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La chiave di Sara |
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Un film di Gilles Paquet-Brenner.
Con Kristin Scott Thomas, Mélusine Mayance, Niels Arestrup, Frédéric Pierrot, Michel Duchaussoy.
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Titolo originale Elle s'appelait Sarah.
Drammatico,
durata 111 min.
- Francia 2010.
- Lucky Red
uscita venerdì 13 gennaio 2012.
MYMONETRO
La chiave di Sara
valutazione media:
2,91
su
25
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Julia Jarmond, giornalista americana che vive in Francia da 20 anni, indaga sul doloroso episodio del rastrellamento nazista del Vel d'Hiv a Parigi: il soggetto di un possibile articolo giornalistico diventa per Julia qualcosa di più personale.
![]() Recuperando un evento storico dimenticato, contagia la verità con le contraffazioni dell'entertainment |
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Marzia Gandolfi
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Julia Jarmond è una giornalista americana, moglie di un architetto francese e madre di una figlia adolescente. Da vent'anni vive a Parigi e scrive articoli impegnati e saggi partecipi. Indagando su uno degli episodi più ignobili della storia francese, il rastrellamento di tredicimila ebrei, arrestati e poi concentrati dalla polizia francese nel Vélodrome d'Hiver nel luglio del 1942, 'incrocia' Sara e apprende la sua storia, quella di una bambina di pochi anni e ostinata resistenza che sopravviverà alla sua famiglia e agli orrori della guerra. Impressionata e coinvolta, Julia approfondirà la sua inchiesta scoprendo di essere coinvolta suo malgrado e da vicino nella tragedia di Sara. Con pazienza e determinazione ricostruirà l'odissea di una bambina, colmando i debiti morali, rifondendo il passato e provando a immaginare un futuro migliore. |
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cinema due
SLOW FOOD STORY
Regia di Stefano Sardo
La parabola di Slow Food: un fenomeno mondiale nato da un'ispirata avventura di provincia. Scopri la programmazione del film su MYMOVIESLIVE! |
cinema uno
PUSHER III
Regia di Nicolas Winding Refn
Una festa da organizzare e una gang da eliminare. Scopri la programmazione del film su MYMOVIESLIVE! |
cinema cinque
LA STORIA DI AGNES BROWNE
Regia di Anjelica Huston
Angelica Huston nella doppia veste di interprete e regista. Scopri la programmazione del film su MYMOVIESLIVE! |
cinema sette
MEA MAXIMA CULPA - SILENZIO NELLA CASA DI DIO
Regia di Alex Gibney
Un film che indaga i casi di pedofilia clericale verificatisi in America e in Europa. Scopri la programmazione del film su MYMOVIESLIVE! |
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premi nomination |
Cesar 0 1 |
Una chiave nuova sull'olocausto
lunedì 6 febbraio 2012
di francesca50
Il film rivisita il noto tema mostrando che ci sono stati degli "uomini" a salvare gli ebrei dalla follia nazista, in mezzo a tante bestie, ma La chiave di Sara mostra pure come "i sopravvissuti non possano vivere più una vita normale". Sara si uccide perché non riesce a perdonarsi, non tanto e solo per aver fatto morire il fratello ma per non essere riuscita a salvarlo. Chi ha intravisto l'orrore comunque non riesce più a vivere pensando che i propri cari lo hanno vissuto. Bello comunque il finale continua » |
Ma cosa vi aspettavate?
venerdì 2 marzo 2012
di imliver
Contesto la visione dei bacchettoni della Shoah, che accusano romanzo e film di pressapochismo e superficialità. Non si tratta di questo: il film affronta un argomento su cui si è scritto e mostrato tutto. Nel 2010 non è possibile parlare di un fatto avvenuto del 1942 con il taglio del documento storico. "La chiave di Sara" non può e non deve descrivere l'olocausto in tutte le sue sfumature, ma non per superficialità. Chi volesse approfondire, ha a disposizione un archivio sterminato di romanzi, continua » |
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Una storia indimenticabile..
