Un giorno della vita

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Un film di Giuseppe Papasso. Con Maria Grazia Cucinotta, Alessandro Haber, Ernesto Mahieux, Domenico Fortunato, Mia Benedetta.
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Drammatico, durata 87 min. - Italia 2010. - Iris Film Distribution uscita venerdì 14 gennaio 2011. MYMONETRO Un giorno della vita * * * - - valutazione media: 3,32 su 19 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,32/5
MYMONETRO©
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * 1/2 - -
 critica * * * - -
 pubblico * * * - -
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Salvatore, piccolo cinefilo, acquista un proiettore sottraendo il denaro necessario alle casse della locale sezione del Partito comunista.
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primo piano
I nuvoloni grigi del “già visto” non permettono al film di brillare in originalità
Luca Marra     * * 1/2 - -

Salvatore è un bimbo lucano che ama sognare. Nella terra dei “basilischi” negli anni Sessanta dove la gente mormora, lui ha capito il valore del suo sogno: aprire un cinema nel suo paese. Per realizzarlo calpesterà la morale di un padre comunista e rigido, che al posto di fargli vedere Maciste e i peplum del tempo gli impone di leggere Marx ed Engels. Aiutato dai suoi compagni di giochi, Salvatore cercherà di avere il suo “cinema Paradiso” ma per farlo dovrà attraversare anche il suo piccolo grande inferno.
Giuseppe Papasso per l'esordio al cinema di finzione sceglie un cambiamento drastico: da documentarista di lungo corso (Berlino: il muro della vergogna) a una favola di cinema e sul cinema ambientata in un tempo andato, il 1964 del Concilio Vaticano, della morte di Togliatti e dell'espansione delle sale parrocchiali, note storiche per rendere verosimile la favola lucana.
Tutti i racconti di fantasia si aprono con i "c'era una volta" o "i tanto tempo fa": traducete questi cliché in immagini e potrete vedere visi meravigliati di gente al cinema, musiche magniloquenti alla Morricone di Nuovo Cinema Paradiso o le camminate di una Malena che squarciano il bigottismo degli uomini provincialotti.
I padri artistici dichiarati di Papasso: Tornatore, Truffaut e il Salvatores di Io non ho paura si sentono troppo e Un giorno della vita, pur se sincero e appassionato, soffre molto di una somiglianza ai loro lavori. Una messinscena televisiva e una fotografia talvolta artefatta acuiscono questa sofferenza e pure la cura delle interpretazioni ottime, quelle di Pascal Zullino, Maria Grazia Cucinotta, Alessandro Haber, Ernesto Mahieux e del piccolo Matteo Basso, non riescono ad evitare una patologia frequente del cinema: l'essere soprafatti dal “già visto”.
Il dispiacere si fa forte perché se si va al centro del sole della storia, quello che illumina le campagne lucane di Melfi si trova un tema struggente e bellissimo: il peso dei sogni. Sognare non costa nulla? Non è vero. Sognare porta sofferenza, punizioni, conflitti. Per arrivare al sole devi attraversare le nubi, ma i nuvoloni grigi del “già visto” non permettono al film di brillare in originalità e non irradiano così lo spettatore della tanta poesia potenziale che poteva esserci in un racconto come questo.

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Incassi Un giorno della vita
Primo Weekend Italia: € 3.322
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Una favola tra valori e nostalgia

giovedì 6 gennaio 2011 di adriano1

Basilicata, anni Sessanta. Salvatore, un bambino di dodici anni, ha una grande passione per il cinema, ma deve affrontare quotidianamente l’ostilità di suo padre, un contadino egoista e manesco, che vede come fumo negli occhi la passione del figlio. Un giorno, l’annuncio della vendita di un vecchio proiettore fà nascere in Salvatore l’idea di creare un piccolo cinema. Però mancano i soldi. Salvatore non si perde d’animo e acquista il proiettore rubando dalle casse della locale sezione del Partito continua »

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Bello avvincente ed emozionante

venerdì 7 gennaio 2011 di carletto

Bel film, godibilissimo, parte un po lentamente ed è forse un po troppo nostalgico, ma la trama si dispiega velocemente, il ritmo si alza in maniera graduale ma veloce, ed alla fine e si resta affascinati dalla storia, di per se semplice come una favola, ma ricca di emozioni e contenuto. fotografia ottima, paesaggi dai colori di quadri impressionisti sono lo sfondo a questa ricostruzione degli anni 60' vivace e colorata... non sono "un'addetto continua »

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Riformatorio per i cinefili !

domenica 9 gennaio 2011 di Paola Di Giuseppe

Salvatore è un ragazzino di 12 anni con una passione divorante e colpevole per il cinema, la condivide con due amichetti e appena possono fanno cinque km in bici per correre di nascosto nel paese vicino dove danno l’ultimo di Maciste. I soldi del biglietto sono sempre un problema, la madre (una Cucinotta senza infamia e senza lode, ma almeno senza trucco) borbotta, ce ne sono pochi nel ’64 in Basilicata, e se il padre se ne accorge sono guai! L’uomo è un contadino di provata fede comunista, continua »

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Rimandi a tornatore

venerdì 7 gennaio 2011 di Reservoir Dogs

In un piccolo paesino della Basilicata il giovane Salvatore (Basso) sogna il cinema; un padre despota (Zullino) ed una madre succube ma non indifferente (Cucinotta) non lo supportano certo in questo suo sogno "troppo costoso". Il giovane passa i suoi fine settimana assieme a Maciste, Totò e Chaplin e l'occasione di poter avere un proiettore tenta talmente tanto Salvatore da indurlo ad rubare dalle casse della locale sezione del Partito Comunista dove il padre è iscritto. L'evento continua »

Aurelio
L'amore senza baci è come la vita senza sale!
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DVD | Un giorno della vita

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 17 gennaio 2012

Cover Dvd Un giorno della vita A partire da martedì 17 gennaio 2012 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Un giorno della vita di Giuseppe Papasso con Maria Grazia Cucinotta, Alessandro Haber, Ernesto Mahieux, Domenico Fortunato. Distribuito da Cecchi Gori Home Video. Su internet giorno della vita (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 17,99 €
Aquista on line il dvd del film Un giorno della vita

APPROFONDIMENTI | Una piccola storia dalle grandi passioni.

