Rosa Ricci deve capire se scegliere l'amore per la famiglia o quello per Carmine, e cosa farne di sentimenti come odio, rancore, rabbia. Edoardo si sveglia dal coma ed è scisso tra l'amore tra due donne. Pino è sempre più pazzo di Kubra. Cardiotrap conoscerà meglio la vera natura di Clara e avrà modo di scoprire una new entry misteriosa, la "muta" Alina. Cucciolo sogna un posto importante nel clan Ricci. Micciarella affronta il suo passato e un nuovo evento che lo cambierà per sempre. E ancora, il Comandante avrà tanti problemi da risolvere, soprattutto quelli familiari.
La forza di Mare Fuori sta nell'efficace mescolamento di diversi ingredienti e intenzioni vincenti, e la quarta stagione ne è un esempio lampante.
Ma l'occhio verso i ragazzi è più colmo di empatia che di condanna, la serie in generale punta molto sul sentimentalismo nella messa in scena dei rapporti non solo tra educatori e ragazzi, ma anche tra i ragazzi stessi. Fioccano sempre storie d'amore e scene madri melodrammatiche a Mare Fuori, e questa nuova stagione non fa eccezione. Anzi, spinge ancora di più l'accelerazione narrativo in questo senso. Recensione ❯
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Un soggetto tutt'altro che brillante inficia gli sforzi di una regia al di sopra della media televisiva. Azione, Drammatico, Thriller - USA2023. Durata 60 Minuti.
Mason Kane e Nadia Sinh sono due abilissime spie dell'organizzazione detta Citadel, ma l'identità di tutti gli agenti come loro è stata scoperta dal consorzio terroristico-malavitoso Manticore, che in un trappola su un treno in Italia riesce quasi a ucciderli. Entrambi perdono la memoria e Mason si ricostruisce una vita con il nome di Kyle Conroy, ma anni dopo viene raggiunto da Bernard Orlick, che gli svela la sua vera identità e lo indirizza verso l'unico altro agente di Citadel ancora in incognito: Nadia. Lei riacquista pienamente le proprie memorie, mentre lui rimane senza i ricordi di Mason anche se istintivamente ne sa replicare le capacità. All'oscuro del proprio passato Kyle è conscio di essere facilmente manipolabile e non può fidarsi di nessuno, nonostante senta per Nadia un'attrazione dalle radici profonde…
La super-costosa serie Amazon prodotta dai fratelli Russo è solo il primo capitolo dell'ambizioso Spyverse, ma è tutt'altro che una buona partenza, vessata da una sceneggiatura che scivola nell’auto-parodia.
Il problema di Citadel non è certo la regia, che seppur abusa di CGI e color correction produce comunque scene d'azione ben sopra la media televisiva. Ad azzoppare il tutto è la scrittura a partire da un soggetto tutt'altro che brillante.
La serie non parla di agenzie di spionaggio nazionali, invischiate in complesse reti di contrastanti interessi geopolitici, bensì torna alle semplificazioni di titoli vintage come Mission: Impossible, o persino dei G.I. Joe che combattono i Cobra in giro per il mondo mentre le nazioni a stento si accorgono della guerra segreta in atto tra buoni e cattivi. Recensione ❯
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Nella seconda stagione vediamo le Yellowjackets che sono riuscite a superare con grande difficoltà l'estate, ma ora è arrivato l'inverno. Espandi ▽
Le giovani calciatrici sopravvissute a un incidente aereo del 1996 sono oggi donne con parecchi problemi. Una di loro, Natalie, sul punto del suicidio è stata "salvata" da un culto che l'ha rapita. Ora si ritrova nella loro comunità, dove incontra Lottie, che era stata una sorta di capo culto già durante i loro mesi passati fra i boschi del Canada. Sulle tracce di Sophie si mette la petulante e micidiale Misty. Shauna a sua volta deve gestire la propria crisi familiare e tenere a bada la polizia.
La seconda stagione di un fenomeno pop è come il secondo album di un artista per Caparezza, e purtroppo anche Yellowjackets non sfugge agli incidenti di percorso, che la rendono farraginosa e meno convincente.
A salvare la stagione dalla debacle ci sono comunque le interpreti e pure la sempre ottima colonna sonora con punk, rock e pop al femminile - dove la sigla, il brano "No Return" di Craig Wedren e Anna Waronker, composto specificamente per la serie nel 2022, ottiene anche una seconda versione: una cover a firma di Alanis Morrisette. Recensione ❯
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Continua la serie dedicata all'età delll'oro dei Lakers. Espandi ▽
I Lakers hanno vinto il loro primo importante campionato. La nuova stagione però non si apre sotto una buona stella: Magic Johnson incappa infatti in un grave infortunio al ginocchio e Westhead si convince che solo il suo rigido sistema di gioco può salvare la squadra dalla sconfitta. La sua tattica impiega del tempo a ingranare, inoltre complica il rientro di Magic, che non sopporta di essere così limitato nelle azioni. Nel mentre Jerry Buss è distratto da un ritorno di fiamma per il suo primo amore, con il quale sogna di convogliare a rapide nozze.
