La vita che verrà - Herself

Film 2020 | Drammatico, +13 97 min.

Titolo originaleHerself
Anno2020
GenereDrammatico,
ProduzioneFrancia
Durata97 minuti
Al cinema78 sale cinematografiche
Regia diPhyllida Lloyd
AttoriClare Dunne, Harriet Walter, Conleth Hill, Ericka Roe, Cathy Belton, Rebecca O'Mara, Ian Lloyd Anderson, Molly McCann Ruby Rose O’Hara, Lorcan Cranitch, Tina Kellegher, Eimear Morrissey, Liz Fitzgibbon, Sean Duggan, Lucy Parker Byrne, Jane Brennan.
Uscitagiovedì 17 giugno 2021
TagDa vedere 2020
DistribuzioneBim Distribuzione
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,11 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Phyllida Lloyd. Un film Da vedere 2020 con Clare Dunne, Harriet Walter, Conleth Hill, Ericka Roe, Cathy Belton, Rebecca O'Mara, Ian Lloyd Anderson, Molly McCann. Cast completo Titolo originale: Herself. Genere Drammatico, - Francia, 2020, durata 97 minuti. Uscita cinema giovedì 17 giugno 2021 distribuito da Bim Distribuzione. Oggi tra i film al cinema in 78 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,11 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Questa è la storia della giovane madre Sandra che sfugge al suo fidanzato violento e combatte contro un sistema abitativo corrotto. Si prepara a costruire la propria casa e nel processo ricostruisce la sua vita e riscopre se stessa. Il film ha ottenuto 1 candidatura a British Independent,

Consigliato sì!
3,11/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,22
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un piccolo film dai temi grandi e profondi, che parla direttamente al pubblico e cerca di ispirarlo.
Recensione di Marianna Cappi
venerdì 23 ottobre 2020
Recensione di Marianna Cappi
venerdì 23 ottobre 2020

Sandra se ne va di casa, con le sue due bambine, il giorno che suo marito scopre che stava mettendo da parte dei soldi per farlo. Quel giorno lui la prende a calci e pugni, le tira i capelli, la butta a terra e le rompe una mano. Dopodiché, l'uomo continua a vedere le figlie nei weekend, ma Sandra è una donna intelligente e, anche se lui la incalza, si tiene alla larga. Poi, un giorno, tra un lavoro di fatica e un altro, mentre cerca un alloggio che non trova, Sandra vede il video di un uomo che si è costruito una casa da solo, ad un costo molto contenuto, e comincia a pensare di fare lo stesso.

La prima versione della sceneggiatura, quella che ha suscitato l'interesse e attivato la produzione del film, l'ha scritta Clare Dunne, l'interprete di Sandra, e non c'è dubbio che il suo coinvolgimento sia palpabile e il suo personaggio verosimile, forse proprio perché lontano dallo stereotipo della vittima di violenza, intrappolata in un legame che non riesce a spezzare.

Sandra si mette in tasca l'amore e la nostalgia, nel senso che se li porta appresso, ma non apre più quella tasca, non spera di cambiare il suo uomo e non è disposta a correre nessun altro rischio. Naturalmente la tensione è sempre alta, il pericolo sempre in agguato, perché non ci si libera facilmente da chi pretende di possedere un'altra persona, ma Herself punta tutto sul concetto di costruzione, incidenti di percorso compresi, anziché sulla cronaca di una demolizione. La casa è allora l'immagine al contempo più concreta e più metaforica dell'impresa di ricostruzione di una vita: dalla necessaria solidità delle fondamenta, al fatto che richiede un lavoro di squadra, alla destinazione finale, che porta con sé l'idea di famiglia e l'impegno a proteggere tale idea.

Se all'inizio il contesto sembra strappato al meraviglioso Wasp di Andrea Arnold, anche per il contributo espressivo importante delle bambine in scena, diventa chiaro progressivamente che, con questo film, Phyllida Lloyd vuole raccontare un altro personaggio femminile forte, un terzo aggregatore di forze, sarebbe più corretto dire, e lanciare un appello sull'importanza di fare comunità, e di prestare la propria opera, a questo fine, senza per forza avere qualcosa in cambio.

Piccolo, nella misura produttiva, perché senza star di richiamo, ma anche nella presentazione, che non scomoda uno stile particolare né una narrazione particolarmente articolata, Herself dimostra che questo tipo di cinema può farsi portatore di temi molto grandi, evitando il rischio di perdere il contatto con l'esperienza comune, e restituendo un mondo a misura di quartiere.

