One Second

Film 2021 | Drammatico, Storico, +13 105 min.

Titolo originaleYi miao zhong
Anno2021
GenereDrammatico, Storico,
ProduzioneCina
Durata105 minuti
Regia diZhang Yimou
AttoriZhang Yi, Wei Fan, Liu Haocun, Ailei Yu, Xiaochuan Li Yu Ai Lei, Zhang Shaobo, Li Xiao-Chuan, Yunlong Liu.
Uscitagiovedì 16 dicembre 2021
TagDa vedere 2021
DistribuzioneFenix Entertainment, Europictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,62 su 28 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Zhang Yimou. Un film Da vedere 2021 con Zhang Yi, Wei Fan, Liu Haocun, Ailei Yu, Xiaochuan Li. Cast completo Titolo originale: Yi miao zhong. Genere Drammatico, Storico, - Cina, 2021, durata 105 minuti. Uscita cinema giovedì 16 dicembre 2021 distribuito da Fenix Entertainment, Europictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,62 su 28 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 10 dicembre 2021

Zhang Jiusheng fugge da un campo di lavoro per poter assistere alla proiezione di un cinegiornale in cui, per un solo secondo, può rivedere la sua amata figlia. La pellicola però viene rubata da una giovane orfana vagabonda. In Italia al Box Office One Second ha incassato 140 mila euro .

One Second è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING e in DVD su IBS.it e su LaFeltrinelli.it. Compralo subito

Consigliato assolutamente sì!
3,62/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,79
PUBBLICO 3,06
CONSIGLIATO SÌ
Un ritorno in grande spolvero per Zhang Yimou che filma la sua dichiarazione d'amore al cinema che è rappresentato come qualcosa di sacro.
Recensione di Simone Emiliani
domenica 17 ottobre 2021
Recensione di Simone Emiliani
domenica 17 ottobre 2021

Negli anni della Rivoluzione Culturale, Zhang evade dal campo di lavoro forzato e vaga per il deserto per raggiungere un villaggio dove in un cinema, assieme al film Eroic Sons and Daughters, viene abbinato il cinegiornale di propaganda numero 22 in cui compare, anche solo per un secondo, l'immagine della figlia che non lo vuole più vedere dopo che è stato arrestato. Poco prima della proiezione la pellicola viene rubata da una ragazzina, l'orfana vagabonda Liu, che ha bisogno della celluloide per costruire la lampada al fratello più piccolo. Zhang, dopo aver assistito al furto, la insegue. Perde la pizza, la recupera e la perde ancora. Al villaggio intanto un pubblico molto numeroso è in attesa di assistere allo spettacolo serale organizzato dal proprietario e proiezionista del cinema, chiamato "Mr. Film", che è visto come una divinità e si considera una figura essenziale all'interno del Partito.

Era già stato selezionato per la competizione ufficiale della Berlinale del 2019 e poi è stato ritirato all'ultimo momento per "problemi tecnici di post-produzione" che, tradotto, significa che dietro c'è stato l'intervento della censura cinese, probabilmente per come ha mostrato la povertà durante la Rivoluzione Culturale.

Nel corso di questi due anni ci sono stati degli aggiustamenti in fase di montaggio e il taglio di un minuto rispetto alla versione precedente ma la critica a quel periodo è già evidente nella battuta sulla figlia di Zhang mostrata nel cinegiornale in cui si sottolinea che "non deve competere con gli adulti". Tratto da un romanzo della scrittrice Yan Geling, One Second rappresenta per il regista cinese un grande ritorno.

Non potendolo paragonare alla prima versione, ci si trova davanti a una totale dichiarazione d'amore al cinema. La pellicola, la sua materia soprattutto, è vista come qualcosa di sacro come si può vedere nella scena in cui le parti rovinate sono messe su dei teli e poi asciugate con dei ventagli, ma anche i ritagli che servono per costruire la lampada che può rappresentare la 'lanterna magica' del film. Poi ci sono quelli che possono essere gli omaggi. Il deserto che apre e chiude il film (con un doppio finale che è l'unico limite di un cinema finalmente di nuovo imponente) richiama il cinema esotico d'avventura statunitense degli anni Trenta ma anche quello dei fratelli Cohen (da Arizona Junior a Non è un paese per vecchi) che sono comunque un punto di riferimento per il cineasta cinese avendo realizzato nel 2009 un remake, onestamente fiacco, di Blood Simple.

