Luci della ribalta

Un film di Charles Chaplin. Con Sydney Chaplin, Claire Bloom, Buster Keaton, Charles Chaplin, Nigel Bruce.
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Titolo originale Limelight. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 145 min. - USA 1952. MYMONETRO Luci della ribalta * * * * 1/2 valutazione media: 4,62 su 30 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
4,62/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * * 1/2
 critican.d.
 pubblico * * * * 1/2
Sydney Chaplin
Sydney Chaplin 31 Marzo 1926 Interpreta Neville
Claire Bloom
Claire Bloom (85 anni) 15 Febbraio 1931 Interpreta Thereza (Terry) Ambrose
Buster Keaton
Buster Keaton 4 Ottobre 1895 Interpreta Il partner di Calvero
Charles Chaplin
Charles Chaplin 16 Aprile 1889 Interpreta Calvero
Nigel Bruce
Nigel Bruce 4 Settembre 1895 Interpreta Postant
Norman Lloyd
Norman Lloyd (101 anni) 8 Novembre 1914 Interpreta Bodalink
   
   
   
Con Luci della ribalta Chaplin intese narrare una storia individuale, la storia di un declino e di una morte, e forse prefigurava se stesso, o voleva esorcizzare.
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Un film capace di far ridere e sorridere, e anche commuovere, con uno dei più bei temi di tutta la musica da film
    * * * * *

Con Luci della ribalta Chaplin intese narrare una storia individuale, la storia di un declino e di una morte, e forse prefigurava se stesso, o voleva esorcizzare. Aveva sessantatré anni, pensava alla poesia e al sentimento e aveva finalmente accettato la parola nei film. Aveva capito che la parola non sarebbe servita, come nel Grande dittatore, a enunciare i grandi temi: il cinema non aveva necessariamente quel dovere e Chaplin non aveva quella capacità. Charlot aveva espresso i massimi valori e sentimenti col gesto e le azioni. Una bella storia individuale, capace di far ridere e sorridere, e anche commuovere, poteva essere altrettanto importante dei grandi messaggi sociali che aveva cercato di lanciare con immensa efficacia (Tempi moderni) o allarmante originalità (Monsieur Verdoux). È la vicenda di Calvero, vecchio artista del varietà nella Londra degli anni Dieci. Non ha più successo ed è malato. Salva la vita a una ballerina disperata, la cura e le dà fiducia. Ne fa un'artista e la porta alla sua "prima" trionfale. Nel frattempo chiede soltanto di fare un ultimo spettacolo e, se proprio non sarà successo, che non sia almeno un insuccesso. Aiutato dal suo partner (Buster Keaton) ottiene un vero trionfo. Nell'ultima gag cade dentro un tamburo e vi muore. Ma prima assiste al trionfo della sua protetta. Parabola straordinaria sull'altruismo, la fiducia e il coraggio. Il film commosse il mondo e Chaplin, ancora una volta, ebbe ragione. Aveva voltato pagina e si era di nuovo imposto, aiutato dalla freschezza del ricordo e dell'esperienza diretta, se è vero che Calvero era un po' Charles, ma soprattutto era suo padre che aveva fatto la fame dando piccoli spettacoli sui marciapiedi di Londra. Il dialogo è pieno di considerazioni che sembrerebbero minime e banali, ma sono strumentali e rinviano a certi concetti naturali che in quegli anni sembravano sopraffatti dalle tante guerre fredde e cacce alle streghe. E fu proprio quella la stagione che rese più inviso il grande inglese agli americani, anzi, al loro governo. Molte le scene da ricordare: le lezioni di vita a Claire Bloom, l'incontro successivo in cui lui le chiede l'elemosina, infine il numero finale con Chaplin al violino e Keaton al piano. E non si può non citare la colonna sonora composta dallo stesso Chaplin, uno dei più bei temi di tutta la musica da film.

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Premi e nomination Luci della ribalta

premi
nomination
Premio Oscar
2
0
Nastri d'Argento
1
0
* * * * -

Luci della ribalta

venerdì 20 novembre 2009 di G. Romagna

Un bellissimo film realizzato da una grande personalità che dimostra di sapersi adattare alla perfzione a qualsiasi maniera di fare cinema. Come e più di Viale del tramonto, Luci della ribalta riesce a trasmettere quel senso di nostalgia verso ciò che è andato, verso il tempo che è avanzato inesorabile e che ha lasciato indietro chi una volta era stato grande. C'è tanto di autobiografico nel film, sia per quanto riguarda Chaplin che per quanto riguarda Keaton, e c'è tutta la classe del maestro, continua »

* * * * *

Il cuore e la mente, che grande enigma...