Anteprima web

lunedì 3 gennaio 2011 - a cura della redazione

Un giorno della vita: anteprima web Giovedì 5 gennaio in occasione dell'Epifania, MYmovies LIVE! ha presentato una nuova opportunità di grande cinema online con l'anteprima web del film Un giorno della vita. Diretto da Giuseppe Papasso e con la partecipazione di Maria Grazia Cucinotta, Alessandro Haber ed Ernesto Mahieux, Un giorno della vita è una favola ambientata nella Basilicata degli anni Sessanta che racconta la storia di Salvatore, un piccolo cinefilo osteggiato dal padre a causa della sua passione per il cinema. Appena prima del film, è stato trasmesso "Il museo dei sogni" di Luigi Comencini, 1949, 10'.

   

INTERVISTE | Papasso parla della sua opera prima Un giorno della vita.

Una favola sul cinema in un mondo che non c'è più

martedì 11 gennaio 2011 - Luca Marra

Una favola sul cinema in un mondo che non c'è più Una favola sul cinema in un mondo che non c'è più”, così ama definire il suo film, Un giorno della vita, Giuseppe Papasso, documentarista al suo debutto con il cinema di finzione. La pellicola, presentata oggi alla Casa del Cinema di Roma, uscirà venerdì 14 gennaio con un cast che mescola bambini e attori di grande calibro: Maria Grazia Cucinotta, Alessandro Haber, Ernesto Mahieux, Pascal Zullino. Trenta le copie previste “Ma”, spiega Christian Lelli, uno dei produttori: “Miriamo a cinquanta. Riuscire a distribuire un film indipendente in questo periodo di cinepanettoni e blockbuster è stata per noi una sfida riuscita.

GALLERY | L'opera prima di Giuseppe Papasso.

La fotogallery del film

lunedì 3 gennaio 2011 - a cura della redazione

La fotogallery del film Un giorno della vita Basilicata 1964. A dodici anni Salvatore finisce in riformatorio a causa della sua divorante passione per il cinema. Una passione che lo spinge a raggiungere ogni giorno in bicicletta, insieme agli amici Alessio e Caterina, il paese vicino al suo per poter assistere ai film di una saletta di terza visione. Salvatore deve poi affrontare quotidianamente l'ostilità di suo padre, un contadino comunista che vede come fumo negli occhi la passione del figlio. Un giorno, l'annuncio della vendita di un vecchio proiettore 16 mm fà nascere in Salvatore l'idea di creare un piccolo cinema.

di Gabriella Spila Vivilcinema

BASILICATA, 1964. Il dodicenne Salvatore si trova nel riformatorio di Potenza, dove sconta una pena per furto. Ad attenderlo, per un colloquio, Carlo Lombardi (l'ottimo Alessandro Haber), giornalista locale specializzato nelle inchieste, interessato a conoscere i motivi che hanno spinto quel ragazzino, dall'aria innocente a ficcarsi in guai più grandi di lui. Comincia così, con il racconto a ritroso del giovane protagonista, l'opera prima di Giuseppe Papasso. Un film che, muovendo dalla divorante passione del ragazzo per il cinema, racconta la provincia italiana degli anni '60. »

di Alessandra Levantesi La Stampa

Buona l’idea di imbastire un conflitto genitore-figlio che metaforizza le contraddizioni dell’Italia del boom, in piena trasformazione economico-sociale e insieme ancora povera e arcaica; meno efficace la messa in scena troppo prevedibile e convenzionale. Tuttavia, pur non possedendo la visionarietà e l’occhio del cinema di Tornatore, che si direbbe il suo modello ispiratore, l’esordiente Giuseppe Papasso dimostra mano felice con i piccoli non attori professionisti e nella scelta dei professionisti, dalla mamma Cucinotta al padre Pascal Zullino al giornalista Haber. »

di Massimo Lastrucci Ciak

Che cosa non si fa per un film di Maciste! Nella Basilicata del 1964, dalle fredde e verdoline stanze del riformatorio,il dodicenne Salvatore racconta ad un giornalista la sua storia, tra i funerali di Togliatti, PCI, preti, amori infantili, pregiudizi di paese e una divorante passione per i film. Lo sguardo affettuoso verso il passato per un racconto fin troppo ansioso di mostrarsi commovente, comprensivo ed elevatamente nostalgico. Ma la cura del dettaglio e una costruzione di sceneggiatura che cerca di non perdere i pezzi per strada ne riscattano le inevitabili ingenuità. »

di Francesco Alò Il Messaggero

Esordio nella finzione per il documentarista e saggista Giuseppe Papasso, Un giorno della vita è una bella storia di padre contro figlio, militanze contrapposte, potere del cinema. C'è leggerezza, voglia di capirsi e dignità. Facce verissime anni '60. Le più forti sono tutte di attori non professionisti. Da Il Messaggero, 14 gennaio 2011 »

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