Yimou torna ai villaggi di La storia di Qiu Ju e Non uno di meno e recupera la magia della luce del cinema da Lanterne rosse, come si può vedere dalle immagini delle ombre sul telo e dell'illuminazione dalla cabina di proiezione oltre che dall'immagine dello schermo che proietta davanti e dietro Eroic Sons and Daughters, un film di guerra del 1964 diretto da Wu Zhaodi. One Second è l'omaggio e l'illusione neorealista del cinema che passa anche per Bellissima di Visconti fino al finto dialogo padre-figlia tra Zhang e Liu sul camion degno di una commedia hollywoodiana degli anni '40 che potrebbe essere uscita da Howard Hawks. La prova di Zhang Yi, che è già stato diretto da Zhang Yimou nel precedente Cliff Walkers ed è stato protagonista, tra gli altri, di Al di là delle montagne, è notevole assieme a quella di Liu Haocun. In più c'è tutta la magnifica ossessione e l'illusione del cinema dove anche il frammento di un solo secondo, se proiettato ripetutamente, può durare anche un'eternità.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 22 dicembre 2021
Stefano Musacchio

Un film bello e molto sincero.  La trama intreccia le storie di tre personaggi principali: il prigoniero fuggito dal campo di lavoro per rivedere la figlia nelle immagini del cinegiornale, l'orfana che vorrebbe rubare la pellicola e il proiezionista che cerca di difendere il suo lavoro. A loro si aggiuge il personaggio corale degli abitanti del villaggio.

venerdì 17 dicembre 2021
athos

Un film genuino sulla potenza del cinema. Noi occidentali vediamo i film asiatici con una lente diversa perchè caratterialmente siamo agli antipodi. Il film scorre discreto con qualche intoppo nella seconda parte. Ho letto che è stato ritirato da altri premi molto probabilmente per una questione di censura, rappresentata peraltro piuttosto grossolanamente.

lunedì 17 gennaio 2022
Emanuele 1968

Personalmente non è brutto, forse un pò prevedibile, quasi una parodia della vita quotidiana, belli pure i paesaggi.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
mercoledì 29 dicembre 2021
Marco Grosoli
Gli Spietati

Zhang Yimou è uno che ha reso obsoleta la definizione di "furbacchione" dentro al vocabolario. Da un lato perché ha conquistato la ribalta capendo che il pubblico globale del nuovo mondo post Guerra Fredda cerca e premia, più di ogni altra cosa, la stilizzazione dell'azione (e su questo, torneremo) spinta fino ad astrarsi e a prescindere dall'ambiente, a propria volta ridotto a colore locale (già il [...] Vai alla recensione »

martedì 28 dicembre 2021
Tonino De Pace
Duels.it

Zhang Yimou ama la Cina e dopo i fasti del wuxpian in cui l'idea di spettacolo era connessa a quello di una narrazione eroica, sullo scenario di un mito tra combattenti volanti e duelli infiniti, lo scomodo regista, torna ad una storia che ridisegna un differente profilo del Paese e la sua macchina da presa guarda la Cina con un altro occhio, quello di una dissidenza ragionata, con l'intenzione di [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 dicembre 2021
Andrea Frambrosi
L'Eco di Bergamo

Quanto dura un secondo? Può durare per sempre. Se a moltiplicarlo all'infinito è quella vera e propria «magia» del cinema che consente, montando, per esempio, un nastro di pellicola a «loop», di vedere e rivedere un'immagine teoricamente fino all'infinito o, almeno, «finché c'è corrente elettrica», come dirà uno dei protagonisti di questo «One Second» del regista cinese Zhang Yimou.

