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martedì 19 febbraio 2019

Abdoulaye Diallo

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giovedì 7 febbraio 2019 - Intervista al regista de Il professore cambia scuola, una commedia che restituisce fiducia agli allievi e coraggio agli insegnanti. Al cinema.

Olivier Ayache-Vidal: «Credo nella scuola che istruisce senza giudicare»

Marzia Gandolfi cinemanews

Olivier Ayache-Vidal: «Credo nella scuola che istruisce senza giudicare» Ambientato nelle banlieue di Parigi, Il professore cambia scuola (guarda la video recensione) fa avanzare il dibattito sul sistema scolastico, che sovente fatica a compiere la sua missione. Soprattutto nelle periferie delle città dove Olivier Ayache-Vidal piazza la macchina da presa al termine di uno studio approfondito sul territorio. L'idea al cuore del film è di confrontare i figli nati dall'immigrazione con la tradizione classica francese. Il mediatore è un professore 'blasonato' trasferito da un prestigioso liceo parigino in una scuola delle banlieue per un suggerimento supponente e azzardato. Il suo metodo, dopo l'iniziale spiazzamento, è di restituire agli allievi la propria dignità, trovare dei metodi alternativi per interessarli alla letteratura, preferire la perseveranza alla sistematicità del consiglio di disciplina. A Roma per presentare il suo film davanti agli studenti e ai loro professori, Olivier Ayache-Vidal ci racconta la sua visione della scuola e dell'insegnante, cavalcando l'onda di un cinema popolare riconciliatorio. Perché qualche volta la volontà di un professore può conciliare 'grandi spiriti' e "grandi testoni".

Diversamente da molti film americani, nel suo gli studenti non diventano brillanti da un giorno all'altro, non ci sono progressioni spettacolari. Dunque è possibile evitare i cliché del genere?
È possibile osservando la realtà, facendo esperienza diretta sul territorio. Sono stato due anni nella scuola in cui ho girato e in cui la storia si svolge. La situazione nelle scuole e nelle classi qualche volta è così complessa che sarebbe idiota risolverla con una bacchetta magica. Non esiste magia, non esistono ricette, a contare, a fare la differenza sono soltanto la perseveranza e la pazienza degli insegnanti. Certo non è facile ma io credo che sia comunque possibile. È vero, i progressi dei miei allievi non sono spettacolari perché non è così che funzionano le cose, sono piuttosto delle piccole gocce d'acqua, il principio di un fiume che impiegherà del tempo a formarsi.

Negli ultimi anni nelle sale francesi sono usciti diversi film che hanno per oggetto la scuola, penso a Una volta nella vita, A voce alta - La forza della parola (guarda la video recensione), La classe - Entre les murs. Mi spiega questa urgenza?
Non so dire se sia un'urgenza ma certamente è una questione complessa e delicata che sta molto a cuore ai francesi. Non ho i dati alla mano per dire se effettivamente la questione interessi più i francesi che gli altri paesi del mondo. Io credo che la scuola sia un tema che preoccupi tutto il mondo. Non ho fatto degli studi a riguardo e non so perché la società francese avverta l'esigenza di rappresentare tanto spesso il sistema educativo, penso che sia qualcosa che viene da lontano, dalla scuola pubblica. Per rispondere correttamente a questa domanda dovrei fare uno studio comparato tra diversi paesi. Con certezza posso dire quello che ho verificato personalmente col mio film. Sono stato invitato recentemente al festival di Lecce, dove ho incontrato dei professori che mi dicevano che quella sullo schermo era proprio la loro vita, che le cose nella (loro) realtà andavano esattamente così. In Perù, in Nigeria e in tutti gli altri posti dove sono stato col mio film, mi hanno detto tutti la stessa cosa. Ci sono tanti professori che non sanno come approcciare un allievo difficile, come restituirgli il gusto di apprendere.
Per me la cosa più importante a scuola è che il professore riesca a interessare l'allievo, non dovrebbero essere gli allievi a preoccuparsi di questo ma i professori. La regola vale anche per un regista, non deve essere il pubblico a preoccuparsi del film ma il regista a interessarlo col suo film. Non è colpa dello spettatore e non è nemmeno colpa degli studenti se la relazione non funziona. Bisogna cambiare il punto di vista, gli insegnanti devono domandarsi come rendere interessante la propria materia. Come appassionare i ragazzi all'italiano, alla letteratura francese, alla lingua tedesca....

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