La siciliana ribelle

Un film di Marco Amenta. Con Gérard Jugnot, Veronica D'Agostino, Marcello Mazzarella, Carmelo Galati, Lucia Sardo.
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Drammatico, durata 110 min. - Italia 2008. - Cinecittà Luce uscita venerdì 27 febbraio 2009. MYMONETRO La siciliana ribelle * * * - - valutazione media: 3,11 su 20 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
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3,11/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * - -
 critica * * * - -
 pubblico * * * 1/2 -
La storia realmente accaduta di una ragazza che denuncia un delitto di mafia.
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Cronaca di una morte annunciata di un'adolescente ribelle ai valori tribali di Cosa Nostra
Marzia Gandolfi     * * 1/2 - -

Ha pochi anni e tanti sogni Rita, figlia di Don Vito Mancuso, mafioso ucciso dalla mafia il giorno della sua prima comunione. Disperata per la scomparsa del padre, amato e rispettato in famiglia e in paese, ha deciso di vendicarne la morte e l'onore. Scoperto il mandante dell'efferato omicidio e trattenuta a stento dal fratello maggiore, Rita rimanda per sei anni la rappresaglia contro Don Salvo. Sei anni in cui osserverà e annoterà sui suoi diari ogni movimento dell'uomo e dei suoi scagnozzi. Ma la morte improvvisa del fratello, pugnalato barbaramente, la scopre sola e vulnerabile. Minacciata dagli uomini di Don Salvo si reca a Palermo per denunciarli tutti al procuratore antimafia. Braccata dai mafiosi e protetta dallo stato, Rita smetterà di essere un'adolescente spensierata e scoprirà la differenza tra vendetta e giustizia.
Non è la prima volta che Marco Amenta rappresenta la violenza mafiosa che ha segnato la storia della Sicilia e dell'Italia. Con Il fantasma di Corleone, film documentario che smascherava l'ultimo mistero italiano a quel tempo ancora non risolto (Bernardo Provenzano), il regista siciliano prendeva posizione, e non poteva essere diversamente, in favore della legalità e di quanti si sono impegnati a difenderla.
La siciliana ribelle allo stesso modo ma nella forma della fiction pone l'attenzione sulla medesima questione e su una delle paladine della lotta alla mafia, Rita Atria, che mostrò in modo chiaro che combattere Cosa Nostra era possibile, che non era un fenomeno antropologico invincibile ma un'organizzazione composta di persone che potevano essere individuate e processate. A quei drammatici fatti di mafia, Amenta offre allora una nuova prospettiva, tornando ad approfondire la questione e a fare un cinema civile.
Dedicato e ispirato alla memoria di Rita Atria, costretta ad abbandonare la Sicilia e a vivere sotto falsa identità in un programma di protezione, La siciliana ribelle è il percorso di formazione (soprattutto morale) di un'adolescente allevata nei valori tribali e nel falso credo che padri e padrini hanno sempre ragione. Il punto di osservazione è quello di Rita, che percepisce in modo diretto l'ambiguità e la brutalità degli adulti. La fuga a Palermo non è soltanto da qualcosa e da qualcuno, è prima di tutto verso se stessa, per ritrovarsi e per negare quell'atteggiamento di viltà e di omertà materno.
Marco Amenta conosce il mondo che ci racconta, ha delle preoccupazioni concrete, si fa delle domande e cerca delle risposte dentro un film fondato su un'idea pedagogica di cinema: rappresentare un nucleo narrativo che rivesta anche una funzione didascalica e di insegnamento sulla straziante solitudine di chi si rivolta contro il sistema (mafioso).
La siciliana ribelle è una dichiarazione di libertà di un'adolescenza che chiede autonomia e di essere come dovrebbe, sollevata dai conflitti tra i "grandi" e dalla violenza della loro debolezza.

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Premi e nomination La siciliana ribelle

premi
nomination
Nastri d'Argento
0
1
David di Donatello
0
1
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La siciliana ribelle

giovedì 12 febbraio 2009 di Pietro Berti

LA SICILIANA RIBELLE Durata: 2h Produzione: Istituto Luce Genere: Drammatico (Italia 2008) Regia: M. Amenta Con V. D’Agostino, G. Jugnot, M. Mazzarella, L. Sardo; Storia Vera: Rita Adria, ragazzina siciliana che negli anni ’90 ebbe la forza ed il coraggio di sfidare l’omertà mafiosa denunciando al giudice Borsellino i sicari di suo padre e di suo fratello. La vicenda inizia una mattina del novembre del ’91, Rita ha 17 anni e si presenta al procuratore di Palermo per denunciare gli assassini del continua »

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Io che ho vissuto a partanna...

domenica 15 febbraio 2009 di Partannese fu!

Nonostante siano passati tanti anni dalla tragica fine di Rita, ancor oggi il suo ricordo, nel bene per pochi, e nel male per molti è ancora vivo. Scrivo perchè ho conosciuto quasi direttamente Rita, perchè è stata una ragazza impegnate nel sociale e nelle organizzazione ecclesiali e so quanto fosse grande il suo sogno: un sogno di libertà, un mondo di giustizia, una società civile leale che non chiudesse la bocca, turasse le orecchie davanti all'ingiustizia e alla mafia. Oggi Partanna sembra cambiana, continua »

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Un film per non dimenticare...

martedì 3 marzo 2009 di Nicola

Ho avuto la fortuna di vedere questo film al festival di Roma, dove era in concorso e ne sono stato piacevolmente colpito, fortemente emozionato. Le critiche lette sopra non le condivido, soprattutto quando fanno riferimento alla mancata aderenza alla realtà dato che il film è "liberamente ispirato" e cio è messo in chiaro dal regista fin dall'inizio. Inoltre ritengo, conoscendo la vicenda, che gli snodi importanti della tragica esperienza di Rita Atria siano stati rispettati. Difficile vedere nel continua »