domenica 19 dicembre 2021
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

È un cinema ingenuo e antico, quello raccontato in One second (Yi miao zhong, Cina e Hong Kong, 2020, 104'). Con i cosceneggiatori Yan Geling e Zou Jingzhi, Zhang Yimou torna alla Cina di mezzo secolo fa. Nato nel 1951, e quindicenne all' inizio della Rivoluzione culturale, il regista ne ricorda i fatti e le violenze. Queste e quelli tiene però sullo sfondo (anche per l' intervento della censura, [...] Vai alla recensione »

domenica 19 dicembre 2021
Fabio Ferzetti
L'Espresso

C' era una volta il cinema, c' era una volta la Rivoluzione culturale cinese, c' era una volta la censura, e almeno quella c' è ancora se l' ultimo film di Zhang Yimou, ritirato in extremis dalla Berlinale 2019 con le solite scuse risibili, esce solo ora dopo aver subito una serie di imprecisati "ritocchi". Che peraltro non alterano la forza simbolica e visiva di questa fiaba doubleface.

domenica 19 dicembre 2021
Alberto Cattini
Gazzetta di Mantova

Ci troviamo nella Cina continentale, al tempo della Rivoluzione culturale (lanciata da Mao Zedung nel 1966, e durata un decennio). Da un campo di lavoro è evaso un uomo che avanza sulle dune di un deserto.Diretto al primo distretto, vi giunge che è sera. Davanti al piccolo edificio del cinema, rivela di volersi impadronire della bobina del cinegiornale.

sabato 18 dicembre 2021
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Era previsto alla Berlinale del 2019. Non arrivò mai. La motivazione ufficiale accennava a problemi tecnici. La motivazione meno ufficiale suggerisce una forma di censura, anche se Zhang Yimou ( il regista di "Lanterne rosse", "La foresta dei pugnali volanti", "Lettere di uno sconosciuto", una gran varietà di temi e generi) poi ha girato altri due film.

sabato 18 dicembre 2021
Michele Gottardi
Il Mattino di Padova

Un film delicato e poetico cerca posto tra i colossi hollywoodiani e i supereroi natalizi: "One second" del regista cinese Zhang Yimou. Negli anni della Rivoluzione Culturale, un uomo evade dal campo di lavoro forzato e vaga per il deserto per raggiungere un villaggio dove in un cinema, assieme al film "Eroic Sons and Daughters", viene abbinato il cinegiornale di propaganda numero 22 in cui compare, [...] Vai alla recensione »

sabato 18 dicembre 2021
Claudio Fraccari
La Voce di Mantova

In una zona desertica della Cina del Nord, nel 1964 (dunque in piena Rivoluzione Culturale), il fuggiasco Zhang raggiunge un villaggio. Là intravede, nelle borse di una motocicletta incustodita, alcune bobine cinematografiche; vorrebbe rubarle, ma lo precede una ragazza male in arnese, l'orfana Liu. La insegue: i due, con una di quelle bobine, finiscono in un altro villaggio, dove sta per iniziare [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 dicembre 2021
Paolo Lughi
Il Piccolo

Osteggiato dalla censura in patria e più volte ritoccato dall'autore per avere l'agognato permesso di uscire in sala, arriva anche in Occidente "One second", il nuovo lavoro del più famoso regista cinese, Zhang Yimou ("Lanterne rosse", "La città proibita", "La foresta dei pugnali volanti"). Siamo alla fine della rivoluzione culturale, a metà degli anni '60, quando le maglie s'allentano e qualche segno [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 dicembre 2021
Michele Anselmi
Cinemonitor.it

Non per fare i puristi, ma per quale cacchio di motivo nella versione doppiata del nuovo film di Zhang Yimou, ambientato negli anni cupi della Rivoluzione culturale cinese (1966-1969), gli abitanti di un remoto Distretto rurale chiamano in inglese, cioè "Heroic Sons and Daughters", un melodrammone bellico il cui titolo originale recita "Ying xiong er nü"? Boh.

venerdì 17 dicembre 2021
Valerio Caprara
Il Mattino

Con One Second, girato dopo qualche anno dedicato solo ai raffinati revival dei kolossal wuxiapan (cappa-e-spada), Zhang Yimou torna ai suoi temi più intimi e alle incursioni storiche più temerarie dimostrando di dovere essere definitivamente annoverato nell' empireo della storia del cinema moderno. La suggestione, il delicato sarcasmo, l' esplicita denuncia politica, la capacità di rilevare nel contesto [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 dicembre 2021
Daniele Sacchi
Cineforum

