L'ultimo dei mohicani

Film 1992 | Western 130 min.

Regia di Michael Mann. Un film Da vedere 1992 con Daniel Day-Lewis, Madeleine Stowe, Russell Means, Eric Schweig, Jodhi May, Steven Waddington. Cast completo Titolo originale: The Last of the Mohicans. Genere Western - USA, 1992, durata 130 minuti. - MYmonetro 3,89 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 24 febbraio 2016

Ennesima proposta del romanzo di Fenimore Cooper. America, Stati dell'est a metà del diciottesimo secolo. Ha vinto un premio ai Premi Oscar, Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, Al Box Office Usa L'ultimo dei mohicani ha incassato nelle prime 11 settimane di programmazione 69,9 milioni di dollari e 11 milioni di dollari nel primo weekend.

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Consigliato assolutamente sì!
3,89/5
MYMOVIES 3,75
CRITICA
PUBBLICO 4,03
ASSOLUTAMENTE SÌ
Kolossal in grande stile, epico racconto in cui l'interesse per la narrazione cede il passo all'azione.
Recensione di Giuseppe Grossi
Recensione di Giuseppe Grossi

La Guerra dei sette anni è sbarcata oltre oceano. È il 1757. Le colonie americane sono terreno fertile per sangue e morti. Inglesi e francesi si contendono le terre, mentre le tribù autoctone decidono da quale parte schierarsi e a chi giurare una presunta fedeltà. Tra loro anche Nathan, nato inglese e adottato dai Mohicani, corre tra foreste e fiumi in cerca di una pacifica convivenza tra coloni e invasori. Gli equilibri verranno presto spezzati dalla crescente tensione tra le forze europee e dai labili patti che legano gli indigeni ai due schieramenti.
Tratto dal romanzo omonimo di J.F. Cooper e remake de I re dei pellerossa (1936), L'ultimo dei Mohicani è un kolossal in grande stile, epico racconto in cui l'interesse per la narrazione cede il passo all'azione. Micheal Mann procede di corsa, parte in medias res e avanza senza soste in un continuo susseguirsi di fughe e assedi. Tanto affanno e poche parentesi per il pensiero in un film dove lo spazio per l'animo dei personaggi è minimo e le azioni parlano per loro.
Questo registro espressivo pragmatico e poco dedito all'approfondimento psicologico dei caratteri è però funzionale a quel mondo selvaggio, dominato dalle armi, in cui la diplomazia si scopre arte faticosa e sterile, mentre la violenza divide facilmente il mondo in morti e vivi, vincitori e vinti. Con l'amore a fungere da unico antidoto. L'interesse principale ricade sullo scontro tra culture in cui solo l'habitat si distingue per purezza. I colonizzatori sono ingordi e non c'è più ingenuità nel popolo ospitante perché la contaminazione è già parte del Nuovo Mondo. Eppure la divisione è ancora netta, con gli invasori dediti al rispetto dei propri doveri e gli indigeni impegnati nella salvaguardia dei propri diritti.
L'opera di Mann si apprezza e si distingue soprattutto per l'affresco estetico di una Natura che funge da silenziosa testimone, sulle note di una travolgente colonna sonora capace di far respirare a pieni polmoni lo spettatore e di evocare in lui il recupero di una pace per lo spirito. Il carisma spigoloso di Daniel Day Lewis fornisce corpo e vigore ad uno dei tanti cuori impavidi del cinema epico-storico. Un eroe più coraggioso di un film che parla di sensi di appartenenza (alla terra, ai certi valori innati e alla persona amata) senza andare oltre gli argini del genere a cui appartiene.

Sei d'accordo con Giuseppe Grossi?
Grandi suggestioni, natura buia e paurosa, per un classico della letteratura americana trasposto da Michael Mann.

