| Titolo internazionale | Lost and Beautiful |
| Anno | 2015 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 86 minuti |
| Regia di | Pietro Marcello |
| Attori | Sergio Vitolo, Gesuino Pittalis, Tommaso Cestrone, Elio Germano, Claudio Casadio Anna Redi, Raffaele Montesarchio, Teresa Montesarchio, Gerardo Attanasio, Antonio Delise, Giuseppe Distanzio, Alviero Scatolla, Giuseppina Moronese, Giuseppe Vastante, Pasquale Caserta, Claudio Javier Benegas, Mariano Salierno, Guido Burzio, Biagio Manna, Maurizio Braucci, Fabrizio Federico, Luca Scarparo, Nicola Parola, Alberto Degregorio, Alberto Landolfi, Marco Messina, Gianluca Raia, Gino Raia, Michele D'Amelio, Antonella Attili. |
| Uscita | giovedì 19 novembre 2015 |
| Tag | Da vedere 2015 |
| Distribuzione | Cinecittà Luce |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,90 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 5 febbraio 2016
Un racconto che si propone di riscoprire il senso più profondo della nostra identità nazionale,
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Il pastore Tommaso, detto l'Angelo del Carditello per aver salvaguardato a proprie spese la reggia borbonica, muore la notte di Natale. Dall'aldilà viene conferito a Pulcinella l'incarico di salvare dal macello il bufalo parlante che Tommaso aveva adottato, Sarchiapone.
Oltre il documentario e oltre la fiction, come un alchimista anti-narrativo, che della commistione di elementi eterogenei o ossimorici ha fatto cifra stilistica. Guidato dall'intensità lirica di una egloga fuori dal tempo, Pietro Marcello sceglie una vicenda particulare - la sorte di un bufalo destinato, in quanto maschio, al macello - per raccontare il divario sempre più drammatico che separa l'Italia dagli italiani. Individuando nella natia terra dei fuochi il luogo di elezione per osservare zenit e nadir del Belpaese: la camorra, la brutalità dell'ignoranza e il disprezzo per il passato da un lato, lo splendore dei paesaggi e gli slanci individuali di ingegno umano dall'altro. La commistione di elemento documentaristico e di elemento fantastico si trasfigura quindi in un insieme inestricabile di fiaba-apologo e cruda presa di coscienza di cosa siamo diventati, forse irreversibilmente.
Il progetto originario di un lavoro incentrato sulla vita dell'eroico Angelo del Carditello, prematuramente interrotto dalla scomparsa di Tommaso, diviene altro ma non smarrisce il ricordo del suo spirito-guida, immagine di un'Italia che può ancora esistere, che si oppone alla barbarie, che non guarda in ogni faccenda solo al mero return over investment. Marcello mette la mirabile tecnica di montaggio del found footage (merito di Sara Fgaier) che stupì ne La bocca del lupo al servizio di una fiaba onirica e filosofica, in cui i personaggi principali sono pastori - figure liminari per definizione -, maschere della tradizione come Pulcinella (recuperato nella sua funzione di psicopompo, secondo un mito risalente all'antica Etruria) e un bufalo, centrale per l'opera al punto da meritare delle anomale soggettive.
La tragedia di Sarchiapone diviene il punto di vista, o il fish eye, da cui osservare le storture e la mancanza di alternative dell'umanità circostante; il tentativo di salvare le sorti dell'animale di fronte alla sua inutilità e quindi alla sua impossibilità di vivere, diviene un donchisciottesco tentativo di sovvertire ciò che è già scritto. Sconvolge in Bella e perduta la dedizione di Marcello, così come la sua capacità di lasciarsi trascinare dalla volontà fatica senza perdere mai il controllo di una messa in scena esemplare. Non documentario, né finzione, bensì una somma infinitamente maggiore dei propri addendi.
Il materiale girato dal regista Casertano Pietro Marcello, forse rischiava di diventare il solito, ennesimo, inutile documentario/denuncia sull'incuria del patrimonio artistico-culturale, sul degrado di quel posto o di quell'altro o sull'inquinamento e l'abbandono della terra dei fuochi. Invece, con una felice intuizione, tutto magicamente si trasforma e veniamo accompagnati in un'appassionata e struggente [...] Vai alla recensione »
Facile precipitare nel consueto dialogo tra sordi di fronte al piccolissimo film di Pietro Marcello. Chi lo apprezza e lo sostiene rischia di essere considerato elitario difensore del cinema per pochi, chi lo liquida con un'alzata di spalle riterrà di avere le sue buone ragioni di fronte all'ermetismo - sia pure molto materiale e concreto - dell'opera. La verità è che in un orizzonte di espressioni differenti e polifoniche di una cultura nazionale, il cinema di Pietro Marcello, prezioso e non imitabile, deve non solo esistere ma essere preso molto sul serio, al di là della manciata di sale che [...]
«Un film non deve essere per forza di cose perfetto» dice Pietro Marcello, casertano, classe 1976. Bella e perduta, distribuito dal 19 novembre dopo essere stato in concorso al Festival di Locarno, e contemporaneamente alla sua uscita in sala preapertura di quello di Torino, non è perfetto. Almeno secondo schemi mentali convenzionali, legati a una concezione ferrea della rappresentazione e dello spettacolo, fatta di sceneggiatura, codici, regole e "narrazione".
Tommaso Cestrone era un pastore che si era messo in testa di salvare un gioiello di architettura settecentesca, la reggia di Carditello, nel casertano. Morto di infarto la notte di Natale del 2013, a 48 anni, non ha fatto in tempo a veder realizzato il suo sogno. Il regista Pietro Marcello lo aveva incontrato per raccontarne la storia e da quel materiale è partito per realizzare una fiaba moderna in [...] Vai alla recensione »