Frammenti di altri film, di archivi e di musei. Stralci di testi e biografie. Un ritratto del desiderio e della violazione che medita sull'affermazione e sul rifiuto della soggettività. Espandi ▽
In Exhibition - raccolta di immagini riprodotte da altri film, musei e archivi, per non parlare del calembour in apertura "Love Laughs at Locksmiths - Houdini" - si intrecciano testi e biografie eterogenei: una donna sposa il Muro di Berlino e fa della propria casa in Svezia un museo di miniature architettoniche per «conservare le linee parallele delle mura». Mary Richardson per solidarietà con una suffragetta in carcere squarcia la Venere e Cupido di Velázquez. A questo punto subentra la narrazione in prima persona e si succedono citazioni dalla pittrice Agnes Martin, dai casi studio di Freud e sul paradosso dell'otre di Klein.
Frammenti, copie e stralci sono volti a delineare un ritratto del desiderio e della violazione, diventando una meditazione sull'affermazione e rifiuto della soggettività, oltre che affrontare il cortocircuito the tormenta l'opera d'arte nell'epoca della riproducibilità tecnica: «Il film come bene ha necessità di essere visto. Una volta mostrato, è facile riprodurlo senza limitazioni d'accesso. Nel diritto d'autore, tale vulnerabilità si chiama "analog hole"». Visivamente affascinante, in contrasto con la voce narrante volutamente monocorde, il film al pari di un saggio è anche dotato di fonti bibliografiche. Recensione ❯
Il regista scruta l'Île de Sein come uno spazio lontano da tutto, rivelandone la memoria. Espandi ▽
L'Île de Sein è situata a 8 km dalla penisola bretone, nella Francia nord-occidentale. È un luogo sospeso nello spazio del mare e nel tempo della storia degli uomini. Il regista Emmanuel Piton ha le sue radici in quest'isola; i suoi antenati vi hanno vissuto per alcuni decenni prima di tornare sulla terraferma. Quelle presenze antiche, dimenticate eppure ancora presenti come fantasmi, le cerca attraverso la poesia impressionista delle sue immagini, ammaliato a suo modo come un turista, riflessivo come uno scrittore in cerca di espressioni. La terra brulla dell'isola, i suoi paesaggi evocativi, le sue acque poderose, la bruma del primo mattino, la luce smorta del giorno, l'oscurità della sera: tutto in Enez trasmette l'atmosfera annebbiata, magicamente misteriosa di una terra esclusa, unica, talvolta anche spaventosa. Recensione ❯
Un bellissimo omaggio alla grande tradizione del costume cinematografico italiano e a Piero Tosi che ci ha lasciato. Espandi ▽
Nel 2015 Cineteca di Bologna e il Comune di Roma organizzarono a Palazzo Braschi una grande mostra dedicata a cento anni di costumi cinematografici italiani. Si cominciava con i costumi per Francesca Bertini e Lyda Borelli fino ad arrivare alla giacca di Gep Gambardella per La grande bellezza, dalle creazioni di Tirelli Costumi, Annamode, Farani alle più recenti invenzioni di Danilo Donati, Gabriella Pescucci e Massimo Cantini Parrini. Fu una mostra magica e a verificare l'allestimento ricevemmo la visita di Piero Tosi e Milena Canonero. Luan Amelio, oggi affermato direttore della fotografia, curò un back-stage che sarebbe dovuto servire come documentazione di servizio. Visto oggi è un bellissimo omaggio alla grande tradizione del costume cinematografico italiano e a Piero Tosi che ci ha lasciato. Recensione ❯
Una docu-serie che racconta l'ascesa di Fatih Terim, da giocatore ad allenatore. Espandi ▽
Il leggendario Fatih Terim racconta la sua carriera nel mondo del calcio, da giocatore ad allenatore di svariate squadre che ha condotto alla vittoria. Recensione ❯
Un oscuro viaggio nella schiavitù moderna tra i sobborghi di Mosca. Espandi ▽
Un supermercato in un sobborgo di Mosca è il cuore dell'oscurità per i "dipendenti" uzbeki che ci lavorano 24 ore su 24 e sono minacciati, maltrattati e imprigionati. Mukhabbat fugge e rivela il circolo vizioso della schiavitù moderna. Un viaggio nella vita reale davvero surreale. Recensione ❯
Nei suoi ultimi giorni, scopriamo Eli Timoner e una vita straordinaria di incredibili successi, tragiche perdite e, soprattutto, amore duraturo. Recensione ❯
Una madre lotta per dimostrare l'innocenza della figlia ingiustamente in carcere. Espandi ▽
Anja era una normale adolescente che sognava di rendere migliore la vita in Russia. Nel marzo 2018 è stata incarcerata con l'accusa di aver formato un gruppo estremista con l'obiettivo di rovesciare il governo. Da anni sua madre Julija lotta disperatamente per dimostrare l'innocenza della figlia. Recensione ❯
Un film sull'importanza di una presa di coscienza civile che matura e cambia con il tempo. Espandi ▽
