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Lascia perdere, Johnny! |
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Un film di Fabrizio Bentivoglio.
Con Antimo Merolillo, Ernesto Mahieux, Lina Sastri, Roberto De Francesco, Luigi Montini.
continua»
Commedia,
durata 104 min.
- Italia 2007.
- Medusa
uscita venerdì 30 novembre 2007.
MYMONETRO
Lascia perdere, Johnny!
valutazione media:
3,45
su
62
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Anni '70. Faustino tenta in ogni modo di affermarsi nel campo musicale, ma all'orizzonte ci sono soltanto fischi e insuccessi. Fino al giorno in cui l'impresario Raffaele Niro gli darà una possibilità…
![]() Il brillante esordio alla regia di Bentivoglio è il racconto malinconico e musicale di un'epoca e dei suoi sogni inseguiti |
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Pierpaolo Simone
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Caserta, seconda metà degli anni '70. Il maestro d'orchestra - nonché bidello - Domenico Falasco, è autore di una singolare teoria che confida con sapienza a uno dei suoi giovani più promettenti, il diciottenne Faustino, in attesa di un contratto di lavoro per evitare la chiamata di leva. Più che teoria, in realtà, si tratta di un bizzarro consiglio: far valere il proprio talento e accettare solo "serate" nei luoghi di mare, perché è là che vanno davvero i bravi musicisti. Il giovane Faustino, però, continua a essere il tuttofare di Raffaele Niro, un impresario poco affidabile che un giorno torna nella sua Caserta con un ingaggio davvero straordinario: il famoso maestro Augusto Riverberi, eccezionale pianista ed ex amante di Ornella Vanoni, arriverà in città per esibirsi con la sua "piccola orchestra" di trenta elementi. Per il giovane talento, orfano di padre, è il momento di far sul serio.
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premi nomination |
David di Donatello 0 4 |
I"tempi"del cinema son cambiati... grazie fabrizio
sabato 8 dicembre 2007
di marcovin
Inutile cercare di collocare l'ambientazione della storia in un preciso periodo storico. Queste le parole dette ieri sera dal regista presente alla proiezione (area Metropolis di Paderno D.). E io mi sento di appoggiare questo "leit motiv", essendo stato ieri attento spettatore. Non ci sono richiami visivi o grafici che possano ingabbiare la narrazione in un contesto storico preciso; le auto quarant'anni fa non scandivano i tempi sul mercato come lo fanno oggi, e anche la scena del passaggio televisivo continua » |
Non fermarti fabrizio!
giovedì 11 agosto 2011
di molinari marco
Film di una delicatezza artistica straordinaria. Faustino è un ragazzino di Caserta che ha come migliore amica una chitarra. Questo strumento rappresenta la sua unica chance di colorare la grigia quotidianità che lo circonda ed attraverso la quale spera di strappare un contratto a Niro (una specie di polipo, molto raro in realtà, che pare avare le mani ovunque) che gli consenta di evitare il servizio di leva. Ma più che altro, essendo anche orfano di padre, si affida a lei nella speranza di ottenere continua » |
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| mamma di Faustino | |
| La mamma di Faustino: "Le cose sono di chi le sa usare!" | |
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SOUNDTRACK | Lascia perdere, Johnny!La colonna sonora del film
Disponibile on line da venerdì 30 novembre 2007
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INTERVISTE | Bentivoglio carezza il pubblico, coccolando il suo film e i mille ruoli.Fabrizio
venerdì 30 novembre 2007 - Claudia Resta
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di Paolo D'Agostini La Repubblica
Faustino, adolescente casertano del '74, capelli sulle spalle e incongrui doposci pelosi ai piedi, taciturno e osservatore. Ha solo la mamma (Lina Sastri), vuole fare il chitarrista e strimpella nell'arrangiata orchestrina del maestro Falasco che è un bidello ubriacone. C'è pure un manager (Ernesto Mahieux), che ripete sempre "the show must come on". Non si sa perché discende dal nord tal Augusto Riverberi (Bentivoglio) - sintesi affettuosamente ironica tra Reverberi e Martelli, figure molto note nella musica leggera italiana degli anni 60 - che passa per scopritore di talenti ma è solo uno che, al tramonto, cerca di sopravvivere. » |
Gioventù in musica
di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Una chitarra e vai. Per Faustino la musica è tutto: nella Caserta di metà anni 70 sbarca il lunario esibendosi nelle feste di paese, insieme a un gruppo di suonatori rabbrecciato alla bell'e meglio. Un cantante, un direttore (chiamato rispettosamente e un po' pomposamente "maestro"), addirittura due o tre elementi che fanno finta di suonare, tanto per impressionare lo spettabile pubblico. Lascia perdere, Johnny!, bell'esordio registico di Fabrizio Bentivoglio, segue con simpatia le piccole vicende di questi piccoli personaggi, che se ne stanno ai margini della vita e della storia. » |
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Bentivoglio si fa regista con "Lascia perdere, Johnny!"
di Davide Turrini Liberazione
A parte alcuni picchi di estrema cattiveria interpretativa (il professor Sperone de La scuola , su tutti) Fabrizio Bentivoglio, da attore, ha sempre lavorato su personaggi malinconici e disillusi, se non veri e propri looser di provincia (italiana). Il suo esordio alla regia con Lascia perdere, Johnny! sembra timidamente ricollocarsi su questa scia descrittiva di disperazione borderline venata di echi di personalissimo vissuto. Caserta, seconda metà degli anni '70. Faustino (Antimo Merolillo), lunghissima zazzera e stupefacenti doposci dal folto pelo bianco indossati anche d'estate, è un mesto ragazzone che potrebbe evitare la leva visto che è figlio di madre vedova. » |
La provincia anni Settanta e i suoi sogni in musica
di Alberto Castellano Il Mattino
«Lascia perdere, Johnny!» è un film sotto il segno degli Avion Travel. Per il suo esordio da regista nel lungometraggio Fabrizio Bentivoglio ha attinto ai racconti della band casertana sugli inizi difficili in una terra difficile, metabolizzando una lunga storia d'amicizia e collaborazioni artistiche. E, per raccontare l'iniziazione sentimentale e musicale di un giovane chitarrista nell'Italia degli anni Settanta, ha reso più «credibile» la fiction con un omaggio esplicito alla Piccola Orchestra ambientando la storia a Caserta, coinvolgendo Peppe Servillo, affidando la colonna sonora a Fausto Mesolella, i cui racconti sono la fonte principale della sceneggiatura. » |
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