2019, Zhang Yimou è costretto a ritirare il suo One Second dal concorso della Berlinale per presunte difficoltà tecniche incorse durante la fase di post-produzione. Nel contesto politico e culturale cinese, un'azione di questo tipo spesso si traduce al lato pratico in un intervento censorio, con severi tagli e rimaneggiamenti nel montaggio del film.

giovedì 16 dicembre 2021
Marco Minniti
Asbury Movies

La carriera di Zhang Yimou, negli ultimi anni, si è caratterizzata per una serie di alti e bassi, che hanno visto il regista di Lanterne rosse, un tempo tra le principali voci critiche del regime cinese, diventare una perfetta macchina da film d'esportazione e un veicolo importante per la magniloquenza del "nuovo" cinema del paese del dragone. Un ruolo che Zhang aveva iniziato ad assumere con un film [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 dicembre 2021
Alessandra De Luca
Avvenire

In Cina, durante la Rivoluzione maoista, un uomo fugge da un campo di lavoro per raggiungere un luogo remoto nel deserto dove verrà proiettato uno di quei kolossal di propaganda che inneggiano alla patria. Un conoscente gli ha detto infatti che la figlia, una ragazza di quattordici anni che non vuole più vederlo dopo il suo arresto, compare in un videogiornale associato al film.

giovedì 16 dicembre 2021
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Un evaso e un' orfana sono i due travagliati protagonisti di un film che ha dovuto subire altrettante peripezie. Nel 2019, a Berlinale già iniziata, venne ritirato per misteriosi «motivi tecnici», che qualcuno ipotizzò dietro intervento della censura. Congelato fino al 2020, finalmente arriva nelle sale per regalare magia. Perché, quasi in una comica chapliniana, lo scontro dei due protagonisti, intorno [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 dicembre 2021
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Tre motivi per non perdere l' ultimo Zhang Yimou, regista star cinese (quinta generazione, siamo alla sesta) da Lanterne rosse ('91) a Lettere di uno sconosciuto (2014), candidato a svariati Oscar: 1) un' avventura di separazione e desiderio paterno fuori dal melenso nella tremenda Rivoluzione Culturale maoista; 2) il coinvolgente incidente metacinematografico: per rivedere la figlia almeno al cinema, [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 dicembre 2021
Emiliano Morreale
La Repubblica

Annunciato a Berlino 2020, ritirato all' ultimo momento per ragioni tecniche e un sospetto di censura, uscito infine un anno fa con alcune scene, pare, rigirate, il film di Zhang Ymou, che sembrava da tempo una figura ufficiale del cinema cinese (aveva girato la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Pechino), segna un ritorno alle sue origini, al ripensamento del passato nazionale e in particolare [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 dicembre 2021
Alessandra Levantesi
La Stampa

I personaggi sono un proiezionista idolatrato perché porta la meraviglia del cinema nel villaggio, e pazienza se - come è il caso - si tratta di una pellicola di propaganda; un carcerato evaso al solo scopo di poter rivedere almeno per un secondo, sul breve passaggio di un fotogramma, la figlia ripresa fra altri lavoratori; e una ladruncola orfana che ha rubato un rullo.

martedì 14 dicembre 2021
Mariuccia Ciotta
Film TV

Nord della Cina, l'uomo nell'ombra è furtivo, ruba una scatola metallica da un motorino e poi si trascina a piedi lungo la zona deserta di Gansu... Sembra un film neorealista e invece ecco il graffio pop di Zhang Yimou: arriva Liu (Liu Haocun), cespuglio di capelli punk, dispettosa, violenta, ladra anche lei. Il flusso dei loro desideri converge verso un villaggio dove una folla assiepata aspetta e [...] Vai alla recensione »

lunedì 13 dicembre 2021
Gianni Canova
We Love Cinema

Un uomo evaso da un campo di lavoro. Una ragazzina dai capelli ribelli, orfana di padre. Un rullo di pellicola in bianco e nero. Sono questi i tre protagonisti del nuovo film di Zhang Yimou, il celebrato regista di Hero e Lanterne rosse che dopo megaproduzioni internazionali con divi come Matt Damon e Christian Bale torna a misurarsi con una piccola storia semplice ambientata nella Cina degli anni [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 ottobre 2021
Giampiero Raganelli
Quinlan

