papasso parla della sua opera prima Un giorno della vita.Una favola sul cinema in un mondo che non c'è più
martedì 11 gennaio 2011 - Luca Marra
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GALLERY | L'opera prima di Giuseppe Papasso.La fotogallery del film
lunedì 3 gennaio 2011 - a cura della redazione
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di Gabriella Spila Vivilcinema
BASILICATA, 1964. Il dodicenne Salvatore si trova nel riformatorio di Potenza, dove sconta una pena per furto. Ad attenderlo, per un colloquio, Carlo Lombardi (l'ottimo Alessandro Haber), giornalista locale specializzato nelle inchieste, interessato a conoscere i motivi che hanno spinto quel ragazzino, dall'aria innocente a ficcarsi in guai più grandi di lui. Comincia così, con il racconto a ritroso del giovane protagonista, l'opera prima di Giuseppe Papasso. Un film che, muovendo dalla divorante passione del ragazzo per il cinema, racconta la provincia italiana degli anni '60. » |
di Alessandra Levantesi La Stampa
Buona l’idea di imbastire un conflitto genitore-figlio che metaforizza le contraddizioni dell’Italia del boom, in piena trasformazione economico-sociale e insieme ancora povera e arcaica; meno efficace la messa in scena troppo prevedibile e convenzionale. Tuttavia, pur non possedendo la visionarietà e l’occhio del cinema di Tornatore, che si direbbe il suo modello ispiratore, l’esordiente Giuseppe Papasso dimostra mano felice con i piccoli non attori professionisti e nella scelta dei professionisti, dalla mamma Cucinotta al padre Pascal Zullino al giornalista Haber. » |
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di Massimo Lastrucci Ciak
Che cosa non si fa per un film di Maciste! Nella Basilicata del 1964, dalle fredde e verdoline stanze del riformatorio,il dodicenne Salvatore racconta ad un giornalista la sua storia, tra i funerali di Togliatti, PCI, preti, amori infantili, pregiudizi di paese e una divorante passione per i film. Lo sguardo affettuoso verso il passato per un racconto fin troppo ansioso di mostrarsi commovente, comprensivo ed elevatamente nostalgico. Ma la cura del dettaglio e una costruzione di sceneggiatura che cerca di non perdere i pezzi per strada ne riscattano le inevitabili ingenuità. » |
di Francesco Alò Il Messaggero
Esordio nella finzione per il documentarista e saggista Giuseppe Papasso, Un giorno della vita è una bella storia di padre contro figlio, militanze contrapposte, potere del cinema. C'è leggerezza, voglia di capirsi e dignità. Facce verissime anni '60. Le più forti sono tutte di attori non professionisti. Da Il Messaggero, 14 gennaio 2011 » |
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