Una seconda stagione breve, di soli sette episodi, racconta diversi campionati di basket americano degli anni 80 e conclude Winning Time: L'ascesa della dinastia dei Lakers, senza arrivare però fino al traguardo previsto del 1991.
Le scene sul campo da basket sono l'elemento più dirompente di Winning Time, dove è davvero incredibile quanto la macchina da presa si muova agile nel riprendere le ricostruzione delle azioni in partita, arrivando al fianco dei giocatori. Qui non solo la serie non ha nulla da invidiare al cinema, ma lo stacca spesso di più punti, in uno sforzo tecnico davvero prodigioso, che avrebbe meritato di continuare per qualche altra stagione. Recensione ❯
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La seconda stagione della serie tratta dai romanzi di Asimov risulta diseguale ma coraggiosa sul piano narrativo. Drammatico, Fantascienza - 2023. Durata 60 Minuti.
Gaal Dornick si risveglia a più di un secolo di distanza dalla sua ibernazione e incontra Salvor Hardin, sua figlia biologica ma in età più avanzata rispetto alla madre. Il rapporto tra le due donne diviene ancora più straniante quando si unisce a loro l'artefice della Fondazione Hari Seldon, sotto forma di proiezione olografica, la cui intelligenza è stata preservata artificialmente.
L'agenda di Seldon - il cui culto ormai è divenuto una vera e propria religione - procede di pari passo con quel che indica la psicostoria, ovvero prepararsi a una nuova crisi e a una guerra tra Impero e Fondazione, che determinerà l'inevitabile declino del primo in favore della seconda. Gaal è invece preoccupata da visioni del futuro, in cui un essere dotato di poteri psichici detto Il Mulo causerà una strage di devastanti proporzioni.
Quasi tutti i personaggi della prima stagione sono inevitabilmente trapassati, a meno di conservazione criogeniche o backup della propria coscienza, e questo spinge gli sceneggiatori a individuare espedienti nuovi per prolungare la vita diegetica dei protagonisti e introdurre volti inediti su cui costruire da zero un profilo psicologico. Inevitabilmente il grado di fedeltà rispetto alla matrice letteraria cala in favore di una maggiore drammatizzazione. Recensione ❯
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La sesta stagione di questa serie antologica si apre con episodio dedicato ad una donna la cui vita è diventata una serie tv a sua insaputa. E non è l'unica stranezza della serie. Espandi ▽
Una donna che, senza scrupoli, licenzia le impiegate e sembra interessata a tradire il proprio noioso partner, scopre che la sua vita è diventata una serie sulla piattaforma streaming Streamberry. Una coppia di documentaristi decide di raccontare i cruenti fatti che hanno macchiato di sangue il paesino inglese da cui proviene uno di loro. Due astronauti, impegnati per anni nello spazio, possono vivere anche sulla Terra grazie a una replica meccanica. Una fotografa di gossip lascia la professione a causa dei sensi di colpa. Una commessa di un negozio di scarpe di fine anni '70 risveglia il potere demoniaco di un talismano e viene costretta a commettere tre omicidi in tre giorni.
La sesta stagione di Black Mirror si rivela più di genere horror che di fantascienza, ma la qualità della gran parte degli episodi ne fa un'antologia godibile, anche se non certo incisiva come nelle prime stagioni.
Gli episodi hanno infatti poco o nulla della graffiante e paradossale satira fantascientifica delle origini, e sono per lo più ambientati nel passato. Più che una nuova stagione di Black Mirror, questa sembra un'antologia di Charlie Brooker, autore anche di Dead Set e come tale da sempre interessato anche all'horror e ai media. Recensione ❯
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Una serie contemporanea che trasmette l'orgoglio per una professione e per il genere di appartenenza. Con Matilda De Angelis, sempre più brava. Biografico, Drammatico - Italia2023.
Mentre combatte con una società ancorata ai privilegi maschili e maschilisti, Lidia Poët si fa largo nel mondo dell'Avvocatura risolvendo casi spinosi per conto di suo fratello Edoardo, co-adiuvata dall'appassionato giornalista Jacopo.
