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Traffic |
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Un film di Steven Soderbergh.
Con Amy Irving, Michael Douglas, Tomas Milian, Dennis Quaid, Benicio Del Toro.
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Drammatico,
durata 143 min.
- USA, Germania 2000.
MYMONETRO
Traffic
valutazione media:
3,13
su
30
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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"Traffic" a sorprendere con il miglior regista, il miglior attore non protagonista, la miglior sceneggiatura non originale e il miglior montaggio dimostrandosi il vero 'vincitore'. 4 Oscar su 5 nomination
![]() Film corale ricco di colpi di scena e glamour targato Soderbergh |
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Giancarlo Zappoli
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Javier Rodriguez e Manolo Sanchez sno due poliziotti impegnati a contrastare il traffico di droga sul confine tra Stati Uniti e Messico. Il loro capo è il generale Salazar, il principale nemico dei cartelli della droga. Ogni giorno i due sono tentati di appropriarsi di parte dei carichi sequestrati e di arricchirsi. Javier è il più resistente alle pressioni. Intanto negli Stati Uniti il giudice della Corte Suprema dell'Ohio, Robert Wakefield, viene incaricato dal Presidente di coordinare un'efficace attività antidroga con i partner messicani. A casa però Robert e la consorte debbono assistere impotenti al precipitare nell'abisso della dipendenza della figlia sedicenne. Carlos Ayala, un trafficante ricco di coperture, rischia di venire incastrato in fase processuale da un testimone eccellente. Steven Soderbergh non abbandona il cinema di denuncia, ma questa volta sceglie la strada del film di genere a vicende incrociate. Si avvale della forte presenza scenica di un Benicio del Toro capace di esprimere dolore e sicurezza insieme con un semplice movimento delle labbra. La coppia Douglas/Zeta-Jones non conferisce particolare glamour a un film corale e ricco di colpi di scena che è meglio non svelare. Il rischio della 'morale' emerge in particolare nella parte finale, ma Soderbergh riesce comunque a far passare con chiarezza (quella chiarezza che mancava a Out of Sight) il messaggio.
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premi nomination |
Premio Oscar 4 1 |
Golden Globes 2 3 |
Festival di Berlino 1 0 |
Prova d'autore per steven soderbergh
mercoledì 11 giugno 2008
di Adriano Lotito
Prendendo un pò dai ritratti corali ma allo stesso tempo introspettivi del compianto maestro Robert Altman e integrandolo col suo personalissimo stile, Steven Soderbergh (Solaris, Sesso, bugie e videotape), ci regala con "Traffic" un emozionante e intenso film che descrive attraverso degli stupendi movimenti di camera, il volto "nero" del nostro mondo solo apparentemente "civile". Lo fa attraverso, non solo la sua immensa abilità registica, ma anche grazie ad una sceneggiatura di ferro in grado continua » |
Traffic(o)/spaccio di un animale da palcoscenico
sabato 5 maggio 2001
di Andrea
Del Toro con la sua indolenza riflessiva degna di un ferrariano Keitel e la fisicità di un Brando “è il film nella sua coralità” e fa passare il tema dell'"inestirpabilità della droga" in secondo piano. Attore capace di dire praticamente tutto con lo sguardo e con il corpo, dono che non gli ha potuto dare/insegnare né Stella Adler né nessun altro talent-scout, così come nessuno ha insegnato a Brando e alla Davis a recitare, a Marilyn ad essere Marilyn, ad Audrey Hepburn ad essere l’Eleganza… continua » |
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Il grande riciclo
lunedì 4 giugno 2001
di ezio
Frullato artificioso di ottanta anni di cinema,mal interpretato, soprattutto da Michael Douglas, Catherina Zeta Jones e Dennis Quaid, superbolliti.Si salvano Benicio Del Toro e, soprattutto,Tomas Milian. Da evitare. continua » |
Brutta calamità la droga!
domenica 10 luglio 2011
di Renato C.
