Una tredicenne è decisa a dare una svolta al suo futuro. Espandi ▽
Marcielle detta Tielle ha 13 anni e vive in una capanna a Marajó, nella foresta amazzonica a Nord del Brasile, insieme ai genitori, una sorella più piccola e due fratelli. La sorella maggiore Claudia se ne è andata e le manca, ma la madre, incinta del sesto figlio, dice a Tielle che Claudia che ha avuto fortuna perché ha sposato un brav’uomo e ora abita lontano. La quotidianità sembra serena pur nell’assoluta povertà, dato che la famiglia vive della vendita di gamberetti pescati nel fiume e succo di bacche di açaí colte arrampicandosi sugli alberi. Ma un brutto giorno il padre di Tielle decide che lei debba dormire accanto a lui: è la fine dell’innocenza, e rientra nel quadro desolante di abuso da parte degli adulti sulle ragazzine del luogo, che comprende anche un commercio di favori sessuali per pochi spiccioli con gli estranei a bordo delle chiatte che attraversano il fiume.
Manas – sorelle segna il debutto alla regia della documentarista brasiliana Marianna Brennand, che per questo film ha vinto il premio per la Miglior regia alle Giornate degli Autori. In effetti la direzione del cast e la fotografia degli ambienti sono eccezionali e descrivono senza romanticismi o voyeurismi la vita in una parte del mondo dove l’abuso sessuale è sistemico e ha spesso luogo nell’ambito famigliare. Lo stile della regista è a metà fra il documentaristico e il finzionale, racconta il Male ma restituisce anche la bellezza dei luoghi e delle persone, dedicando grande cura ad ogni inquadratura