Un delitto, un'indagine e una donna libera che prova un orgasmo. Si apre così la serie in sei episodi La legge di Lidia c sulla prima donna in Italia ad entrare nell'Ordine degli Avvocati. Recensione ❯
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A Lidia non è permesso di fare l'avvocato per una legge scritta dagli uomini. Perciò questa volta punta ancora più in alto, vuole cambiare la legge. Mentre continua a collaborare con il fratello Enrico, affrontando nuovi casi e battendosi per i diritti delle donne, vuole convincerlo a candidarsi in Parlamento per far sì che la sua legge trovi finalmente voce. Lidia ha chiuso completamente con l'amore, tanto più con Jacopo, responsabile di aver venduto la villa di famiglia e in rotta di collisione con tutti i Poët. Ma Jacopo e Lidia sono costretti a rivedersi per condividere, loro malgrado, un'indagine segreta che li riguarda da vicino, riscoprendo la complicità e il divertimento che li lega da sempre. A dare filo da torcere il nuovo Procuratore del Re, Fourneau, un uomo delle istituzioni che inaspettatamente tratta Lidia come sua pari, spingendola a interrogarsi sul rapporto complesso e contraddittorio che ha con i sentimenti, e sul costo della rinuncia personale che sta sostenendo in nome dei suoi ideali. Nei sei nuovi episodi Lidia continuerà a scomporre senza tregua i tasselli di questo mondo costruito dagli uomini per gli uomini, con assoluta genialità, spiazzando l'avversario con intelligenza, ironia e senza mezzi termini, ma non per questo senza mai mettersi in discussione. Recensione ❯
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La seconda stagione del sequel di Vikings: Valhalla. Espandi ▽
Leif è ancora in cerca di vendetta contro Olaf, ma i nuovi sviluppi politici di Kattegat lo dissuadono e lo portano a ricongiungersi con la sorella Freydis e con il principe Harald. Presto però si trovano messi alle strette e costretti alla fuga. Finiranno poi per dividersi, con Freydis che si propone come sacerdotessa dei vecchi dèi mentre Harald cerca fortuna a Novgorod e poi verso Costantinopoli, trascinandosi dietro il meno convinto Leif. Nel mentre, in Inghilterra, alla corte di re Canute assente per una guerra in Danimarca, Earl Goodwiin sembra aver abbandonato le sue trame ed essersi deciso a sposarsi. Quando però va a vuoto un attentato contro la regina Emma, questa inizia a dipanare la tela di un complesso intrigo.
Vikings: Valhalla torna con una seconda stagione meno spettacolare, che segue tre linee narrative, tra intrighi di corte e avventure in terre lontane, ma senza grandi battaglie.
Sono vichinghi più ragionevoli questi di Vikings: Valhalla e si muovono in una serie attentissima alla correttezza politica, con molti spazi per le donne e per i popoli di diverse provenienze. Purtroppo la ragionevolezza non è un gran motore narrativo per un'epica di questo tipo. Recensione ❯
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Nuove avventure per il personaggio di Loki. Espandi ▽
Sylvie ha ucciso colui che resta per liberarsi della TVA e vivere serena la propria vita. Loki però da quel momento si trova in un peculiare condizione, per cui continua a scivolare in tempi e luoghi diversi. Per curarlo, Mobius si affida a Ouroboros, detto O.B., l'ideatore di buona parte della tecnologia della TVA, ma c'è un problema più grande: la TVA non è più in grado di contenere il moltiplicarsi delle linee temporali e Loki e i suoi alleati cercano disperatamente una soluzione. Sulle tracce della ex giudice Renslayer e dell'AI Miss Minutes, torneranno ai tempi della belle epoque e incontreranno una delle varianti di Colui che rimane: Victor Timely.
I sei episodi della seconda stagione di Loki, ben divisi in una struttura in tre atti, costituiscono uno dei crescendo più efficaci della Marvel televisiva.
Se qua e là la serie impiega del tempo a chiarire i propri reali obiettivi, con minacce che si alternano ogni due puntate, le cose si riannodano efficacemente negli ultimi due episodi, dove non mancano buone soluzioni visive e dove stupisce per efficacia l'effetto speciale della "spaghettificazione" della realtà. Semplice, quasi divertente, eppure spaventoso, è la soluzione perfetta per una serie Marvel che non vuole sfociare nell'horror ma allo stesso tempo pone i suoi eroi di fronte a qualcosa di terribile e inaffrontabile. Recensione ❯
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Tra la ripresa degli elementi iconici e l'introduzione di nuove sfumature narrative, una stagione più introspettiva. Azione, 2023. Consigli per la visione: Ragazzi +13
La seconda stagione di Squid Game riprende tre anni dopo gli eventi della prima, seguendo Seong Gi-hun (456) alla ricerca di vendetta contro gli organizzatori dei giochi mortali. Determinato a smascherare il sistema corrotto dietro il torneo, Gi-hun intraprende una caccia che lo porta ad affrontare nuovi giochi brutali, incontrare personaggi inediti e confrontarsi con il Front Man dalla maschera nera, Hwang Jun-ho. Recensione ❯
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Din Djarin si deve recare su Mandalore, il pianeta natale della sua stirpe, in cerca di perdono. Espandi ▽
Il Mandaloriano Din Djarin è in possesso della Darksaber, che ne farebbe il leader della sua gente, ma è anche caduto in disgrazia per essersi tolto l'elmo, infrangendo un dogma della sua fazione. L'Armaiola sostiene che esiste un solo modo di ritornare sulla Via, bagnarsi nelle acque di Mandalore, ma il pianeta è una distesa di rovine e secondo Bo Katan si tratta di un'impresa disperata. Accompagnato dal piccolo Grogu, Din Djarin si inoltra comunque tra gli abissi del pianeta perduto della sua gente e dà inizio a un percorso di redenzione, che investirà non solo lui ma tutto il suo popolo.
