| Titolo originale | Motherless Brooklyn |
| Anno | 2019 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 144 minuti |
| Regia di | Edward Norton |
| Attori | Edward Norton, Bruce Willis, Gugu Mbatha-Raw, Alec Baldwin, Willem Dafoe Cherry Jones, Josh Pais, Olli Haaskivi, Stephen Adly Guirgis, Leslie Mann, Bobby Cannavale, Ethan Suplee, Michael Kenneth Williams, Fisher Stevens, Dallas Roberts, Radu Spinghel, Peter Gray Lewis, Robert Wisdom, Isaiah J. Thompson, Russell Hall, Joe Farnsworth, Jerry Weldon, Eric Berryman, Nelson Avidon, Joseph Siravo, DeShawn White, Migs Govea, Erica Sweany, Katy Davis, Yinka Adeboyeku, Joyce O'Connor, Thomas Luiz Leninger, Deborah Unger, Ezra Barnes, Julie Hays, Damien Brett, Russell G. Jones, Eli Bridges, Luis Castro de Leon, Teren Carter. |
| Uscita | giovedì 7 novembre 2019 |
| Tag | Da vedere 2019 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,96 su 26 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 6 novembre 2019
Un detective cerca di scoprire la verità che si cela dietro all'omicidio del suo unico amico. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, In Italia al Box Office Motherless Brooklyn - I segreti di una città ha incassato 767 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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New York, anni Cinquanta. Lionel Essrog lavora presso il detective privato Frank Minna, che l'ha salvato da un orfanotrofio insieme ai suoi compagni dell'agenzia di investigazioni. Lionel ha una memoria prodigiosa e una capacità estrema di collegare i puntini, qualità che, insieme ad una lealtà incrollabile, l'hanno reso molto caro al suo capo. Purtroppo però è anche affetto dalla sindrome di Tourette, che gli fa sentire nella testa la voce di uno spiritello anarchico che lo chiama Bailey e gli fa produrre suoni, versi e parolacce totalmente fuori controllo. La frammentazione caotica che Lionel ha in testa fa il paio con il puzzle che dovrà affrontare quando Frank Minna verrà ucciso, e lui dovrà scoprire il motivo e i mandanti di quell'omicidio: e al centro del puzzle troverà anche Laura, una bella attivista per i diritti della comunità afroamericana.
Basato sull'omonimo romanzo di Jonathan Lethem, Motherless Brooklyn aspira ad inserirsi nel filone cinematografico del noir urbano ed ha come modello evidente Chinatown: anche qui gli intrighi riguardano la politica cittadina e gli interessi privati di chi se ne serve per arricchirsi; e anche qui il protagonista è un investigatore romantico alle prese con una famiglia disfunzionale.
Edward Norton si butta a capofitto in questo progetto ambizioso di cui è sceneggiatore, regista, coproduttore esecutivo e protagonista. Diciamolo subito: il ruolo che più gli si addice è quello di regista, coadiuvato da alcuni eccellenti professionisti come il direttore della fotografia Dick Pope, che lavora con competenza sull'iconografia noir, la production designer Beth Mickle, che ricostruisce magnificamente un'epoca della quale è facile avere nostalgia, e l'autore delle musiche Daniel Pemberton, che spalma ovunque il cool jazz dei club newyorkesi anni Cinquanta - anche perché uno dei personaggi di contorno è una sorta di Miles Davis (della colonna sonora fa anche parte un brano inedito di Thom Yorke dei Radiohead).
Forse il più importante dei contributi tecnici è il montaggio secco e veloce di Joe Klotz, che pare ispirarsi proprio al ritmo sincopato dei jazzmen. Ma è Norton a tenere saldamente il timone e a costruire inquadrature iconiche che ricollegano Motherless Brooklyn alla tradizione del noir cinematografico ma attingono anche all'ampia esperienza teatrale dell'attore-regista.
