Sex Education

Film 2019 | Commedia, Drammatico +13 45 min.

Regia di Kate Herron, Ben Taylor (II). Una serie con Emma Mackey, Gillian Anderson, Asa Butterfield, Chaneil Kular, Alistair Petrie. Cast completo Titolo originale: Sex Education. Genere Commedia, Drammatico - USA, Gran Bretagna, 2019, Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 STAGIONI: 2 - EPISODI: 16

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Un adolescente vive con sua madre che di lavoro fa la sessuologa. Il ragazzo allora, grazie anche ai consigli della madre, si allea con un suo compagno di classe intelligente e tagliente e aprono una clinica del sesso segreta a scuola.

Consigliato assolutamente no!
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Un'adolescenza complicata.
venerdì 14 dicembre 2018
venerdì 14 dicembre 2018

Un adolescente vive con sua madre che di lavoro fa la sessuologa. Il ragazzo allora, grazie anche ai consigli della madre, si allea con un suo compagno di classe intelligente e tagliente e aprono una clinica del sesso segreta a scuola.

Episodi: 10
Regia di Ben Taylor (II), Kate Herron, Sophie Goodhart, Alice Seabright.

In arrivo la stagione 3

Recensione di a cura della redazione

Netflix ha annunciato la terza stagione di Sex Education, la serie originale che ha fatto innamorare gli spettatori di tutto il mondo. Riconfermati nei propri ruoli Gillian Anderson (Jean Milburn), Asa Butterfield (Otis Milburn), Emma Mackey (Maeve Wiley), Ncuti Gatwa ( Eric Effiong), Aimee-Lou Wood ( Aimee Gibbs), Connor Swindells (Adam Groff), Kedar Williams-Stirling (Jackson Marchetti), Tanya Reynolds (Lily Iglehart) e Patricia Allison (Ola Nyman).
Episodi: 8 (45 min.)
Regia di Kate Herron, Ben Taylor (II).

La serie torna ad affrontare i temi tabù con una risata, e con più spazio ai personaggi femminili

Recensione di Claudia Catalli

Otis prosegue la sua crescita insieme emotiva, sentimentale e sessuale tra i vivaci compagni di scuola, gli accesi confronti a casa con la madre sessuologa e le avventure condivise con il suo migliore amico Eric. Alla vigilia della fatidica "prima volta".

Adolescenza fa rima con turbolenza e non è un caso. Lo sa ormai meglio di chiunque altro, avendolo imparato a sue spese, il tenero e sventurato Otis, alias Asa Butterfield - talento scoperto da Martin Scorsese - protagonista formidabile della serie di formazione Sex Education.

La seconda stagione inizia ricalcando in modo speculare il primo episodio della serie: se allora il problema per Otis era non riuscire a masturbarsi o avere un'erezione, adesso accade esattamente il contrario, deve capire come contenersi o quanto meno diminuire frequenza e desiderio. Lo ritroviamo tra le mura della Moordale Secondary School, in cui gli ormoni dei ragazzi esplodono e la voglia di sperimentare ogni tipo di prima volta pervade corridoi e classi varie. Lo sa bene l'esuberante Eric (Ncuti Gatwa, bravissimo) che in questa stagione vivrà una serie di vicissitudine e riscoperte, in primis quella dell'autostima, comprendendo che non è affatto la sua omosessualità il problema, semmai farsi andare bene chi non lo ritiene meritevole di una relazione pubblica.

A proposito di relazioni, Otis si sforza a portare avanti la storia con Ola, simpatica ma meno fascinosa della problematica dark girl Maeve. Emma Mackey, che la interpreta, dimostra una maturità ancora più notevole nel calarsi nei panni di una ragazza così detta difficile, il cui passato tornerà a galla in maniera prepotente in questa seconda stagione, bussando direttamente sulla porta del suo camper. Affronterà a pieno viso il disagio della tossicodipendenza (altrui) e la condizione della disabilità (sempre altrui), nel frattempo proverà a mettersi alla prova tornando a scuola e rientrando nel gruppo degli studenti più meritevoli. La sua relazione con Otis sarà altalenante, ma diversamente dalla prima serie Maeve ha ormai assunto la dignità di personaggio a tutto tondo, con una propria storia personale tutta da esplorare che corre in parallelo con quella di Otis.

