Scontro di civiltà per un ascensore in Piazza Vittorio

Un film di Isotta Toso. Con Kasia Smutniak, Daniele Liotti, Serra Yilmaz, Ahmed Hafiene, Marco Rossetti.
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Drammatico, durata 96 min. - Italia 2010. - Bolero Film uscita venerdì 14 maggio 2010. MYMONETRO Scontro di civiltà per un ascensore in Piazza Vittorio * 1/2 - - - valutazione media: 1,88 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato no!
1,88/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
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In un condominio di Piazza Vittorio convive suo malgrado una comunità multietnica.
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Storie di ordinaria follia in un condominio multietnico di Piazza Vittorio
Marzia Gandolfi     * * - - -

In un condominio di Piazza Vittorio convive suo malgrado una comunità multietnica. L'ingresso alla palazzina è vigilato da Benedetta, portinaia intollerante e indiscreta sempre impegnata nella maldicenza e nella pulizia dell'ascensore. Asseconda la sua animosità la signora Fabiani, che adora il suo cane e disprezza Maria Cristina, domestica ecuadorena con figlia a carico e amante bengalese. Si prende comunque cura di lei e della sua bambina il professor Marini, docente universitario a cui Dandini, gestore di un bar e di appartamenti, ricorda fastidiosamente la sua milanesità. All'ultimo piano vivono invece i fratelli Manfredini: Marco, avvocato che ha smesso la toga in seguito al drammatico suicidio in carcere del padre, e Lorenzo "gladiatore" gagliardo che vive di espedienti e che morirà misteriosamente in ascensore. Amedeo, condomino modello col vizio della filantropia, verrà accusato del suo presunto omicidio. Proverà a difenderlo e a dargli voce Nurit, fuoriuscita iraniana in cerca di asilo politico e di un miracolo. Ostinata e persuasiva, la donna convincerà i litigiosi condomini ad assistere Amedeo, fino a farlo assolvere dall'incriminazione.
Opera prima di Isotta Toso, Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio è la trasposizione del romanzo omonimo di Amara Lakhous, giornalista e scrittore algerino che vive e lavora a Roma dal 1995. Ubicata al centro del rettangolo-quadrato dal nome sabaudo, la palazzina multiculturale a ridosso della Stazione Termini è il teatro di una diversità e di una voce da un altro mondo, troppo spesso sofferente e smarrito. Dopo l'orchestra plurietnica di Agostino Ferrente, è la Toso, aiuto-regista di Notturno bus , ad occupare Piazza Vittorio, per parlare con leggerezza di cose "pesanti" e profonde sulla natura umana. La levità combinata all'impegno è una delle qualità del debutto cinematografico della Toso, che getta uno sguardo sul presente e decide per un cinema attento al reale e alla precarietà del (con)vivere tra pregiudizi e diffidenze.
Una scelta d'amore, come quella che compiranno gli inquilini costretti nei loro appartamenti e intorno o dentro un ascensore, farà germogliare però i desideri che abitano una comunità intera di personaggi tristemente incantati su se stessi e dentro una paralisi, che improvvisamente si fa coscienza ineludibile di un circolo vizioso. Il film corale della Toso, ancorata a un paesaggio italiano, più peculiarmente romano, non mantiene però promesse e ambizioni, mostrando una deludente mancanza di forma nella scrittura. Il difetto più evidente è appunto lo script, da cui emergono dialoghi tra personaggi che non si ascoltano tra loro, costruiti su scambi di battute talora privi di senso e frequentemente su stralci di citazioni da Jim Morrison o Tahar Djaout, frasi decontestualizzate che finiscono per inficiare un'opera che poteva essere invece importante e pregevole.

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Scontro di civiltà per un ascensore in Piazza Vittorio recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
Incassi Scontro di civiltà per un ascensore in Piazza Vittorio
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Lorenzo Manfredini il "gladiatore"
"Vorrei essere nato al contrario per poter capire questo mondo storto".
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INCONTRI | Arriva in sala l'opera prima di Isotta Toso.

