Un padre, una figlia

Film 2016 | Drammatico +13 128 min.

Regia di Cristian Mungiu. Un film Da vedere 2016 con Adrian Titieni, Maria-Victoria Dragus, Lia Bugnar, Malina Manovici, Vlad Ivanov. Cast completo Titolo originale: Bacalaureat. Genere Drammatico - Romania, Francia, Belgio, 2016, durata 128 minuti. Uscita cinema martedì 30 agosto 2016 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,48 su 25 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un piccolo paese, le persone mormorano, 4 sospettati, indagini in corso. Il film è stato premiato al Festival di Cannes e ha ottenuto 1 candidatura a Cesar. In Italia al Box Office Un padre, una figlia ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 373 mila euro e 98,7 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,48/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 4,17
PUBBLICO 3,28
CONSIGLIATO SÌ
Mungiu torna a interrogarsi sulle conseguenze di una scelta in un'opera che guarda alla paternità e alle seconde chances.
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 19 maggio 2016
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 19 maggio 2016

Romeo Aldea è medico d'ospedale una cittadina della Romania. Per sua figlia Eliza, che adora, farebbe qualsiasi cosa. Per lei, per non ferirla, lui e la moglie sono rimasti insieme per anni, senza quasi parlarsi. Ora Eliza è a un passo dal diploma e dallo spiccare il volo verso un'università inglese. È un'alunna modello, dovrebbe passare gli esami senza problemi e ottenere la media che le serve, ma, la mattina prima degli scritti, viene aggredita brutalmente nei pressi della scuola e rimane profondamente scossa. Perché non perda l'opportunità della vita, Romeo rimette in discussione i suoi principi e tutto quello che ha insegnato alla figlia, e domanda una raccomandazione, offrendo a sua volta un favore professionale.
Il protagonista di Bacalaureat ha provato, a suo tempo, a cambiare le cose, tornando nel proprio paese per darsi e dargli una prospettiva di rinnovamento, anzitutto morale. Non ha funzionato. Tutto quello che ha potuto fare è restare onesto nel suo piccolo, mentre attorno a lui la norma era un'altra. Trasparente nel mestiere, meno nella vita sentimentale, perché la vita prende le sue strade, e non tutto si può controllare. Ora però non si tratta più di lui: le biglie dei suoi giorni trascorsi sono più numerose delle biglie nella boccia dei giorni che gli rimangono. Ora si tratta di sua figlia, di impedire che debba sottostare allo stesso compromesso, ovvero restare in un luogo in cui le relazioni tra le persone sono ancora spesso fatte di reciproci segreti, di silenzi da far crescere e redistribuire: una rete che imprigiona e "compromette" la vera vita. Ma fino a che punto si ha diritto di scegliere per i propri figli? Una rottura del proprio codice morale, per quanto occasionale e dimenticabile come una pietra che arriva improvvisa e rompe il vetro della finestra di casa, basta a mettere in discussione l'intera costruzione?
Come in Oltre le colline Mungiu s'interroga sulle conseguenza di una scelta, in un film però molto diverso dal precedente, per certi versi più freddo ma anche più morbido, in cui l'errore non è più lontano dalla presa in carico delle conseguenze e delle responsabilità che ne derivano e dove la lezione passa, aprendo forse davvero una seconda opportunità per il protagonista, proprio in quell'aspetto del suo essere che credeva di condurre al meglio: la paternità.
"Perché suoni sempre il clacson?" Domanda Eliza. "Per sicurezza." "Sì, ma perché lo suoni anche quando non ci sono altre macchine?" L'ironia della sorte, che nel cinema rumeno degli ultimi anni non manca mai, e scorre tanto sotto le commedie grottesche che sotto i drammi più amari, fa sì che il dottor Aldea agisca quando non c'è bisogno di farlo, travolto dal terrore che il futuro di sua figlia possa andare improvvisamente in frantumi come il vetro, quando in realtà sono la sua età e la sua situazione che gli stanno domandando il conto.