La centralità dei personaggi femminili emerge con sempre maggiore evidenza: oltre a Maeve, anche Ola, la sua migliore amica Lily e le altre ragazze della scuola vengono raccontate meglio e con più spazio, senza contare la presenza sempre mastodontica di Gillian Anderson, che in questa stagione si scopre vulnerabile, fallibile, fragile e delusa, ma non perde mai grinta e dignità. È una madre che deve affrontare, oltre all'adolescenza del figlio, i postumi della sua strampalata vita privata: è arrivato il momento di provare a ricostruire una famiglia, o la sua voglia di libertà si trasformerà in una sorta di prigione dorata in cui vivere in solitaria?

Sono tanti i temi più o meno taboo affrontati da questa nuova stagione, divertente e drammatica a seconda dei momenti, senza mai essere didascalica. Dall'importanza di denunciare le molestie sessuali all'omosessualità nelle forze dell'ordine, dall'asessualità alla pansessualità, dalle conseguenze della repressione sessuale a quelle della ninfomania, tutti approfonditi con la giusta introspezione psicologica mai privata di una sana dose di ironia e autoironia.

La cifra vincente di questa serie sta esattamente in questo: evitare i toni pruriginosi e torbidi (non si tratta di Baby e neanche di Elite) e puntare tutto sulla bellezza della goffaggine, dell'imbranato che conquista, della femme fatale che sbaglia puntualmente ogni mossa, della tenerezza delle nuove generazioni che si affacciano al mondo senza avere la più pallida idea di chi siano e che cosa il destino abbia in serbo per loro. È il senso del crescere, come insegna Otis, una grandiosa e mai facile scoperta del mondo e di se stessi.

Episodi: 8
Regia di Kate Herron, Ben Taylor (II).

Utile e ben riuscita, una serie tv che supera un servizio pubblico ancora bloccato - almeno in Italia - dallo spauracchio del tabù

Recensione di Ilaria Ravarino

Figlio di genitori separati, entrambi affermati terapeuti sessuali, Otis a 16 anni non ha mai baciato una ragazza, non riesce a masturbarsi e non ha idea di cosa si provi ad avere un orgasmo. La situazione è paradossale considerato che sua madre Jean, autrice di best seller sulla vagina e protagonista di tutorial sulla fellatio, è abituata a parlare e agire senza inibizioni, e lo ha educato nel rispetto della più completa libertà sessuale. Otis, tuttavia, ha un dono: essere figlio di due guru del sesso, e avere un'ottima predisposizione all'ascolto, lo rendono un confidente credibile per chi, tra i suoi compagni di scuola, ha qualche problema con l'eros.

Con l'aiuto di Maeve "la ribelle", e il sostegno dell'amico di sempre Eric, Otis mette in piedi tra i banchi del liceo una vera e propria clinica del sesso. Un servizio di consulenza a pagamento che funziona a una sola condizione: che nessuno scopra che Otis è "ancora" vergine.

Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso (ma la tv generalista non ha mai osato dire), lo spiega con abbondanza di particolari Netflix, in uno dei sui original più irriverenti e brillanti sugli adolescenti. Sorta di contraltare felice alle oscurità di 13 e ai tormenti di Baby, la serie ideata dall'outsider Laurie Nunn, e diretta da Ben Taylor e Kate Herron, tiene insieme i classici archetipi del teen drama (l'outsider e la cattiva ragazza, il bullo e il "bello", la perfida e la svampita) rinnovando la ricetta con un ingrediente piccante: il sesso.

Desiderato, temuto, praticato, sofferto, imposto, sbagliato, piacevole o sognato: il sesso in Sex Education è mistero da svelare per entrare nella vita adulta, ignoto in cui avventurarsi "per non restare indietro", è gioco e competizione, ossessione, sperimentazione. Un fatto per natura intimo che l'adolescenza di ieri trasformava in fatto sociale totale, e quella di oggi, spesso, considera fatto social da comunicare per condividere - ma anche deridere. E di sesso, in Sex Education, ce n'è davvero tanto. Tantissimo. In questo Nunn non tradisce le aspettative, aprendo quasi ogni puntata (specialmente nella prima metà della serie, la più riuscita) con una sequenza di sesso, declinata di volta in volta secondo modalità diverse - incluso il fumetto. Mai volgari, mai triviali, le puntate sfiorano raramente l'estremo (vedi alla voce: fellatio di gruppo) evitando trappole pecorecce e provocazioni gratuite: mettendo in scena la nudità il meno possibile, Sex Education riesce con grazia a coprire, almeno con le parole, gran parte del campionario sull'argomento.