Fin da quando era giovane, Saila si è introdotta di notte in decine di fattorie finlandesi per documentare le orribili condizioni in cui vivono tantissimi animali da allevamento. In seguito, insieme al collega attivista Kristo, ammette pubblicamente la sua violazione e viene citata in giudizio dagli allevatori per ingenti somme di denaro, rischiando una lunga pena detentiva. Nel mentre, sua sorella Mai, che ne condivide lo spirito, si candida al parlamento e porta avanti la medesima lotta su un altro fronte. La protagonista cresce, si scontra con la difficoltà di sostenere con la medesima risolutezza gli ideali della giovinezza, mentre Kristo continua imperterrito la sua lotta per testimoniare le atroci sofferenze patite dagli animali. Recensione ❯
L'intreccio tra i giardini botanici e quelli cinematografici. Espandi ▽
Gli archivi botanici e cinematografici si intrecciano nell'arte di contrastare il tempo, nel tentativo di preservare ciò che è destinato a diventare un ricordo. Foglie e pellicole si decompongono irreparabilmente. «Sono oltre vent'anni che lavoro con le cineteche, cosa che ha influito sulla mia visione come regista. Le riprese per Herbaria sono state fatte in città distanti, Berlino, New York, Buenos Aires, ma io le ho volute rappresentare come se fossero un singolo organismo interconnesso. Secondo me le lingue e i confini costituiscono ostacoli ormai assurdi. I miei protagonisti scollegati fra loro hanno un obiettivo comune: il prolungamento dell'esistenza di elementi fragili per mezzo di manipolazione. Per me lavorare con i materiali d'archivio è sempre una sfida interessante, ma trovo stimolanti anche la botanica e la sua conservazione. Mi piace pensare ai film come a capsule del tempo». (Leandro Listorti) Recensione ❯
Un regista è pronto a riscattarsi con un nuovo progetto anche se il suo finanziatore sembra piuttosto ambiguo. Espandi ▽
Al centro c'è Bill "Tiger" Cheung, un regista di Hong Kong alle prese con una gravissima crisi professionale. Anni prima aveva vinto il premio per il miglior regista al festival di Bucheon in Corea e sembrava molto promettente. Ma uno dei suoi primi film ha fatto fiasco al botteghino, gli investitori hanno perso interesse e lui è finito a realizzare cortometraggi scadenti. Quando si presenta l'occasione di fare un film wuxia per un finanziatore piuttosto equivoco, coglie la palla al balzo e ci prova, non per interesse finanziario ma per ragioni profondamente personali. Recensione ❯
Una quindicenne scopre il suo amore per la fotografia e le sue radici. Espandi ▽
Durante una breve ma intensa escursione fotografica nella sua terra natale aborigena, la quindicenne Murra vive esperienze che le cambiano la vita. Scopre il suo amore per la fotografia e l'importanza di raccontare la propria storia in un mondo in continua evoluzione. Recensione ❯
Una ragazza si ritrova a combattere all'interno di una rete di dipendenza e sfruttamento. Espandi ▽
Il focus è su Masha, un'adolescente che, a causa di un'amica, viene catturata in una rete opaca di dipendenza e sfruttamento. In immagini complesse che catturano la mancanza di ancoraggi e connessioni di Masha, così come la sua ricerca di supporto, il film crea il ritratto a più livelli del raggiungimento della maggiore età. Recensione ❯
Attraverso le immagini del cameraman del presidente Tito ci si immerge nella battaglia mediatica che si svolse durante la guerra d'indipendenza algerina. Espandi ▽
Un viaggio d'archivio attraverso la nascita del progetto del Terzo Mondo, basato su materiali inediti in 35 mm girati da Stevan Labudovic, il cameraman del presidente jugoslavo Tito. Ciné-Guerrillas ci immerge nella battaglia mediatica che si svolse durante la guerra d'indipendenza algerina, dove il cinema fu mobilitato come arma di lotta politica contro il colonialismo. Recensione ❯
Una coppia è in grave difficoltà economica e non riesce a trovare una soluzione per uscire. Espandi ▽
Una giovane coppia sta attraversando un periodo difficile: entrambi sono alla disperata ricerca di lavoro. Nel frattempo, il marito sta per perdere la macchina fotografica che ha prestato a un suo conoscente e la moglie viene messa alle strette dopo aver accettato dei prestiti per prendersi cura della famiglia. Il film affronta questa situazione con un atteggiamento sorprendente. Le conversazioni, le espressioni facciali, i movimenti e le posture della coppia, così come l'illuminazione e la densità dello schermo che li cattura, creano contemporaneamente umorismo bizzarro ed emozioni solitarie, assorbendo il pubblico. Recensione ❯
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