La ragazza di Stillwater

Film 2021 | Drammatico, +13 140 min.

Titolo originaleStillwater
Anno2021
GenereDrammatico,
ProduzioneUSA
Durata140 minuti
Regia diTom McCarthy
AttoriAbigail Breslin, Matt Damon, Camille Cottin, Deanna Dunagan, Robert Peters Lisandro Boccacci, David C Tam, Ryan Music, Ginifer Ree, Jake Washburn, Moussa Maaskri.
Uscitagiovedì 9 settembre 2021
TagDa vedere 2021
DistribuzioneUniversal Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,38 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Tom McCarthy. Un film Da vedere 2021 con Abigail Breslin, Matt Damon, Camille Cottin, Deanna Dunagan, Robert Peters. Cast completo Titolo originale: Stillwater. Genere Drammatico, - USA, 2021, durata 140 minuti. Uscita cinema giovedì 9 settembre 2021 distribuito da Universal Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,38 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un dramma familiare che dall'Oklahoma porta a Marsiglia, seguendo un padre che cerca di provare l'innocenza della figlia condannata per omicidio. In Italia al Box Office La ragazza di Stillwater ha incassato nelle prime 11 settimane di programmazione 206 mila euro e 108 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,38/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,25
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un ottimo Matt Damon in un film intimo, maturo e adulto come a Hollywood non se ne vedeva da tempo.
Recensione di Roberto Manassero
venerdì 9 luglio 2021
Recensione di Roberto Manassero
venerdì 9 luglio 2021

Bill Baker, operaio petrolifero dell'Oklahoma, arriva a Marsiglia per stare vicino alla figlia Allison, da cinque anni in carcere dopo la condanna per un omicidio che dice di non aver commesso. Nel tentativo di dimostrare l'innocenza della figlia, Bill, frenato dalle incomprensioni linguistiche e culturali, s'imbatte nell'attrice Virginie, dalla quale si fa aiutare per traduzioni e ricerche. Poco alla volta l'uomo ritrova il rapporto con Allison, alla quale fa spesso visita in carcere, e avvia una relazione con Virginie e la figlia Maya, nella quale vede l'occasione per redimersi dalle sue mancanze di padre. L'ossessione per il destino della figlia, però, rischia di mettere a repentaglio la sua nuova vita.

Matt Damon perfettamente in parte e bravissimo protagonista di un dramma che dall'America profonda arriva al sud della Francia, facendo scontrare con delicatezza lingue, mondi e culture.

Bill Baker arriva a Marsiglia come a suo tempo Jason Bourne - il corpo di Matt Damon è solo più appesantito e stanco. A differenza dell'agente segreto senza identità, la sua americanità è evidente, iscritta nell'abbigliamento, nel portamento, nella lingua mormorata e secca. È uno straniero che nella città francese più eterogenea e mista fa visita alla figlia in quella terra di nessuno che è un carcere: Stillwater racconta per questo il tentativo di uomo fallito - ha lavori saltuari, la moglie si è suicidata, la figlia ancor prima di venire accusata per l'omicidio della fidanzata l'aveva allontanato - di trovare un posto nella propria stessa vita, nella nuova famiglia che crea, nel rapporto rinnovato con le persone che ama. È un film sull'appartenenza, sull'accettazione del proprio destino e del proprio mondo: non poco, in tempi in cui il cinema americano ha smarrito le proprie radici melodrammatiche.

Da americano anch'egli in trasferta, McCarthy, anche sceneggiatore con Marcus Hinchey e Thomas Bidegain, riesce nel compito difficilissimo di filmare una città europea senza indulgere in uno sguardo turistico e affascinato, scoprendo poco alla volta luoghi e quartieri di Marsiglia (la città vecchia, i quartieri alveare, lo stadio) e dando al film il tempo di far emergere relazioni, sentimenti e legami.