Ennesima proposta del romanzo di Fenimore Cooper. America, Stati dell'est a metà del diciottesimo secolo. Nel quadro della guerra fra inglesi e francesi un guerriero mohicano, ultimo della tribù, combatte coi suoi figli al fianco degli inglesi. Il grande nemico non è il comandante francese, ma il feroce guerriero urone Magua. Violenza, amore, alti sentimenti, senso della fine di una civiltà. Scene di battaglia davvero splendide, corse fra foreste e fiumi. Grandi dichiarazioni di principio e di saggezza indiana. Il regista Mann ha cercato tutte le suggestioni possibili. Grandi movimenti di macchina, natura buia e paurosa, susseguirsi continuo di scene madri. Per chi non è giovanissimo e ha buona memoria cinematografica non sarà difficile evocare un classico degli anni Quaranta, Gli invincibili, di DeMille, con Gary Cooper, un'opera che Mann ha sicuramente studiato nei minimi particolari. Il giudizio vuole premiare il ritorno (sempre coraggioso) al western.


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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 27 maggio 2010
Renato C.

Quando l'ho visto al cinema alla sua uscita nel 1992, ero rimasto un po' deluso perchè, dopo aver visto un paio di versioni che facevano pena, speravo in una buona versione fedele al romanzo! Le variazioni sono tuttavia forse più reali che non il romanzo dove i buoni erano tutti da una parte ed i cattivi tutti dall'altra! Qui anche i "buoni" avevano i loro difetti: vedi il maggiore Eyward, rivale di [...] Vai alla recensione »

lunedì 1 agosto 2011
dounia

Il romanzo di James Fenimore Cooper del 1826, "L'ultimo dei Mohicani", è la sceneggiatura rivista e ben scritta del film di Michael Mann del 1992. La "guerra dei sette anni"(1756-63) presenta delle esistenze diverse e contrarie tra loro: Francesi e Inglesi, indiani Mohicani e Uroni. Occhio di Falco, insieme agli ultimi dei Mohicani, Chingachook-padre e Uncas-figlio che l'aiutano ad accompagnare gli [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 dicembre 2012
DARIO FIREMAN

Più passano gli anni, più questo film capolavoro di Michael Mann diventa un "cult" del cinema mondiale. i favolosi paesaggi, i meravigliosi costumi che enfatizzano quello spirito indiano ormai perso al giorno d'oggi, l'immancabile storia d'amore condita da gesti disperati, la cattiveria degli autoctoni ed allo stesso tempo il rispetto per il territorio.

domenica 26 luglio 2020
qisoneb

storia epico straordinario, nonostante sia un pò macchinolento e non abbia l'action del western film, perplime lo spettatore, parlando per quasi tutto il film ma poi ci si accorge che    l'ultimo dei moichani non è quello che si pensava e si diceva magari, chi l'avrebbe detto che egli non fosse l'ultimo dei moichani, e ci sembra una specie di cialtronata [...] Vai alla recensione »

sabato 5 marzo 2016
Mike26

Lunga Vita al Cinema, Lunga vita all' Ultimo dei Mohicani..Film EPICO di Michael Mann, straordinario nell'adattamento del romanzo di  James Finimore Cooper. Non starò qui a snocciolarvi la trama perche a mio modo di vedere, questo Film va visto, va sentito, va assaporato a prescindere dagli argomenti toccati, che comunque riescono a fondersi in maniera perfetta dando vita ad un [...] Vai alla recensione »

lunedì 27 maggio 2013
mystic

In realtà, "Scarface" di Brian De Palma non è l'unico remake di un film degli anni '30 ad essere considerato superiore all'originale. Per un giovane regista allora non del tutto conosciuto, Michael Mann, colui che poi girò "Heat" e "Nemico Pubblico", "L'ultimo dei Mohicani" del 1936 fu il primo film di cui si innamorò e che decise di riproporre sul grande schermo.

martedì 18 maggio 2010
pattie

Ritengo sinceramente che "L'ultimo dei Mohicani" di Michael Mann sia un CAPOLAVORO cinematografico. I motivi che mi inducono a pensare quanto ho enunciato così inequivocabilmente sono molteplici. Primo fra tutti le ambientazioni, la fotografia e la scenografia che conferiscono al film un respiro ampio, non solo nelle ricostruzioni storiche e geografiche ma anche nell'esprimere, anche e soprattutto, [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 novembre 2009
Miosa

