Luci della ribalta

Film 1952 | Drammatico +16 145 min.

Titolo originaleLimelight
Anno1952
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata145 minuti
Regia diCharles Chaplin
AttoriSydney Chaplin, Claire Bloom, Buster Keaton, Charles Chaplin, Nigel Bruce, Norman Lloyd Andre Eglevsky, Melissa Hayden, Marjorie Bennett, Wheeler Dryden, Barry Bernard, Stapleton Kent, Mollie Glessing, Leonard Mudie, Loyal Underwood.
TagDa vedere 1952
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 4,53 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Charles Chaplin. Un film Da vedere 1952 con Sydney Chaplin, Claire Bloom, Buster Keaton, Charles Chaplin, Nigel Bruce, Norman Lloyd. Cast completo Titolo originale: Limelight. Genere Drammatico - USA, 1952, durata 145 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 4,53 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Con Luci della ribalta Chaplin intese narrare una storia individuale, la storia di un declino e di una morte, e forse prefigurava se stesso, o voleva esorcizzare. Ha vinto un premio ai Premi Oscar, ha vinto un premio ai Nastri d'Argento,

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Consigliato assolutamente sì!
4,53/5
MYMOVIES 5,00
CRITICA
PUBBLICO 4,07
ASSOLUTAMENTE SÌ
Un film capace di far ridere e sorridere, e anche commuovere, con uno dei più bei temi di tutta la musica da film.

Con Luci della ribalta Chaplin intese narrare una storia individuale, la storia di un declino e di una morte, e forse prefigurava se stesso, o voleva esorcizzare. Aveva sessantatré anni, pensava alla poesia e al sentimento e aveva finalmente accettato la parola nei film. Aveva capito che la parola non sarebbe servita, come nel Grande dittatore, a enunciare i grandi temi: il cinema non aveva necessariamente quel dovere e Chaplin non aveva quella capacità. Charlot aveva espresso i massimi valori e sentimenti col gesto e le azioni. Una bella storia individuale, capace di far ridere e sorridere, e anche commuovere, poteva essere altrettanto importante dei grandi messaggi sociali che aveva cercato di lanciare con immensa efficacia (Tempi moderni) o allarmante originalità (Monsieur Verdoux). È la vicenda di Calvero, vecchio artista del varietà nella Londra degli anni Dieci. Non ha più successo ed è malato. Salva la vita a una ballerina disperata, la cura e le dà fiducia. Ne fa un'artista e la porta alla sua "prima" trionfale. Nel frattempo chiede soltanto di fare un ultimo spettacolo e, se proprio non sarà successo, che non sia almeno un insuccesso. Aiutato dal suo partner (Buster Keaton) ottiene un vero trionfo. Nell'ultima gag cade dentro un tamburo e vi muore. Ma prima assiste al trionfo della sua protetta. Parabola straordinaria sull'altruismo, la fiducia e il coraggio. Il film commosse il mondo e Chaplin, ancora una volta, ebbe ragione. Aveva voltato pagina e si era di nuovo imposto, aiutato dalla freschezza del ricordo e dell'esperienza diretta, se è vero che Calvero era un po' Charles, ma soprattutto era suo padre che aveva fatto la fame dando piccoli spettacoli sui marciapiedi di Londra. Il dialogo è pieno di considerazioni che sembrerebbero minime e banali, ma sono strumentali e rinviano a certi concetti naturali che in quegli anni sembravano sopraffatti dalle tante guerre fredde e cacce alle streghe. E fu proprio quella la stagione che rese più inviso il grande inglese agli americani, anzi, al loro governo. Molte le scene da ricordare: le lezioni di vita a Claire Bloom, l'incontro successivo in cui lui le chiede l'elemosina, infine il numero finale con Chaplin al violino e Keaton al piano. E non si può non citare la colonna sonora composta dallo stesso Chaplin, uno dei più bei temi di tutta la musica da film.