Con la terza stagione, The Mandalorian sposta l'attenzione dal bambino jedi al suo guardiano, infilandosi nelle sabbie della continuity della saga e uscendone solo alla fine di una stagione che, generosamente, si potrebbe definire di passaggio.
La cosa più positiva di questa stagione, oltre agli effetti speciali e ai sempre ottimi titoli di coda con concept art, è che alla fine riporta i protagonisti a uno status quo simile a quello originale. Promette un eventuale proseguimento che torni alle radici della serie, ma l'incanto è stato incrinato e non sarà facile aggiustarlo. Recensione ❯
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Ritroviamo Assane Diop ancora in latitanza dopo il colpo che lo aveva reso celebre a tutta la Francia. Ormai svelata la sua identità, Diop deve ora fare i conti con le conseguenze delle sue azioni che, malgrado siano per fama e ispirazione quelle di un ladro gentiluomo, stanno provocando dolore alla sua famiglia, abbandonata a sé stessa e senza un padre/marito a fianco, nonché causa dei loro problemi. Assane decide così di porre rimedio a tutto con un ultimo colpo ma, ad attenderlo, troverà un vecchio scheletro troppo a lungo nascosto nell'armadio e un ritorno inaspettato che sconvolgerà i suoi piani.
Lupin si conferma come una delle punte di diamante proposte da Netflix quest'anno, riportando - a tre anni dalla sua prima stagione - l'eleganza di un poliziesco che è in grado di dialogare con i suoi grandi riferimenti letterari.
Un'operazione tutt'altro che scontata, considerando la longevità del soggetto e il suo inflazionato utilizzo come matrice narrativa. Malgrado ciò, la serie dispone i suoi personaggi in un'architettura perfettamente bilanciata tra la lunga e la breve narrazione, non riproponendo vecchi modelli di serie serializzata ma, semmai, onorando i primissimi processi di messa in serie del racconto, dal feuilleton al cinema seriale dei primi decenni del Novecento. Recensione ❯
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La seconda stagione spinge sull'acceleratore sul surreale, mantiene la qualità palindroma e presenta un triangolo tarantiniano di notevole efficacia. Drammatico, Italia2023. Durata 50 Minuti.
Città-Palazzo è rimasto privo di un capo dopo la morte del boss Lino ucciso da Christian, suo fratellastro ed ex picchiatore diventato "'na mezza specie de santo". La sua coscienza è Rachele, un'ex prostituta che Christian stesso ha riportato in vita, e i suoi alleati sono Penna e Davide, il figlio di Lino, che invece le gambe le ha perdute ad opera dell'ex fidanzata Michela. Intanto il postulatore del Vaticano Matteo si trasferisce a Città-Palazzo per indagare su quello che potrebbe essere un falso profeta, e l'eterno conflitto fra il Bene e il Male trova nei casermoni del quartiere il suo teatro di guerra.
La seconda stagione di Christian spinge ulteriormente l'acceleratore sul surreale, confortata dal successo della prima stagione, ma mantiene quella qualità palindroma, incarnata appunto dalla dicotomia fra Bene e Male e dalla presenza di due dei ex machina, il Biondo (già presente nella prima stagione) e la Nera (che compare invece nella seconda).
I valori di produzione continuano ad essere notevoli, così come il montaggio di Roberto Di Tanna e le musiche originali di Giorgio Giampà. Le interpretazioni restano di prim'ordine, in particolare quella di Edoardo Pesce che rifiuta qualsiasi facile istrionismo, e quella di Silvia D'Amico nel ruolo sfaccettato di Rachele, e le interazioni fra i due sono i momenti più riusciti della serie, cui si aggiunge a tratti Antonio Bannò nei panni di Davide, formando un triangolo tarantiniano di notevole efficacia. Recensione ❯
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