Due poliziotti della squadra antidroga che spesso vengono tentati dall'entrarne in commercio! Un giudice che si impegna in una ferrea campagna contro la droga, che scopre di avere la figlia tossicodipendente! Gente che sembrerebbe linda e pulita che invece...! Il film denuncia tante cose, la visione ti prende, ottimo il cast e alcune scene terribili! La figlia del giudice (Michael Douglas) che pur di avere la droga si concede alle persone più "lerce" I poliziotti in borghese continua » |
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| Luis Guzman | |
| Sai perché gli uragani hanno sempre nomi di donna? Perché quando arrivano sono bagnate e scatenate, quando se ne vanno ti portano via auto e casa | |
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| Ralph Landry/James Brolin | |
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Quando fu cacciato, Krushev scrisse due lettere al suo successore e gli disse: Quando ti troverai in un grosso guaio, apri la prima lettera e sarai al sicuro. Quando ti troverai di nuovo in un guaio, apri la seconda lettera. Presto quello si trovò in un brutto guaio e aprì la prima lettera. Diceva: Dai tutta la colpa a me. Diede tutta la colpa al vecchio e la cosa funzionò. Poi si trovò in un secondo guaio e aprì la seconda lettera. Diceva: Siediti e scrivi due lettere. |
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DVD | TrafficUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 15 aprile 2009
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SOUNDTRACK | TrafficLa colonna sonora del film
Disponibile on line da venerdì 16 giugno 2006
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di Alessandra Levantesi La Stampa
Candidato con Traffic all'Oscar per la migliore sceneggiatura, Stephen Gaghan ha confessato ai giornali di essere vissuto nella spirale della droga per vent'anni. Ora che è uscito dall'incubo, si è deciso a parlarne perché sa che paura e vergogna sono il motivo principale per cui tanti non si risolvono a chiedere aiuto. Dunque, pur ispirandosi a una serie televisiva britannica, Traffic (che di nominations ne ha avute altre quattro fra cui quelle ambitissime al film e alla regia) nasce sulla base di un'esperienza personale. » |
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Guerra alla droga: questo è lo slogan, il mandato fermo che Robert Wakefield (Michael Douglas) riceve dal Presidente degli Stati Uniti. Una guerra, ovviamente, presuppone nemici e insieme - come si usa dire, non sempre in buona fede - una buona causa. Gli uni e l’altra, nel caso specifico, sembrano fuori discussione. I nemici sono i trafficanti, la buona causa è la vita di milioni di uomini e donne: ne è ben certo, il nuovo "zar dell’antidroga", come Wakefield viene definito e come ama definirsi. » |
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di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Un’America che ti fa accapponare la pelle, quella descritta da Steven Soderbergh in Traffic. La droga mina la società alle fondamenta, infiltrandosi a ogni livello. Dal vicino Messico arrivano montagne di polvere bianca, mentre gli apparenti successi dei controlli doganali significano solo che il traffico cresce in misura esponenziale. All’interno degli States, poi, ben pochi si salvano. Il nuovo "zar" della lotta contro gli stupefacenti (Michael Douglas), impegnato in contatti politici ad altissimo livello, si accorge solo troppo tardi che la figlia adolescente è entrata nel tunnel, arrivando a prostituirsi per procurarsi le dosi. » |
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Un film corale sul traffico di droga tra Stati Uniti e Messico. Un poliziotto messicano (Benicio Del Toro, bravo) cerca di sottrarsi alla rete della corruzione. Un dirigente politico americano (Michael Douglas, odioso), responsabile nazionale dell'antidroga, scopre che la sua stessa figlia adolescente è drogata. Un generale messicano (Tomas Milian, sorprendente) di nome Salazar è al servizio dei narcotrafficanti. La moglie d'un narcotrafficante arrestato (Catherine Zeta-Jones, disastrosa) prende in mano gli affari di droga fino all'inevitabile scarcerazione del marito. » |
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