Questo film mi ha fatto sognare,la musica è di quelle che ti rimangono dentro per sempre e poi ti senti rapita dallo sguardo dell'attore pricipale Daniel!!! Sempliciemente unico magari ne facessero ancora di film così!!!

mercoledì 3 luglio 2013
pajet92

Io penso che lo sguardo di Alice prima di buttarsi dalla rupe sia  qualcosa di sublime (nel senso artistico del termine), nonchè costituisca uno dei più bei primi piani della storia del cinema, in assoluto! Quante parole sono sostituite dal volto della povera Alice e quanto dolore e rassegnazione esprime quell'espressione! Interpretazione magistrale da un'attrice appena [...] Vai alla recensione »

venerdì 31 agosto 2012
FiL_iPPo

Non c'è nessun colpo di scena, è scontato. In 2 ore almeno un colpo di scena te lo aspetti invece niente. Finisce in un modo abbastanza prevedibile. E la storia non ha niente di originale. Le 2 stelline quindi sono un 4 su 10. Il 4 l'ho dato semplicemente per la colonna sonora che la trovo molto bella. Peccato perchè dopo il voto di Mymovies e il consiglio di qualche amico [...] Vai alla recensione »

mercoledì 13 luglio 2011
iceman91

ciao

mercoledì 8 luglio 2009
Georgia

Bellissimo.... Bellissima trama, bell'ambientazione, bravissimi gli attori!! Stupende le musiche... Un capolavoro che mi ha davvero commossa...commossa molto. Le scene finali sono perfette!

giovedì 6 maggio 2010
Reiver

Amo i film di Michael Mann. Mi piacciono tutti, o quasi... Questo è un pò diverso dagli altri. Magari sbaglio, ma ho l'impressione che Mann sia un pò l'opposto di un Cukor: i suoi film hanno sempre un punto di vista maschile. Questo non vuol dire che non possano piacere ad una donna, e neppure che non siano in qualche modo, in una maniera del tutto particolare, "romantici&q [...] Vai alla recensione »

lunedì 19 marzo 2018
dqitos

l'ultimo dei mohicani è un film intenso la colonna sonora molto piacevole riserva qualche sorpresa sul termine del film quando si credeva fosse quello e poi è un'altra cosa, quel mohicano a cavallo sembra distante dal mito e resistendo malgrado sè e gli eventi fosse anche al progresso, con la penna al vento, quel mohicano scrive quasi sognando ormai d'essere un [...] Vai alla recensione »

sabato 5 marzo 2016
Ric Draven

Questo film mi appassiona ogni volta che lo rivedo (e l'ho fatto parecchie volte). Epico, mistico, naturalistico, romantico, esteticamente sublime. Come non si può voler essere Nathaniel (Day-Lewis, come sempre, incredibile), amare Cora, stimare Chingachgook, comprendere Magua (Wes Studi è perfetto), restare indifferenti al sacrificio/riscatto del maggiore Duncan, alla scelta finale di Alice.

Frasi
Grande Spirito, e creatore della vita, un guerriero va a te, veloce e dritto come una freccia lanciata nel sole. Da lui benvenuto, e lascia lui prendere posto in Gran Consiglio di mio popolo. È Uncas, mio figlio. Dì lui di essere paziente, e da' a me una rapida morte, perché loro sono tutti là, meno uno, io, Chingachgook, l'Ultimo dei Mohicani.
Una frase di Chingachgook (Russell Means)
dal film L'ultimo dei mohicani
NEWS
CELEBRITIES
martedì 12 febbraio 2008
Stefano Cocci

Breve storia del Metodo Daniel Day-Lewis Il "metodo" Daniel Day-Lewis consiste nella completa e totalizzante immersione nel personaggio, durante tutto il periodo delle riprese e anche se questo vuol dire essere trasportato a braccia da un set all'altro [...]

winner
miglior suono
Premio Oscar
1993
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