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Ambientata a Londra nel 1914, è la favola tragica di un clown e di una ballerina. Un vecchio clown alcolizzato che non fa più ridere salva dal suicidio una ballerina, s'innamora di lei ma lei ama un altro. Le dà, comunque, fiducia nella vita e successo nel lavoro. Passati i 60 anni, per il suo 9° film lungo Chaplin tende al romanzo e alla sua complessità. Il suo valore - sommo per chi lo trova una meditazione sulla vita, la vecchiaia, il teatro degna di Shakespeare; minore per altri che gli rimproverano gli eccessi melodrammatici e il sentenzioso semplicismo filosofico - va commisurato a quest'ambizione. Al suo 2° film la Bloom è perfetta, e c'è Keaton che in un memorabile sketch musicale ruba la scena a Chaplin. In una sequenza di strada all'inizio si vedono Geraldine, Josephine e Michael Chaplin. Premio Oscar ritardato (1972) per le musiche - tra cui la struggente Arlecchinata - di Chaplin, Raymond Rasche, Larry Russell.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 20 novembre 2009
G. Romagna

Un bellissimo film realizzato da una grande personalità che dimostra di sapersi adattare alla perfzione a qualsiasi maniera di fare cinema. Come e più di Viale del tramonto, Luci della ribalta riesce a trasmettere quel senso di nostalgia verso ciò che è andato, verso il tempo che è avanzato inesorabile e che ha lasciato indietro chi una volta era stato grande.

lunedì 30 luglio 2012
trimegisto85

La riflessione di un vecchio artista, che ha visto tanto e ha tanto da raccontare/lasciare al suo pubblico: lo fa grazie a Calvero, un comico semplice, un domatore  di pulci che ormai vive grazie ai ricordi del suo successo ormai lontano ed è vittima di questi, quando gli portanono alla mente quelle stesse sale ormai vuote; tant'è che spesso vediamo il bastone del vagabondo di [...] Vai alla recensione »

giovedì 24 febbraio 2011
il cinefilo

Chaplin,con LUCI DELLA RIBALTA(e,in buona parte ma in maniera diversa,anche con il precedente e bellissimo film MONSIEUR VERDOUX)certifica ufficialmente la"morte"del personaggio che lo ha reso celebre per una generazione e cioè il vagabondo Charlot protagonista di un infinità dei suoi classici...tanto che,si potrebbe dire,avrebbe potuto essere una forma di alter ego del leggendario [...] Vai alla recensione »

martedì 14 luglio 2015
Luigi Chierico

L’anno 1952 il cinema rimane contrassegnato da una serie di famosi film su cui spiccano per affinità: “Gli occhi che non sorrisero”, con Jennifer Jones e Laurence Olivier, e “Luci della ribalta”, con Claire Bloom e Charles Chaplin. In entrambi una appassionata storia d’amore tra persone di diversa estrazione ed età, entrambe in un’altalena tra povertà e ricchezza, di miseria ed abbandoni,di successi [...] Vai alla recensione »

sabato 16 aprile 2011
mondolariano

E’ sempre rischioso tentare di accostare il cinema al teatro, ma in questo caso non dubito ad assegnare a “Luci della ribalta” la medaglia di bronzo di tutta la storia della filmografia. Certo, è teatrale e melodrammatico, ma quel particolare tipo di melodramma che assurge a capolavoro anche se ripreso dietro una cinepresa. Al massimo si può obiettare che il teatro come unica forma di spettacolo è [...] Vai alla recensione »

giovedì 22 dicembre 2011
Gianni Lucini

Nel 1952 Charlie Chaplin porta sugli schermi di tutto il mondo la vicenda di Calvero, un artista di varietà sulla strada del declino che ridà un senso all’esistenza della ballerina Terry. Il film “Luci della ribalta” consacra l’ex enfant terrible del cinema hollywoodiano cacciato per sospette simpatie comuniste come uno dei più geniali personaggi del cinema del Novecento.

venerdì 27 novembre 2009
Tony71

Il capolavoro di Chaplin. Il film testamento che racchiude tutte le mediatazioni sulla vecchiaia, una sorta di viale del tramonto della vita. Con un indimenticabile tema musicale

mercoledì 3 marzo 2010
Renato C.

