| Titolo originale | Rendez-vous à Atlit |
| Titolo internazionale | Atlit |
| Anno | 2015 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Israele, Francia |
| Durata | 91 minuti |
| Regia di | Shirel Amitay |
| Attori | Géraldine Nakache, Yaël Abecassis, Judith Chemla, Arsinée Khanjian, Pippo Delbono Makram Khoury, Pini Tavger, Yossi Marshek, Mohamad Hamdani, Hanna Rieber, Eithan Lev, Gilles Ben-David, Eran Bohem. |
| Uscita | giovedì 16 giugno 2016 |
| Distribuzione | Parthénos |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,55 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 17 giugno 2016
I conflitti del Medio Oriente e la speranza di pace in na commedia sulla fratellanza popolata da fantasmi. In Italia al Box Office La casa delle estati lontane ha incassato 26,7 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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1995, Atlit, Israele. Cali torna nella casa dove ha trascorso le vacanze della sua infanzia, a un'ora di strada a Tel Aviv, e ritrova la sorella maggiore, Darel, e la minore, Asia. I genitori sono morti e la casa va risistemata e venduta. Affiorano, nel tempo trascorso insieme dalle tre donne, i dubbi, i fantasmi, gli storici motivi di litigio e il desiderio di dirsi l'amore reciproco a lungo rimandato. Attorno, la pace sembra per la prima volta a portata di mano, ma il 4 novembre riscriverà completamente lo stato d'animo del Paese e la decisione delle tre sorelle.
Esordio alla regia di Shriel Amitai, già assistente di Rivette, La casa delle estati lontane è un lavoro di impostazione sostanzialmente teatrale (come testimonia, tra l'altro, la presenza di Pippo Delbono), dove il cinema entra, non senza ragione, attraverso i luoghi (pochi interni della casa, il giardino, la strada antistante) e i volti delle protagoniste. Il casting è senza dubbio uno dei punti di forza del film, se non quello definitivo: la morbidezza di Darel (Abecassis), la determinazione di Cali (Nakache), la leggerezza di Asia (Chemla) sono tratti del carattere e del fisico, declinati in maniera da mostrare la loro unicità senza negare una sensibilità comune. E però il film è anzitutto un film di parola, dove il ruolo del leone spetta al dialogo e l'improvvisazione degli interpreti, se c'è stata come sembra, nasce a partire da esso. Su questo fronte il copione è discontinuo: a tratti trascina lo spettatore, stringendolo sul divano tra le ragazze, e a tratti lo fa sbalzare bruscamente fuor di finzione o lo trova impermeabile, perfino annoiato. Come spesso avviene, è quando la scena, sulla carta, fa di tutto per cercare il riso, la sorpresa, il dramma, che perde la scommessa, e dove, al contrario, pare dimenticare l'esistenza di un pubblico, lo trova concentrato e partecipe al proprio fianco.
Emblema di un luogo, Israele, che è insieme paradiso e inferno, crogiolo di vitali utopie e colpevoli rimozioni, la casa di famiglia è un essere vivente, che nasconde piccoli segreti e fantasmi ingombranti, su tutti quelli dei genitori, Mona e Zach. Attraverso le loro figure si consuma il balletto identitario delle figlie, e di Calì in particolare, tra autonomia e attaccamento, salto nel futuro e culto della memoria. La Storia con la maiuscola entra invece in punta dei piedi, da un accenno di dialogo o da un rigurgito televisivo, e solo nel finale dispiega la sua drammatica onda d'urto, con il discorso di Rabin e il suo epilogo tragico. Qui, la regista franco-israeliana tratteggia finalmente un bel momento cinematografico, che non abbisogna di commenti visivi o sonori superflui. Lo stesso non si può dire, purtroppo, della parentesi del ragazzo palestinese e dell'asino Rasputin, in forte odore di banalità.
Come si può facilmente evincere dal titolo, "La Casa delle Estati Lontane" richiama subito e alla mente la tematica del ricordo, del rivivere con nostalgia un'epoca passata che ora non esiste più. Ed infatti la storia ruota tutta intorno a tre sorelle le quali, trasferitesi all'estero (chi in Europa, chi in Canada), hanno lasciato giovanissime la propria terra natale, [...] Vai alla recensione »
Siamo nel 1995, nei pressi di Tel Aviv. Le tre sorelle Darel (la maggiore) che vive in Canada, Cali che vive in Francia, e Asia che vaga in cerca di se stessa e vuole partire per l'India, da tempo lontane tra loro e da Israele, si ritrovano nel villaggio natale di Atlit per vendere la casa di famiglia. I genitori sono morti in un incidente. La sola che inizialmente oppone resistenza è la maggiore, [...] Vai alla recensione »