Benvenuti a casa mia

Film 2017 | Commedia +13 92 min.

Titolo originaleÀ bras ouverts
Anno2017
GenereCommedia
ProduzioneFrancia, Belgio
Durata92 minuti
Al cinema1 sala cinematografica
Regia diPhilippe de Chauveron
AttoriChristian Clavier, Ary Abittan, Elsa Zylberstein, Cyril Lecomte, Nanou Garcia Oscar Berthe, Mirela Nicolau, Ioana Visalon, Sofiia Manousha, Nikita Dragomir.
Uscitagiovedì 8 marzo 2018
DistribuzioneAdler Entertainment
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,01 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Philippe de Chauveron. Un film con Christian Clavier, Ary Abittan, Elsa Zylberstein, Cyril Lecomte, Nanou Garcia. Cast completo Titolo originale: À bras ouverts. Genere Commedia - Francia, Belgio, 2017, durata 92 minuti. Uscita cinema giovedì 8 marzo 2018 distribuito da Adler Entertainment. Oggi tra i film al cinema in 1 sala cinematografica Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,01 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un ricco intellettuale invita i ricchi ad accogliere a casa propria le persone meno fortunate. Riuscirà ad essere anche lui così aperto nei confronti dei bisognosi? In Italia al Box Office Benvenuti a casa mia ha incassato 183 mila euro .

Benvenuti a casa mia è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato no!
2,01/5
MYMOVIES 1,00
CRITICA 1,70
PUBBLICO 3,33
CONSIGLIATO NÌ
Una commedia etnica 'tutta a destra' che cavalca l'immagine negativa di una comunità già largamente stigmatizzata.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 8 marzo 2018
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 8 marzo 2018

Jean-Etienne Fougerole, intellettuale engagé, promuove in televisione il suo ultimo libro ("A braccia aperte"). Incalzato dalla provocazione del suo rivale, un giovane candidato (e scrittore) di destra che lo invita ad accogliere a casa una famiglia Rom, annuncia pubblicamente indirizzo e disponibilità, sperando che nessuno lo prenda davvero sul serio. Ma Babik e prole, riuniti intorno al televisore, raccolgono l'invito e battono cassa al cancello. Insediatisi con la roulotte nel giardino dei Fougerole, provano a integrarsi con risultati maldestri e una resilienza irriducibile come il pregiudizio.

Dopo i neri, gli ebrei, gli arabi e gli asiatici (Non sposate le mie figlie), i Rom sono il nuovo bersaglio di Philippe de Chauveron. Ma non sono soli. A far loro compagnia, su un tappeto di cimbali e violini, c'è una sinistra intellettuale e bobo piena di 'buoni sentimenti' e irresistibilmente attratta dalle ville di lusso e le camicie di Dior.

Ladri, misogini, mangiatori di ricci e di talpe, bevitori di cherosene con la barba incolta e i denti di metallo, i Rom che sbarcano e sbracano sul giardino di una bella casa di Marnes-la-Coquette servono soprattutto a smascherare le certezze e a rivelare i vizi della sinistra francese, oggetto esplicito del risentimento dell'autore. Ogni battuta dei coniugi Fougerole, ogni replica, servita agli avversari politici o agli ospiti in giardino, non è che un accumulo di cliché triti su una gauche borghese, benpensante e incapace di ammettere in fondo di essere altrettanto razzista.

A confermare l'ideologia dozzinale del film, sono anche le soluzioni tecniche e narrative, che sollevano la questione della distinzione tra discorso del personaggio e discorso filmico. Il dire (falsamente) progressista di Fougerole (un 'consumato' Christian Clavier) e signora (Elsa Zylberstein) è costantemente contraddetto dalle immagini. Se monsieur Fougerole sostiene davanti al sindaco che i Rom sono vittime di pregiudizi sociali infamanti, nell'inquadratura successiva la madre di Babik passeggia per la strada con un maiale. Un cut, un piano seguente, un contro campo arrivano puntuali a punire la loro coscienza sociale, dimostrando alla fine che la sinistra ha torto (i Rom sono dei vampiri che non si limitano certo alla soglia di casa) e l'estrema a destra ha ragione (non siamo più a casa nostra).