La trama investigativa (a partire da un caso di giustizia che ricorda l'omicidio di Meredith Kercher), inizialmente predominante, col passare dei minuti lascia il posto alla traccia melodrammatica sottolineando il percorso che ogni personaggio compie: dallo stesso Bill, che alle spalle ha un passato da farsi perdonare, ad Allison, trasferitasi in Francia per sfuggire inutilmente al retaggio violento dalla sua famiglia, a Maya e Virgine (la Camille Cottin di Chiami il mio agente!), rispettivamente alla ricerca di un padre e di un compagno.

La distanza fra mondi emerge come un impulso incontrollabile, con il mito americano della giustizia fai da te - perfettamente incarnato nel corpo da middle man di Matt Damon - che si scontra con il garantismo della società francese e, come controparte, con la generosità e la spontaneità di un uomo della grandi pianure che trova il modo di farsi amare da un'attrice di teatro francese. Oltre le relazioni, le parole e i sentimenti che racconta in levare (così come nella prima nella prima ora resiste al richiamo dell'azione suggerita dalla presenza di Matt Damon), Stillwater ferma il mondo nelle sue incongruenze e distanze, registrando mutamenti invisibili all'occhio dello spettatore ma ben presenti nei suoi personaggi.

È un film intimo, maturo e adulto come a Hollywood non se ne vedeva da tempo. E tanto basta a farne un oggetto prezioso.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 10 settembre 2021
goldy

E' una storia e che storia! Stringnete e incalzante  l'America sbarca in Europa. Il regista sceglie   la  Francia campione di  garantismo  a confronto con lo  sbrigativo concetto di giustizia  fai da te  di derivazione Western .  Perchè questo confronto? Per riflettere, per uscire da  schemi incrostati e immutabili.

domenica 12 settembre 2021
jaylee

Chi si ricorda di Amanda Knox? La studentessa statunitense in trasferta a Perugia accusata, prima ritenuta colpevole, poi assolta, dell’uccisione di un’altra ragazza. Fuor di dubbio che oltreoceano, hanno pensato alla solita giustizia sciovinista e anti-yankee che affligge i loro cittadini appena varcano il confine. Da noi, invece, furono tanti quelli che sospettano che la Knox approfittò [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 21 settembre 2021
Matteo Galli
Close-Up

Non è come Ebbing, Missouri, la cittadina dove era ambientato il film che nel 2018 vinse due Oscar (Tre manifesti a Ebbing di Martin McDonagh), Stillwater (in italiano La ragazza di Stillwater), la cittadina dell'Oklahoma che dà il titolo al film di Tom McCarthy (Il caso Spotlight, 2015) esiste davvero, conta cinquantamila abitanti e in linea con il suo nome è un luogo dove di cose ne accadono poche, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 settembre 2021
Enrico Azzano
Quinlan

America first. È questo il punto di partenza de La ragazza di Stillwater, l'humus culturale e politico che ha via via modellato lo sguardo e la vita del taciturno Bill Baker, operaio e padre di famiglia, tanto volenteroso quanto problematico. Le zone degradate di provincia, lontane anni luce dal fertile brulicare delle due coste, abbandonate al proprio grigio e ripetitivo destino, segnate da lavori [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 settembre 2021
Marco Marchetti
Cinequanon

La stranezza delle connessioni metacinematografiche porta subito a pensare, chissà perché, a un vecchio film di Jules Dassin (1948), La città nuda: un noir americano che, in un certo senso, riscrive le regole del genere, insufflandogli qualcosa di nuovo e atipico che molti critici hanno visto come imparentato con il neorealismo. Mentre i nostri registi rivoluzionavano il cinema, aprendolo a sapori [...] Vai alla recensione »

sabato 11 settembre 2021
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Di certi registi dopo anni e anni ricordiamo il primo film, promessa di un seguito mirabile. Niente che somigliasse alle tesi e al prevedibile scioglimento del "Caso Spotlight", celebrazione commossa e un po' ritardata del giornalismo investigativo ( i preti pedofili erano un pretesto o poco più). Il clamoroso debutto era intitolato "The Station Agent" con Peter Dinklage annata 2003: non aveva ancora [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 settembre 2021
Alessio Baronci
Sentieri Selvaggi