Sicuramente si può obiettare che molto del dramma e del logorio nervoso che si associa alla violenza domestica e alla fatica di una donna sola e non economicamente indipendente resta fuori dallo schermo, ma l'impressione è che dietro questa scelta ci sia ancora una volta la decisione di non ribadire quanto tristemente noto, in favore di un approccio che motiva personaggi e pubblico a sondare l'insolito. Perché possibile, e non soltanto in un film.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 18 giugno 2021
Valerio Caprara
Il Mattino

Cinema britannico puro & duro, modello Kean Loach. Ma con meno lotta di classe e più compassione individuale e collettiva: Phyllida Lloyd, già regista del trascinante musical Mamma mia!, cambia radicalmente genere e offre con La vita che verrà al volenteroso pubblico al rientro in una sala cinematografica un film discreto e ad ampia chance di gradimento costruito senza orpelli o compiacimenti sulla [...] Vai alla recensione »

giovedì 17 giugno 2021
Gian Luca Pisacane
Famiglia Cristiana

Contro la violenza sulle donne, arriva nelle sale La vita che verrà Herself di Phyllida Lloyd. Lei è la regista di Mamma mia!, di The Iron Lady, due film che avevano come protagonista una camaleontica (e come al solito straordinaria) Meryl Streep. A caratterizzare il cinema di Lloyd sono sempre stati personaggi femminili molto forti, e La vita che verrà Herself mantiene il nerbo dei titoli precedenti. [...] Vai alla recensione »

giovedì 17 giugno 2021
Alice Sforza
Il Giornale

L' inizio è già «disturbante». Sandra sta cercando di andare via di casa con le sue figlie e per questo viene presa a calci e pugni dal compagno che le rompe anche una mano. Separati, l' uomo la incalza per tornare insieme, mentre la donna sogna di costruirsi, da sola, una casa economica. Un tema purtroppo ancora attuale che in questo film crea tensione e senso del pericolo, trasferendo perfettamente [...] Vai alla recensione »

giovedì 17 giugno 2021
Cristina Piccino
Il Manifesto

Il film di Phyllida Lloyd, in sala, ritratto di una donna tra violenze familiari e sentimento di solidarietà II Quello che succede lo scopriamo subito, nelle primissime sequenze, quando il marito di Sandra arriva a casa brandendo un mazzo di soldi: i suoi risparmi nascosti per scappare le urla in faccia, forse stanca di quelle che presumiamo ancora prima di vederle essere continue violenze.

giovedì 17 giugno 2021
Alessandra Levantesi
La Stampa

L' argomento rispecchia la terribile problematica, che l' emergenza Covid ha tristemente amplificato, della violenza domestica. Ma La vita che verrà non è un film concepito sullo scivolo degli umori del tempo o in omaggio alle tematiche del MeToo. Regista teatrale che con il film d' esordio Mamma Mia! aveva sbancato i botteghini planetari, Phillida Lloyd ha sempre dimostrato un autentico e variegato [...] Vai alla recensione »

giovedì 17 giugno 2021
Francesco Alò
Il Messaggero

L'inglese Sandra pulisce i cessi dei pub dove i maschietti «hanno fatto un casino la sera prima». Non solo: fa da badante a una scorbutica dottoressa («Mi sono rotta l'anca in un ospedale da campo in Africa, Sandra, non inciampando in un grande magazzino») e si mette in fila per avere un appartamento dallo Stato (è 653esima nelle liste di assegnazione).

giovedì 27 maggio 2021
Alessandra De Luca
Avvenire

Sandra, madre di due bambine, è vittima delle violenze fisiche e psicologiche del marito, che dice di amarla, ma poi la riempie di calci e pugni. Per questo decide di andare via di casa portando con sé le figlie, testimoni di tanto orrore, e cominciando la battaglia legale per la loro custodia. Non è facile perché il marito torna alla carica, piange, si pente, promette, minaccia.

sabato 24 ottobre 2020
Chiara Zuccari
Sentieri Selvaggi

Verso la fine di Herself, Conleth Hill fa riferimento a un certo heavy methal, un termine irlandese (e un doppio senso con il genere musicale) che indica quel profondo senso di comunità che spinge le persone ad aiutarsi a vicenda. Il significato del film sta tutto lì, in quella cooperazione tra persone comuni, un mutuo aiuto che riesce a colmare le lacune di un sistema burocratico ingolfato, a dare [...] Vai alla recensione »

venerdì 23 ottobre 2020
Lorenzo Ciofani
La Rivista del Cinematografo

È il terzo film in dodici anni per Phyllida Lloyd, La vita che verrà - Herself (in concorso ad Alice nella Città, che l'ha presentato in coproduzione con la Festa del Cinema di Roma), e il terzo ritratto femminile dopo Mamma mia! e The Iron Lady. Tre film molto diversi tra loro ma che, a ben vedere, hanno più di un elemento in comune: la centralità della donna nell'economia del racconto, un percorso [...] Vai alla recensione »

NEWS
CELEBRITIES
venerdì 11 giugno 2021
Fabio Secchi Frau

Acclamata regista teatrale britannica, prestata sporadiche volte al cinema con estremo successo, Phyllida Lloyd torna al cinema dal 17 giugno con La vita che verrà - Herself. La Lloyd vede il suo mestiere come "una cosa piuttosto semplice, un misto di [...]

TRAILER
martedì 18 maggio 2021
 

Regia di Phyllida Lloyd. Un film con Clare Dunne, Harriet Walter, Conleth Hill, Ericka Roe, Cathy Belton. Da giovedì 17 giugno al cinema. Guarda il trailer »

FESTA DI ROMA
lunedì 14 giugno 2021
Marianna Cappi

Phyllida Lloyd parla direttamente al pubblico e cerca di ispirarlo. Da giovedì 17 giugno al cinema. Vai all'articolo »

NEWS
mercoledì 21 aprile 2021
 

Questa è la storia della giovane madre Sandra che sfugge al suo fidanzato violento e combatte contro un sistema abitativo corrotto. Vai all'articolo »

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