Così, oltre alla spregevole e folclorica caratterizzazione dei suoi convitati, brutti, sporchi, cattivi e piegati a consolidare i peggiori stereotipi razzisti, Benvenuti a casa mia presta il fianco all'idea fissa dell'estrema destra di un'infiltrazione barbara e parassitaria nelle nostre città e nelle nostre case.

Uscito in Francia ad aprile del 2017, una manciata di giorni prima delle elezioni presidenziali, il film di Philippe de Chauveron è la risposta (forse) piccata a Chez nous - A casa nostra di Lucas Belvaux, che provocò a febbraio dello stesso anno l'ostilità di Marine Le Pen e dei dirigenti del Front National. In una commedia etnica tutta a destra, che cavalca l'immagine negativa di una comunità già largamente stigmatizzata e giudicata sgradita, quello che resta alla fine è un happy end che riconcilia unicamente dal basso, tra fiori d'arancio, populismo e umorismo discriminatorio.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 20 marzo 2018
no_data

 Contrariamente a quanto scritto in molte recensioni, il film è sarcastico, irriverente fino a quasi alla cattiveria, razzista ma prima di tutto nei confronti dei francesi. A cominciare da Fougerole, l'ipocrita protagonista radical chic che usa gli stranieri per promuovere la sua immagine e il suo successo letterario nel dorato mondo dell'intellighenzia progressista.

domenica 11 marzo 2018
Brunos8s

Ottima commedia che offre più di uno spunto sul tema

domenica 11 marzo 2018
alex

Trovo faziosissima la recensione di tale Marzia Gandolfi ( è una critica cinematografica..boh..). Il film è godibilissimo e finalmente esce una politica che non puzza di trito conformismo sinistroide. Trovo che la vicenda narrata nella pellicola in questione tratteggi, seppur in chiave ironoica, una realtà che stiamo vivendo in tutta Europa.

sabato 10 marzo 2018
Maramaldo

Ho notato un "ammorbidimento" dell'ultima ora, deve esserci stata qualche "vibrata protesta" e si può capire. Rimane sempre una decisa preclusione, un giudizio totalmente negativo motivato con logiche e termini politichesi (poco è mancato che affibbiassi quelle definizioni demonizzanti cui ricorre chi ha esaurito le risorse della sua dialettica). Non bello per chi è dalla parte dello spettatore.

venerdì 17 agosto 2018
brunopascia

Marzia Gandolfi. Non è possibile che Mymovies abbia die giudizi cosi sballati e fuorvianti solamente c'è questa piccola sinistroide con gli occhiali colorati che non riesce a parlare di cinema ma ci deve mettere per forza la pezza politica. Cara Gandolfi, mi spiace, ma non sei adatta a fare critica cinematografica. O scrivi in termini autoreferenziali e nessuno capisce una mazza, [...] Vai alla recensione »

venerdì 22 giugno 2018
bergat

Film brillante che fa indubbiamente sorridere, ma non certo ridere e che cerca di descrivere un mondo Rom edulcorato che non esiste nella realtà. Purtroppo quella dei Rom è una piaga sociale, ma qui credo che l'autore voglia giustamente prendere in giro un certo atteggiamento radical chic, di chi certo non ha problemi a vivere nel migliori dei modi la propria vita.

martedì 13 marzo 2018
Maramaldo

Calma, ragazzi. E' un famoso motivo (Les Gitanes). Riascoltatelo. Dimenticate la politichetta, può soltanto condurvi a fraintendere questo film. Ciò premesso, continuo con Zingara (prendi questa mano...). Potrei spolverare  Violino Tzigano. Inoltrarmi con la Carmen della cui Canzone Gitana  A' Bras Ouverts reca un'eco nei suoi momenti orgiastici.

FOCUS
INCONTRI
giovedì 8 marzo 2018
Paola Casella

Aveva già doppiato Filottete in Hercules, Bob Pogo nella sitcom Netflix F is for Family e Re Luigi ne Il libro della giungla. Ha prestato la voce persino ad un motociclista ne I Simpson. Ma questa è la prima volta che Giancarlo Magalli doppia un attore in carne ed ossa: Christian Clavier, protagonista di Benvenuti a casa mia.