La ragazza di Stillwater è la conferma di quanto il thriller, per Tom McCarthy, sia soprattutto una questione di linguaggio. Dal Il caso Spotlight, McCarthy lavora infatti su un'idea di film-inchiesta dal taglio etico, attenta a concentrarsi sul controcampo più che sul campo, sull'umanità dietro l'indagine piuttosto che sul crimine in sé. Il passo di McCarthy è quasi Brechtiano, gioca con le attese [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 settembre 2021
Stefano Giani
Il Giornale

Povera Ally, detenuta nelle carceri francesi con l' accusa di aver ucciso Lisa, la compagna di merende. Lei si proclama innocente, il legale rifiuta di riaprire il caso, nonostante Ally riveli particolari inediti. Così è papà Matt Damon a indagare nella Marsiglia maghrebina. Il fantasma di Amanda Knox, inizialmente imputata nel delitto di Meredith Kercher a Perugia nel 2007, poi liberata e tornata [...] Vai alla recensione »

martedì 7 settembre 2021
Simone Emiliani
Film TV

Tutto è duplice (anzi, double-face) in Malignant, a cominciare dal film medesimo. Che inizia nello stile del James Wan di The Conjuring o, meglio, di Insidious: l'avita magione sinistra, sentore di presenze oscure e di possessione, una protagonista che vede compiersi orribili delitti come se fosse lì con le vittime, un marito violento e insensibile.

martedì 27 luglio 2021
Roberto Manassero
Film TV

Alzi la mano chi ricorda negli ultimi anni un film americano girato in Europa (Eastwood compreso) senza uno sguardo da cartolina, o senza quel senso di spaesamento proprio di un discorso che appartiene ad altri luoghi e altri immaginari. Di fronte alla complessità urbana e sociale di Marsiglia, Stillwater (in sala dal 9 settembre) riesce magicamente a non semplificare le cose, ma anzi, a partire dall'esperi [...] Vai alla recensione »

sabato 10 luglio 2021
Francesco Alò
Il Messaggero

Bill (Matt Damon), vedovo mezzo troglodita pure ex alcolizzato, arriva dall' Oklahoma a Marsiglia per salvare figlia gay accusata di omicidio. Fa amicizia con attrice sinistrorsa (ottima Cottin, dalla serie tv Chiami il mio agente) e sospetta di Akim, ragazzino arabo forse vero assassino. Atterra a Cannes Fuori Concorso La ragazza di Stillwater (dal 9 settembre nei nostri cinema) di McCarthy, ex attore [...] Vai alla recensione »

sabato 10 luglio 2021
Gian Luca Pisacane
La Rivista del Cinematografo

A metà degli anni '50, sul palcoscenico e al cinema, l'Oklahoma era la terra del sole per eccellenza, in cui musical e western potevano fondersi in un unico genere, apparentemente ibrido, ma a suo modo affascinante. Il titolo più famoso fu proprio Oklahoma!, e trionfò a Broadway prima di approdare davanti alla cinepresa di Fred Zinneman, uno dei nomi di punta della Hollywood di allora.

NEWS
CANNES FILM FESTIVAL
venerdì 9 luglio 2021
Roberto Manassero

Presentato al Festival di Cannes e da giovedì 9 settembre al cinema. Vai all'articolo »

PREMI
lunedì 5 luglio 2021
 

Un padre cerca di aiutare la figlia coinvolta in un caso di omicidio. Vai all'articolo »

TRAILER
sabato 5 giugno 2021
 

Regia di Tom McCarthy. Un film con Abigail Breslin, Matt Damon, Camille Cottin, Deanna Dunagan, Robert Peters. Prossimamente al cinema. Guarda il trailer »

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