Il film di Michael Shanks rivendica immediatamente la sua appartenenza al filone body horror citando uno dei capisaldi del genere, La cosa di Carpenter. Dal 1° ottobre al cinema.
di Andrea Fornasiero
Due cani si osservano immobili, in modo innaturale. Nella notte emettono strani e inquietanti versi e il loro padrone va a controllare, scoprendo così che stanno mutando, si stanno amalgamando, fondendo l’uno con l’altro in uno spettacolo orribile. Si apre con questo prologo Together di Michael Shanks, che rivendica immediatamente la sua appartenenza al filone body horror citando uno dei capisaldi del genere: La cosa di John Carpenter. Shanks inoltre decora la grotta al centro del film con una matericità di superfici oscure attraversate da vene pulsanti, che in alcuni momenti sembrano ricavati da disegni di Giger, a sua volta tra i padri di un altro cult body horror come Alien con le sue fecondazioni aliene e i suoi “chestburster”.
Sono però altri i film di questo tipo a cui Together si avvicina, perché qui non c’è un alieno mutaforma o intento a inseminare e generare abominevoli parti, bensì una condizione sovrannaturale che porta due creature a fondersi in una sola. Siamo allora piuttosto dalle parti di The Substance e Titane per citare esempi recenti, oppure nella gloriosa tradizione del cinema di David Cronenberg. Il corpo a fare paura non è altro da noi: è il nostro.
La mutazione a cui viene sottoposto è una metafora del rapporto di codipendenza che si sviluppa in ogni coppia, in modo più o meno forte o persino tossico. Millie e Tim ne sono un buon paradigma: lei insegnante delle elementari, che ama definirsi tranquilla e persino noiosa, e lui aspirante rocker non più giovane ma ancora attaccato ai suoi sogni adolescenziali. In un ribaltamento dei ruoli tradizionali, è Millie la “breadwinner” della famiglia, quella che porta a casa “il pane” e permette a Tim di non dover cercare un lavoro e dedicarsi pienamente alla musica. Addirittura Tim non ha un’auto e non guida, quindi Millie lo deve anche scarrozzare in giro, o per lo meno fino alla stazione. Questo rende Tim molto dipendente da Millie, ma a sua volta lei non riesce a staccarsi da lui, nonostante un’amica cerchi di convincerla che la relazione non le faccia bene. Entrambi vivono l’attaccamento reciproco in modo controverso, si trasferiscono per vivere insieme, ma in alcuni più tesi momenti si accusano di essere diventati prigionieri l’uno dell’altra. L’isolamento della loro nuova casa tra i boschi gioca naturalmente un ruolo chiave nell’esacerbare la loro situazione, lontani dal gruppo di amici che cercavano ognuno di riportare Millie o Tim nella propria sfera, a ognuno dei due non resta altro che il partner.
Il film non li tratta in modo equo e approfondisce maggiormente Tim con un trauma del passato, con un aneddoto sulla infanzia e pure con visioni fantasmatiche. Queste inizialmente possono sembrare un espediente che distrae dalla tematica più profonda del film, ma Tim si rivela traumatizzato da un fatto che a sua volta aveva a che fare con una coppia, quella dei suoi genitori. Il trauma passato che causa i suoi incubi è dunque perfettamente in tema, soprattutto quando i personaggi saranno costretti a decidere se è meglio fondersi o sacrificare uno di loro due. La follia in cui è precipitata la madre di Tim alla morte del marito porta all’estremo il tema della co-dipendenza e si rivela premonitoria. Come nei migliori horror, un elemento inquietante appare misteriosamente, in modo quasi irrelato, nelle prime sezioni della storia per arrivare poi a rivelare il proprio senso negli ultimi sviluppi. Inoltre c’è una forte componente body horror: il cadavere del padre putrescente, che anticipa anche la rigonfia creatura nella grotta, ossia una coppia che ha cercato di opporsi alla fusione divenendo un essere grottesco e deforme.
Anche l’aneddoto sull’infanzia di Tim ha una analoga funzione: prima di tutto è molto fisico, legato a un odore che Tim dice non riusciva a sentire perché vi era assuefatto, convivendoci - così come convivendo con Millie non sembra rendersi davvero conto di quanto siano sempre più inestricabilmente legati. Inoltre il suo olfatto lo conduce a trovare un gruppo di topi morti, legati tra loro per la coda, di nuovo una grottesca fusione tra creature.
In Together i protagonisti possono mutare, in uno spettacolo orribile e sinistro, fino ad assimilarsi in una nuova creatura, che rappresenta la coppia come qualcosa di diverso dalla somma dei singoli, ma per certi versi anche come qualcosa di meno. Possono distruggere questa creatura in divenire solo sacrificando parti di se stessi, in un crescendo di violenze e cicatrici, fino ad arrivare, nello sviluppo più inquietante e morboso del film, a dover scegliere tra l’assimilazione e la morte.