14 anni vergine: la garanzia del teen movie

Una ricetta adolescenziale sempre valida nella prima commedia di Christian Charles.

 
Da Porky's allo
Da Porky's allo "sfigato raccontaballe"
martedì 10 giugno 2008 di Marianna Cappi

Da Porky's allo "sfigato raccontaballe"
Se c'è una ricetta sempre valida contro lo spauracchio della crisi del cinema è di certo la ricetta del teen movie. Provata e consolidata la realtà per cui i maggiori consumatori di cinema (anche se non sempre in sala) sono i ragazzi in età scolare e puberale, da Porky's a Ho voglia di te, il soggetto che porta le loro pene sullo schermo e le esorcizza con un lieto fine, è certo di colpire il giusto target. Ma anche il film giovanile ha la sua cronistoria, zeppa di titoli, clichés aurei e cicliche novità.
Negli anni '80 Bella in rosa portava in scena Molly, una ragazza di umili origini sbeffeggiata dagli adolescenti che contano, tutti alcol e sesso dipendenti, e faceva trionfare le virtù dell'originalità, della creatività (la protagonista si presentava al ballo finale con un vestito che si era fatta da sola) e dell'amore che matura al tempo giusto, previa accettazione di sé e dell'altro. I tempi recenti, quelli di Mean Girls, per esempio, hanno abbandonato la "lotta di classe" in favore della contrapposizione tra le mode del momento (scolaretta dark contro femmina borghese in erba), in un duello meno nobile ma non meno cruento. Sul versante maschile dell'universo, invece, passano gli anni e le decadi ma il clima è sempre quello goliardico che si appiglia alle dimensioni e alle lacune del fisico per nascondere che tutti, amici e nemici, vagolano nel buio quando si tratta di sentimenti.
In questo contesto, non fa eccezione 14 anni vergine, prima commedia importante di Christian Charles, già autore di un documentario sul comico Jerry Seinfeld.

La bella addormentata era un ragazzo
Dimenticate Rob Lowe e John Travolta, dimenticate anche Ralph Macchio, Fonzie e persino suo cugino Chucky. Sam (Ryan Pinkston) è lontano da ogni appeal, la madre gli taglia i capelli contro ogni moda e ogni buon senso, le sue gambe sono corte e ha tutto l'aspetto di un bambino imprigionato in un corpo mutato, anche se non esattamente cresciuto.
Participi presenti viventi, dunque in fieri per definizione, nel corso delle pellicole di cui sono protagonisti, gli adolescenti compiono una trasformazione non solo fisica ma soprattutto psicologica, che spesso coincide con una sorta di risveglio. I sogni di omologazione e conformità a lungo covati si rivelano dei falsi miti e il "bello addormentato" prende improvvisamente coscienza delle proprie qualità e di quelle di chi gli è stato fedelmente accanto durante il sonno dell'immaturità (di solito una ragazza, coetanea ma emotivamente un passo avanti). In 14 anni vergine, questa parabola assume proporzioni e toni esagerati, che virano il prodotto verso la commedia esilarante piuttosto che verso il colore rosa.

Le bugie hanno le gambe corte
Anormale in quanto smodatamente basso e bambinesco, Sam è in realtà sufficientemente sveglio per avvedersi immediatamente del pericolo che incorre all'interno della nuova scuola, ovvero quello di diventare un bersaglio, il punto di riferimento al ribasso per misurare la vanagloria di divette e machi in fiore. Su consiglio di uno psicologo da strapazzo, più matto dei matti o, se preferite, illuminato dalla saggezza della follia, si lancia nell'impresa di sopperire con la fantasia alle sue piccolezze, inventando bugie extralarge.
Il film di Christian Charles si consuma dunque all'insegna della sproporzione, per insegnare, in ultimo, ad apprezzare la normalità. Ma attenzione, non la norma imposta dalla società (il bullismo dei giovani, il vittimismo o la rassegnazione degli adulti) ma la consuetudine senza regole e senza fini che l'affetto stabilisce silenziosamente; in famiglia come fra i banchi di scuola.

   
   
   
14 anni vergine Teen movie spassoso che vede la sua riuscita al clima retró e a un'ingenuità costruita ad hoc
14 anni vergine

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(mymonetro: 2,14)
Il primo giorno di liceo, Sam scopre con orrore che la sua vita nell'istituto sarà tutt'altro che semplice e felice: snobbato dalle ragazze, vessato dai maschi, ridicolizzato per la sua statura decisamente sotto la media e per il saluto affettuoso che mamma e papà gli riservano all'entrata. Senza perdere tempo, cerca aiuto presso il consulente psicologico della scuola, ma tutto quel che si sente rispondere è che l'unica via di salvezza è la menzogna. Deve spacciarsi per quello che non è, solo così otterrà la popolarità che cerca, la sincerità è una virtù da perdenti. Pronto a tutto, Sam le spara più grosse che può, ma, come per magia, le frottole si avverano, finendo per complicargli irrimediabilmente la vita.
La bella addormentata era un ragazzo
La bella addormentata era un ragazzo
Le bugie hanno le gambe corte
Le bugie hanno le gambe corte

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Il trailer
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