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Ultimo aggiornamento domenica 26 gennaio 2020
Il ritorno al cinema di Cetto La Qualunque, indimenticabile personaggio creato e interpretato da Antonio Albanese. In Italia al Box Office Cetto c'è, senzadubbiamente ha incassato 5 milioni di euro .
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lunedì 2 marzo 2026 ore 20,10 su SKYCINEMACOMEDY
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CONSIGLIATO NÌ
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Cetto la Qualunque ha lasciato la politica e l'Italia per trasferirsi felicemente in Germania, dove ha avviato una catena di ristoranti e pizzerie e ha trovato una bella moglie tedesca che gli ha dato una figlia. Ma quando la zia che l'ha cresciuto, sorella di sua madre, lo chiama al capezzale Cetto torna in Calabria, precisamente a Marina di Sopra, dove ora è sindaco suo figlio Melo. La zia ha un segreto da rivelargli: Cetto non è, come aveva sempre creduto, figlio di un venditore ambulante di candeggina, ma l'erede naturale del principe Luigi Buffo di Calabria. Dunque decide di trattenersi al Sud e godere dei privilegi del ruolo di sovrano "assolutista", con il sostegno di un aristocratico gattopardiano. Ma non "tutto tutto" è rose e fiori, e anche il rapporto di Cetto con moglie e figlio verranno messi in gioco.
Antonio Albanese porta per la terza volta sul grande schermo uno dei suoi personaggi più riusciti, e completa la trilogia scritta insieme a Piero Guerrera e diretta da Giulio Manfredonia che vede Cetto la Qualunque protagonista.
Ma ancora una volta la maschera dell'imprenditore ossessionato dal "pilu" si rivela più adatta alla televisione (o meglio, al cabaret televisivo) che al cinema.
L'idea di partenza è molto attuale, ovvero raccontare il bisogno tutto italiano di un uomo forte al comando, in particolare in un'Italia degradata e fragile: il primo contrasto è fra Cetto e Melo, che interpreta il suo ruolo istituzionale come una corsa al bike sharing, le piste ciclabili e i divieti di caccia. "Fra poco metteranno al bando il peperoncino", sospira Cetto, che procede a dichiarare che "gli italiani si bevono qualsiasi minchiata: e io sono la minchiata giusta al momento giusto".
Questa sarebbe una premessa comica formidabile nel momento attuale, dotata di quel retrogusto amaro cha fa grande la commedia all'italiana. Ma come spesso accade nel cinema italiano contemporaneo è lo svolgimento a fare acqua, creando una trama assai meno divertente del proprio potenziale.
La tendenza italica a farsi gregge e a trasformarsi da cittadini a sudditi (o da deputati a vassalli) non trova infatti nella costruzione narrativa, nei dialoghi, negli scambi di battute il ritmo, l'energia comica e soprattutto la sostanza morale necessari per sostenere un'ora e mezza di visione, e il risultato è una parabola qualunquista che non morde e nemmeno fugge. Neppure i riferimenti a certi politici che piacciono alla gente perché "semplici, determinati, immorali e volgari" bastano a sollevare Cetto c'è dalla medietà cinematografica.
Solo il talento naturale di Albanese e la sua precisione nella commedia fisica salvano l'episodio (si spera) finale di questa trilogia: la sua gestualità, i modi di dire, l'attenzione a certi dettagli ci ricordano quei suoi sketch perfetti nella loro brevità, come istantanee precisamente a fuoco. Sulla lunghezza filmica invece il suo personaggio perde smalto, slancio ed efficacia.
Terzo capitolo della trilogia dedicata a uno dei personaggi più celebri di Antonio Albanese, Cetto c'è, senzadubbiamente è diretto da Giulio Manfredonia come i suoi due predecessori, Qualunquemente e Tutto tutto niente niente, usciti rispettivamente nel 2011 e nel 2012. Albanese torna ancora una volta nei panni di Cetto La Qualunque, protagonista simbolo dei politici ciarlatani, ignoranti e corrotti, per raccontare la scoperta delle sue vere, nobili, origini in quanto figlio naturale di un principe. La rivelazione scuote profondamente il mondo di Cetto, che metabolizza la novità reagendo di conseguenza: niente più politica tradizionale, ora il nostro decide di proporsi direttamente come re e adotta un tenore di vita da monarca con conseguente sfilza di gaffe, grezzate e gag.
«Io e Piero Guerrera volevamo che Cetto tornasse solo con una grande idea, sono passati sette anni e ci è venuta».
Antonio Albanese
Albanese torna a vestire i panni di Cetto La Qualuque al cinema a otto anni di distanza dalla prima volta, quando Qualunquemente ottenne un ottimo successo al botteghino. Il film successivo, uscito l'anno dopo, nonostante sia stato realizzato sulla scia del consenso con cui era stato salutato il precedente, era solo parzialmente un seguito diretto. Infatti, Cetto si divideva la scena con altri due personaggi provenienti dal repertorio del comico lecchese, Frengo Stoppato e Rodolfo Favaretto, e non si può dire che fosse il protagonista principale.
Cetto c'è, senzadubbiamente vede invece il ritorno del solo La Qualunque al centro della scena in tutta la sua cialtronesca spavalderia. Per la sceneggiatura, il comico si è fatto affiancare da Piero Guerrera, noto autore televisivo e non solo, con cui ha scritto i primi due film.
Il personaggio dell'imprenditore e politicante calabrese nasce nel 2003 con lo show Rai "Non c'è problema" ma è grazie a "Mai dire" della Gialappa's Band che è diventato trasversalmente. Il comico e i suoi collaboratori hanno pensato per anni di provare a trasporre Cetto su grande schermo ma è solo nel 2011, a quasi dieci anni di distanza dalla sua prima apparizione in TV, che la macchietta ce l'ha fatta ed è diventata protagonista di un film tutto suo. Oggi, nonostante gli oltre quindici anni di vita, il personaggio è più attuale che mai ed è nuovamente pronto a riprendersi il centro del palcoscenico.
Oltre alla presenza di Antonio Albanese, ritroviamo anche Lorenza Indovina, già interprete della moglie di Cetto, Carmen, nei primi due film. Sono invece novità le presenze di Paola Lavini, Caterina Shulha, Maria Rosaria Russo, Manfredi Saavedra, Cesare Capitani e Guido Roncalli.
Invece di farsi specchio riflettente di un sentimento, di criticarne con la spocchia del personaggio le ingiustizie e i paradossi, Cetto c’è, senzadubbiamente incanala tanta confusione al punto da renderla parte integrante della propria struttura narrativa. La commedia di Giulio Manfredonia, ma ancor più il Cetto stesso di Antonio Albanese, sembrano accusare un assente entusiasmo [...] Vai alla recensione »
Cetto La Qualunque, due e un terzo. Arrivato sul grande schermo dopo una lunga carriera televisiva iniziata nel 2004 ma esplosa con la Gialappa's Band, il personaggio più popolare di Antonio Albanese è diventato protagonista di due film interi (Qualunquemente e questo), più un episodio di Tutto tutto niente niente. Cetto c'è, senzadubbiamente somiglia alla seconda avventura di Garfield quella in cui [...] Vai alla recensione »