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UN PADRE, UNA FIGLIA
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 7 settembre 2016
Flyanto

Ecco che ritorna (assai felicemente) nelle sale cinematografiche dopo "4 Mesi, 3 Settimane e 2 Giorni" ed "Oltre le Colline" Cristian Mungiu con "un Padre, Una Figlia" dove si assiste all'esasperato darsi da fare di un genitore nei confronti del proprio amato bene. Il protagonista, infatti, è un padre, stimato medico in una cittadina di provincia, sposato ma con un matrimonio ormai alla deriva [...] Vai alla recensione »

sabato 3 settembre 2016
vanessa zarastro

Bacalaureat, titolo originale, è un bel film intenso sui rapporti interpersonali di una famiglia nella realtà attuale rumena. Tratta della difficoltà di trasmettere valori morali ai figli quando noi stessi viviamo un ricatto nella nostra vita quotidiana. Un bravo medico chirurgo che lavora in ospedale e che non ha mai accettato né bustarelle né tangenti - e forse [...] Vai alla recensione »

venerdì 2 settembre 2016
no_data

“Chi lo cambia questo paese se tutti vanno via?” Ieri: Romania, ieri come oggi. Romeo è un medico e ha una figlia, Eliza, per la quale ha programmato futuro e sogni fin dalla nascita. Non sarà sua figlia a cambiare un paese che ha abortito speranze e illusioni nel passaggio dalla dittatura alla democrazia. Eliza andrà via.

martedì 20 settembre 2016
Zarar

In una Romania stagnante, in un ambiente percorso da un senso permanente di insicurezza e minaccia, tra gente esperta nell’arte di arrangiarsi, il medico Romeo Aldea, deluso dal fallimento di una rinascita democratica del suo paese in cui aveva riposto tante speranze, da un matrimonio tenuto a stento in piedi, da una relazione sentimentale problematica, concentra il suo desiderio di riscatto dalle [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 settembre 2016
maumauroma

Molto spesso la vita ci costringe a scendere a compromessi con la nostra coscienza e con il nostro senso morale. Ne sapra'qualcosa Romeo Aldea, medico all'ospedale di Cluj, in Romania. Proprio lui che, al termine della rivoluzione che coinvolse il suo paese, scelse di ritornare in patria, sperando (inutilmente) in un futuro migliore per sé e per la sua famiglia.

mercoledì 14 settembre 2016
redbaron990

E' sempre rischioso tentare di dire molto, spesso si finisce per dire troppo senza mettere adeguatamente a fuoco i singoli obiettivi e forzando più del dovuto le situazioni narrate. Questo è quello che succede a Mungiu che produce un film ricchissimo di ottimi spunti ma che perde per strada la sua incisività inscenando un dramma familiare e sociale che finisce per esasperare le dinamiche del credibile. No [...] Vai alla recensione »

martedì 27 dicembre 2016
Eugenio

Il silenzio delle persone amate, colpite da una violenza esterna, ineluttabile e inesorabile. Il silenzio della solitudine, dell’incapacità di saper porre un freno a quei segreti inconfessati che spezzano la nostra vita per sempre. E poi la corruzione, il desiderio di dare un nuovo futuro ai figli, la possibilità di uscire dal mondo chiuso di una comunità di provincia romena verso l’occidente rappresenta [...] Vai alla recensione »

domenica 11 settembre 2016
Giulio N.

 Inizia con un sasso scagliato contro il vetro della finestra dell'appartamento di Romeo il nuovo film del regista rumeno Cristian Mungiu, un sasso che incrina tutte le idee, le convinzioni e i progetti di una famiglia. Romeo e Magda sono due coniugi in crisi che vivono separati in casa, la loro figlia, Eliza, sta affrontando l'ultimo anno di scuola superiore.

domenica 4 settembre 2016
LBavassano

Il dramma, i drammi, si intrecciano con la banalità della vita quotidiana, si stemperano, non raggiungono il livello intollerabile di "Oltre le colline", si esaspera viceversa per contrasto l'ordinario squallore, la disillusione di chi aveva sperato, di chi si era illuso. Ci racconta la Romania di oggi il film di Cristian Mungiu, la Romania che si è lasciata alle spalle [...] Vai alla recensione »

domenica 14 maggio 2017
Guidobaldo Maria Riccardelli

Analizzando con occhio critico e mano capace, Cristian Mungiu tratta argomenti a lui cari, dimostrando una volta di più le sue ottime qualità di giovane regista. Ponendosi in stretta relazione con l'assai riuscito 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni (2007), anche qui vi è un convincente quadro della difficile situazione romena odierna, fatta di usi e costumi sorpassati, inseriti [...] Vai alla recensione »