Veramente un capolavoro! Chaplin lascia i panni di Charlot per vestire quelli di un anziano clown un tempo famoso ed ora impoverito perchè non trova più lavoro! E mentre ricorda i tempi passati Calvero è praticamente uno Charlot un po' invecchiato. Un giorno salva dal suicidio ls bella Terry (Claire Bloom) e, nonostaste povero, la ospita e le fa da psicologo incoraggiandola all'ottimismo.

sabato 10 aprile 2010
Luca Scialo

Calvero è un ex clown di successo, ora solo dedito all'alcool perchè nessun impresario lo assume per qualche spettacolo, essendo i suoi numeri ormai ritenuti superati e per nulla divertenti (ne è la riprova il fatto che il pubblico abbandona sovente anzitempo il suo numero). Egli prende però a cuore il caso di una ragazza che vive nell'appartamento sottostante al [...] Vai alla recensione »

domenica 13 settembre 2009
serpico

CAPOLAVORO ASSOLUTO DEL CINEMA CHAPLIN MAGISTRALE DA OSCAR UN GRANDE, PARI SOLO A BRANDO VIVA LA VITA ............... Sì, la vita è meravigliosa, se non se ne ha paura. Tutto quel che ci vuole è coraggio, immaginazione... e un po' di soldi. Lei si è arresa: non fa che adagiarsi sui malanni e sulla morte. Ma c'è una cosa altrettanto inevitabile quanto la morte, ed è la vita.

domenica 13 settembre 2009
serpico

CAPOLAVORO ASSOLUTO DEL CINEMA CHAPLIN MAGISTRALE DA OSCAR UN GRANDE, PARI SOLO A BRANDO VIVA LA VITA ............... Sì, la vita è meravigliosa, se non se ne ha paura. Tutto quel che ci vuole è coraggio, immaginazione... e un po' di soldi. Lei si è arresa: non fa che adagiarsi sui malanni e sulla morte. Ma c'è una cosa altrettanto inevitabile quanto la morte, ed è la vita.

mercoledì 27 marzo 2013
Renato C.

Questa è la recensione che ho fatto per "Luci della ribalta" di Charles Chaplin!  Cosa c'entra con "I fiori di Kirkuk"?

sabato 6 novembre 2010
toty bottalla

Confesso che è sempre un'emozione particolare vedere un film del grande CHAPLIN, tuttavia trovo che nelle sue opere lunghe e sonore ci sia sempre qualcosa che forse poteva essere fatta meglio, in questo caso, per esempio, il suo incontro con la ballerina dopo averla lasciata è ripreso male, lei si vede di spalle e in una scena così importante non ci sono primi [...] Vai alla recensione »

Frasi
Ti amo.
Sprecare l'amore per un vecchio?
L'amore non è mai sprecato.
Dialogo tra Thereza (Terry) Ambrose (Claire Bloom) - Calvero (Charles Chaplin)
dal film Luci della ribalta
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Piero dell'Acqua

Calvero, un comico decaduto del music-hall britannico, salva la ballerina Terry dal suicidio e la porta a vivere con sè, aiutandola a ricostruirsi soprattutto psicologicamente, perché la ragazza è paralizzata dall’angoscia, e si vieta proprio l’uso delle gambe. Calvero tenta perfino una rentrée, per guadagnare qualcosa di più, ma il fiasco è inesorabile: senza più ritegno, egli piange con Terry.

Corrado Alvaro

II film si svolge in una gran parte attraverso una vicenda affidata alla finzione teatrale. […] La poesia di quella finzione che è il teatro […] è una delle doti più attraenti di Luci della ribalta. Da D Mondo, 3 gennaio 1953

Mario Gromo
La Stampa

Dovunque si attendeva Limelight con crescente impazienza. In queste ultime settimane, poi, come se tutto fosse stato preordinato per il più irresistibile «lancio» pubblicitario, lo stesso Dipartimento americano della Giustizia si era fatto, senza volerlo, il più efficace «agente» di pubblicità per il film, ammonendone l'autore con le notissime minacce che dovevano commuovere l'opinione pubblica di [...] Vai alla recensione »

winner
miglior colonna sonora originale
Premio Oscar
1973
winner
miglior film straniero
Nastri d'Argento
1953
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