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Mine Vaganti |
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Un film di Ferzan Ozpetek.
Con Riccardo Scamarcio, Nicole Grimaudo, Alessandro Preziosi, Ennio Fantastichini, Lunetta Savino.
continua»
Commedia,
durata 110 min.
- Italia 2010.
- 01 Distribution
uscita venerdì 12 marzo 2010.
MYMONETRO
Mine Vaganti
valutazione media:
3,07
su
150
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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La famiglia Cantone è proprietaria di uno dei più importanti pastifici del Salento.
![]() Versione brillante e conviviale dei conflitti familiari di Ozpetek |
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Edoardo Becattini
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La famiglia Cantone è proprietaria di uno dei più importanti pastifici del Salento. La nonna aprì l'azienda assieme al cognato, di cui è stata segretamente innamorata per tutta la vita, e ora quegli impulsi sopiti ricadono sulle abitudini di una famiglia schiava del perbenismo alto-borghese. Il rientro a casa del rampollo più giovane Tommaso, trasferitosi a Roma per studiare economia e commercio, è il momento per la famiglia di sancire ufficialmente il passaggio della gestione aziendale ai due figli maschi. Tommaso è pronto a sconvolgere i piani del pater familias dichiarando apertamente la propria omosessualità e il desiderio di seguire aspirazioni letterarie, ma durante la cena ufficiale per festeggiare il nuovo corso aziendale, viene anticipato dal fratello maggiore Antonio che, dopo tanti anni di fedele servizio agli affari di famiglia, si dichiara omosessuale prima di lui e viene per questo espulso dalla casa e dalla direzione dell'azienda. Per non distruggere definitivamente l'orgoglio del padre, già colto da un collasso al momento della rivelazione, a Tommaso non resta altro che dissimulare le proprie preferenze sessuali e assecondare momentaneamente gli oneri familiari.
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premi nomination |
Nastri d'Argento 6 11 |
European Film Awards 0 2 |
David di Donatello 2 13 |
Non esplodono ma fanno pensare, le mine di ozpetek
lunedì 15 marzo 2010
di Nicola Barbera
Tutto perfetto (o quasi) nella riuscitissima commedia di Ozpetek, tranne forse... il titolo. Che risulta d'effetto, certo, ma promette scenari e sviluppi che vanno oltre quelli realmente presenti nella storia. A rigore, una "mina vagante" é un oggetto altamente (e facilmente) esplosivo, incontrollabile negli spostamenti perché trascinato qua e là dalla corrente: nessuno dei (convincenti) personaggi del film rispetta però fino in fondo questi requisiti. Non il protagonista Tommaso (Riccardo Scamarcio), continua » |
La verità che rende liberi
venerdì 12 marzo 2010
di alespiri
Si potrà obiettare che Ozpetek rappresenta il suo mondo; un mondo ideale, un’omosessualità borghese che non rompe gli schemi. Si potrà sempre rispondere che uno dei capolavori assoluti del cinema mondiale “C’era una volta in America” è stato un film che analogamente ha rappresentato un mondo ed un periodo storico in maniera non realistica (e per questo ha sopportato troppe critiche da storici che non capiscono niente di cinema) eppure ci ha colpiti continua » |
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Cinquantamila lacrime non basteranno perchè....