Un po' vi assomigliate fisicamente....
È vero, siamo entrambi bassetti, grassocci e col nasone. Lui però ha ancora i capelli, e poi è francese, può atteggiarsi a intellettuale charmant. Ma io me lo ricordo anche quando faceva Astérix....

Per promuovere il film ha girato un video su Youtube chiedendo di essere ospitato a casa degli utenti. E ha ricevuto 500 like e 200 inviti.
Più tutti quelli che mi hanno scritto in privato perché non si fidavano a mettere l'indirizzo su Facebook: almeno altri 200 che mi hanno contattato su Messenger o mi hanno mandato una mail. Alla fine la produzione ha sorteggiato un ragazzo di Roma appassionato di Internet e di cinema, con due coinquiline molto carine, e abbiamo fatto una cenetta a quattro cucinata da loro. A parte il dettaglio che abitano al quinto piano senza ascensore, ci siamo molto divertiti: ho messo il video della serata su Youtube, per chi fosse interessato.

Ma lei aprirebbe la sua casa a una famiglia di rom, come fa il protagonista di Benvenuti a casa mia?
No, lo dico con molta sincerità: poteri ospitare una famiglia di terremotati cui è crollata la casa fintanto che non si sistemano, ma i rom hanno scelto di essere nomadi, che nomadino pure.

L'uscita del film ha un eccezionale tempismo politico.
È vero, arriva dopo le elezioni che hanno mostrato come la diffidenza e l'intolleranza stiano facendo passi avanti - non necessariamente nel senso di una maggiore civiltà. Il protagonista, che afferma in un suo libro come da lui i rom siano benvenuti, quando quelli gli arrivano davvero in casa comincia a conviverci e alla fine stabilisce con loro un rapporto di simpatia. In fondo è una storia di integrazione e tolleranza.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 9 marzo 2018
Pierre Murat
Télérama

Provocato durante un dibattito televisivo, l'intellettuale di sinistra Jean-Etienne (Christian Clavier) si dice disposto ad accogliere una famiglia rom nella sua lussosa villa. E cosi l'esotico e carismatico Babik (Ary Abittan) sbarca con la sua allegra carovana nel giardino di Jean-Etienne. Philippe de Chauveron ripropone il metodo usato per il suo film precedente, Non sposate le mie figlie: accumula [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 marzo 2018
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Che cosa può accadere a un intellettuale progressista benestante, moglie viziata artista concettuale, villa e servitore indiano, se nella Francia di Macron pubblica un libro di dialogo e accoglienza con le minoranze intitolato "A braccia aperte" e lo difende in tv? Be', la commediola svelta e avvitata quanto prevedibile e onesta è tutta qui: che una squinternata famiglia rom, con uno sfrattato francese [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 marzo 2018
Claudio Trionfera
Panorama

A bras ouverts, A braccia aperte recita (come il titolo originale del film) il nuovo romanzo del protagonista Jean-Etienne Fougerole (l'iconico Christian Clavier), scrittore rinomato e paradigmatico d'area gauchiste-snob, partigiano dell'accoglienza, che sfidando in tv un suo antagonista letterario (e politico) invita i francesi a ospitare i rifugiati in casa loro.

giovedì 8 marzo 2018
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Divertente commedia francese, che ironizza, tirando spesso la corda, sull'accoglienza ai migranti. Il popolare scrittore progressista Fougerole è sfidato da un rivale destrorso a mettere in pratica il buonismo sbandierato di continuo in tv. Preso in contropiede, quello si trova così costretto a spalancare le porte della villa a una variopinta famiglia rom.

sabato 17 marzo 2018
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Un film azzeccato non garantisce il seguito. Qua però siamo sotto il minimo, roba da far pensare a una doppia personalità (o a un nero sostituto, nel senso del ghost writer). Dopo il riuscito "Non sposate le mie figlie", "Benvenuti a casa mia" ricama sul tema "aiuta gli immigrati chez toi, se proprio ci tieni, caro scrittore radical chic". Una famiglia di rom (guai a chiamarli zingari, si offendono) [...] Vai alla recensione »

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