Un giorno della vita: giovedì 6 gennaio ore 21:30

Una piccola storia dalle grandi passioni. Con Maria Grazia Cucinotta, Alessandro Haber, Ernesto Mahieux. Da venerdì 14 gennaio al cinema.

Un giorno della vita: giovedì 6 gennaio ore 21:30

Giovedì 5 gennaio in occasione dell'Epifania, MYmovies LIVE! ha presentato una nuova opportunità di grande cinema online con l'anteprima web del film Un giorno della vita. Diretto da Giuseppe Papasso e con la partecipazione di Maria Grazia Cucinotta, Alessandro Haber ed Ernesto Mahieux, Un giorno della vita è una favola ambientata nella Basilicata degli anni Sessanta che racconta la storia di Salvatore, un piccolo cinefilo osteggiato dal padre a causa della sua passione per il cinema.

Appena prima del film, è stato trasmesso "Il museo dei sogni" di Luigi Comencini, 1949, 10'. Un corto selezionato dalla vasta collezione di film e documentari dell'Archivio Storico Luce e parte della raccolta "10 corti d'autore": brevi film realizzati da grandi registi italiani tra il 1933 e il 1953. L'intera raccolta è disponibile gratuitamente per iPad.

Distribuito da Iris Film e da venerdì 14 gennaio al cinema, il film è stato mostrato online a un pubblico esclusivo di 500 invitati e grazie all'integrazione tra le piattaforme MYmovies LIVE! e Facebook, tutti gli invitati con account attivo al più noto dei social network, hanno potuto lasciare commenti sia sul forum di MYmovies LIVE! che direttamente sulla propria bacheca condividendoli con i propri amici.




Per dettagli e informazioni sulle iniziative MYmovies LIVE! scrivere a live@mymovies.it

IL FILM
Basilicata 1964. A dodici anni Salvatore finisce in riformatorio a causa della sua divorante passione per il cinema. Una passione che lo spinge a raggiungere ogni giorno in bicicletta, insieme agli amici Alessio e Caterina, il paese vicino al suo per poter assistere ai film di una saletta di terza visione. Salvatore deve poi affrontare quotidianamente l'ostilità di suo padre, un contadino comunista che vede come fumo negli occhi la passione del figlio. Un giorno, l'annuncio della vendita di un vecchio proiettore 16 mm fa nascere in Salvatore l'idea di creare un piccolo cinema. Il progetto però ha una falla: la mancanza assoluta di denaro. Salvatore acquista il proiettore sottraendo alle casse della locale sezione del Partito comunista i soldi raccolti tra i militanti per inviare una delegazione ai funerali di Togliatti. La felicità dei ragazzi dura poco: le faccende degli adulti e le beghe politiche del paese si intrecciano con il loro ingenuo sogno, portano alla scoperta il furto di Salvatore.


IL REGISTA
Giuseppe Papasso, documentarista e saggista, inizia la sua attività come regista di spot pubblicitari. Esordisce nel 1987 con il documentario Berlino: il muro della vergogna grazie al quale vince il Premio Internazionale Aglaia. Realizza per la RAI dei programmi sul cinema, curando tra l'altro, Film & Stelle, è direttore della collana "Le regioni del cinema italiano" ed è il responsabile del Progetto Scuola per il Cinema Culturale. In totale ha realizzato più di 50 documentari mentre Un giorno della vita è la sua opera prima.

NOTE DI REGIA
Un giorno della vita è una favola. La storia di un sogno ambientato nella Basilicata del 1964. Ho scritto questa storia pensando ad un film francese della nouvelle vague che anni fa mi aveva particolarmente colpito: I quattrocento colpi di François Truffaut. Io sono cresciuto vedendo questi film che mi hanno lasciato un segno. Porto dentro di me tante cose degli anni sessanta. Così ho deciso di ambientare il film nel 1964, perchè è stato un anno importante per il costume, la società e la politica italiana, zeppo di avvenimenti: la prima congiuntura dopo il miracolo, i forti contrasti nel centrosinistra che creano una delle più delicate crisi della storia della nostra Repubblica, la scomparsa di Togliatti il cui testamento nel memoriale di Yalta ha un significativo impatto nel nostro Paese. È anche l'anno in cui escono i primi topless, Il Concilio e la valorizzazione delle sale cinematografiche parrocchiali.