domenica 30 aprile 2017
gianleo67

Romeo, medico rumeno di mezz'età in rotta con la moglie, ha riposto tutte le sue aspettative nel futuro della figlia, in procinto di diplomarsi e di partire per Cambrigde grazie a una prestigiosa borsa di studio. Quando la ragazza rimane vittima di un tentativo di violenza sessuale, l'uomo non esiterà a ricorrere a tutte le sue conoscenze pur di fare arrestare il colpevole [...] Vai alla recensione »

lunedì 9 gennaio 2017
Luanaa

Francamente noioso, è un film dove tutti stanno male. Sta male la frustratissima moglie; sta male la figlia che subisce un assalto ma pure il suo assalitore che non riesce nello stupro.Sta male la madre del protagonista, che sembra sempre sul punto di morire. Sta male l'amante che si sente trascurata ed il di lei figlioletto che sembra abbia gravi problemi di dizione.

mercoledì 28 dicembre 2016
Filippo Catani

Romania. La figlia di un medico ha praticamente ottenuto una borsa di studio per poter andare in Inghilterra all'università a studiare psicologia. Le manca una piccola formalità e cioè prendere almeno nove alla maturità. Proprio prima dell'inizio degli esami tutto precipita. Premiato a Cannes per la sapiente regia di Mungiu, questo film in maniera cruda ed essenziale [...] Vai alla recensione »

lunedì 19 settembre 2016
FabioFeli

In una cittadina della Romania il risveglio di Romeo (Adrian Titieni) viene turbato da un sasso che rompe un vetro della finestra della sua casa a pianterreno; questi esce a cercare inutilmente l’autore del dispetto. Romeo è un chirurgo sposato con una bibliotecaria; la loro figlia, Eliza (Maria Victoria Dragus) il giorno seguente inizia gli esami di maturità; se avrà la media del nove, potrà essere [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 gennaio 2017
Francesco2

 Un altro mondo "in pezzi", in tutti i sensi. Mungiu ci insiste, e sostanzialmente ha ragione, anche perché torno ad apprezzarlo dopo il discutibile "Oltre le colline". Anziché  soffermarsi sul "semplice" rapporto causa-effetto,  come era avvenuto nel bellissimo "4   mesi, 3 settimane".

martedì 6 dicembre 2016
LBavassano

Gli amici sanno quanto io apprezzi il cinema di Cristian Mungiu, la sua capacità di raccontare che spazia con pari efficacia dall'ironia surreale dei "Racconti dell'età dell'oro" alla cupissima tragedia di "Oltre le colline", senza mai perdere il contatto con la propria terra, con la sua Storia e le sue minime storie capaci però di parlare ad un [...] Vai alla recensione »

domenica 18 settembre 2016
marcello1979

 Anche il cinema Romeno diventa "complesso" sentimentalmente parlando.. Bella la scenografia ,credibili gli attori e semplice la trama : composizione perfetta per un film ben riuscito.. Cannes ormai sforna sempre registi dell'est europa capici di stupire per semplicità delle storie. Una volta eravamo maestri nel dipingere il neorealismo, ormai la società [...] Vai alla recensione »

mercoledì 21 dicembre 2016
Alex62

Mungiu ritorna con un film intenso, etico, dopo il successo del micidiale 4 mesi 3 settimane 2 giorni (vincitore a Cannes), uno dei film più lucidi e onesti sull'aborto. Si tratta di un ritorno in grande stile, che denuncia un'accresciuta maturità e un'accuratezza che si potrebbe definire veristica riguardo all'atmosfera, al grigiore, agli evidenti problemi di ordine [...] Vai alla recensione »

lunedì 7 maggio 2018
Vittorio

Tanto rumore per nulla...film visto e rivisto, che non porta da nessuna parte. Lento, con un finale inesistente...Come al solito si grida al capolavoro per un film che vale veramente poco!!

mercoledì 12 ottobre 2016
Emanuele 1968

Caro padre (sacerdote) del gruppo cinofilo del martedi, scusami della stoccata on-line, però se cortesemente prima che inizi il film se ci evitassi di dirci trama e ci lasci la sorpresa, e dopo il cinema per il libero confronto non tieni in mano solo tu il microfono senza fili, ed evitassi il continuo elogiare il film che hai scielto tu, come ha giustificarti della scielta del tipo <<visto [...] Vai alla recensione »

sabato 10 settembre 2016
no_data

 Film interessante.... Per me ribadisce un concetto fondamentale.  La responsabilità dei genitori nell'alimentare la Speranza nei propri figli! Per far ciò dovremmo essere i primi a tenere accesa in noi la  speranza. Illuminante può essere la lettura di "Responsabilità e speranza" di E.Borgna

FOCUS
FOCUS
sabato 3 settembre 2016
Roy Menarini

Non sono in tanti a essersi chiesti perché Un padre, una figlia abbia vinto il Premio per la Regia a Cannes, e non quello della sceneggiatura o non qualche premio più generale che esaltasse la sintonia tra autore e interpreti della pellicola.