venerdì 20 gennaio 2012
di UNICAFIORE
La storia della piccola Sarah che al momento della deportazione rinchiude il fratellino in un armadio,ignara del fatto che non sarebbe potuta ritornare a breve termine nella casa.Intanto, si assiste ad una serie di flash back continui in cui una giornalista si interessa alla storia di questa bambina,scoprendo in seguito un segreto che man mano la porteranno a far luce sulla vita di Sarah......assolutamente da vedere... continua » |
Come sapete cosa avreste fatto?non siete stati lì
venerdì 3 febbraio 2012
di angelo umana
Sara è una bellissima donna stabilitasi e sposatasi in America negli anni 50 che, lo dice il marito stesso, porta nel volto un profondo dolore, come un peso tremendo, anche quando sorride. Un giorno si suicida in quello che sembrava un incidente d’auto. Giulia è una giornalista franco-americana che, a Parigi, decide nel 2009 di scrivere della “retata” di 13000 ebrei dapprima concentrati dai tedeschi nel Vélodrome d’Hiver e poi deportati, avvenimento del quale neppure una foto esiste. Nella sua continua » |
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| "A volte le storie che non riusciamo a raccontare sono proprio le nostre, ma se una storia non viene raccontata diventa qualcos'altro, una storia dimenticata. Quando una storia viene raccontata, non può essere dimenticata, diventa qualcos'altro. Il ricordo di chi eravamo, la speranza di ciò che possiamo diventare..." | |
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| Testimone residente di fronte al Vel d'Hiv (all'epoca dei fatti era una bimba) | |
| Un testimone: "No, non era tanto il rumore... ma l'odore! E noi... cosa potevamo fare? Chiamare la polizia?" | |
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| Julia | |
| "Tutte le verità hanno un prezzo". | |
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FOCUS | E lasciamoci commuovere. Di Pino Farinotti.Un format completo che commuove
lunedì 23 gennaio 2012 - Pino Farinotti
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GALLERY | Le foto del film con Kristin Scott Thomas.Il prezzo della verità
lunedì 9 gennaio 2012 - a cura della redazione
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VIDEO | In esclusiva su MYmovies una clip del film con Kristin Scott Thomas.Il dovere di riflettere sulla shoah
giovedì 5 gennaio 2012 - Nicoletta Dose
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La Shoah secondo Sara
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Allora si può. Non è vero che non si può mettere in scena la Shoah in forma romanzesca senza oltraggiare il dolore e la memoria di milioni di vittime e dei loro cari. Non è vero - o forse non è più vero, perché il tempo passa e le cose cambiano - che il cinema può accostarsi all’irrappresentabile solo in forma indiretta. Il problema vero è scegliere un punto di vista preciso e mettere in scena il cammino, l’angoscia, la distanza percorsa da chi si affaccia su questo abisso. Come fa appunto, con gusto e misura rari, La chiave di Sara, il bel film che Gilles Paquet Brenner ha tratto dal romanzo omonimo di Tatiana de Rosnay (Mondadori), giusto in tempo per cancellare il ricordo del tremendo Vento di primavera, uscito nel 2011 e dedicato alla retata di 13. » |
È la piccola Sara a dare emozione
di Alessandra Levantesi La Stampa
Come il recente Il vento di primavera , La chiave di Sara , ispirato all’omonimo bestseller di Tatiana De Rosnay, rievoca il terribile e vergognoso episodio del rastrellamento di migliaia di connazionali ebrei effettuato nel luglio del 1942 a Parigi dalla polizia francese su istanza dei nazisti occupatori. Questo filo narrativo - raccontato dal punto di vista di Sara, una bambina che avrà la sorte di sopravvivere al resto della famiglia - si intreccia nel presente alla vicenda di una giornalista americana che, rinvangando in quei lontani fatti, mette in crisi il suo matrimonio e la sua vita. » |
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La Shoah raccontata con gli occhi di una ragazzina
di Roberto Nepoti La Repubblica
Alla più immane tragedia della Storia tocca, sullo schermo, una strana sorte: trovarsi in bilico tra commozione e banalità. Due recenti film francesi hanno per soggetto un episodio meno noto della Shoah: la deportazione di migliaia di ebrei nel Velodromo d’Inverno, durante l’occupazione nazista di Parigi. Uscito l’anno scorso, Vento di primavera sceglieva la via — piuttosto banale — del melodramma turgido. La chiave di Sara, tratto dal bestseller di Tatiana de Rosnay, adotta quella della sobrietà e del pudore: non senza, però, lasciare allo spettatore un senso di già-visto, nella sua composta narrazione a piani temporali alternati e nella solennità del tono: difficilmente evitabile dato l’argomento, ma che un po’ sa di maniera. » |
"Elle s'appelait Sarah" : la rafle du Vél' d'Hiv romancée
di Jean-Luc Douin Le Monde
Evoquant les horreurs de la rafle du Vél' d'Hiv, l'intrigue du film, adapté d'un roman de Tatiana de Rosnay, puise ses ressources d'émotion dans un drame vécu par une enfant, comme le fit Roselyne Bosch dans La Rafle. Alors que la police vient embarquer sa famille en juillet 1942, Sarah, 10 ans, cache son petit frère dans un placard de l'appartement. Durant le calvaire qu'elle endure avec ses parents, elle ne cesse de penser à l'urgence de revenir délivrer le gamin enfermé à clé, réussit à s'échapper du camp de transit de Beaune-la-Rolande (Loiret) dans lequel sont parqués les juifs avant leur déportation. » |
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