| Titolo originale | The Mountain Between Us |
| Anno | 2017 |
| Genere | Azione, Avventura, |
| Produzione | USA |
| Durata | 103 minuti |
| Regia di | Hany Abu-Assad |
| Attori | Kate Winslet, Idris Elba, Beau Bridges, Dermot Mulroney, Linda Sorensen Vincent Gale, Marci T. House, Lucia Walters, Waleed Zuaiter, Lee Majdoub, Natasha Burnett, Adam Lolacher, Dania Nassar, Andres Joseph, Nancy Sivak, Bethany Brown, Orval Roberts, Raleigh, Austin. |
| Uscita | giovedì 23 novembre 2017 |
| Distribuzione | 20th Century Fox Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,26 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 24 novembre 2017
Dall'omonimo romanzo di Charles Martin, una tragica avventura in mezzo alla natura e un'appassionata storia d'amore. In Italia al Box Office Il domani tra di noi ha incassato 363 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Due sconosciuti si incontrano al check-in di un aeroporto prima di imbarcarsi sull'ultimo volo disponibile. Alex è una fotoreporter in viaggio per partecipare alle sue nozze, Ben è un medico di ritorno per un'operazione chirurgica prevista il giorno seguente. Quando il volo viene annullato per maltempo, Alex propone a Ben di affittare un piccolo aereo privato. In piena tempesta, però, il pilota ha un malore e perde il controllo dell'aereo che precipita sulle montagne del Colorado. Alex e Ben sopravvivono nonostante le ferite, ma sanno che a causa di un errore del pilota i soccorsi non arriveranno e la loro unica possibilità è scendere a valle, alla ricerca del primo segno di civiltà.
Tratto dall'omonimo romanzo di Charles Martin, A Mountain Between Us di Hany Abu-Assad, tradotto curiosamente in italiano Il domani tra di noi, è un'odissea ibrida tra romanticismo e avventura nella tradizione dei film di sopravvivenza, dove emergono solo le performance dei due grandi attori, Kate Winslet e Idris Elba.
I ruoli dei due protagonisti inizialmente pensati per Margot Robbie e Michael Fassbender, poi offerti a Rosamund Pike e Charlie Hunnam, sono infine stati assegnati all'attrice de La ruota delle meraviglie di Woody Allen e all'attore britannico di Molly's Game.
Così tra la disperazione di essere dispersi, la paura di morire, il senso di colpa di lei per averlo coinvolto nell'incidente e l'impenetrabilità di lui, i due si avvicinano riscaldandosi l'un l'altro nonostante lo sfondo di cime innevate. Tra i due si crea un rapporto di crescente solidarietà, fiducia e infine attrazione che il regista sottolinea attraverso il graduale passaggio dai piani lunghi ai primi piani sui personaggi che irradiano lo schermo e sostengono la narrazione. Peccato che Alex e Ben rimangano personaggi piatti, carenti di quello spessore psicologico che permette l'empatia dello spettatore. E peccato che i loro dialoghi rimangano solo brevi accenni di una conversazione che non arriva mai. Le scene delle notti intorno al falò, nelle grotte ghiacciate o nelle lunghe passeggiate sotto i fiocchi di neve fanno desiderare un altro genere di discorsi tra un uomo e una donna costretti a riporre la loro vita nelle mani dell'altro, uno sconosciuto.
Invece, ripetutamente gli eventi della natura troncano ogni inizio di introspezione psicologica riportando i due all'estenuante azione. Hany Abu-Assad filma davvero il paesaggio come un altro personaggio che, in silenzio, si impone per la sua maestosità, la sua ostilità ma anche la sua bellezza. E se l'affettuoso Golden Retriever riempie la solitudine di Alex e Ben, il gelido paesaggio di rocce sporgenti e cime gelate non fa altro che ricordare all'uomo l'implacabilità di Madre Natura, di cui la troupe inoltre ha davvero fatto esperienza.
Desideroso di realismo per questa storia d'amore ad alta quota il regista ha davvero voluto girare il film a 3350 metri d'altitudine in Canada, sulla pittoresca catena Purcell dell'Invermere in condizioni estreme. La fotografia ne rende merito. Altrettanto realismo, però, ci si sarebbe aspettato dal ritorno dei superstiti alle loro vite, mai più le stesse di prima la montagna.
Ritengo questo film appena discreto in quanto seppur tratto da un romanzo che sicuramente leggerlo sarebbe stato molto più interessante ma cinematograficamente non decolla,i presupposti per essere un buon film c'erano tutti,due bravissimi attori,un ambientazione superlativa,è una sceneggiatura originale che sicuramente è stata molto modificata.
Nel 2011, parlando di Melancholia, Lars von Trier disse che, ad ispirarlo, era stata una frase del suo psicoterapeuta, secondo cui le persone affette da depressione reagiscono con più calma alle tragedie, perché passano la vita nell'attesa di eventi drammatici. Come se la depressione invertisse il rapporto tra l'imprevisto e il prevedibile, l'avvenimento critico e il normale susseguirsi degli eventi. La vita quotidiana diventa dura sopravvivenza; la catastrofe invece un momento gestibile, facile, che libera bisogni primordiali a cui tutti abbiamo accesso istintivamente. In realtà è una considerazione che si può elevare a carattere generale, riassumendola nel famoso aforisma di Cechov: "Qualsiasi idiota può superare una crisi: è la vita quotidiana che ti logora".
La catastrofe sfugge alle leggi della norma, le sovverte per creare un nuovo equilibrio, a cui ci si piega per necessità di sopravvivenza: è il ritorno alla quotidianità il vero banco di prova della propria capacità di adattamento. Notevole in questo senso la traduzione italiana di The Mountain Between Us, il nuovo film del regista nazareno Hany Abu-Assad, reso come Il domani tra di noi.
Sulla vita in vetta viene invece lasciato poco dubbio: fin dalle scene iniziali si intuisce che i due usciranno più o meno illesi dai pericoli della montagna e che il tono del film sarà più sentimentale che avventuroso. Ed è proprio la relazione a convincere poco, anche e soprattutto a causa della totale assenza di alchimia nella coppia Winslet-Elba e di una mancata introspezione psicologica nella scrittura. Il dialogo continuo non aiuta e i due protagonisti rimangono impenetrabili, senza forza. Le cime innevate ostili e bellissime, diventano il vero personaggio e l'azione si impone sulla riflessione, sacrificando però in modo definitivo le potenzialità del binomio uomo - natura, tipico del genere. In Into the Wild - Nelle terre selvagge Sean Penn utilizzava la bellezza struggente dei luoghi per riflettere sulla vita e sulla solitudine; il mondo selvaggio diventava l'occasione per scappare dalla società e riscoprirsi vivi, anche se comportava il sacrificio definitivo dell'amore, della condivisione, della famiglia.
Kate Winslet dovrebbe rinunciare a viaggiare. Dopo il memorabile naufragio del Titanic, prende un aereo privato: anche quello ha un incidente e lei, giornalista, si ritrova isolata tra le montagne assieme al dottore (Idris Elba) col quale volava. Quando i due si rendono conto che non c'è possibilità di geolocalizzarli, decidono di tentare di cavarsela da sé.