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Fahrenheit 9/11 |
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Un film di Michael Moore.
Con Michael Moore, George W. Bush
Documentario,
Ratings: Kids+16,
durata 115 min.
- USA 2004.
uscita venerdì 27 agosto 2004.
MYMONETRO
Fahrenheit 9/11
valutazione media:
3,30
su
31
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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"Sono il più patriottico degli Americani perché credo nei principi che hanno dato vita a questa nazione e mi do da fare perché vengano ristabiliti". Michael Moore
![]() Un film patriottico che crede nel popolo americano pur non avendo alcuna fiducia in chi lo governa |
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Giancarlo Zappoli
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"Sono il più patriottico degli Americani perché credo nei principi che hanno dato vita a questa nazione e mi do da fare perché vengano ristabiliti". Così Michael Moore in un'intervista per la 'bibbia' del cinema "Variety". In effetti Fahrenheit 911 è un film patriottico perché crede nel popolo americano pur non avendo alcuna fiducia in chi lo governa in questo periodo. Moore riduce al minimo, rispetto a Bowling a Columbine, la sua presenza sullo schermo per lasciare spazio al suo nemico pubblico numero 1 George W. Bush e al gruppo che ha portato alla Casa Bianca dopo un'elezione che ha lasciato dietro di sé più di un dubbio di legittimità. Moore però non si limita a mostrare e dimostrare le bugie dell'Amministrazione Bush (dai rapporti con Bin Laden alle dichiarazioni contraddittorie nell'arco di poco tempo sull'Iraq) ma va a cercare tra il popolo i motivi dell'arruolamento dei giovani nell'esercito per giungere poi, in un'apoteosi di populismo mediaticamente efficacissimo, ad andare davanti al Senato a offrire ai senatori il modulo per l'arruolamento da consegnare ai loro figli. Una democrazia che voglia avere il diritto di proclamarsi tale ha bisogno di 'arrabbiati' come il premio Oscar Moore.
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premi nomination |
Festival di Cannes 1 0 |
Moore,bersaglio centrato!
mercoledì 22 agosto 2007
di silvio
Ho appena visto per la seconda volta questo splendido documentario,per me è di questo che si parla,non tanto di un film,nulla è stato recitato purtroppo e nulla hai me,anzi,hai tutti è stato inventato.Mi hanno particolarmente colpito i modi calmi e discreti con i quali Moore ha saputo mettere in fallo Bush e i suoi discorsi esaltanti e arroganti tipici di colui che pensa di potersi permettere di fare tutto,tanto l'importante è mettere alla fine delle frasi quelle sante paroline tipo "nel nome della continua » |
Interessante
venerdì 13 febbraio 2009
di paride86
Sicuramente "Fahrenheit 9/11" è un film propagandistico, studiato per convincere lo spettatore delle proprie tesi (non a caso uscì in vista delle elezioni), ma in ogni modo, soprattutto per chi lo ha visto a distanza dagli eventi raccontati, spinge a riflettere su alcuni punti importanti della politica americana e internazionale: i rapporti tra il potere e la finanza e il complesso intreccio di interessi che accomuna arabi e occidentali più di quanto si pensi e - soprattutto - al di là di guerre continua » |
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Moore: la denuncia in presa diretta
martedì 9 novembre 2010
di steredoro_lu
Ho visto e rivisto sia al cinema che in dvd questo autentico capolavoro di un genio come Michael Moore. I fatti alla fine hanno dato ragione al regista americano. Bene o male tutte le amministrazioni che si sono susseguite al vertice del governo USA hanno lasciato degli scheletri nell'armadio. Più di tutti l'ex presidente George W Bush. I suoi intrighi per rialzare le quotazioni delle industrie belliche americane rimandano a quel che accadde durante il mandato del Presidente Kennedy. Ricordo che continua » |
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| Voce fuori campo di Michael Moore | |
| Ecco a voi John Ashcroft. Nel 2000 si era ricandidato senatore nel Missouri, contro un uomo che morì un mese prima del voto. Gli elettori preferirono il morto. Così George W. Bush nominò Ashcroft ministro della Giustizia. Prestò giuramento su una pila di bibbie, perché se non sei nemmeno capace di battere un morto, è meglio che vai sul sicuro. | |
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SOUNDTRACK | Fahrenheit 9/11La colonna sonora del film
Disponibile on line da venerdì 1 ottobre 2004
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di Francesco Specchia Libero Quotidiano
Se il peggio che possa capitare a un genio è l’essere compreso, Micheal Moore genio introflesso, intellettuale intrappolato nel corpaccione di uno sniffatore di ketchup - con Farhenheit 9/11 si sta fregando da solo. Ci spieghiamo meglio. Che Moore sia un fimaker talentuoso è indubitabile. Checchè ne dicano George Bush (“Si comporti bene, si trovi mi lavoro vero!”, gli suggerisce il presidente nel film) e gran parte delle stampa conservatrice, Moore e un Plauto incazzoso, un Woody Allen con l’ulcera. » |
di Furio Colombo L'Unità
Spero che nessuno rida guardando Fahrenheit 9/11 di Michael Moore, nonostante il susseguirsi di gag, di battute, di trovate apparentemente comiche in questo film che non lascia neppure un fotogramma senza una netta intenzione politica. L’intenzione è una implacabile accusa contro il presidente americano George Bush, una arringa senza pause e senza tregua. Ma né la frequente scossa di comicità né la forza dell’accusa sono il vero filo conduttore del film. Contro le apparenze, contro le involontarie risate che farete guardandolo, Fahrenheit è un film tragico, percorso da una profonda tristezza e da un filo, appena un filo di speranza. » |
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di Anna Guaita Il Messaggero
Il successo a Cannes è strepitoso. Gli applausi sono scroscianti. La critica è entusiasta, il pubblico lo è anche di più. Il film rivela i compromessi, il cinismo e l’astuzia di un presidente americano. Il film è I Colori delle Primarie del regista Mike Nichols, il presidente è Bill Clinton e l’anno è il 1998. Il piccolo viaggio all’indietro nel tempo è utile in questa stagione in cui il cineasta Michael Moore è atterrato a Cannes con la quasi certezza che il suo Fahrenheit 9/11 non avrebbe avuto un distributore negli Stati Uniti. » |
di Antonio D’Olivo Il Riformista
La realtà è sempre superiore alla fantasia, anche quando la fantasia raccontata è reale. L’attesissimo documentario di Michael Moore Fahrenheit 9/11 ottimamente girato, pieno di ritmo, ben montato ci racconta più o meno quanto già sapevamo su George W. Bush e i suoi supposti e presunti rapporti con Bin Laden. Il film, o meglio il reportage, (o forse il processo a Bush?), si apre con le elezioni presidenziali e il “pasticciaccio” sul conteggio dei voti che davano prima vincitore Al Gore e poi, a sorpresa, George W. » |
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