Meno riuscita è la sceneggiatura che, probabilmente per timore reverenziale verso il romanzo da cui è tratta, non ha saputo scarificare abbastanza elementi da compattare la narrazione, che sfora di circa mezz'ora la durata classica, e impiega troppo tempo ad arrivare al nocciolo della questione: quell'opportunità politica che si autoalimenta e autogiustifica. Divertenti, in questo contesto, le stoccate ad alcune vacche sacre, dal politico Robert Moses, vera eminenza grigia dell'urbanistica newyorkese, al quotidiano New York Times.
La recitazione di Norton, su cui si regge gran parte della storia, è buona ma a tratti eccessivamente Actor's Studio, come quella di Willem Dafoe. Più efficaci gli attori di contorno, da Alec Baldwin a Bruce Willis, da Gugu Mbatha-Raw a Dallas Roberts.
Nel complesso Motherless Brooklyn è un noir solido di buona fattura, non particolarmente originale ma in grado di soddisfare gli amanti del genere, meticoloso e tradizionalista. Un piacere per gli occhi cui una sforbiciata in lunghezza avrebbe regalato una maggiore efficacia narrativa.
Secondo lavoro da regista di Edward Norton che arriva a quasi vent'anni di distanza dal primo, Motherless Brooklyn esce in Italia il 7 novembre. Film ambientato negli anni 50 in una New York fumosa e arcigna, si tratta di un racconto di genere poliziesco, con delle sfumature fortemente drammatiche, tratto da un libro scritto da Jonathan Lethem che lo stesso Norton pensava di trasporre su schermo da quasi due decenni e che solo ora è stato finalmente realizzato, grazie anche a un gruppo di attori eccellente.
Motherless Brooklyn vanta un cast di livello altissimo: oltre a Edward Norton, ci sono infatti anche Bruce Willis e Willem Dafoe. Arricchiscono il gruppo pure Leslie Mann, Bobby Cannavale, Alec Baldwin e Gugu Mbatha-Raw. Tutti insieme formano un gruppo di attori eterogeneo che mescola talento ed esperienza, a cominciare soprattutto dal trio Norton-Willis-Dafoe che farebbe le fortune di qualunque regista.
La storia, come detto, è ambientata nel passato e vede il detective privato Lionel Essrog come protagonista. Affetto dalla sindrome di Tourette, Lionel si trova a dover indagare sulla morte di Frank Minna, il suo mentore nonché unico amico. Sullo sfondo delle sue ricerche si muove una New York - anzi, una Brooklyn - in piena transizione da decadente e malfamata a trendy e allegra, che fa sembrare ancora più solo e socialmente escluso l'anti-eroe al centro della vicenda.
Il libro da cui è tratto il film è ambientato nella New York contemporanea di allora (uscì nel 1999), quella di fine anni 90, mentre Norton ha riadattato il copione rendendo il film più simile alle produzioni noir e pulp di un tempo perché gli ha dato uno sfondo anni 50: "Il libro di Jonathan ha questo personaggio incredibile", ha commentato l'attore e regista.
Norton considera Lionel perfetto per questa revisione del tempo in cui si muove: "Lui è inserito in un contesto di tardi anni 90 ma ha questo sapore, questo comportamento da piedipiatti anni 50, che lo mette dentro una bolla anacronistica. Ho sostenuto quest'idea con Jonathan, che il film è molto fedele, e non penso di aver voluto fare qualcosa che potesse essere interpretato come ironico".
Gran film ottimamente diretto e recitato, con una buona sceneggiatura e una musica assolutamente pregevole (dove spicca la canzone di Thom Yorke "Daily battles", a sottolineare con la dovuta malinconia l'anima dei due protagonisti, Lionel e Laura). Un neo-noir ben narrato con un tocco hard-boiled che coinvolge la vicenda ma ne tiene fuori il detective protagonista, Lionel Essrog (lo stesso [...] Vai alla recensione »
Se vent'anni vi sembran troppi, provate a chiedere a Edward Norton quanto ci può volere per pensare, scrivere, finanziare, girare un film. Che, a quel punto, diventa un'estensione di sé. Tanto è servito per partorire Motherless Brooklyn - I segreti di una città, nelle sale dal 7 novembre, progetto di una vita che l'attore interpreta e dirige. È solo l'opera seconda da regista (la prima è Tentazioni [...] Vai alla recensione »