Juliette Binoche in una performance magistrale. In Concorso alla Berlinale.
di Claudia Catalli
Amanda torna a casa e sorprende sua madre e suo patrigno a fare sesso. Si indigna, perché sua madre soffre di demenza, e decide di denunciare il suo patrigno. Scattano le indagini, nel frattempo Amanda riesce a ottenere che sua madre sia accolta in una casa di riposo. Lì si accorgerà che è sua madre a cercare in ogni modo il marito e quest'ultimo, con una tenerezza indicibile, si prende pazientemente cura di lei ogni giorno, assecondando ogni suo desiderio fino alla fine. Intanto Sara, la figlia di Amanda, scopre il suo primo amore.
È un toccante dramma familiare sulle scelte più difficili da prendere nei confronti di chi amiamo, Queen at Sea. Lance Hammer torna alla regia dopo 18 anni non per firmare un compassionevole film a tesi, ma un'opera profonda e commovente attraversata da inquieti interrogativi con al centro una figlia che non sa come gestire la demenza di sua madre.
Juliette Binoche, che firma una performance magistrale, porta sullo schermo il tormento di chi per troppo amore rischia di sbagliare.