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Un film che ti colpisce...

martedì 3 marzo 2009 di Emma

Nonostante le affermazioni contrarie, credo che tutto il film sia decisamente invaso da una forte carica di realtà. Sia la profondità dei personaggi che i luoghi in cui si svolge la vicenda, dimostrano quanto il film sia vero e lontano dalle "follie narative" solite della maggior parte dei film degli ultimi anni! Non credo proprio che cada in luoghi comuni, al contrario il regista riesce ad allontanarsene, facendo risultare questa storia, liberamente ispirata, non come le classiche storie sull'antimafia continua »

Rita atria
Forse un mondo onesto non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognare?
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APPROFONDIMENTI | Presentato all'ultimo Festival del Film di Roma, arriva al cinema La siciliana ribelle.

Storia di mafia

mercoledì 25 febbraio 2009 - Gabriele Niola

La siciliana ribelle, storia di mafia Dalla strada al cinema, Marco Amenta racconta le sue origini siciliane, la sua vita in una via dove solo per il periodo in cui ci ha vissuto lui hanno sparato a 3 persone e il suo lento emanciparsi da quella sudditanza psicologica. Il medesimo processo di liberazione che nel suo film, La siciliana ribelle, vediamo fare a Rita, personaggio realmente esistito che, al fianco delle istituzioni e delle forze dell'ordine, agisce in un contesto reale, la Sicilia degli anni '90 dominata dalla mafia. Accanto a lei ci sono personaggi fittizi ma ispirati a figure reali, come un giudice molto simile a Paolo Borsellino e plasmato anche sugli aneddoti e i ricordi di Giovanni Falcone.

NEWS | Gomorra di Matteo Garrone è il film dell'anno.

Record di candidature per Il Divo

venerdì 29 maggio 2009 - Marlen Vazzoler

Nastri d'Argento: record di candidature per Il Divo Per i Nastri d'Argento 2009 il film di Garrone riceverà il Nastro dell'anno mentre quello di Sorrentino ha conquistato ben nove candidature per: regia, produttore, sceneggiatura, attore protagonista, attrice non protagonista, fotografia, scenografia, montaggio e sonoro in presa diretta. Nella gara come miglior regista scendono in campo anche Marco Bellocchio col suo Vincere, Pupi Avati per Il papà di Giovanna, Marco Risi per Fortapàsc e Francesca Archibugi per Questione di cuore. Nella serata del 27 giugno al Teatro Antico di Taormina saranno 39 i film italiani, usciti dal primo maggio 2008 al 24 maggio 2009, che si sfideranno nelle vari sezioni votate da oltre 350 giornalisti del SNGCI.

Rita, la ragazza ribelle che ha lottato contro la mafia

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Rita Atria non aveva ancora diciotto anni quando, il 26 luglio 1992, una settimana dopo l' autobomba di via D' Amelio, si tolse la vita. Figlia e sorella di mafiosi liquidati dalla guerra di mafia, aveva deciso alla fine del ' 91 di consegnare la sua testimonianza a Paolo Borsellino, vivendo poi l' attesa del processo e la nuova condizione di testimone sottoposta a fortissima pressione e a misure eccezionali di protezione, nel difficile passaggio dal desiderio di vendetta a quello di giustizia. Che significava riconoscere responsabilità e colpe dei familiari. »

Quella "Siciliana" che sapeva dire no

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Si chiamava Rita Atria e tutti gli italiani dovrebbero conoscere la sua storia. Ma in fondo la conosciamo già perché ce la portiamo dentro, sigillata in una memoria ancestrale che raccorda la cronaca e il mito, gli orrori del presente e i moniti del passato. Rita Atria si toglie la vita nel '92, nemmeno 18enne, ma viene da lontano. È un'eroina tragica, una ragazza che non sfida la Legge dello Stato bensì quella arcaica della sua comunità. Nel film si chiama Rita Mancuso, forse per ragioni legali e perché lo script di Sergio Donati e Marco Amenta mescola fatti e invenzioni. »

Il coraggio di Rita Atria figlia e sorella di mafia

di Boris Sollazzo Liberazione

Roberto Saviano non è il primo eroe civile di un'Italia maledetta che ha bisogno di prodi (solo con la minuscola?), Brecht insegna, che combattano battaglie che competerebbero alle istituzioni. Sono i nostri esempi, la nostra coscienza civile e per questo sacrificio - che spesso diventa martirio - mettono in gioco vita, giovinezza e libertà. Ecco perché lo scrittore va sostenuto e protetto, e non solo dalla criminalità organizzata. Perché non deve finire come tanti, come quella Rita Atria, ad esempio, giovane donna sulla cui storia Marco Amenta ha costruito La siciliana ribelle . »

Cronaca di una morte annunciata di un'adolescente ribelle ai valori tribali di Cosa Nostra

di Thomas Sotinel Le Monde

"La Sicilienne" : Antigone contre la mafia Pour une fois, l'exaspérante formule "inspiré de faits réels" ne sert pas seulement d'alibi à la paresse d'un scénariste. Marco Armenta a réalisé un documentaire consacré à Rita Atria, devenue Rita Mancuso dans ce long métrage de fiction. Faute d'avoir vu le documentaire (dont on entrevoit de brefs extraits pendant le générique de fin de La Sicilienne), on ne peut qu'imaginer les libertés que le cinéaste a prises avec l'histoire, au moins sait-on qu'il l'a fait en connaissance de cause. »

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