La comunidad

giovedì 6 maggio 2010 - Marzia Gandolfi

Scontro di civiltà per un ascensore in piazza Vittorio: la comunidad Trasposizione del romanzo omonimo di Amara Lakhous, giornalista e scrittore algerino che vive e lavora a Roma dal 1995, Scontro di civiltà per un ascensore in piazza Vittorio è l’opera prima di Isotta Toso, sospesa e indecisa tra dramma e commedia. In uno stabile di piazza Vittorio a Roma, convive suo malgrado una vivace comunità multietnica, decisa a farsi la guerra per il colore e per l’ascensore. Ascensore dove troverà presto la morte l’inquilino più “gagliardo” ed “esecrabile”. Diversi per cultura e inclinazione, i litigiosi residenti troveranno però il modo di incontrarsi, deponendo l’ascia di guerra e disponendosi finalmente a un dialogo civile.

INCONTRI | Arriva in sala l'opera prima di Isotta Toso.

La comunidad

giovedì 6 maggio 2010 - Marzia Gandolfi

Scontro di civiltà per un ascensore in piazza Vittorio: la comunidad Trasposizione del romanzo omonimo di Amara Lakhous, giornalista e scrittore algerino che vive e lavora a Roma dal 1995, Scontro di civiltà per un ascensore in piazza Vittorio è l’opera prima di Isotta Toso, sospesa e indecisa tra dramma e commedia. In uno stabile di piazza Vittorio a Roma, convive suo malgrado una vivace comunità multietnica, decisa a farsi la guerra per il colore e per l’ascensore. Ascensore dove troverà presto la morte l’inquilino più “gagliardo” ed “esecrabile”. Diversi per cultura e inclinazione, i litigiosi residenti troveranno però il modo di incontrarsi, deponendo l’ascia di guerra e disponendosi finalmente a un dialogo civile.

Scontro etnico fra civiltà in ascensore

di Cinzia Romani Il Giornale

Un'italiana, un'ecuadoregna, un bengalese, un'iraniana e un marocchino formano un etnocondominio romano in un vecchio palazzo umbertino all'Esquilino, dove convivono litigando, perché diversi sono i loro usi e costumi. Però, a furia di confrontarsi, anche aspramente, i personaggi di quest'attuale melting pot non solo si raccontano allo spettatore ma fanno scoprire un assassino. A dispetto d'un teste, che non parla: l'ascensore. L'idea del giallo è buona (come interessante è l'omonimo romanzo del tunisino Lakhous Amara), lo svolgimento facilone delude un po'. »

Pasticciaccio in piazza Vittorio

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Amara Lakhous è un intellettuale algerino radicato e operante a Roma. Dove ha pubblicato nella nostra lingua (ed. e/o, 2006) il libro da cui è tratto il film dell' esordiente Isotta Toso, già aiuto in Notturno Bus. Un coro di personaggi che attraverso un gran numero di attori e attrici noti al teatro, al cinema e alla fiction tv rappresentano la varietà umana di un condominio nel cuore della zona più multietnica della capitale. Al centro c' è un delitto ma la suggestione non sta nella parentela con gli enigmi di Agatha Christie; sta piuttosto nel richiamo a Gadda, al suo Pasticciaccio. »

Anche il razzismo va in ascensore

di Lietta Tornabuoni La Stampa

Da un romanzo di Amara Lakhous (editore e/o), un film corale mai visto prima, ambientato a Roma in quella piazza Vittorio, non lontana dalla Stazione Termini, che ospitava un mercato e ospita adesso molti immigrati mediorientali e cinesi. Tanti, che sono gli italiani, con il loro pallore e le loro regole antiquate o irrispettate, ad apparire fuori posto, imbarazzanti. Tutti vivono in un condominio un po’ cadente (iraniani, arabi, africani, algerini, romani, clandestini) e litigano: per l’uso dell’ascensore, per il cane che abbaia sempre, per i nervi perché fa caldo, è estate, perché devono sempre andare ad aspettare e discutere al commissariato di polizia. »

di Federico Pontiggia Il Fatto Quotidiano

Dal libro di Amara Lakhaw (EIO). è Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vitto. rio, diretto da Isotta Toso con cast corale: Daniele Liotti, Kasia Smutniak, Serra Yilmaz, Ahmed Hafiene, Marco Rossetti e, su tutti, Piazza Vittorio, cuore del multietnico Esquilino. nei pressi della Stazione Termini di Roma. Qui s'incontrano e si scontrano le vite non illustri dei condominio di un palazzo umbertino, scandite dalle salite e discese di un “famigerato” ascensore: l’unico testimone di un delitto, ma forzatamente muto. »

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