Lo straordinario film di Cristian Mungiu pare fatto apposta perché se ne apprezzino i dati di scrittura, i personaggi, la storia che via via strangola i protagonisti di fronte alle loro scelte etiche, e se si vuole anche tutta la questione analitica e metaforica della nuova Romania, disillusione prepotente che segna tutto il cinema del regista. Tutto questo è ovviamente vero, anche perché Mungiu è uno sceneggiatore eccezionale, che viene da studi letterari e giornalistici, con un vero e proprio dono per dialoghi che oscillano tra la massima serietà e l'ironia più kafkiana, ma non basterebbe a fare di Bacalaureat il grande film che è. In effetti, ciò che addensa, concretizza e dà corpo al tessuto psicologico e narrativo è il lavoro di messa in scena - e mai più di questa volta, la dizione francese (anche del premio) di mise-en-scène si rivela utile - poiché Mungiu racconta la gran parte della storia attraverso confronti binari tra due personaggi. Ciascuno di questi si svolge in un interno, ripreso in scope con una ratio di 2.35: 1, che - senza farla troppo lunga con i tecnicismi - di solito si riserva ai film di grande respiro, dall'avventura al western. Mungiu invece, mentre sembra togliere sempre più spazio metaforico alle scelte dei personaggi (che si rovesciano contro di loro), aumenta a dismisura lo spazio domestico, disponendo i corpi dei protagonisti ai due lati dell'inquadratura. In questo modo, anche lo spettatore si trova schiacciato nella scena con loro, e la disposizione simmetrica, unita a dialoghi mai didascalici, pone sul medesimo orizzonte i contendenti, e non permette a chi guarda di assumere una posizione pre-costituita sulle scelte di ciascuno. Per noi italiani, poi, Un padre, una figlia è un film molto pertinente, visto che i compromessi cui scende il padre, e di conseguenza i favori e le piccole corruzioni del mondo tutto intorno a lui, sembrano materia di discussione non solo per l'identità nazionale rumena ma anche di quella tricolore.

Tutto questo è ovviamente vero, anche perché Mungiu è uno sceneggiatore eccezionale, che viene da studi letterari e giornalistici, con un vero e proprio dono per dialoghi che oscillano tra la massima serietà e l'ironia più kafkiana, ma non basterebbe a fare di Bacalaureat il grande film che è. In effetti, ciò che addensa, concretizza e dà corpo al tessuto psicologico e narrativo è il lavoro di messa in scena - e mai più di questa volta, la dizione francese (anche del premio) di mise-en-scène si rivela utile - poiché Mungiu racconta la gran parte della storia attraverso confronti binari tra due personaggi.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Etica e estetica sono tutt'uno» diceva Ludwig Wittgenstein. E Philippe Sollers aggiungeva «l'etica è l'estetica dell'avvenire». Se a tutt'oggi la profezia pare lontana dal realizzarsi, a volte arriva un film che ne riafferma la validità. Come Un padre, una figlia del romeno Cristian Mungiu, nove anni fa vincitore della Palma d'oro con 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni e premio alla regia all'ultima Cannes [...] Vai alla recensione »

Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

La Romania non è un Paese per giovani. Tale è la conclusione a cui è giunto Romeo, medico di mezza età, dopo aver lottato una vita per un mondo migliore. Per questo sente il dovere come padre di mandare sua figlia Eliza a studiare all'estero, in Inghilterra. Inizialmente concorde, la ragazza s'impegna al massimo per ottenere i voti necessari all'ammissione finché un incidente non le aprirà nuove prospettive [...] Vai alla recensione »

Alice Sforza
Il Giornale

Romeo è un medico rumeno che adora la figlia Eliza. Per lei sogna un futuro in una università inglese. Essendo una studentessa modello, l'esame finale non dovrebbe essere un problema. La mattina prima degli scritti, però, viene aggredita e, scossa, rischia di mandare all'aria il suo avvenire. Il padre dovrà abbandonare i suoi principi e chiedere una raccomandazione.

winner
miglior regia
Festival di Cannes
2016
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