giovedì 18 marzo 2010
di Maxaquila
"Gli amori impossibili sono quelli che durano per sempre" dice Scamarcio alla Grimaudo che, squadrandolo per bene da dietro quello sprofondo di nero dei suoi occhi, gli risponde "che fregatura..." Ozpetek torna a toccare le corde vibranti dello sconvolgimento dell'armonia familiare: gli uomini non vedono ciò che le donne sentono, così che l'omosessualità dei due fratelli, già nota alla sorella così come intuita da madri, nonne e cameriere è invece una dura scoperta per il padre e per i due stessi continua » |
Negli occhi quella dolce morte dolce
giovedì 18 marzo 2010
di Massimiliano Morelli
Dicono che l'ora blu sia quel particolare momento crepuscolare della giornata in cui c'è troppa poca luce per essere giorno e troppo poco buio per essere notte. Il derviscio di celluloide Ozpetek vi si poggia con l'ambigua delicatezza dei veli trasparenti e sanguigni del suo Sud, per tessere un film sapientemente blu, in cui la palese dominante cromatica è la stessa delle storie che si va a raccontare. Non ci sono vincitori, né vinti, e la buona morale continua » |
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| La nonna | |
| Gli amori impossibili non finiscono mai. Sono quelli che durano per sempre. | |
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| Ilaria Occhini (Nonna) | |
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Non farti mai dire dagli altri chi devi amare, e chi devi odiare. Sbaglia per conto tuo, sempre. |
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| Riccardo Scamarcio | |
| Non devi avere paura di lasciare, tanto le cose importanti nella vita non ti lasceranno mai | |
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mercoledì 14 marzo 2012 - Mauro Gervasini
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INTERVISTE | Il Panorama berlinese accoglie la nuova commedia di Ferzan Ozpetek.Outing e fantasia
domenica 14 febbraio 2010 - Edoardo Becattini
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Cercasi famiglia del sud con gay
di Alberto Crespi L'Unità
Esce Mine vaganti, nuovo film di Ferzan Ozpetek, e il portale internet di un importante quotidiano lancia un sondaggio: quale film gay preferisci? Tra le opzioni c'è La mala education, scritto così, perché Hollywood lava più bianco e quindi Almodovar deve diventare anglofono (il suo bel film si chiamava La mala educacion, in castigliano). Tutto fa brodo (leggi: pubblicità), ma non sappiamo se Ozpetek sarebbe contento di un simile giochetto. Giustamente si scoccia quando gli chiedono «ma come, anche stavolta parla di gay?». » |
Mine vaganti inesplose. L'ordinaria banalità della «retta» gaytudine
di Mariuccia Ciotta Il Manifesto
Se il cinepanettone seduce anche l'autore, si fa opera buffa adottando gli stereotipi del genere, il cinema italiano resterà fuori dalla sperimentazione planetaria. Mine vaganti senza carica esplosiva, come accade al film di Ferzan Ozpetek, presentato nella sezione Panorama della Berlinale 2010 e che ci presenta una galleria di normalizzati spacciati per «eccentrici» in una Lecce abbagliante, pronta a ritrarsi di fronte alla commediaccia della gaytudine. Quella che il sensibile regista di Le fate ignoranti traduce in una parodia «liberatoria» dei due fratelli omosex, figli del proprietario di un pastificio (Ennio Fantastichini) che li vorrebbe degni eredi dell'impresa e che si diletta con barzellette berlusconiane sui «principi del foro». » |
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Segreti e bugie, Ozpetek si diverte. E noi con lui
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Segreti di famiglia. Tutti ne hanno, nessuno li vuole. Ma il bello dei segreti è che sono contagiosi. Ogni segreto ne genera un altro, poi un altro e un altro ancora. Che alla lunga, naturalmente, sono sempre meno segreti e sempre più comici (o tragici, ma più di rado). Mine vaganti applica questo principio al clan patriarcale di un industriale della pasta leccese e ci porta di sorpresa in sorpresa con una leggerezza e una verve che il regista de Le fate ignoranti aveva un po' perso per strada dopo tanti film seri o seriosi se non cupi ma poco convincenti (come l'ultimo, Un giorno perfetto). » |
Scamarcio gay senza paura
di Valerio Caprara Il Mattino
La gaytudine può diventare una camicia di forza per un regista che aspiri a navigare al largo di filoni ed etichette. Ma quando Ennio Fantastichini, nel ruolo del padre padrone già colto da infarto quando l'erede ha proclamato nel clou di un pranzo di famiglia d'essere diverso, torna a passeggiare in centro città, si siede al tavolino del bar più in e ostenta una risata soddisfatta che presto si tramuta in irrefrenabile singhiozzo isterico, si capisce che Ferzan Ozpetek, rassicuratosi a vicenda con il giovane-veterano sceneggiatore Ivan Cotroneo, ha girato in scioltezza il suo film più svincolato, disinibito, eccentrico. » |
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