La gente che sta bene

Film 2014 | Commedia, 105 min.

Regia di Francesco Patierno. Un film con Claudio Bisio, Margherita Buy, Diego Abatantuono, Jennipher Rodriguez, Laura Baldi. Cast completo Titolo internazionale: People Who Are Well. Genere Commedia, - Italia, 2014, durata 105 minuti. Uscita cinema giovedì 30 gennaio 2014 distribuito da 01 Distribution. - MYmonetro 2,50 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 19 maggio 2015

Giuseppe Sobreroni è un top manager che, licenziato in tempo di crisi, sarà disposto a tutto pur di ritornare in vetta. In Italia al Box Office La gente che sta bene ha incassato 1,5 milioni di euro .

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Consigliato nì!
2,50/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,17
PUBBLICO 2,33
CONSIGLIATO NÌ
Favola nera con tocchi di comicità extradark e rapide pennellate di ironia.
Recensione di Paola Casella
mercoledì 22 gennaio 2014
Recensione di Paola Casella
mercoledì 22 gennaio 2014

Umberto Dorloni è un avvocato d'affari nella Milano che si finge impermeabile alla crisi. È un tipo senza scrupoli, pronto a licenziare i "collaboratori" meno produttivi e a fare lo sgambetto ai partner del suo studio legale di grido. Ma il capo non lo stima, la moglie Carla è stanca delle sue disattenzioni, la figlia preadolescente Martina si ribella e il figlio Giacomino simula malori letali. Umberto però resta convinto di far parte della "gente che sta bene", quanto a denaro e a sanità mentale. Dietro la sua parlantina assordante, dietro il suo sguardo sfuggente si intravvede la paura di un uomo che annaspa per rimanere a galla e nascondere a se stesso l'evidenza che la sua vita non è quella che voleva. A scoperchiare il vaso di Pandora è il licenziamento improvviso, che dà inizio ad una serie di mosse da parte di Umberto per recuperare terreno e non cadere vittima della crisi, come tutti.
"Ti piace il nuovo uomo italiano?", gli chiederà il mesfistofelico Patrizio Azzesi, l'avvocato più potente di Milano interpretato da Diego Abatantuono. Ed è la domanda che Francesco Patierno pone anche al pubblico: siete fieri di quello che siamo diventati, e di ciò che abbiamo elevato a modello di successo? Claudio Bisio dipinge il suo Umberto come un uomo alla resa dei conti ma infantilmente disposto ad autoconvincersi di essere sulla cresta dell'onda. La sua simpatia innata contribuisce a rendere il personaggio dell'avvocato arrivista ancora più inquietante, perché gli toglie quella punta di perfidia che ci permetterebbe di liquidarlo come "altro da noi".
Patierno, basandosi sul romanzo (e sulla collaborazione alla sceneggiatura) di Federico Baccomo, descrive nitidamente, con grande precisione di dettagli, un ambiente e un comportamento già sedimentati come strati geologici, nei quali tutti noi rischiamo di fare la fine del fossile. Ma il regista, come il suo protagonista, è solo apparentemente cinico, il che è evidente sia nel doppio binario su cui si muove Umberto fin dalle prime scene, che nell'integrità filmica con cui Patierno mette in scena la sua storia. Persino il product placement è "piazzato" con una misura di eleganza e un senso narrativo congruente.
Le scelte di casting dimostrano ulteriore buon gusto: Abatantuono giganteggia scegliendo una recitazione sotto le righe che contrasta la sua statura (di attore); Margherita Buy lavora sottotraccia nel raccontare un personaggio femminile, la moglie di Umberto, che invece di agire reagisce, fino a quando non può perdonarsi di farlo. A lei, e alle donne, Patierno riserva la speranza, che è quella di un'intera società. La vicenda di Umberto segue la stessa linea etica di Flight nel sottrarre ostacoli esterni alla possibile redenzione del protagonista, e anche questo denota assenza di cinismo, perché conserva una fede autentica nelle risorse interiori degli uomini. Il vero crimine al centro della storia resta il furto di identità, non solo quello che subisce Umberto, ma quello che ha subìto un intero Paese.
La gente che sta bene ha un solo, vistoso difetto, ed è di marketing: viene "venduto" al pubblico come una commedia scanzonata (basta guardare la locandina ammiccante del film), quando invece è una favola nera, con tocchi di comicità extradark e rapide pennellate di ironia.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 3 febbraio 2014
Maybenot

Il film è decisamente mediocre. Ha visibilità solo per mancanza di alternative. Bisio in un ruolo tragico è semplicemente fuori luogo. Un film dove si prova in tutti i modi di ammiccare allo spettatore, simbolico il continuo ripetere che "C'è la crisi" mentre  si fa la bella vita nei salotti eleganti. Argomenti SERI come la depressione che porta la moglie [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alessandra Levantesi
La Stampa

Di gente che sta bene tratto dal romanzo di Federico Baccomo (Marsilio), è interessante la scelta di un registro più agro che dolce in controtendenza a quello che offre la piazza nostrana: con rare eccezioni come Il capitale umano cui la commedia di Francesco Patierno per contenuti un poco si accosta. Siamo in presenza di un personaggio che, come l'inconsistente Fabrizio Bentivogilo nel film di Paolo [...] Vai alla recensione »

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