| Titolo originale | The Hole in the Ground |
| Anno | 2019 |
| Genere | Horror, |
| Produzione | Irlanda |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Lee Cronin |
| Attori | Seána Kerslake, James Cosmo, Kati Outinen, Simone Kirby, Steve Wall James Quinn Markey, Eoin Macken, Sarah Hanly, Andrew Bennett, David Crowley (II), John Quinn (I), Miro Lopperi, Alain Eloy, Helena Coppejans, Grégory Praet, Karim Barras, Kobe Truijens. |
| Uscita | giovedì 10 ottobre 2019 |
| Tag | Da vedere 2019 |
| Distribuzione | Midnight Factory |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,91 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 18 ottobre 2019
Un'inquietante buca nella foresta cambia la vita di una madre e di suo figlio. In Italia al Box Office Hole - L'abisso ha incassato 375 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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La giovane Sarah si è riposizionata in una cittadina nella campagna irlandese con il piccolo Chris, suo figlio. Chris è molto attaccato alla mamma, ma la rimprovera per avergli mentito quando gli aveva detto che il papà li avrebbe raggiunti. Sarah sa che non è facile spiegare certe cose ai bambini e perciò deve glissare: con il papà di Chris si intuisce che le cose sono finite in modo burrascoso e ciò non è stato estraneo alla decisione di andare in campagna. Arrabbiato, Chris corre verso il bosco. Sarah lo insegue e si imbatte in uno strano e gigantesco buco nel terreno, una voragine, proprio in mezzo agli alberi. Sarah recupera Chris e, sconcertata, ritorna a casa. Una notte, la donna si risveglia e scopre che Chris non è nel suo letto. Spaventata, lo cerca anche nel bosco, senza trovarlo. Rientrata in casa, proprio mentre sta chiamando la polizia, Chris ricompare come se niente fosse negando d'essersi mai allontanato. Ma c'è qualcosa di strano e Sarah se ne rende conto sempre di più.
Per il rapporto tra una madre single in difficoltà e un bambino che presenta elementi di problematicità, è facile pensare a film come Babadook o, prima ancora, al Dark Water di Nakata; film horror che avevano saputo coniugare le paure derivanti dalla vita reale con quelle del soprannaturale. Ma questo film mantiene una sua indipendenza stilistica pur con quelle ascendenze e con gli evidenti richiami anche a un classico come L'invasione degli ultracorpi.
La storia, infatti, magari non presenta particolari elementi di novità, ma è raccontata molto bene, con ottimo senso della suspense, la capacità di creare un'atmosfera inquietante e straniante e di costruire personaggi azzeccati: quello della mamma, in particolare, giovane donna sotto il peso della responsabilità, è accurato e stimola empatia. Non manca qualche apparente incongruità logica, ma per come il film è sviluppato, con squarci onirici e simbolici, la cosa non disturba né sorprende.
E la voragine che dà il titolo al film è un'immagine potente e significativa oltre che, quella sì, originale, che dà il senso di qualcosa di ancestrale, nascosto e volutamente ignorato dagli abitanti della zona. Su tutto, infatti, si staglia la metafora potente della lotta di una donna per affermare la propria individualità e il proprio diritto a crescere il proprio figlio da genitrice autonoma all'interno di una società che sembra acquiescente alla progressiva spersonalizzazione e allo spossessamento dell'identità.
L'irlandese Lee Cronin, al suo esordio nel lungometraggio, mostra notevoli qualità nella messa in scena e nella narrazione, riuscendo a rendere in modo mirabile il disagio della protagonista di fronte a ciò che le sembra inspiegabile e le sue difficoltà a trovare riscontro in chi la circonda. Il mistero viene costruito con ammirevole maestria sempre sul filo sull'ambiguità: è Sarah, turbata e ferita dalle cose della vita, a immaginarsi tutto o c'è qualcosa di vero in quello che le sembra stia succedendo intorno a lei e a suo figlio? La cosa buona è che anche quando ogni dubbio è sciolto, il film mantiene coesione e coerenza sino a una conclusione che, coraggiosamente, non è quella che ci si potrebbe aspettare in un horror di questi tempi e va piuttosto controtendenza.
Buona parte del merito per la riuscita del film e, in particolare, per la credibilità del personaggio centrale va anche alla sensibile interpretazione di Seána Kerslake, perfetta nel rendere l'arco psicologico del suo personaggio. Sui titoli di coda, canta la brava cantautrice irlandese Lisa Hannigan.
In quella profonda e buia voragine senza fondo c'è un mostro che guarda dentro di te come scopre ben presto la giovane madre Sarah nell'horror soprannaturale Hole - L'abisso. Il film, inquietante anche senza scomodare Nietzsche, è scritto e diretto da Lee Cronin che si era già fatto notare con il suo corto Ghost Train e che con questo nuovo lavoro mostra una sostanziale affinità per un certo tipo di tematiche e la sicura capacità di tenere il pubblico incollato alla sedia del cinema, tra un urlo e l'altro.
Acclamato come il nuovo Babadook, Hole appare più come un horror thriller che riprende un tema in questo momento di grande successo come quello del doppio mostruoso, del doppelganger, di Us - Noi, firmato di Jordan Peele.
Certo al centro del film c'è il rapporto madre - figlio come in Babadook (ma lì era l'adulto a dover essere salvato). Ma questo legame è messo in crisi dalla lenta trasformazione del ragazzino che ha le sue radici più oscure in un'orrenda voragine presente nel bosco non lontano dalla loro abitazione. Tutto comincia con l'arrivo nella campagna irlandese, in una villa ai limiti della foresta di Sarah con il figlio Chris.
Le cose iniziano a precipitare ben presto con piccoli segnali inquietanti come il bambino che comincia a mangiare i ragni. Quindi i tanti indizi diventano una certezza nel cuore della madre che si convince che quello non è più suo figlio e che il bambino deve essere intrappolato appunto nell'abisso non lontano da casa. Sarah però è disposta a tutto per riavere il suo vero bambino.
Il resto del film è affidato alla bravura degli attori capaci di restituire un poco alla volta il crescere dell'inquietudine, il senso di distacco e straniamento. Insomma di trasmettere quell'orrore che è alla base di Hole. Nei panni del piccolo Chris troviamo il bravissimo James Quinn Markey, mentre la mamma sempre più disperata è Seana Kerslake famosa in Irlanda per la sua partecipazione alla serie Can't Cope, Won't Cope. Più un gruppo di solidi professionisti come Kati Outinen, l'attrice finlandese amata da Kaurismaki o James Cosmo che è apparso in decine di film.
UN altro film"fantastico", "The Hole in the Ground"(Lee Cronin,anche autore della sceneggiatura, con Stephen Shields, 2019)che sembra voler contraddire la tesi wittgensteiniana, ribadendo invece che"l'engima esiste". è nella protagonista, ragazza madre che vive isoltaa in un luogo quasi irraggiungibile con un figlio che non risconosce piàù come [...] Vai alla recensione »
Mamma e figlio su un'auto si dirigono verso la loro nuova abitazione, isolata nella campagna irlandese, ma una disattenzione rischia di trasformare già in tragedia l'arrivo. La conoscenza dei vicini di casa è inquietante, il passato della mamma sembra nascondere qualcosa di violento da parte del marito, mentre il bambino inizia a mandare segnali inquietanti e a fare domande insistenti sull'assenza [...] Vai alla recensione »