lunedì 30 luglio 2012 di trimegisto85

La riflessione di un vecchio artista, che ha visto tanto e ha tanto da raccontare/lasciare al suo pubblico: lo fa grazie a Calvero, un comico semplice, un domatore  di pulci che ormai vive grazie ai ricordi del suo successo ormai lontano ed è vittima di questi, quando gli portanono alla mente quelle stesse sale ormai vuote; tant'è che spesso vediamo il bastone del vagabondo di Chaplin appeso all'appendiabiti, lo impugna solo nei suoi sogni. Così, perso il personaggio continua »

* * * * -

Prima o poi deve succedere...

giovedì 27 dicembre 2007 di vanessa alias italia87

Questo non è il solito Charlie Chaplin alle prese con le commedie che tutti conoscete. In "Luci della ribalta" c'è molto della vita dello stesso attore. C'è il dramma della sua "cacciata " dagli Stati Uniti e in certo senso anche l'inizio del declino della sua carriera. Calvero è sempre stato un clown, che nei suoi periodi felici riscuoteva grande successo . I suoi sketch facevano ridere, divertivano il pubblico che solitamente chiedeva il bis alla fine di ogni spettacolo. Tuttavia anche per Calvero continua »

* * * * -

Chaplin sul viale del tramonto...ma splendidamente

giovedì 24 febbraio 2011 di il cinefilo

Chaplin,con LUCI DELLA RIBALTA(e,in buona parte ma in maniera diversa,anche con il precedente e bellissimo film MONSIEUR VERDOUX)certifica ufficialmente la"morte"del personaggio che lo ha reso celebre per una generazione e cioè il vagabondo Charlot protagonista di un infinità dei suoi classici...tanto che,si potrebbe dire,avrebbe potuto essere una forma di alter ego del leggendario regista e attore. La riflessione sulla vecchiaia con tutti i suoi pregi e difetti(in questo continua »

Claire Bloom e Charles Chaplin
Ti amo.
Sprecare l'amore per un vecchio?
L'amore non è mai sprecato.
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Claire Bloom e Charles Chaplin
Ti amo.
Sprecare l'amore per un vecchio?
L'amore non è mai sprecato.
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Il vecchio attore Buster Keaton, festeggiato per il suo ritorno in scena
Se qualcun altro dice "come ai bei tempi andati", mi butto dalla finestra...
vota questa frase: 0 1 2 3 4 5

di Charles Chaplin

Credo che saranno molti coloro cui piacerà questa storia semplice, dove commedia e tragedia s'intrecciano. Se così sarà, mi riterrò ripagato a dovere. Credo nel potere del riso e delle lacrime come antidoto all'odio e al terrore. Dei buoni film costituiscono un linguaggio internazionale, corrispondono al bisogno che la gente ha di humour, di pietà, di comprensione. Sono un mezzo per dissipare il sospetto e il timore che hanno invaso il mondo oggi. [...] Se solo potessimo scambiare tra le nazioni, e in modo intensivo, dei film che non parlino il linguaggio della propaganda aggressiva, ma invece quello della gente semplice, ebbene ciò potrebbe salvare il mondo dal disastro. »

di Guido Aristarco Cinema Nuovo

Chaplin doveva tacere perché era chiuso nella sua maschera comica, afferma Bela Balàzs. Ne era prigioniero, poiché la maschera era il suo stesso volto. Chaplin cerca a poco a poco di liberarsi dalla prigione della sua maschera. Il suo tipo si evolve in un'altra direzione, acquista una maggiore profondità psicologica e, insieme, un significato sociale. E la maschera che sigillava le labbra di Chaplin — il grande artista e il grande uomo — doveva cadere. Comincia a cadere con Tempi moderni, con lo sdoppiamento del personaggio nel Dittatore; nasce una nuova maschera con Verdoux, si giunge poi a Luci della ribalta: un film senza maschera. »

di Roland Barthes

In Limelight Chaplin si strucca energicamente davanti a un bicchiere. Spunta allora da dietro al tovagliolo un volto strano, quasi imbarazzante, giovanile e femmineo, tanto so no pure le sue linee. La violenza di questa trasformazione gli dà qualcosa di magico: è, alla lettera, una trasformazione, di cui solo la mitologia e l'entomologia potrebbero parlare. Il genio del cinema consisterebbe dunque nell'intensificare i fenomeni razionali, in modo da far apparire in qualche modo il supplemento di purezza. »

di Gian Piero dell'Acqua

Calvero, un comico decaduto del music-hall britannico, salva la ballerina Terry dal suicidio e la porta a vivere con sè, aiutandola a ricostruirsi soprattutto psicologicamente, perché la ragazza è paralizzata dall’angoscia, e si vieta proprio l’uso delle gambe. Calvero tenta perfino una rentrée, per guadagnare qualcosa di più, ma il fiasco è inesorabile: senza più ritegno, egli piange con Terry. D’altronde questo suo fallimento, questo sacrificio è, infine, qualcosa che mette in moto nuove reazioni, nuove emozioni nella ragazza, che riprende a camminare, poi, ben presto, torna a danzare. »

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