Come inquadrare il regista Zhang Yimou, che rimane l'autore cinese più conosciuto fuori dalla patria? Un iniziale genuino autore che ha raccontato il suo paese anche negli aspetti più scomodi, subendo anche la censura delle autorità, per poi convertirsi ad artista di regime che sforna blockbuster di genere con tripudio di CGI? Oppure un furbastro da sempre, capace di confezionare il film giusto per [...] Vai alla recensione »

lunedì 18 ottobre 2021
Aldo Spiniello
Sentieri Selvaggi

One Second era stato annunciato in programma alla Berlinale del 2019. Poi, per indefiniti e misteriosi "motivi tecnici", era stato ritirato poco prima che iniziasse il festival. E subito si era vociferato di problemi di censura, per questo ritorno di Zhang Yimou allo scottante periodo della rivoluzione culturale maoista, che aveva segnato la sua giovinezza.

lunedì 18 ottobre 2021
Daniele De Angelis
Cineclandestino

Ci voleva il lungometraggio di un veterano come Zhang Yimou, per risollevare un po' le sorti qualitative di una Selezione Ufficiale della Festa del Cinema di Roma 2021 sin qui parecchio discutibile. Un'opera, One Second (Yi miao zhong, 2020) dal percorso distributivo vivamente osteggiato dalle autorità cinesi, ritirato all'ultimo momento con motivazioni poco limpide dal Concorso dell'ultima Berlinale. [...] Vai alla recensione »

domenica 17 ottobre 2021
Valerio Sammarco
La Rivista del Cinematografo

Un film non è mai "solamente" un film. E mai come One Second, l'ultima fatica di Zhang Yimou (la penultima a dire il vero, visto che il successivo Cliff Walkers ha già iniziato da mesi la propria circuitazione), rispecchia in pieno questa convinzione. Annunciato al Festival di Berlino 2019, poi "misteriosamente" cancellato, One Second ha avuto non pochi problemi con la censura cinese, che ne ha anche [...] Vai alla recensione »

domenica 17 ottobre 2021
Fabiana Sargentini
Close-up

Intransigente, duro, senza speranza come sempre, il regista cinese Zhang Yimou, dai lontani tempi di Lanterne rosse (1991, Leone d'argento come migliore regia, candidato agli Oscar), Sorgo rosso (1987) e La strada verso casa (Orso d'argento a Berlino 2000) continua a contestare il sistema dittatoriale cinese. Sorta di remake sui generis di Nuovo cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore (1988, premio Oscar [...] Vai alla recensione »

sabato 16 gennaio 2021
Marina Visentin
Cult Week

Un uomo cammina nel deserto, tutto solo, con una borsa di corda a tracolla e le scarpe piene di sabbia. È il protagonista di One second di Zhang Yimou. Cammina e cammina, gli occhi fissi sulla meta, una duna di sabbia dopo l'altra, e finalmente l'uomo arriva in un minuscolo paesino dove si è appena conclusa la proiezione di un film. Si aggira guardingo, non sappiamo bene che cosa teme, da cosa fugge, [...] Vai alla recensione »

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martedì 14 dicembre 2021
 

Su MYmovies i primi minuti di un intenso dramma che omaggia il cinema e l'amore. Dal 16 dicembre al cinema. Guarda l'inizio »

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lunedì 29 novembre 2021
 

Regia di Zhang Yimou. Un film con Zhang Yi, Wei Fan, Liu Haocun, Yu Ai Lei, Zhang Shaobo. Da giovedì 16 dicembre al cinema. Guarda il trailer »

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mercoledì 17 novembre 2021
 

Zhang Jiusheng fugge da un campo di lavoro per poter assistere alla proiezione di un cinegiornale in cui, per un solo secondo, può rivedere la sua amata figlia. La pellicola però viene rubata da una giovane orfana vagabonda. Vai all'articolo »

FESTA DI ROMA
domenica 17 ottobre 2021
Simone Emiliani

Yimou ritorna con un film ambientato durante la Rivoluzione Culturale cinese. Presentato alla Festa del Cinema di Roma. Vai all'articolo »

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