Problemi di erezione, abuso di Viagra, fobia del pene, frigidità, polluzioni notturne, fantasie, prime volte etero e omo, sesso anale, sesso orale, travestitismo, coming out sono solo alcuni dei temi che vengono affrontati dai ragazzi nelle "sedute" della clinica. Clinica che non è che un semplice stratagemma narrativo, niente più che una miccia utile a innescare la carica dirompente trattenuta nei copioni.

La forza di Sex Education non è infatti nell'occasione narrativa "orizzontale" (serve una certa sospensione dell'incredulità per accettare che l'intera scuola consegni a Otis le sue confidenze intime), ma nella gestione verticale delle puntate. Nella scrittura felice e divertita, nelle sue battute fulminanti, in quell'umorismo a tratti caustico che può allungare stoccate violentissime al conformismo, al pensiero bigotto, alla morale e persino alla religione. "Cosa si regala a chi sta per abortire?", chiede Otis a una militante pro-life nel terzo episodio, a ridosso di una delle sequenze più toccanti (ed eversive) della serie. "Crema solare, le servirà all'inferno", risponde la manifestante un attimo prima di strappargli un consiglio sulla sua - incredibilmente attiva, per una illibata - vita sessuale.

Già definita "una serie instagrammabile", nata per essere condivisa (quante gif scaturiranno dalle ghiotte linee di dialogo di Jean?), commentata ed "esplorata" in tutti i sensi (anche quello musicale: da vedere rigorosamente con Shazam a portata di mano), Sex Education deve molto anche al suo cast. Volti nuovi che lasciano il segno, Emma Mackey come l'"aliena" Tanya Reynolds, volti in ascesa come quello di Butterfield, che accetta un ruolo sconveniente e lo trasforma così nella mossa più intelligente della sua rapida carriera. E ancora Gillian Anderson, che trova finalmente il ruolo capace di disintegrare, fin dai primi 50 minuti di Sex Education, il broncetto e i tailleur di Dana Scully: la sua apoteosi della milf perennemente in vestaglia di seta, accento british e caschetto platino, è l'idea che trasporta la serie dal territorio dei buoni prodotti a quello dei cult.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 4 febbraio 2019
savixy

Bella serie, peccato proprio per il finale che risulta una m****, sarà difficile iniziare a guardare la seconda stagione, probabilmente non la guarderò nemmeno, davvero troppo, potrei guardarla solamente per vedere se cambia qualcosa nella situazione sentimentale di quel ragazzo. poverino. mi dispiace per lui.

Frasi
Tu mi piacevi,mi piacevi davvero. Non mi davo pace per quanto mi piacevi.
Otis (Asa Butterfield)
dalla serie Sex Education - a cura di Lucrezia
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 5 agosto 2019
Gianluca Vignola
Sentieri Selvaggi

Nel sempre più sconfinato processo meiotico che è la divulgazione di teen-trama su Netflix varrebbe la pena di spendere due parole su una serie in particolare: Sex Education. La storia è quella di Otis, un comune adolescente britannico (interpretato da Asa Butterfield) figlio di una avvenente sessuologa di fama nazionale (Gillian Anderson). Come nelle migliori complicanze edipiche, Otis è ossessionato [...] Vai alla recensione »

NEWS
NETFLIX
martedì 11 febbraio 2020
 

Regia di Kate Herron, Ben Taylor (II). Un film con Emma Mackey, Gillian Anderson, Asa Butterfield, Chaneil Kular, Alistair Petrie. Prossimamente su Netflix.  Guarda il trailer »

NETFLIX
mercoledì 8 gennaio 2020
 

Regia di Kate Herron, Ben Taylor (II). Una serie con Emma Mackey, Gillian Anderson, Asa Butterfield, Chaneil Kular, Alistair Petrie. Dal 17 gennaio su Netflix.  Guarda il trailer »

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martedì 26 novembre 2019
 

Un adolescente vive con sua madre che di lavoro fa la sessuologa. Il ragazzo allora apre una clinica del sesso segreta a scuola. Vai all'articolo »

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