MARIA GRAZIA CUCINOTTA
Siciliana, nata a Messina, Maria Grazia Cucinotta esordisce al cinema nel 1990 con Vacanze di Natale ’90, di Enrico Oldoini, seguito da Alto Rischio, nel 1993, per la regia di Stelvio Massi e nello stesso anno Abbronzatissimi 2 – Un Anno Dopo, di Bruno Gaburro per raggiungere fama mondiale nel 1994 con il personaggio di Beatrice accanto a Massimo Troisi in Il Postino, di Michael Radford. Da allora lavora nel cinema con alcuni tra i più importanti registi del cinema mondiale, recitando anche in un film della serie di James Bond, Agente 007 – Il Mondo Non Basta (1999, Michael Apted). Nel 2000 partecipa al film Ho solo fatto a pezzi mia moglie, accanto a Woody Allen e Sharon Stone, con la regia di Alfonso Arau, che torna a dirigerla ne L’imbroglio nel lenzuolo (2008), da lei stessa prodotto. Nel 1995 recita per Leonardo Pieraccioni ne I Laureati,per Giorgio Capitani in Alta Società e per il regista spagnolo Àlex De La Iglesia in Il Giorno Della Bestia. Nel 1996 Maurizio Ponzi la dirige in Italiani, mentre l’anno dopo il Maestro Michelangelo Antonioni la fa partecipare al suo documentario Sicilia e Simona Izzo la dirige in Camere da letto. Nel 1998 recita in La seconda moglie, regia di Ugo Chiti e nel 2000 in Just One Night regia di Alan Jacobs. Nel 2005 esordisce come produttrice nel film collettivo All The Invisible Children (regia di Mehdi Charef, Emir Kusturica, Spike Lee, Kàtia Lund, Jordan Scott, Ridley Scott, Stefano Veneruso, John Voo), partecipandovi anche come attrice. Ripete nel 2007 l’esperienza di attrice / produttrice per Last Minute Marocco, regia di Francesco Falaschi. Nel 2008 recita in Viola di Mare (anche produttrice), regia di Donatella Maiorca e in La bella società, di Gian Paolo Cugno. Alterna la recitazione al cinema con quella televisiva, in fiction tra cui Il quarto re (1997, regia di Stefano Reali), Gli amici di Gesù (2000 e 2001, regia di Raffaele Mertes), partecipando anche a un episodio de I soprano (1999, regia di Allen Coulter). Dal 2002 recita nelle prime tre serie della fiction Il Bello Delle Donne, quindi il regista Giulio Base la chiama per la miniserie di Raiuno, Pompei (2007), e i fratelli Carlo ed Enrico Vanzina l’anno seguente per la serie tv Vip. Nel 2009 Maria Grazia Cucinotta è stata scelta come madrina del Festival del Cinema di Venezia.

ALESSANDRO HABER
Bolognese, di padre rumeno e madre italiana, a nove anni, dopo un'infanzia trascorsa in Israele, torna in Italia. Nel 1967 ottiene la parte di Rospo nel film La Cina è vicina di Marco Bellocchio, con cui lavorerà anche in Marcia Trionfale, nel 1976. Dieci anni dopo il regista Pupi Avati gli offre il primo ruolo di protagonista, quello di Lele in Regalo di Natale, che tornerà ad interpretare nel 2004 nel sequel firmato sempre da Pupi Avati di La rivincita di Natale. Haber si è cimentato in ruoli drammatici e comici (per esempio in Fantozzi subisce ancora), ma anche Amici miei atto II. Negli anni Novanta recita in Parenti serpenti del 1992 per la regia di Mario Monicelli, con cui tornerà a lavorare anche nel 2006 per Le rose del deserto, e in quattro film di Leonardo Pieraccioni: I laureati del 1995, Il ciclone del 1996, un cameo in Fuochi d'artificio del 1997 e infine Il paradiso all'improvviso, datato 2003. Ha lavorato con i più grandi registi italiani, dai citati Bellocchio, Avati e Monicelli, a Nanni Moretti (Sogni d’Oro, 1981), Francesco Nuti (Willy Signori e vengo da lontano, 1990) Marco Risi (L’ultimo Capodanno, 1998) e Giuseppe Tornatore (La sconosciuta, 2006). Nel 2010 ha partecipato al film documentario Pupi Avati, ieri oggi domani dedicato al regista bolognese. Attore molto attivo anche a teatro, recita in Orgia di Pier Paolo Pasolini, Woyzeck di Buchner, Arlecchino, Scacco pazzo (da cui ha tratto l'omonimo film del 2003 che lo ha visto debuttare come regista) e L'avaro di Molière. Alessandro Haber ha all’attivo anche dei cd musicali: debutta nel 1995 come cantante con l’album Haberrante ed ad esso ne seguono altri tre: Qualcosa da dichiarare e Il sogno di un uomo e Tango d’amore. Francesco De Gregori ha scritto, inoltre, per lui la canzone La valigia dell'attore. Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti come attore, ha ricevuto cinque Nastri d'argento, quattro dei quali come miglior attore non protagonista: nel 1990 per Willy signori e vengo da lontano, nel 1994 per Per amore, solo per amore (ruolo per cui ha ricevuto anche il David di Donatello), nel 2007 per Le rose del deserto e La sconosciuta e nel 1995 come migliore attore protagonista per il film La vera vita di Antonio H. Ha inoltre ricevuto Premio Gassman come miglior attore protagonista per lo spettacolo teatrale Zio Vania di Anton Cechov.

ERNESTO MAHIEUX
Ernesto Mahieux debutta cinematograficamente con il regista Alfonso Brescia che lo sceglie per il film Giuramento (1982), accanto a Mario Merola, Nino D'Angelo e Ida Di Benedetto. Quindi, recita in Guapparia (1984) per la regia di Stelvio Massi e, nel 1985 accanto a Jack Lemmon e Marcello Mastroianni in Maccheroni per la regia di Ettore Scola. Nel 2002 il regista Matteo Garrone gli propone il suo primo ruolo da protagonista: quello del tassidermista omosessuale e colluso con la mafia ne L'imbalsamatore che gli vale il David di Donatello come miglior attore non protagonista. Recita tra il 2003 e il 2005 nella serie tv Camera Cafè, nella parte di Sergio; accanto a Maria Grazia Cucinotta nel 2004 in Vaniglia e cioccolato e l’anno seguente in uno degli episodi del film collettivo All the Invisible Children. Quindi nello stesso anno affianca Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, nella commedia ...e se domani e Claudia Gerini nella black comedy Nero Bifamiliare dell'esordiente Federico Zampaglione. Quindi nel 2006 interpreta numerose pellicole: da Nuovomondo di Emanuele Crialese, a Mi fido di te (regia di Massimo Venier), fino a farsi diregere da Fabrizio Bentivoglio per la commedia Lascia perdere Johnny.


     

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