I Love You, Daddy

Film 2017 | Commedia 123 min.

Regia di Louis C. K.. Un film con Louis C.K., Chloë Grace Moretz, John Malkovich, Helen Hunt, Edie Falco, Doris McCarthy. Cast completo Titolo originale: I Love You, Daddy. Genere Commedia - USA, 2017, durata 123 minuti.

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Il film è diretto dallo stand-up comedian Louis C.K., di ritorno alla regia dopo vent'anni di assenza.

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Indagine sul rapporto padre-figlia: il film bandito da tutti i cinema del mondo, eccetto due.
Letizia Rogolino
lunedì 26 marzo 2018
Letizia Rogolino
lunedì 26 marzo 2018

«Un film di cui parleremo, e onestamente rideremo, tutto l'anno» ha scritto Jada Yuan nella sua recensione di I Love You Daddy sulla rivista americana Vulture. Parole che oggi suonano profetiche, pensando al ciclone che ha investito il regista del film, Louis C.K., accusato di molestie sessuali che lui stesso ha confermato. Noto come uno dei comici più amati degli Stati Uniti, Louis C.K. ha presentato con successo I Love You Daddy in anteprima al Toronto Film Festival 2017, attirando l'attenzione della Orchard che ne ha acquisito i diritti per la distribuzione. Tuttavia, dal momento in cui cinque attrici hanno denunciato alcuni comportamenti ambigui e volgari dell'artista della risata, il film ha avuto un destino nefasto, bandito da tutti i cinema del mondo, tranne due piccole sale in North Dakota e nel Michigan. Secondo i racconti dettagliati delle vittime, Louis C.K. avrebbe l'abitudine di masturbarsi di fronte a donne non consenzienti e, oggi, il suo nome è ufficialmente sulla lista nera, insieme a quello di alcuni suoi colleghi come Kevin Spacey e Woody Allen.

«Queste storie sono vere. Al tempo mi ero detto che quello che facevo era ok, perché non avevo mai mostrato il pene a una donna senza prima chiedere il permesso, cosa che è anche vera. Ma più avanti nella vita ho capito, comunque troppo tardi, che quando sei in una posizione di potere chiedere loro di guardare il tuo pene non è una domanda. Per loro è un'imposizione. Il potere che avevo su queste donne era che loro mi ammiravano. E io ho usato irresponsabilmente questo potere»
Louis C.K.

Tenuto conto di tutto questo, la visione del film I Love You Daddy lascia alquanto perplessi i suoi ammiratori e non solo. Una commedia audace e divertente in bianco e nero che racconta la storia di un autore televisivo di successo impegnato su un nuovo progetto, mentre prova ad instaurare un rapporto con la figlia adolescente, viziata e senza alcuna aspirazione per il futuro. Quest'ultima, interpretata da una svampita e sensuale Chloe Grace Moretz, viene sedotta da un attore settantenne, già denunciato per la sua ossessione nei confronti di giovani donne. Louis C.K., nei panni del protagonista, appare come uno spietato osservatore dietro le quinte dell'industria cinematografica e televisiva, esplorando la natura umana che si nasconde dietro le maschere mostrate sullo schermo. Perversioni, debolezze e desideri di personaggi ben scritti donano ritmo al film testamento dell'animale da palcoscenico, da cui anche Netflix ha preso le distanze rifiutando il rinnovo del contratto.

La forma e la sceneggiatura richiamano un cinema classico, con espliciti riferimenti alle commedie vibranti ed ironiche di Woody Allen. Qualcuno lo ha definito un libero adattamento del film Manhattan ma, allo stato attuale, I Love You Daddy sembra piuttosto un autodenuncia in 35mm.

C.K. è riuscito a coinvolgere un cast di tutto rispetto che comprende nomi come John Malkovich, Helen Hunt, Edie Falco, Rose Byrne, Charlie Day, Ebonee Noel e Pamela Adlon, per un esperimento di satira moderna in cui trova ampio spazio un erotismo platonico e mai fisico. Costruito come un musical di Broadway con una massiccia presenza musicale, a volte anche volontariamente fuori luogo, I Love You Daddy si nutre di presunte molestie, dialoghi espliciti, e riflessioni sul femminismo tirando in ballo persino la celebre Gloria Steinem. Se si pensa che molti americani consideravano Louis C.K. un fervido femminista prima delle pesanti accuse, questo film assume un ruolo definitivo. Soprattutto quando lui stesso, parlando con la figlia nel film, difende il personaggio accusato di pedofilia, interpretato da Malkovich, affermando: «È un grande artista, quello che fa nella vita privata non sono affari nostri».

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